Di matrimoni e diavoli a Santa Sabina, ma non solo

scritto da Fidanzato Claudio

Abbiamo cercato madonnelle che muovono gli occhi per proteggere i romani dal temibile Napoleone, poi abbiamo trovato la tana di un drago sconfitto da San Silvestro e ancora non siamo soddisfatti. Il bello di avere una gatta veronese a Roma è la sua insaziabile e contagiosa sete di avventure; quell’occhio esterno che si muove alla ricerca di leggende dimenticate dove per un autoctono ci sono solo sassi e chiese a cui passa davanti con occhio distratto, ormai assuefatto.

La nostra missione è ricomporre quel mosaico di segreti, leggende e storie che hanno contribuito a costruire l’identità culturale di un popolo, di una città, scavando con i nostri racconti le radici di Roma stessa.
Così, muovendoci nel cuore della cristianità, siamo andati a cercare tracce del passaggio del demonio. Evidentemente essere così vicini a San Pietro non ha permesso al nostro amico Belzebù di fare troppe apparizioni in giro, ma cerca che ti ricerca siamo riusciti a trovare due storie (ovviamente supportate da indiscutibili prove) che raccontano la triste storia di un povero diavolo a cui le cose non sono andate troppo bene.

IMG_5112La prima che vi racconto è forse quella più conosciuta, riguarda San Domenico, il Diavolo e la basilica di Santa Sabina all’Aventino: c’era una volta San Domenico che stava pregando davanti alla basilica di Santa Sabina ) quando passa il diavolo da quelle parti e cerca di distogliere il nostro martire dalle sue preghiere. Ovviamente San Domenico non è uno che si lascia distrarre facilmente, così il diavolo decide di tirargli un sercio (sércio, termine agiografico che indica un sasso di modeste, ma letali dimensioni): il sercio manca San Domenico, sfonda una lapide, il Diavolo fa pippa (altro termine agiografico che indica la sconfitta del Maligno) e se ne va. Ma perché San Domenico non stava pregando dentro, chiederanno i miei piccoli lettori! E che ne so io? Magari ci stava un matrimonio. E ce ne sono tanti, garantito. Tuttavia il sercio è rimasto nella basilica, ed ora è esposto sopra una colonna, con i segni degli artigli del Maligno scavati nella pietra (del sercio, non della colonna).

IMG_5118.JPG

Certo, la storiografia ufficiale ci dirà che questa leggenda è stata inventata quando tale Domenico Fontana, architetto incaricato di un restauro nel tardo Cinquecento, ha rotto la lapide cercando di spostarla.

“Oh, mi sa che ho fatto un mezzo casino”
“Vabbé, dimo che è stato er demonio”
“Daje”

Che poi, detta così sembra facile: prendi il tram 3, arrivi a Circo Massimo, ti fai un pezzetto a piedi ed ecco che sei arrivato alla basilica, scatti due foto e te ne vai. Tutto giusto, se non fosse che per arrivare nella chiesa è necessario districarsi in una giungla di abiti bianchi, neri, macchine di lusso e d’epoca, carrozze con cavalli e improbabili cappelli. In una parola: matrimoni. Voi mi direte “sì, è una chiesa, che t’aspetti?” Giusto, ma un conto è imbucarsi durante una celebrazione nuziale per fotografare il sercio (fatto), un conto è restare una buona mezzora nei dintorni della chiesa a osservare sgomenti una coda di almeno quattro spose con tutto il loro codazzo di invitati, autisti, cocchieri, fotografi… che dire, delicatissimo. Delicatissimi i vestiti, tutti rigorosamente bianchi, simbolo di castità, così come le spalle scoperte, le ampie scollature, i tagli sulla schiena o gli short… ah no.

IMG_5126.JPG

La seconda leggenda invece ha luogo a Piazza del Gesù, dietro Piazza Venezia. Lì infatti, sorge la chiesa del Gesù, la chiesa madre dei gesuiti (strabiliante). Avete presente quell’ordine di uomini tutti vestiti di nero, che nel corso di diversi secoli si erano impegnati nel convertire masse di indigeni all’unica vera fede, quegli uomini che attraverso società segrete e pubbliche erano il braccio armato del papato quando c’era da fare l’unità nazionale… insomma, quelli. Fatto che sta che una volta, il Diavolo e il Vento si trovavano a passeggiare proprio davanti alla chiesa del Gesù. Ora voi mi chiederete “ma che ci faceva il vento con il diavolo?” Ma perché, io vengo a contestare le vostre frequentazioni? Fatto sta che quando si trovano davanti al portone della Chiesa, il Diavolo chiese al Vento di aspettarlo fuori, mentre lui sarebbe entrato per svolgere alcune sue faccende. Purtroppo, non sapremo mai quali affari aveva il Diavolo in ballo con i gesuiti, perché il Maligno non uscì mai più da quella chiesa, lasciando il Vento ad attenderlo in eterno. Secondo me perché si è trovato in particolare buona compagnia. Tanto che, in qualsiasi periodo del giorno o dell’anno voi andiate a Piazza del Gesù, troverete sempre una leggera brezza che spazza l’aria.

IMG_5128.JPG

E qui finisce, pressapoco, quello che concerne il diavolo a Roma. Bugia. In realtà di leggende e dicerie ce ne stanno ancora tantissime e man mano che questo caldo asfissiante andrà scemando le affronteremo tutte, o quasi. Per oggi ci fermiamo qui, sperando di avervi intrattenuto quei cinque o dieci minuti. Come sempre, se v’è piaciuta raccontatela in giro, se vi abbiamo annoiati… sicuramente non possiamo aver fatto peggio di Manzoni.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...