La prossima volta un po’ meno, Elì

(Doveroso commento in ingresso: giuro che sul sito della Growell ci sarà un articolo serio, questo fa parte del mio calderone di stronzate in libertà) 

Tipo, avete presente quando a scuola tutte le vostre compagne di classe avevano già messo su un bel paio di tettine graziose e voi niente, magre e sgraziate come come stuzzicadenti? Avete presente la sensazione di disagio misto “mannaggialamiseria” che provate quando in spiaggia arriva la turbofiga abbronzata di turno, con il costumino mini e voi lì a prendere il sole come burrate freschissime arenate sugli scogli? Bravissime! Questo è il mio mood del giorno, ma io con il mio personaggio ci ho fatto pace e dio solo sa quanto io mi diverta a recitare la parte di quella bruttina, ma tutto sommato simpatica. Oh, voglio dire, lasciatemi nel mio ruolo che sono diventata bravissima e ci sto dentro che è una meraviglia. Show concluso,  voglio raccontarvi della mia mattinata sul set di uno shooting. Modella? Presa. Fotografa protagonista? Ce l’abbiamo. Accessori? Pure.

Ed ecco a voi la diapositiva

Quella simpatica

Allora: la modella è quella con gli occhiali, la fotografa quella con la visiera e quella con i ricci è quella simpatica. Tutto chiaro no? Niente, io non posso proprio fare a meno di mandare in vacca anche quello che dovrebbe essere un articolo serio. Ve bene, va bene. Da capo.

La mia sveglia è suonata ad un orario per me improponibile, così presto che persino Aida (la nostra gatta) ha deciso di non azzardarsi a chiedere il pasto con i soliti incessanti ed estenuanti miagolii lamentosi. Ha fatto pippa pure lei e ha capito, fin dal “GATTA LEVATI DAL CAZZO” che non era proprio aria. Così, mesta s’è levata dal cazzo. Fidanzato, invece, che è un filino più preparato del gatto, ha deciso di non opporre eccessiva resistenza ai continui “CLAUDIO SVEGLIATI CHE DOBBIAMO ANDARE E FARE LE COSE” e già al primo richiamo era seduto a tavola a bere, in religioso silenzio, il suo caffè. Che poi, francamente, quando il caffè lo preparo io, si dovrebbe parlare più di una purghetta.

Ma perché rischiare un genocidio in questa maniera? Semplice, perché per la maggior parte delle volte io ho delle idee di merda. Idee di merda che però finiscono per essere pure divertenti. E divertente effettivamente è stato, sì. Jajo è cliente dell’agenzia di marketing per la quale io lavoro come copywriter e gli ho proposto di sperimentare una comunicazione a lui del tutto sconosciuta, ovvero quella che si basa sul tam tam mediatico che gli influencer generano sui social. Il buon cliente ha acconsentito al test e mi ha dato, ingenuamente, carta bianca. Una volta ricevuta la palla toccava scegliere una blogger che rispondesse alle mie esigenze e dopo una lunghissima e attentissima analisi di ascisse, ordinate, cambiali, aristogrammi, cerchi di Eulero nel grano, gravidanze di rane e pennarelli rossi, sono giunta ad una conclusione: Meggy Fri, autrice di Impossibile fermare i battiti, faceva assolutamente al caso mio. Come l’ho scelta? A caso regà, totalmente a caso. NO SCUSATE VOLEVO DIRE… d’accordo, basta stronzate Elì. La verità è che me ne serviva una abbastanza sul pezzo per avere risultati tangibili, ma allo stesso tempo necessitavo di una profonda alchimia per poterla trascinare nel mio vortice di follia e sperimentazione. E nessuna, davvero nessuna, poteva assolvere a questo compito meglio di lei visto che proprio in queste ultime settimane ci siamo rincorse a colpi di pizzicate sui social dando vita ad un giocoso scambio di insulti graziosi.

IMG_5088Caso vuole che Meggy porti con sé la sorellina più piccola, un’altra anima che invece di sfruttare la propria intelligenza per laurearsi in medicina, ha deciso – come tutte noi mezze creative, mezze incasinate – di fare la fame per inseguire un sogno. Insomma, la fotografa ci voleva e abbiamo preso una delle migliori che si siano mai viste in giro. Claudia, quella con i ricci nella foto, non fa assolutamente la fame visto che ha un portfolio bellissimo ed è una vera professionista. Sa il fatto suo ed è lei la responsabile della nostra sveglia improponibile: è tutto un fattore di luce, quella bella per le foto la si ottiene solo la mattina presto.

Mentre guardo Meggy così perfetta e naturale davanti alla camera, penso a quanto mi mangerei di gusto un cornetto alla crema. E poi ripenso: ma perché non ho anche io il pancino così piatto? No, non è vero che piango tutte le sere lacrime e sangue implorando gli dei pagani di darmi una ventina di chili in meno e una decina di centimetri in più. Non è vero. Non del tutto. Insomma, dai. Va bene! Qualche volta sacrifico il mio Barattolino Sammontana alle divinità greche, okay? E lo sacrifico mangiandomelo tutto, sì.

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Ma insomma, dove voglio andare a finire in questo post? Volevo raccontarvi di come tre disagiate conquistano il Parco degli acquedotti romani e fanno delle sterpaglie il loro territorio di battaglia. Quindi Meggy in posa, Claudia scatta ed io scatto Claudia che scatta mentre Meggy sta in posa. Ora, voi direte… e sticazzi? Oh, ma mica ve lo chiesto io di leggere questo post. Intanto però ringraziamo chi per noi ha montato il cartonato dell’acquedotto, esagerando un pochino con l’impalcatura. Un sentito grazie va anche a coloro che si sono occupati del fumo scenico (ben tre mandate di fila) attraverso l’uso strategico di una camionetta e naturalmente grazie anche al trattore, al contadino e a chiunque fosse lì ad assecondare ogni nostro capriccio riguardante la scenografia. Che poi queste cose siano state del tutto casuali è solo una diceria di quartiere, Elisa può ed Elisa fa. Sì, però la prossima volta anche un po’ meno, soprattutto il fumo.

IMG_4971La verità, scemenze a parte, è che ci siamo divertite e siamo state davvero bene insieme. La verità è che se fosse così tutti i giorni io lo farei lo sforzo costante di svegliarmi all’alba e lo farei anche con il sorriso. Sono grata a Jajo e a  Growell per quest’occasione (ma soprattutto per la fiducia) perché finalmente ho potuto dimostrare che due cosette, tutto sommato, le so fare pure io.  Ma più di ogni altra cosa, signori, io sono enormemente fiera di me. E non prendetela come vanagloria o chissà quale patologia narcisista: sono semplicemente felice per ogni cosa io sia riuscita a costruire da quando abito qui a Roma. Ho fatto fatica, ne dovrà fare ancora un sacco, ma finalmente vedo il mio lavoro e il mio impegno essere riconosciuti.

Grazie alle mie amiche Meggy e Claudia per questa mattinata che porterò sempre nel cuore.

La redazione assicura che Meggy e Claudia sono tornate a casa sane e salve, non hanno subito violenza o costrizione di alcun tipo. Non riportano lesioni, contusioni, lividi o danni cerebrali. Sembrano leggermente confuse, ma si può tranquillamente imputare al caldo. 

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