La compagnia del bagatto, Shakespeare e le mutande messe al rovescio

Una regista che stimo un sacco, Agnese, mi ha detto ieri che si sta montando uno spettacolo e che ha una particina per me. Sì, proprio per me che studio recitazione da pochissimo e che ancora sto cercando di costruirmi applicandomi in questa nuova sfida. Mi ha chiamata e con tanto entusiasmo mi ha detto che in “Molto rumore per nulla” aveva pensato a me per il ruolo di Orsola.

EVVIVA!

Così ieri è iniziata la mia nuova mega avventura insieme a La compagnia del bagatto, dove milita da diversi anni anche Fidanzato Claudio. Ho una paura tremenda, inutile nasconderlo. Ho così tanta paura di piazzarci la figuraccia del secolo che sto già facendo la memoria e mi sono letta il copione almeno una quarantina di volte. Oh, è Shakespeare, mica banane e lamponi! A me viene già la tremarella, ogni volta che ci penso mi piglia il vuoto nello stomaco come se stessi sulle montagne russe. E se non fossi capace? E se facessi proprio schifo, ma nessuno avesse il coraggio di dirmelo perché c’è di mezzo Fidanzato Claudio? E se non imbroccassi una cosa che fosse una? E se poi succede che non riesco a tenermi a mente le battute e svenissi di botto sul palco? Ecco, come vedete la prendo sempre benissimo e con estrema positività.

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Quindi niente, adesso tocca fare l’attrice per davvero. Devo prendere tutte le cose belle che mi ha insegnato il mio maestro Alessio e metterle, molto semplicemente, in pratica. Molto semplicemente, eh? Certo. In realtà mi sento la testa piena di cose e ancora non mi è chiaro come metterle in fila per costruire un personaggio, cosa che per altro mi agita non poco. Pare non ci sia troppo tempo per discuterne e Agnese ci ha detto di fare un lavoro autonomo presentandosi alle prove con il proprio personaggio già fatto. Ah, sì, come no. Finisco la peperonata e scendo! Se non altro ho in casa qualcuno con una massiccia esperienza, spero che almeno Fidanzato Claudio troverà il tempo per mettermi in mano un lume aiutandomi a capire qualcosa. Già sono iniziati i sogni strani: ieri sera, dopo la prima prova, sono tornata a casa e mi sono addormentata quasi subito. Mi sono svegliata quando è rientrato Fidanzato Claudio (sta a teatro con Al passo con i Parisi) e mi sono accorta che stavo sognando di arrivare al giorno dello spettacolo con i vestiti di danza e non quelli di scena. Nella mia borsa ci stavano le scarpette, il body nero, i fuseaux e gli scaldamuscoli. Nel sogno tiravo fuori tutto e pensavo al culo che mi avrebbero fatto i compagni nello scoprire che avevo sbagliato tutto e che avevo lasciato a casa le cose che realmente mi sarebbero servite. Poco male, risvegliandomi ho attaccato a parlare a macchinetta con Fidanzato Claudio e non ci ho più pensato. Ma se cominciamo così, cosa succederà il giorno vero dello spettacolo? Arrivo vestita di viola facendo cadere il copione mentre dico che Macbeth tutto sommato è palloso, ma interessante? Non ridete, sarei perfettamente in grado di farlo e di chiedere anche “qual è il problema?” nel vedere tutti a testa in giù che ripetono all’unisono “Buonanotte Broadway” come fosse un mantra. Ah ma sono preparata: se cade il copione si prende e si sbatte a terra tre volte, se si dice per sbaglio “Macbeth” tocca fare tutta una serie di atti assurdi prima di uscire dal teatro bussando per rientrare e di viola, in casa, non ho proprio nulla da indossare.

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Che cosa facciamo, dunque? Niente, ce la siamo cercata e adesso che siamo in ballo, balliamo. La mia nuova avventura si chiama La compagnia del bagatto e vi terrò aggiornati, di tanto in tanto, sulle mie piccole catastrofi teatrali. Perché, statene certi, io qualche macello lo combinerò sicuramente. E come sono questi bagatti? Ancora non mi odiano e non hanno intenzione di chiudermi in uno sgabuzzino, quindi tutto sommato parrebbe partire bene. Mi prendo un sacco di sorrisi, di baci e di abbracci, che in certe serate sono proprio un toccasana per il mio umore a volte molto nero, quindi bene. Quindi va bene. Vedremo cosa succede appena inizio ad aprire bocca, perché ieri sera non avevo alcuna battuta da dire. Signori, i pomodori ve li abbiamo preparati belli marci nel cestino ai vostri piedi. Tirateli piano, ma con fare deciso, mirando alla faccia. 

Quindi, cari amici, siete pronti a seguirmi in questa avventura tragicomica? Dai, sarà divertente, alle brutte posso sempre fare la portinaia! Io la curo eh, io la curo!

Però, anche se non sono mai stata particolarmente superstiziosa, forse metterò le mutande messe al rovescio come, per qualche ragione a me sconosciuta, facevo quando avevo uno spettacolo di danza. Non ho mai indagato il motivo di questa mia fissazione o se realmente avessi mai sentito una diceria simile da qualche parte, ma lo ricordo bene: le mie mutande erano sempre con l’etichetta fuori. Per non saper leggere né scrivere io … mh, vedendo com’è andata la mia carriera di ballerina forse meglio iniziare a mettere la biancheria per il verso giusto. Che faccio? Mutande dritte o mutande rovesce?

 

 

 

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