Pinsa e buoi dei … quattro gatti al lardo!

«Pronto, buonasera. Abbiamo letto che “Cosa fare a Roma” vi elenca nelle 10 migliori pinserie della capitale e… niente. Possiamo verificare?»

[tu tu tu tu tu]

No, ovviamente non è andata così, si fa per giocare. L’ospitalità del personale di Pinsa e Buoi dei… è assolutamente indiscutibile e di certo non si sarebbero mai permessi di riagganciare in faccia nemmeno a sei disperati come noi: I quattro gatti al lardo in missione. Ma non eravate in sei? Sì, ma prima eravamo in quattro. 

progetto quattro gatti al lardo.jpg

Più che altro vi sembrerà strano che ci si possa limitare alla verifica della qualità della pinsa quando si ha la possibilità di cenare in un posto così rinomato e prestigioso… e infatti non è andata così. Abbiamo voluto assaggiare tutto, ma proprio tutto, partendo dall’antipasto per chiudere con il dessert. Una cena in piena regola, il menù adatto per celebrare ufficialmente la fondazione del nostro gruppo di blogger al massacro. Ve ne parleremo in un altro articolo, ora torniamo al vero protagonista di questo post: il cibo romano, presentato a regola d’arte nel pieno della tradizione capitolina. E anche oggi la dieta la facciamo un’altra volta, eh? 

Apriamo le danze con un accattivante tris di fritti: Fidanzato Claudio e Aristogracchia si assicurano con premura e amore che non mi avvicini nemmeno per sbaglio a quello con la Nduja. Per la serie “Gatta, ti vogliamo bene, ma la serata al San Giovanni per riacchiapparti dall’inferno… un’altra volta”. Già, non posso mangiare il peperoncino, mi fa male e succede un casino. Poco male, posso assaggiare gli altri. Il punto è che non abbiamo fatto in tempo a fotografarli, Vegan Magnete e Fidanzato Claudio non hanno saputo resistere e ci hanno rovinato la composizione. Bravi, davvero un atteggiamento molto maturo da parte vostra!

A questo punto arriva lui, Luciano il cameriere, dispostissimo ad illustrarci tutto il menù a nostra disposizione, compresi i piatti del giorno. Intanto, per incominciare, assaggiamo la famosa pinsa e scegliamo, manco a dirlo, quella del giorno: pinsa con farina semi integrale condita con prosciutto crudo, stracchino, pomodoro pachino e rucola. Abbiamo fatto in tempo a fare una fotografia, ma solo perchè la Capocciara ha minacciato di morte Vegan Magnete ed io ho ricordato a Fidanzato Claudio una tipologia di castigo piuttosto crudele da applicare all’interno di una coppia.

Pinsa del giorno con farina di farro prosciutto rucola stracchino e pachino.jpg

E adesso possiamo dirlo: sì, la pinsa è davvero buonissima. Leggera, croccante, gustosa e farcita con ingredienti di primissima scelta. Non so dire se sia la più buona di Roma, ancora non le ho assaggiate tutte, ma sicuramente per ora è tra le mie preferite. C’è da dire, tra le cose, che il piatto si presenta benissimo e già l’occhio viene sfamato e soddisfatto ampiamente.

Mentre i discorsi a tavola degenerano, scopriamo che alla Capocciara non piace Tarantino e che Aristosardo  non ha mai letto Harry Potter. Vegan Magnete preferisce il silenzio cautelativo, mentre Fidanzato Claudio parte con il pippone da laureato al DASS. Aristogracchia fiuta la catastrofe e propone di passare al primo rapidamente. Poco male, impieghiamo circa quaranta minuti per prendere una decisione e alla fine…

Saccottino con ripieno di caponatina siciliana .jpg

 … facciamo arrivare a tavola un saccottino ripieno di caponatina siciliana. Prendiamo ancora tempo, su. E intanto il vino era già finito. Vai con la seconda bottiglia! Finalmente, dopo un lunghissimo dibattito con il cameriere per evitare la strage per mano del cuoco, ci accordiamo per venire loro in contro: tutti piatti diversi. No, non è vero, ma nemmeno tanto falso. Vi ho preparato una gallery per darvi un’idea.

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Io ho ordinato gli strozzapreti alla gricia, con guanciale di Amatrice, pere e ricotta. Fidanzato Claudio, invece, ha scelto i ravioli al tartufo con fonduta di formaggio. La Capocciara e l’Aristogracchia hanno scelto una meravigliosa carbonara di bombolotti con tartufo e uova biologiche, mentre Aristosardo e Vegan Magnete si sono venduti al tonnarello cacio e pepe con zucchine. Sì, come avete sicuramente notato, solo io e Fidanzato Claudio abbiamo voluto rompere le palle con due piatti differenti. Ne è valsa la pena, credeteci e andate a verificare con le vostre papille gustative.

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Vorremmo fosse messo agli atti che dopo l’antipasto, la pinsa, il saccottino, i primi ed il pane, Vegan Megnete (altresì detto fidanzato cavernicolo della Capocciara) ha chiesto, senza troppa vergogna, un’altra pinsa da condividere. Naturalmente è stato accontentato e da lì in poi le bottiglie di vino rosso sono diventate improvvisamente tre. Misteri della moltiplicazione dell’alcol, nessuno di noi è in grado di spiegare cosa, effettivamente, sia successo. Nel frattempo rischiamo un nuovo incidente diplomatico: Aristosardo non è romantico e non vuole nemmeno provare ad esserlo, perciò Aristogracchia decide di punirlo con una manata sul braccio senza dargli alcuna spiegazione. Lui ci rimane male, ma non quanto Fidanzato Claudio che invece la manata se la prende in faccia, dritta sulla tempia. Bè, giuro, non volevo essere violenta a tal punto, tant’è che c’è un video che dimostra il mio sgomento nell’accorgermi della potenza delle nocche sull’osso del cranio del mio bellissimo fidanzato. Aia.

Semifreddo al pistacchi di Bronte.jpg

Chiudiamo, sfiorando la rissa e una guerra in Corea, con l’arrivo del dessert e dei caffè. Io penso di non aver parole a sufficienza, nel mio vocabolario, per descrivere la meraviglia di quel semifreddo ai pistacchi di Bronte. Ne ho assaggiato solo un cucchiaino, non ho fatto in tempo a scattare una foto che il dolce era già finito. D’accordo, ripiego sul sorbetto agli agrumi di Sicilia.

Ed è finita così, un po’ a risate e un po’ a manate in faccia, ma con la pancia piena e un programma davvero fittissimo di cose da fare marchiate Quattro gatti al lardo.  Mangiare abbiamo mangiato, bevuto abbiamo bevuto, ringraziamo il notturno dell’Atac per la puntualità insolita nel riportare a casa me e Fidanzato Claudio, ringraziamo il nipote del proprietario di Pinsa e Buoi che ci ha fatti servire in modo assolutamente impeccabile, ringraziamo un po’ a destra e un po’ a sinistra, compresi cameriere Luciano e cameriere quasi giornalista.

Ricordiamo che esistono due ristoranti Pinsa e buoi dei… uno si trova a San Lorenzo e uno a San Giovanni. Per maggiori informazioni, contatti e altre fotografie, cliccate qui.

Se sei proprietario di un locale o di una qualsiasi attività di intrattenimento e turismo e vuoi ospitare i Quattro gatti al lardo, facci un fischio! Noi siamo sempre pronti a buttarci in ogni tipo di avventura: tu proponi, noi non abbiamo limiti. Se poi uno di noi muore, non c’è problema, lo sostituiamo.


 

Quattro gatti al lardo® è un progetto in collaborazione con gli Aristogracchi e la Capocciara. Ogni diritto in merito al cioccolato fuso, alle pere caramellate, al guanciale croccante e alla pasta al pesto è riservatissimo. Vuoi venire con noi? Scrivici, se sei un blogger o un igers appassionato di gente poco seria, puoi venire con noi appena c’è occasione. 

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