Chocolate starfish and the hotdog flavored water: esequie per un paio di scarpe

Un paio di All Star meritano delle onoranze funebri dignitose, soprattutto se le scarpe in questione sono state per anni ai tuoi piedi vivendo assieme a te  drammi, gioie (sempre poche), imprevisti e probabilità. Così oggi, 18 Aprile 2017, decido di salutare definitivamente le mie scarpe preferite. Scarpe che già erano di seconda mano, perché la mia famiglia è l’unico esempio del ricco nord/est dove l’eredità funziona al contrario. Le mie All Star bianche, infatti, mi sono state passate dalla mia cuginetta Giorgia, che all’epoca aveva 14 anni, io 26. Che male c’è, porto due numeri in meno di lei e Giorgia si stufa presto dei vestiti: come passa una moda, ne arriva un’altra e le cose vecchie (sebbene siano ancora nuove) finiscono alla cugina povera, cioè io. Che poi, a onor del vero, io povera non lo sarei nemmeno, ma mi piace molto l’idea di sfruttare qualcosa finché risulta possibile farlo.

image2.JPG

Una volta fatto il quadro della situazione, mi sembra giusto spostare il focus sulle scarpe per le quali siamo qui a celebrare un rito funebre. Queste scarpe si sono laureate con me, hanno imparato a fare il gelato in un laboratorio vero, sono venute a diversi concerti, siamo andate alla scoperta del mondo. Mi hanno vista piangere, urlare, ridere e sono state lanciate dietro a qualcuno che evidentemente se lo meritava. Le ho difese con le unghie e con i denti quando ad un matrimonio mi hanno chiesto di non indossarle “Sono sporche e rotte!” E STICAZZI, pure te sei sporca e rotta eppure vai in giro lo stesso con la tua faccia. E le ho indossate comunque, fierissima, assieme al mio bellissimo abitino rosso a pois. Identico outfit utilizzato per andare ad esplorare la passerella dorata di Christo sul lago d’ Iseo, dove per l’appunto anche lì avevo le mie All Star. Sono venute con me a Roma, non mi hanno lasciata sola. Mi hanno aiutata a sradicarmi, ad allontanarmi, a prendere decisioni importanti.  Hanno camminato con me per quattro anni, ogni giorno, con tutte le loro macchie, con tutti i loro buchi.

Oggi me ne separo, anche se ancora non ho deciso come. Penso che l’idea di seppellirle potrebbe risultare alquanto bizzarra se non addirittura illegale (la gomma pare sia materiale inquinante, insomma), così penso che chiederò a Claudio di deporle delicatamente in un sacchetto, quindi in una scatola e successivamente nel bidone dell’ama dedicato agli scarti non riciclabili. Io non potrei mai farcela, mi si stringe il cuore solo a pensarci.

Addio All Star bianche e belle, addio. Grazie per aver condiviso con me tutte le mille avventure; vi dedico anche il disco più bello dei Limp Bizkit,  sarà la colonna sonora del nostro ultimo ballo scatenato in questa vita.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...