Una serie di sfortunati eventi

|SPOILER FREE|

scritto da Fidanzato Claudio

Era un po’ che da queste parti non si parlava di serie Tv, così abbiamo deciso di riprendere l’argomento. Mettendo da parte American Gods che continua ad affascinarmi e ancora sto esultando per la produzione della seconda stagione, tralasciando Game of Thrones che è ricominciato più fomentante che mai, io e la gatta abbiamo cominciato a guardare con incredibile godimento una serie firmata Netflix, una serie con uno spettacolare Neil Patrick Harris, una serie… di sfortunati eventi.

Forse qualcuno di voi, come me, avrà letto uno, due o magari tutti i libri della serie scritta da Lemony Snicket che vi rivelo – e giuro, l’ho scoperto or ora – essere un personaggio inventato dalla penna di Daniel Handler, il reale scrittore.
Senza fare spoiler, la trama tanto dei libri quanto della serie (e in parte anche della riduzione cinematografica meno fedele di Brad Silberling) racconta le peripezie dei fratelli Baudelaire (Violet, Klaus e Sunny) alla ricerca di una nuova famiglia e in fuga dal malvagio attore Conte Olaf, che vuole accaparrarsi il patrimonio lasciato in eredità dai genitori ai ragazzi, morti in un incendio sospetto.

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La serie secondo me è molto ben scritta, in grado di soddisfare sia i lettori più appassionati sia chi non ha mai aperto nessuno dei libri, obiettivo non facile e pienamente raggiunto grazie a una collaborazione che vede, tra gli altri, Mark Hudis e lo stesso Daniel Handler, rispettivamente come sviluppatore e produttore esecutivo.

Per quanto riguarda l’atmosfera generale della serie, sono due gli aspetti che secondo me meritano più di tutti una particolare attenzione: lo sfondamento della quarta parete fino ad arrivare a un vero e proprio caso di metaserie, con testo e attori che parlano di sé stessi entrando e uscendo dallo schermo; il cinismo e l’ironia tipici della black commedy, grazie ai quali si arriva tanto a sorridere quanto a ridere senza ritegno davanti alle sventure dei fratelli Baudelaire e di tutti i personaggi della vicenda.
Già a partire dalla sigla Non guardare in cui si consiglia con una piacevole canzoncina di cambiare canale si capisce quanto il tutto possa essere surreale, così come tutte le volte che il nostro Lemony Snicket si rivolgerà a noi spettatori, con commenti più o meno pertinenti sulla vicenda.

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Una menzione speciale la merita senz’altro Neil Patrick Harris, conosciuto ai più per il suo ruolo di Barney in How I Met Your Mother, e stavolta impegnato nelle vesti del malefico e stravagante attore Conte Olaf, antagonista della vicenda e personaggio per nulla facile da gestire con tutti i suoi camuffamenti, la sua cattiveria e il suo essere incredibilmente comico.
Senza nulla togliere a uno dei mie attori preferiti, che aveva lo stesso ruolo nel lungometraggio già citato, vuoi per il maggiore spazio concesso, vuoi per la presenza dello scrittore nell’organico della serie, Neil batte Jim Carrey, portandosi a casa la vittoria su un confronto veramente difficile da sostenere.

Per concludere, questa serie ci sta piacendo molto, scorre fluentemente senza essere frenetica ma, almeno a noi, rende molto difficile staccare gli occhi dallo schermo per riprendere la nostra vita reale. E se voi vorrete avvicinarvi a una serie che, per citare Sonia Saraiya di Variety “potrebbe benissimo essere il risultato di ciò che accadrebbe se Wes Anderson e Tim Burton decidessero di fare una serie televisiva insieme”, questa potrebbe fare al caso vostro!

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