Exitus Escape Room, sarai abbastanza intelligente per sopravvivere?

I Quattro gatti al lardo questa volta hanno ricevuto un invito un po’ strano: il dottor Zero ha chiesto loro di dimostrare  furbizia e coraggio.

Cari Quattro Gatti al Lardo, andare a mangiare nei ristoranti e raccontare dell’esperienza è tanto facile: mangiate bene, tornate a casa e poi scrivete. Ma io voglio proporvi qualcosa di speciale, qualcosa di diverso: voglio farvi provare la paura quella vera. Se accettate la sfida, venite in via Quintilio Varo 75 (Fermata Metro A Giulio Agricola) e se ne uscirete vivi, forse, avrete qualcosa di speciale da raccontare. Vi aspetto lunedì 30 novembre, alle ore 21. Niente polizia. 

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Considerando che di solito non brilliamo di intelligenza particolarmente sopraffina, io qualche titubanza l’ho palesata. Non che mi spaventasse la paura di morire, figuriamoci, io sono quella che propone di andare a caccia di fantasmi! Ma un discorso è contare sulle proprie gambe, un altro è sperare che in otto disperati si riesca a mettere insieme le facoltà intellettive sufficienti per infilare il cavo A nella presa B seguendo il canale C. Io non so voi, ma qui si fa fatica a montare i letti dell’Ikea. Tuttavia si è preso il coraggio a due mani (e una buona dose di fatalismo) e ci siamo organizzati portando in campo il seguente schieramento: Aristogracchi con cintura gialla e umorismo sardo, Capocciara influenzata con Vegan Magnete e laurea in fisica, Roberta e tutta una serie di creme per la pelle, rossetti e correttori super efficaci (se devo morire voglio morire bella) e Claudia con panino al seguito, perché va bene tutto, ma quando viene fame non ci piace soffrire per più di cinque minuti. Ah, ovviamente io e Fidanzato Claudio che un attore e una specialista della comunicazione social forse possono tornare utili in paradiso. Alle brutte ci giochiamo qualche laurea inutile che abbiamo collezionato nel corso degli anni. Ma Dio non ha Facebook? Eddai.

Come dite? Siamo morti? Esatto. 

Arriviamo a destinazione puntualissimi e all’ingresso ci accoglie Claudio, un umilissimo servitore del dottor Zero. Ci fa entrare e ci fa firmare delle liberatorie, ognuno di noi decide lì per lì che se sarebbe dovuto essere dei nostri cadaveri. La Capocciara chiarisce che vuole essere cremata e buttata in qualche mare che non ho sentito, ma tanto è morta e quindi sticazzi. Quindi dopo questa piccola introduzione, Claudia e Roberta vanno in un angolino e acchittano un piccolo santuario dedicato alla Madonna del perpetuo soccorso. Per non saper né leggere né scrivere, si improvvisa un rosario. Scritto il testamento, lasciato messaggi strappalacrime sulle segreterie dei nostri cari, comunicato a Taffo le nostre volontà circa il rito funebre… ci siamo fatti accompagnare nella stanza che il dottor Zero aveva preparato per noi.

Più di trenta enigmi, sangue sulle pareti, catene e resti umani.

 

22886293_610384919352822_8434671748572565402_nRoberta decide che può essere il momento giusto per scattare la foto di profilo della propria lapide, si assicura che qualche parente la possa effettivamente cambiare ogni tot perché altrimenti diventerebbe ripetitiva. Comunque sia, si dà una sistemata e sceglie una posa adeguata alla situazione. Vi lasciamo la diapositiva. Mi spaventa di più Chantal che asseconda questa cosa proponendosi di scattare. Insomma, come al solito, morti sì ma con stile. Ma poco dopo, facendoci fare un mega infarto, la porta della stanza si chiude e sul monitor appare un inquietante conto alla rovescia. Abbiamo solo un’ora per uscire vivi da quella stanza e (giusto perché lo sappiate) siamo al buio. 

Fortunatamente Vegan Magnete ha preso una laurea in fisica, quindi sa come si chiude un circuito affinché si accenda una lampadina. Conoscenza piuttosto inutile perché trova un interruttore e si limita ad azionarlo. Da questo momento in poi sono solo cazzi nostri. Vi lascio una brevissima gallery, giusto per darvi un’idea di dove Roberta ha infilato la mano.

Se ve lo state chiedendo la risposta è sì, la Ottaviani ha infilato la mano nella tazza del cesso e non è stato assolutamente un passaggio piacevole. Comunque sia, alla fine della fiera, siamo riusciti a implorare il dottor zero per avere un piccolo extra time di 12 minuti per completare l’ultimo e decisivo enigma. Probabilmente non credeva che il pastore sardo e l’attore sarebbero riusciti a trovare la quadra in quella matassa indefinita di cavi elettrici da collegare ad una macchina con del vapore dentro (?) E invece no, ci sono riusciti nonostante la mia inutile presenza a fianco con un laser rosso. Poi si è anche scoperto a cosa servisse il laser, ma ci tengo a sottolineare che la Capocciara lo ha diligentemente conservato praticamente dall’inizio della partita. Ed è lì che, con tutta probabilità, mi sono resa ospite dei fantastici germi che mi stanno costringendo a letto. Mai condividere un laser con Ludovica.

Una volta risolto anche l’ultimo tranello, una volta inserita anche l’ultima delle chiavi da recuperare per avere salva la vita, la porta FINALMENTE si apre e noi possiamo scappare via a gambe levate. Ciao dottor Zero, ciao, è stato difficile, ma siamo più fighi di te. Vincenti e orgogliosi come Forrest Gump alla fine dell’infinita corsa con seguaci, saliamo le scale: c’è chi piange, c’è chi si abbraccia, un paio di noi chiamano la mamma, io disdico la mia bara con vista acquistata preventivamente con i soldi dell’assicurazione sulla vita.

E quindi uscimmo a riveder le stelle

(Inferno XXXIV, 139)

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Vuoi provare a battere anche tu il dottor Zero? Sfidarlo non è difficile, se abiti a Roma  basta cliccare qui altrimenti controlla sul sito la disponibilità delle stanze vicine a te nella tua città. Vi ho convinti? Siete mai stati in un’ escape room? Vi va di provare? Noi torneremo presto, stanno preparando una nuova stanza con nuovi enigmi da risolvere: saremo i primi a provarla!

 

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