Cinque cose da sapere sui call center

Oggi è il primo giorno in cui non faccio più l’operatore di un call center.

Sì, perché nonostante io continui a millantare una zoppicante carriera d’attore, la verità è che mese dopo mese sto collezionando una serie di lavori che, oltre a permettermi di pagare l’affitto – non è vero, con quello che mi hanno dato forse posso permettermi una bruschetta con olio e il sale – mi stanno facendo conoscere mondi finora inesplorati. Così, mentre studio una parte, preparo un provino e mi appresto a iniziare una nuova fantastica avventura come negoziante della 3, volevo raccontare perché d’ora in avanti quando mi chiameranno per propormi una vantaggiosissima offerta Tim, Vodafone, Fastweb o un aspira polvere, metterò da parte ogni astio e perlomeno starò ad ascoltare quanto hanno da dirmi. E dovreste farlo anche voi, davvero.

call-center-2505953_960_720[non è vero, nessuno che lavora in un call center è così felice di farlo]

  1. Nessuno vi chiama perché proprio voi siete particolarmente presi di mira. Gli operatori telefonano da postazioni computer in cui un programma compone automaticamente dei numeri di telefono, fissi o cellulari, con profilazioni molto vaghe. Al limite può distinguere il numero di un privato da un’azienda, ma non fa molto più di così.
  2. I vostri numeri di telefono non vi vengono rubati di notte da malvagi agenti segreti. Una delle cose più comuni che ho sentito è stata “io voglio sapere dove avete preso il mio numero”. La verità, signore e signori, è che siete voi a dare ai call center il vostro numero. Sorpresi? Non dovreste, basterebbe leggere le condizioni di utilizzo e i termini per scoprire che ogni volta che usate il vostro numero di telefono per registrarvi su un sito, su una mailing list, e così via, voi date il diritto di comprare e vendere quel numero a fini commerciali. Il secondo segreto è che non siete obbligati ad autorizzare il trattamento dei vostri dati per questi scopi, infatti di solito avete due caselle da spuntare sui siti di registrazione.
  3. Nessun operatore call center potrà mai “cancellare il vostro numero”. Come spiegato sopra, quel numero è un bene che è stato regolarmente venduto e comprato, e certo non potrà essere un disgraziato davanti a uno schermo a interrompere questa transazione. L’unica cosa che si può fare, in questo caso è iscriversi al Registro delle Opposizioni sul loro sito internet. Non funziona al cento per cento, ma sicuramente è in grado di ridurre il volume delle chiamate.
  4. Il call center non è un hobby. So che questo può sembrare banale, ma vi garantisco che molte volte sembra questa la sensazione diffusa nelle persone che vengono chiamate. Le polemiche più comuni sono “le sembra questa l’ora di chiamare, sono a pranzo!” oppure “ma anche quando sono in vacanza al mare mi dovete disturbare?”. Ora. Mentre voi siete al mare, sdraiati sotto l’ombrellone a gustarvi il rumore delle onde che si infrangono sulla battigia, oppure mentre vi state per mettere a tavola pronti ad assaporare il delizioso pranzetto che vi è stato preparato dopo una lunga giornata di lavoro, sappiate che dall’altra parte del telefono c’è qualcuno che a mezzogiorno e mezza del 21 di agosto è in un ufficio a prendersi vaffanculi in attesa della fine del turno, dopo aver passato le vacanze in un raggio di venti chilometri da casa perché non può permettersi di partire.
  5. I call center non sono associazioni a delinquere, e non passano le giornate a progettare astuti piani su come rubarvi i soldi. Semplicemente, le agenzie di comunicazione prendono accordi con le aziende (telefoniche, di elettrodomestici, creme per il corpo…) con i quali si offrono di vendere i loro prodotti in cambio di una provvigione. Un tempo lo si faceva porta a porta (lo si fa ancora), ora si fa anche con il telefono. Sono gli stessi che hanno gli stand al centro commerciale. Questa è la cruda verità. Non pagate a stare al telefono, e il compito di tutti questi venditori non è ingannarvi, ma riuscire a prendere un bruscolino in più per ogni contratto che riescono a chiudere. E per contratto chiuso intendo che sono riusciti non solo a fare la registrazione, ma che alla fine voi avete ricevuto il prodotto, funzionante, a casa. Altrimenti niente bruscolino.

Queste sono le cinque cose che dovreste sapere sui call center e che spero vi aiuteranno ad affrontare con un sorriso il disturbo che vi può arrecare una telefonata che non durerà più di cinque minuti. Magari non avete alcuna intenzione di cambiare gestore telefonico o comprare un’aspirapolvere, ma almeno avrete dato a chi sta dall’altra parte della linea l’idea di non essere la peggior feccia dell’universo perché ha osato telefonarvi.

Ah, e “buon lavoro” è quanto di più ben accetto si possa dire per concludere la telefonata.

 

4 pensieri riguardo “Cinque cose da sapere sui call center

  1. Articolo corretto.
    Vorrei portare la mia esperienza da utente che non se la prende con chi lavora ai call center perché l’operatore telefonico, poverello, fa solo il suo lavoro.

    Io come poveraccio a cui telefonano sia mentre lavoro che mentre riposo ho in effetti chiesto “dove avete preso il mio numero?” sapendo che quel numero l’ho dato io a qualche banca dati per poterli contattare ed esercitare il diritto all’oblio.

    Solo una volta ci sono riuscito. Il call center si é identificato come “Altroconsumo”, non avendo iscrizione alla rivista li ho contattati tramite la pagina facebook… e mi hanno risposto.
    Esposto il problema mi hanno gentilmente indicato l’agenzia che ha venduto gli elenchi.
    Ho provveduto a contattarli per esercitare il diritto all’oblio; non mi hanno risposto ma non ho piú ricevuto chiamate (se non da telecom, vodafone ecc… dovró contattare pure loro)

    La colpa era mia ovviamente: quel concorso per vincere una auto aveva un prezzo; tale prezzo erano i miei dati.

    PS: buona fortuna per la tua carriera di attore

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  2. Ciao Alberto, grazie per averci scritto! Vuoi condividere qui i dati di quell’agenzia così da dare anche ad altre persone la possibilità di farsi cancellare da questi elenchi? Grazie mille.

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    1. Purtroppo le agenzie che rivendono i nostri dati sono molte.
      Pertanto vale la pena chiedere di volta in volta all’operatore informazioni su chi fornisce gli elenchi a cui accedono o come mettersi in contatto con i loro fornitori

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