La polemica sul buonismo al concertone del primo maggio è obbligatoria.

“Senza polemica alcuna” un bel cazzo, il Primo Maggio è fatto per fare della polemica e visto che non hai voglia di farla te, cara Camilla, la faccio io. E non farò della polemica sul fatto che mi abbiano sempre stranita i sindacati uniti, oppure sul fatto che di anno in anno si veda sempre meno rosso e sempre più .. cose che con la festa internazionale dei lavoratori hanno poco a che fare, ma vorrei fare della polemica su un argomento che mi sta molto più a cuore, perché – per quanto io mi sia divertita – ad un certo punto mi avete non poco inquietata. Non parlerò di politica, lo giuro, non ne ho voglia, ma qualcuno mi dovrebbe spiegare perché la disabilità debba sempre essere trattata con questo fare da boy scout andando a ridicolizzare (perché secondo me li avete ridicolizzati) delle persone in nome di una tolleranza e di un buonismo che sono rivoltanti. A costo di sembrare stronza, davvero, non ho alcuna intenzione di sorridere e applaudire ad un gruppo di persone assolutamente non in grado di suonare e cantare che se ne stanno lì a fare il coretto della parrocchia esponendo quanto la vita sia bella anche senza gambe, senza vista o con qualche sindrome. Pensavo fossero passati i tempi in cui i disabili venivano trattati come bambini e di conseguenza messi in risalto con un fare patetico che un uomo adulto non si merita.

La disabilità sarà sempre una diversità fino a quando non smetteremo di trattarla come tale, andando a fare della retorica spicciola comportandoci come se dovessimo indurre il mondo ad una tolleranza. Tolleranza di cosa, di che? Io un disabile non lo tollero, non lo amo, non lo accolgo a prescindere, non lo strumentalizzo e soprattutto non mi sta simpatico in virtù della sua disabilità: un disabile è una persona come me, come tutti, quindi può starmi sul cazzo, può essere un coglione, un delinquente, incompetente in molti ambiti, incapace di fare cose, ignorante e stupido. La disabilità indica unicamente l’incapacità di fare qualcosa all’interno di un ambiente costruito per la tipologia predominante di esseri umani, non indica buon cuore e dolcezza. Basta con queste stupidaggini. Un disabile alto un metro non sarebbe un disabile in un mondo costruito a sua misura, no? Quindi in quel caso sarei autorizzata a dire che è uno stronzo, ma in un mondo pensato per persone alte almeno un metro e venti no, non lo posso dire perché sono una stronza.

Allora sì, sono una stronza. Una stronza infinita perché il mio atteggiamento verso un disabile è identico rispetto all’atteggiamento che riservo per un … normodotato (?) Che poi, “disabile” e “normodotato” che parole di merda.

Quindi no, non mi piace per niente quello che avete messo in scena sul palco del Concertone, mi dispiace. Loro si saranno anche divertiti, sicuramente s’ divertito come un matto il ragazzo con la sindrome di Down con il microfono in mano che urlava e incitava il pubblico, ma il messaggio che avete fatto passare è sempre lo stesso ed è sempre sbagliato. Ritengo esistano altri modi per parlare di disabilità, ne sono convinta e l’ho visto fare. Preferisco di gran lunga sentir parlare un ragazzo che senza gambe si è scalato una montagna con un amico, preferisco sentire il racconto di come un non vedente abbia imparato a muoversi in una casa non costruita per lui. Preferisco ascoltare testimonianze e vedere come persone – di qualsiasi tipologia – riescano a fare cose straordinarie. Ma basta, basta esaltare un disabile che riesce a fare (male) una cosa normale. Anche io canto di merda, ma mica mi ci fate suonare sul palco del 1 Maggio, però se in un incidente perdo le gambe e le braccia allora sì, allora posso e divento bravissima automaticamente perché passo per la “poverina”. 

Insomma: avete rotto il cazzo.

Comunque al Concertone tutto bene, e anche a casa grazie a Brunori Sas. Grazie anche a Lo Stato Sociale, a Le luci della centrale elettrica, agli Après la Classe e a Bennato che come sempre fa il miglior rock italiano da non so quanti anni. E grazie anche al mio ragazzo, che mi ha accompagnata al mio primo Primo Maggio dal vivo, sbuffando e brontolando, ma divertendosi con me anche se era tutto veramente troppo indie per lui. E grazie anche al cazzo, naturalmente.

Ho apprezzato particolarmente l’intervento de Lo Stato Sociale, l’unico gruppo (assieme a Bennato) che abbia detto qualcosa di importante in modo onesto e assolutamente poco retorico. Ma ci vuole coraggio a politicizzarsi lassù, mentre tutti ti guardano, anche se si tratta di una festa di colore e di partito.

Cara Camilla, abbiamo capito che stavamo in Rai e lì i culi da leccare sono sempre molteplici, ma la prossima volta che vuoi porre l’attenzione sui barconi di rifugiati che qualcuno chiama Taxi, falla della polemica. Falla, porca puttana. Il palco del Concertone del Primo Maggio è fatto per fare della polemica e tu, tesoro dolce, non sei stata assolutamente in grado di farlo. Non puoi iniziare il discorso come lo inizierebbe un democristiano, suvvia, non su quel palco.

Basta, la polemica l’ho fatta, anche troppa. Ho finito vostro onore! Ora mi rimetto sotto al piumone visto che mi sono portata a casa un bel febbrone da cavallo. Però mi sono divertita, tantissimo. 

Special Thanks to:

  • Al ragazzo sbronzo che ci provava con la ragazza di Nader e che si accasciava indisturbato sul corpicino esile di Yasma.
  • Alle distributrici di gomme Vigorsol, una benedizione.
  • Ai ragazzi del lancio delle cartine e carta da filtro, la salvezza per molti di noi.
  • Alle guardie che ci sequestrano il bottiglione di vino bianco da un litro e mezzo, privando così Yasmin e Claudio della loro bevanda fresca e corroborante agognata tutto il giorno.
  • Al ragazzo casertano che baratta la sua frittata di maccheroni con la nostra pasta fredda preparata al volo la mattina stessa.
  • Alla ragazza che indisturbata alza il nostro telo e cerca la sua borsa tra i nostri zaini, rendendosi conto solo dopo un minuto buono che quello non era il suo mucchio di roba, ma il nostro.
  • Ai ragazzi che hanno circondato – male – Federica e Yasma scroccando loro l’ombrello e impedendo a me di ripararmi con le mie amiche. Grazie eh, grazie.
  • A Nader. Perchè è Nader e basta.

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Bruciare sempre spegnersi mai.

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