Non fate impazzire la maionese

Gli ingredienti della maionese non sono fatti per stare insieme, ma se si combinano con un po’ di pazienza il risultato è assicurato. Le uova, l’olio ed il limone presi singolarmente dicono poco, non costituiscono nulla di completo e nessuno penserebbe mai di saziarsi utilizzando uno solo di loro. Pure l’uovo, per quanto sia super nutriente, da solo rimane un pasto un po’ triste. Chi mai si berrebbe un bicchiere d’olio, anche se si dovesse trattare del miglior estratto d’oliva del mondo? Mentre c’è chi si beve le limonate senza zucchero, ma in genere serve per mettere un tappo alle chiappe quando fa male la pancia. In buona sostanza possiamo partire tutti da un’opinione comune: le patatine fritte senza la maionese dovrebbero essere illegali.

Fare la maionese però è difficile: quindi prendiamo due uova, un bicchiere d’olio, del limone e poi scendiamo al supermercato a comprare il tubetto della Calvè. Fatto, poi friggiamo le patatine senza ustionarci e via, grassi saturi per cena. Appurato che nemmeno in dieci vite riuscirò a fare la maionese, veniamo al perché. L’olio è un liquido strano, fa quello che cazzo gli pare e di conseguenza è molto difficile fare in modo che prenda confidenza con l’uovo. I due devono prendersi bene fin dall’inizio, perché mentre una mano sbatte l’uovo, l’altra fa scendere l’olio a filo, facendolo entrare nell’ uovo piano, con la calma. Il movimento della mano, o meglio del polso, deve essere regolare: non si può rallentare e non si può accelerare. Bisogna avere pazienza. Così l’uovo piano piano si apre e lascia passare l’olio in modo tale che questo possa trovare lo spazio che gli serve per accomodarsi e sentirsi a proprio agio. Se la mano è sapiente, allenata ed esperta non farà fatica né l’uovo, né l’olio: si ritroveranno insieme, vicini e perfettamente combinati senza nemmeno accorgersene. Che poi sia tutto merito della mano o dell’ospitalità dell’uovo oppure della delicatezza dell’olio … è una cosa inutile da stabilire: hanno funzionato, tutti e tre. Poi mettere il limone è semplice, non ricordo mai se vada messo prima, dopo o durante, ma il limone non è il problema di questa storia.

Così come la maionese, molte altre cose non sembrano fatte per funzionare. Ci provi una volta, ci provi due volte, ci provi tre volte e alla fine ti trovi in bagno a sbattere la testa contro il pulsante dello sciacquone. Ti convinci che non funziona, che stai sbagliando qualcosa, che forse la nonna aveva ragione quando diceva che non si deve fare la maionese quando si hanno le mestruazioni! Tra l’altro io sto ancora cercando una ragione antropologica e culturale che mi giustifichi questa credenza. Ma il punto è che se riesce la maionese, soluzione bizzarra difficilissima da ottenere, allora si può riuscire a mescolare un po’ tutto: colori, creme, polveri e persone. Ci sono persone che sembrano uova e persone che sembrano olio: sono belli e buoni, i migliori. L’olio delle olive più genuine e l’uovo uscito dal culo della gallina più figa del quartiere non è detto che si acchiappino se non ci mettono pazienza, calma, amore e dedizione. Ah e anche una punta di buona educazione e di interesse, volendo, ma non è strettamente necessario.

Però alla fine la maionese riesce, a volte viene benissimo mentre a volte poteva riuscire meglio, ma su dieci volte che è impazzita se ti esce una volta fai anche i salti di gioia e sticazzi che non sia buonissima. Ricapitolando: l’uovo deve essere disposto ad accogliere l’olio, deve quindi sentirsi a proprio agio e lasciare una via aperta in modo tale che il filo possa inserirsi senza fare fatica. L’olio invece deve scivolare piano, chiedendo quasi il permesso, andando tranquillo senza mai insistere o risultare invadente. La mano che mescola e la mano che versa l’olio devono avere pazienza: qualche volta si aiuta l’olio, qualche volta si aiuta l’uovo, ma in entrambi i casi non si propende mai da una parte o dall’altra, cercando quindi di favore un inserimento, senza forzare mai. Poi sappiamo che ad un certo punto ci va il limone, su Giallo Zafferano spiegano perfettamente come fare. Oppure si chiami la nonna che quella la sa sempre lunghissima.

Le patatine fritte sono buone anche da sole, sono buone con il ketchup e sono buone con la maionese industriale, ma quando ti riesce un bel vasetto di maionese fatta con le tue manine sante non c’è paragone e ci schiafferesti dentro anche i Savoiardi convincendo tutti che si tratti di un’accoppiata geniale. E’ bello quando la maionese viene, non importa come, basta che venga. Rimanere ore lì a cercare di mescolare per poi vedere che l’uovo non vuole saperne dell’olio è proprio frustrante. Peccato per l’olio, peccato per l’uovo, ma più di tutti ne soffre chi ha provato a metterli assieme. Lui voleva solo mangiarsi le sue patatine buonissime, con una maionese non necessariamente perfetta, però non impazzita.

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