Le regole di Hibiki, una lettura davvero piacevole

Per la rubrica #lagattaleggecose (che trovate pure su Instagram) oggi vorrei parlarvi di un libro scritto da un autore emergente che si è pubblicato da solo. Il titolo del libro è Le regole di Hibiki e lo trovate anche in edizione digitale cliccando qui.

In genere non approccio alle storie d’amore con un entusiasmo folle, preferisco romanzi fantasy, ma visto che sono disponibile per recensire ogni tipologia di opera letteraria, capita che mi mandino anche delle love story. Non vi nascondo che la mia prima reazione sia una bella sbuffata da cavallo, ma questa volta ho messo da parte tutti i miei pregiudizi e mi sono messa a leggere.

Il libro vola via velocemente, me lo sono letteralmente mangiato in pochissimo tempo. Si tratta di un’opera scritta in maniera assolutamente piacevole, è rapida è incalzante e già dalle prime battute ti catapulta al centro della narrazione. Hibiki è un ragazzo che un po’ si detesta, detesta il suo mondo e detesta anche il suo nome. Vive una situazione drammatica, costantemente sulla soglia della povertà a causa di un fratellino piccolo molto malato che necessità di cure molto costose. Hibiki è disposto a tutto pur di salvare suo fratello e questo lo costringe anche alla prostituzione. In fondo, come dice Hibiki stesso, questa è la soluzione più rapida anche se non del tutto indolore per racimolare quel tanto che basta per permettersi le medicine costose e il sostentamento quotidiano.

La sua vita fortunatamente cambia quando il fratellino lo esorta ad andare ad un colloquio in un prestigioso studio di avvocati dove incontra un personaggio ambiguo, ma molto ben costruito, che non solo aprirà a Hibiki nuove prospettive, ma lo catapulterà anche in un nuovo mondo fatto di sentimenti e di emozioni molto forti.

Cristiano Pedrini, così si chiama l’autore, sa scrivere davvero bene e sa entrare in tematiche molto complesse con la delicatezza di una farfalla. Ci accompagna infatti in un percorso fatto di sentimenti rumorosi, molto violenti e molto dolci allo stesso tempo, facendoci saggiare la rabbia e l’amore a momenti alterni. Ho apprezzato moltissimo il suo modo di “appoggiarla piano”, mettendosi sempre in gioco e schierandosi apertamente nel messaggio che intende lanciare attraverso la narrazione. Non è certamente un libro che annoia, forse qualche pecca nella costruzione del personaggio del fratellino (troppo intelligente a mio parere per essere un bambino), ma questo non ci impedisce in alcun modo di apprezzare i passaggi di una vicenda davvero interessante.

Le regole di Hibiki è uno di quei libri che lascia molte questioni aperte e permette al lettore una riflessione non sempre scontata. Quando si parla di omosessualità si rischia sempre di cadere nel già visto e nel già sentito, ma Pedrini ci offre una visione poliedrica che non ci cristallizza nel solito banale discorso che riguarda l’amore tra due uomini.

In conclusione, tocca assolutamente promuovere questo libro e tocca ammettere, da parte mia, che devo mettere più spesso da parte il pregiudizio, altrimenti rischio di perdermi queste piccole perle preziose alle quali – purtroppo – non viene dato troppo spazio.

Se lo leggete fatemi sapere cosa ne pensate!

 

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