Il museo archeologico di Atene e il colpevole del ritardo dell’apertura della Metro C

Tutti pronti per la seconda puntata del mio mirabolante #compleannogreco?


Elisa, fai meno.

Ma non ho ancora cominciato e già attaccate con le voci fuoricampo?


Va bene, ricominciamo. Iniziare un pezzo è sempre la parte più difficile e questo freddo non aiuta affatto la mia creatività. Come avrete intuito sto per raccontare la seconda parte del mio viaggio ad Atene, quindi in caso la cosa non vi interessasse avete sempre la possibilità di chiudere tutto e tornare a farvi gli affari vostri.

IMG_3687.JPG

In questo blog post voglio parlarvi del Museo archeologico di Atene che è uno dei musei più importanti del mondo nonché il più grande di tutta la Grecia. Naturalmente, essendo da quelle parti, non potevamo assolutamente perderci la possibilità di andare a scoprire personalmente tutte quelle opere famosissime che siamo abituati a vedere unicamente sui libri.

Io e Fidanzato Claudio ci siamo svegliati prestissimo perché, ad Atene, i musei chiudono alle quattro del pomeriggio e io non volevo perdere nemmeno un minuto. Chi mi conosce, infatti, sa perfettamente che sono in grado di passare un’intera giornata all’interno di un museo, come quando costrinsi ben 15 persone a vivere 8 ore all’interno degli Uffizi di Firenze o come quando ho letteralmente trascinato a peso -quasi morto- Fidanzato Claudio in TUTTE (ma proprio tutte) le sale del Louvre di Parigi. Fortunatamente ho un compagno di viaggio emozionabile almeno quanto me, quindi anche per lui è stato davvero esaltante poter -finalmente- vedere dal vivo la famosa pittura vascolare tanto studiata e le statue che abbiamo sempre visto sulle copertine patitane dei libri di testo scolastici.

IMG_3726.JPG

Cosa dire del museo? Ad attenderci qualche delusione. Per prima cosa sappiate che non è assolutamente consentito prendersela comoda, davvero i musei chiudono alle 16 quindi i ritmi, per chi ha poco tempo, sono davvero serrati. Seconda cosa, cercate di arrivare abbastanza comodi sopratutto in inverno perché non è possibile affidare a un guardaroba il proprio capo spalla. La giacca dovete portarvela appresso, comprese eventuali sciarpe e berretti. Potete posare unicamente lo zaino (obbligatorio farlo) e la borsa. Nelle sale inoltre fa caldo, quindi vi consiglio almeno di vestirvi a cipolla, così nel caso potete togliervi il maglione o la felpa e metterli legati in vita. Se invece avete la fortuna di avere una macchina… lasciate tutto nel bagagliaio ed entrate direttamente in mutande. Tanto, lì dentro, nessuno farà troppo caso a voi: non esiste il benché minimo controllo. Avete presente le file immense e infinite che si fanno nei musei più famosi del mondo? Ecco, qui non esistono. Niente metal detector, niente perquisizioni, niente norme antiterrorismo: si entra e bella lì. Oh, ma i 10€ falsi ce li hanno sgamati subito alla biglietteria, quindi non fate troppo i furbi.


Che è sta storia dei 10€ falsi?

Niente, una barista figa li ha rifilati a Claudio mentre lui era distratto a guardarle il culo.


Nelle sale ci sono effettivamente dei problemi dati, a mio avviso, da una certa incuria. Prima di tutto la luce non è quasi mai adeguata, non si capisce se sia perché il direttore voglia ottenere un effetto “romantico” o se sia perché l’illuminazione non sia affatto compresa nel budget annuale. In tutti i casi, munitevi di torcia e utilizzatela senza scrupoli alla bisogna: entrerete maggiormente nel mood Lara Croft Tomb Rider. Non mi soffermo troppo sull’accessibilità, è un genere di valutazione che faccio per lo più quando viaggio con Francesca perché mi accorgo immediatamente delle difficoltà, comunque posso dirvi che se ci fosse stata lei, sarebbe stato complicato farle vedere molte cose perché troppo alte o messe in punti scomodi.

IMG_3718.JPG

Siamo comunque incappati in una mostra temporanea molto ben fatta, decisamente più smart nell’allestimento rispetto a tutto il museo, alcune opere erano esposte in questo percorso “negli abissi” dove si ripercorreva la storia di Ulisse. La mostra è stata allestita in occasione delle celebrazioni per i 150 anni del museo. Ispirata dal poema omerico, si articola in tre sezioni – “Viaggio”, “Itaca”, “Esodo” – per raccontare, attraverso 184 tesori del museo, l’avventura del cammino umano nel tempo. La mostra utilizza proiezioni, brani di poesie, ma anche la musica di Vangelis Papathanassiou, per creare un viaggio virtuale nella storia umana. Insomma, ne è valsa la pena.

24796402_710419582496311_2633504117994359795_nNel nostro viaggio nell’archeologia abbiamo incontrato un personaggio di cui noi avevamo già parlato nel racconto di un’altra delle nostre avventure: Esculapio (o Asclepio che dir si voglia). Vi ricordate la storia del drago intrappolato sotto ai Fori Imperiali di Roma? Se non vi ricordate la storia vi metto il link qui. Abbiamo anche scattato una fotografia, dopotutto il colpevole dei ritardi di realizzazione della Metro C doveva avere una faccia e noi gliel’abbiamo data. Non prendetevela più con Virgina, povera anima, dopo tutto cosa fareste voi se vi capitasse di dover sistemare un enorme drago al bioparco? Eddai, su. La nostra passeggiata tra le statue comunque continua e continua, fino a quando non riescono a raggiungerci anche Cugina Monica e Cuoco Fotografo Edoardo, con i quali poi ci avventuriamo in altre avventure museali.

… il resto ve lo racconto nella terza puntata, se e quando avrò di nuovo tempo per mettermi alla tastiera a scrivere qualcosa di logicamente sensato. Ultimamente, infatti, sembra quasi che la mia vena creativa stia subendo una bruttissima battuta d’arresto. In realtà non so bene quale sia la causa, ma ultimamente sembra quasi che io non sia più in grado di realizzare testi interessanti o comunque simpatici. La fretta, quasi sempre, mi fa fare un sacco di errori di battitura e più sono agitata (in genere quando mi sento messa alla prova) più combino dei casini allucinanti. Mi manca tantissimo la presenza della mia grandissima editor Marilena, lei curava con amore ogni mio scritto e senza mai mettere mano con violenza andava a correggere tutti i refusi che possono capitare a delle dita veloci come le mie. Ma le cose cambiano e la vita di tutti va avanti, a volte si prendono decisioni che possono rivelarsi molto più impegnative di quanto non sembrassero all’inizio. Ora, non so quanto vi importi di questo scorcio della mia vita privata, ma questo è il mio blog e qui non voglio assolutamente perdere umanità.

IMG_3668

Perciò vi mostro un cazzo greco minuscolo #CIAO. 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...