Acea con te: emozioni da prima fila

Dopo tanti mesi dall’ingresso in questa casa, io e Fidanzato Claudio abbiamo finalmente deciso di controllare un po’ le tariffe di Acea Energia, sperando in un po’ di risparmio sull’utilizzo della corrente elettrica.

Abbiamo così scoperto il programma Acea con te cioè una vera e propria raccolta punti che mira a fidelizzare il cliente. Io adoro le raccolte punti, così mi sono messa a studiare il sistema e ho scoperto che con Acea Energia si possono accumulare punti per ottenere premi che vanno dagli oggetti per la casa a buoni e voucher per ristoranti ed eventi. Partecipare, dopotutto, sembra semplice: basta iscriversi sul sito aceaconte.it

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Ma perché sto pensando di iscrivermi al programma? Non vi ho ancora parlato dei contest Emozioni da prima filaMi sarà possibile partecipare a contest che mettono in palio occasioni uniche, come per esempio la partecipazione a un concerto con visita nel backstage, oppure un incontro con il proprio calciatore preferito e molto altro ancora. Queste esperienze non si possono comprare!

Iscrivendomi ad Acea con te entro l’8 gennaio mi verranno attribuiti immediatamente 2000 punti sul mio conto personale e successivamente potrò accumularne degli altri con alcuni comportamenti virtuosi. Una volta raggiunto un numero di punti soddisfacente potrò ritirare il premio e … date un’occhiata al catalogo!

Di motivi per affidarmi ad Acea Energia mi sembra di averne a sufficienza, quindi l’unica cosa che mi rimane da fare è iniziare le rapide pratiche di voltura intestandoci, finalmente, anche le bollette della luce della nostra nuova casa.


Clà, ci pensi tu?

Chittesefila, Elì. 


 

Logan Paul ha fatto anche cose buone

Queste due ultime settimane mi sono occupata del caso Logan Paul. Brevemente: Logan Paul è un vlogger molto famoso (soprattutto negli USA) con una promettente carriera. Un giorno decide di caricare un video parecchio infelice e tutta la sua popolarità crolla inesorabilmente. Potete leggere la vicenda qui.
 
Qualche ora fa YouTube è intervenuta con un comunicato stampa in cui spiega le nuove regole che riguardano la pubblicità nei contenuti. Avvisa, inoltre, che il controllo dei video sarà effettuato “a mano”, ovvero da persone in carne e ossa. La comunicazione la trovate qui.
 
Ho scelto, in entrambi gli articoli, di occuparmene senza scivolare eccessivamente nella mia opinione perché, inizialmente, non avevo alcuna opinione. Ora però due cose mi sono venute in mente e riguardano principalmente la mia esperienza.
 
Purtroppo è tutto vero, nel mondo dei blogger, dei vlogger, degli influencer e degli igers si incontrano anche persone disposte a qualsiasi nefandezza pur di avere un minimo di visibilità. Visibilità, per altro, quasi sempre estremamente effimera. Insomma, non sono tutti Logan Paul eh.
 
In modo particolare ho visto come si possa rinunciare tranquillamente a una propria opinione reale in favore di una acquistata da terzi. Ho visto anche come la visibilità possa essere messa davanti anche a questioni ben più importanti. Insomma, niente di nuovo. No, niente di nuovo e ammetto senza troppa difficoltà di aver soppresso anche io a diversi aspetti di me in favore di un’azione che potesse in qualche modo favorire una connessione con una personalità giudicata “utile”. Quando mi sono accorta della direzione che avevo preso, mi sono fermata e sono tornata nella mia zona sicura, dove le cose sono semplici, piccole e genuine. Dopotutto qui nessuno ha mai voluto fare i petrodollari.
 
La cosa bella è che al mondo possiamo tranquillamente cambiare idea. Certo, alcuni diranno che siete incoerenti, altri diranno che siete rinsaviti, ma alla fine la cosa importante è che stiate bene voi e che voi troviate una serenità nelle cose che fate e nelle cose che dite.
 
Grazie Logan Paul, sei uno stronzo deficiente, ma mi hai aiutata a mettere il punto a una questione che mi ha tormentata negli ultimi mesi.

I cartoni animati degli anni 90 VS i cartoni animati del 2000

26754924_1983392261701563_1984402928_nPer la rubrica #IncursioniLibere oggi ci viene a trovare Charlotte di Casa Saky. Essendo alle prese con una bimba piccola, non può che fare i giusti paragoni tra la televisione di una volta e quella di adesso. Qual è la vostra classifica personale dei cartoni animati di quando eravate piccoli? E adesso qual è la classifica di vostro figlio, nipote, cugino, fratello…?

 


 

Buongiorno cari follower cosa c’è di più vintage dei cartoni animati?

Noi, tre nipoti a due anni l’uno dall’altro, avevamo come baby-sitter la TV.  Eh sì, mia nonna a ‘na certa non poteva farcela cerchiamo di capire; così pomeriggi interi di cartoni animati dalle 15 che iniziava Bim, Bum, Bam fino alle 19 che tornava mio nonno dal lavoro (e lì Tg come se piovesse).

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Ma vorrei darvi la personale lista dei  best cartoon di #CasaSaky:
1- Denver
2- Pelle e ossa
3- Papà gamba lunga
4- È quasi magia Jhonny
5- Tartarughe Ninja
6- Biker Mice
7- Street Shark
8- Pokemon
9- Kiss me Licia
10- Taz mania
11- Topo Gigio
12- Scuola di polizia
13- Lupin
14- L’ispettore Gadget
15- He-Man
16- Ken Shiro
17- David Gnomo
18- Power Ranger
19- Batman
20- X-Man
21- Puffi
22- Ghostbusters
23- Holly e Benji
24- pollon
25- Jam e le ologram
26- Siamo fatti così
27- Hello Spank
28- Cavalieri dello Zodiaco
29- Mila e Shiro
30- Magica Amy
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Qui viene il bello perché nel 2018 tutto questo è datato, almeno a sentire mia sorella e mia figlia che per loro i cartoni hanno il sapore di dramma; da qui la classifica dei 2000:
1- La casa di Topolino
2- Dottoressa Peluche
3- Curioso come George
4- Peppa
5- Muffy
6- Loony Tunes
7- I Flinstons
8- Simpson
9- Scooby Doo
10- I Pj
11- I Titans Go
12- Sam e Cat
13- I Tunderman
14- Peter Pan
15- Il Libro della jungla
16- Victorius
17- Lady Bug
18- la Pimpa
19- Masha e orso
20- Casa dei Loud
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Ecco come vedete lo scambio generazionale è apocalittico. D’altra parte questi cartoni hanno segnato un’epoca e anche le vite di molti di noi. La classifica è stata dura! Soprattutto dal terzo posto in poi. Signori,  torniamo agli anni ’90… Ma che ne sanno i duemila?


Segui le avventure della casa più pazza del mondo: CasaSaky

Incursioni Libere: Sogni alla ribalta

MANUELA CORONA per la rubrica #IncursioniLibere


Cambio programma a seconda di come mi garba, mi piace girare, vedere, conoscere, scoprire. Leggo tanto, scatto molto, viaggio mai abbastanza. E scrivo. Fino ad ora solo per me stessa, ma da ora forse non solo.

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Ho 39 anni ed una vita labirintica. Fuori casa dai furono 19 anni ho passato questo tempo vivendo prima nelle Marche, poi a Milano, poi in Toscana. Oggi sono tornata in Sardegna, da dove ho fatto il diavolo a quattro per convincere i miei genitori a farmi andare via, e dove invece adesso sto facendo il diavolo a quattro per restare. Mi si è capovolto il mondo insomma. Un mondo in cui volevo scrivere, ma che evidentemente non ero pronta ad accogliere, perché la mia idea di entrare in quello del giornalismo è rimasta là, incastrata tra il lavoro che avevo trovato mentre finivo di dare gli esami ma che poi è continuato anche dopo la laurea, ed il pensiero che ormai fosse troppo tardi.

 

Ma evidentemente non è mai davvero troppo tardi per fare qualcosa, perché l’anno che è appena passato si è concluso per me con un colpo di coda (sì, tipo quelli di cui parlano in tutti i tg a fine estate o fine inverno che sia) che ha catapultato quel sogno interrotto alla ribalta del mio presente.

Non mi è mai successo niente per caso, anzi, a dirla tutta, io al caso credo ben poco, credo che le cose uno se le debba andare a cercare senza fronzoli e senza scuse, anche se le scuse le uso anch’io, quelle camuffate da frasi tipo “Ma come faccio ad uscire con questa pioggia?”, quando invece dovrei dire “non ho voglia di cambiarmi”, perché sai com’è, anche se non ho la macchina, c’è stato chi ha inventato gli ombrelli… E invece eccola qui, una bella novità all’ improvviso, manco un fulmine a ciel sereno arriva così in fretta come questa persona ha fatto in fretta a venire a casa mia a chiedermi se mi andasse di provare a scrivere degli articoli per una testata locale. “E me lo chiedi pure?” – penso – “E si che te lo chiedo, che ne so io che tu volevi fare la giornalista e che adesso ti sto prendendo e riportando indietro nel tempo” – mi rispondo. E intanto ero già altrove, a pensare a cosa avrei potuto scrivere per iniziare. E, guarda caso, proprio due giorni dopo qui nel mio paesino del Medio Campidano sardo c’era una conferenza su un argomento che mi interessava parecchio e a cui avevo già deciso di andare. Fantastico, mi dico, un tempismo perfetto. E così ho fatto, e il mio articolo è stato pubblicato sul giornale della zona senza essere stato cambiato di una virgola, titolo compreso. Sarà stata la fortuna del principiante… però i complimenti che mi hanno fatto me li sono goduti tutti.

Questa famosa persona ha poi parlato di me ad altri due giornalisti che hanno da non molto tempo aperto un giornale online e che stanno cercando collaboratori.

Eccomi! (Non si vede, ma ho la mano alzata, anzi tutt’e due, credetemi, e carta e penna come sempre davanti a me)

Manuela Corona

The Crown, alla gatta piacciono i Reali

… che bello, faccio incursione nella sezione che di solito spetta a Fidanzato Claudio, ma lui non segue The Crown e io ve ne voglio parlare!

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Vado matta per la Corona d’Inghilterra, mi piace un sacco. Da sempre sono una fanatica di tutto ciò che accade a Buckingham Palace e seguo ogni cosa esca che si ricolleghi alla famiglia reale che amo di più al mondo. Solo una precisazione, il mio “essere innamorata” della Corona d’Inghilterra non è un fatto politico, sia chiaro, sono tra le più critiche quando si parla di Elisabetta e compagnia cantante. Il fatto è che non amo il gossip, ma adoro l’antichità e l’applicazione odierna di assurdi protocolli. Mi piace vederli e li adoro come si possono adorare delle bestioline simpatiche che fanno cose. Sì, ma forse non avrei dovuto dirla così. Fa niente, questo è il mio blog e sul mio blog… lo sapete bene, faccio quello che mi pare.

Torniamo a The Crown che è meglio. Ecco a voi cinque motivi per guardare le due stagioni su Netflix.

  1. The Crown è la storia della nascita e della crescita di un potere del tutto femminile. Proprio così, dopo la morte di Giorgio (e non è uno spoiler santamadonna) tutto viene centrato su Elisabetta la quale vive il suo essere regina come un dovere gravoso che la costringe, piano piano, a silenziare qualsiasi tipo di emozione umana. Da ragazza sorridente che prova empatia quando deve limitare le libertà della sorella esuberante, a donna affermata che non versa nemmeno mezza lacrima nemmeno davanti alla derisione di tutto il suo popolo.
  2. Un cast bellissimo.  Claire Foy, Elisabetta, Matt Smith, Filippo e Vanessa Kirby, Margaret, assomigliano davvero ai personaggi che interpretano. Non è solo una questione di aspetto, ma di uno studio certosino dei movimenti e delle espressioni facciali. In particolare credo che Matt Smith abbia davvero superato se stesso: ci sono momenti in cui è davvero difficile non perdere di vista l’attore in favore del personaggio. Movimenti, sguardi, tono di voce e sorrisi sono in tutti e tre i casi assolutamente fedeli alle persone di riferimento. Persino John Lithgow, che non somiglia fisicamente a Winston Churchill, finisce per interpretare fedelmente il grande statista.
  3. I costumi. Un minuto di silenzio per i vestiti facciamolo. Ogni puntata è una scoperta, lo studio dei costumi soddisfa pienamente occhi famelici come i miei. Gli abiti formali, gli abiti informali, gli anni che passano… niente, assolutamente niente viene lasciato al caso e la maggior parte dei vestiti formali sono riproduzioni fedeli di quelli veri utilizzati dalla regina. Io, personalmente, divento matta. Margaret, soprattutto, è la mia eroina fashion: mi piacerebbe tantissimo avere l’eleganza necessaria per copiare spudoratamente il suo fantastico look dopo il matrimonio con il celebre fotografo (no, nemmeno questo è uno spoiler!)
  4. Il lato umano dei Reali viene sbattuto impietosamente sullo schermo. Proprio così, nessuna pietà. Ogni gossip, ogni voce di corridoio, ogni fatto più o meno accreditato viene messo in scena come se fosse assolutamente vero. I personaggi reagiscono sempre con un’immensa umanità, come fossero persone normali di una famiglia normale. Praticamente tutto l’opposto di ciò che siamo abituati a vedere o a percepire dai media quando ci viene propinata una qualsiasi notizia di Buckingham Palace. Come se ci fosse data la possibilità di spiare senza pudore il dietro le quinte di una famiglia che normalmente studia ogni singolo gesto che viene sottoposto al pubblico. Bellissimo, stupendo, un lato B imperdibile.
  5. Non è fiction, è storia. Fatta eccezione per qualche dialogo ovviamente romanzato e per qualche avvenimento volontariamente accentuato in alcuni dettagli di invenzione, tutto quello che accade è vero. E io adoro questa cosa, perché sono da sempre una grande lettrice di romanzi storici. Insomma, se amate il genere non potete assolutamente perdervi la serie.

Detto ciò io spero di avervi convinti a dare una possibilità a questa serie TV, ma allo stesso tempo spero di conoscere presto i vostri motivi per adorare The Crown. Io sto già impazzendo nell’attesa della prossima stagione, ma lo sapete che questa serie tv è costosissima? Buon Dio, questa cosa la rende ancora più bella!

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Le 10 cose che solo chi ama leggere può capire

 

26553332_10215829769444275_174087537_nALESSIA PELLEGRINI per la rubrica #IncursioniLibere

 Studentessa di lettere per formazione, sognatrice per passione. Potrei dire che la scrittura non può fare a meno di me, ma la realtà è che io non posso fare a meno di lei!


10 cose che solo chi ama leggere può capire: l’emozione di quando sfogli le prime pagine, il momento in cui ti immergi nell’appetitosa fragranza della storia.
Quando inizi il libro, quando lo vivi e quando lo chiudi, ma mai veramente con-cludi, perché quella storia è ormai entrata in te e ci rimarrà per sempre, indelebile.

Questi e tanti altri delicati piaceri che solo chi ama leggere può capire.

1) Quando apri il libro e d’improvviso, nell’ordine:

  • ti luccicano gli occhi come davanti a un bel piatto fumante di lasagne al forno

  • lo maneggi con attenzione estrema, saggiandone la copertina -liscia, ruvida, virtuale- con i polpastrelli

  • lo apri e tiri un’avida sniffata dell’odore di “libro nuovo” o dell’impareggiabile odore “di libro antico”

2) Quando leggi un capitolo o frase meravigliosi, che d’improvviso creano un legame semplice e chiaro col groviglio inestricabile delle tue emozioni. Ed ecco che pensi: “Questo libro è stato scritto per ME”.

3) Quando muori di fame, ma rinvii di un altro quarto d’ora la cena, per leggere ancora un capitolo.

4) Al contrario: quando mancano poche pagine alla fine del libro, ma lo lasci ancora un po’ quieto sul tuo comodino. Indugi. Perché terminare un libro è un po’ come tornare a casa dopo un lungo viaggio: sei felice e insieme nostalgico, e sai che le emozioni provate la prima volta non potranno mai tornare.

5) Il“Meno male che ci sei tu” rivolto non ad amici, innamorati o parenti, ma al tuo libro che ti aspetta quando rientri a casa, dopo una giornata sfinente.

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6) Come si possa diventare coraggiosi, ironici, intraprendenti e perfino malandrini, solo immedesimandoci nel carattere del protagonista.

7) Il rammarico di non trovare mai, nel mondo reale, persone così interessanti, singolari, uniche e vere, come i nostri personaggi preferiti.

8) Il momento dell’illuminazione: quando capisci un senso nascosto nelle parole di un personaggio, o un dettaglio descritto fugacemente, oppure quando ti appare chiaro il significato profondo del titolo.

9) Quando rispondi per le rime con la tagliente citazione del tuo romanzo preferito, ma i non-lettori non capisco e non colgono la lieve nota di amara ironia che la accompagna.

10) La sensazione di curiosità, paura, aspettativa che si crea poco alla volta, mano a mano che la lettura prosegue e la trama ti coinvolge nella sua avventura emozionante.

Perché è sempre bello, anche se un po’ pericoloso, addentrarsi nella giungla di emozioni e sensazioni della lettura.

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Anche alla gatta piacciono le coccole: Treatwell e Los Roques di Centocelle

Ultimamente questo blog sta prendendo una virata verso il beauty che nessuno si sarebbe mai aspettato, una settimana fa vi parlavo di un centro termale di Verona, oggi vi parlo di un nuovo servizio fichissimo a portata di smartphone. TREATWELL è un’applicazione che si scarica sul cellulare e permette di trovare il salone di bellezza più vicino a casa. Trovato il salone che vogliamo, possiamo subito prenotare dall’app e pagare contestualmente: un paradiso per una pigrona come me. Insomma, un Just Eat della bellezza. I servizi coprono tutte le esigenze, dai capelli alle ciglia, passando per unghie e depilazione. Insomma, se ti devi rifare trucco e parrucco per l’appuntamento con il bonazzo del secolo va benissimo.

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Io non sapevo cosa scegliere, non vado mai dall’estetista e i miei capelli non posso toccarli. A causa della psoriasi avevo troppe porte chiuse e non sapevo come provare l’app per poi parlarvene (ah sì, se non l’avete capito questa è una sorta di pubblicità). Quindi: ceretta niente perché mi si squama la pelle e sanguino per giorni, tinte varie no perché la mia cute è un campo minato e se ci butto agenti aggressivi facciamo una festa, le unghie lunghe non sono comode e non riesco a farle durare più di due giorni e le ciglia finte fanno troppo vamp per me. Eppure qualcosa dovevo fare, il servizio andava provato e recensito, così che l’antico vaso fosse portato in salvo.

Ho pensato fosse utile fare una cosa che sembrava carina: la pulizia del viso. In effetti la mia pelle non è bellissima, ho sempre avuto un sacco di punti neri sul naso, perché non tentare un’estirpazione di massa? Bella, andata, fatto. Apro l’app, seleziono il servizio che cerco ed ecco qua! Los Roques, il centro estetico più vicino a casa mia! Seleziono la richiesta appuntamento, prenoto per il giorno desiderato, inserisco il codice prova che mi ha passato Treatwell (o in alternativa pago con carta di credito) e una mail mi conferma subito dell’avvenuta registrazione. Facile, adatto a tutti i pigri come me. Ho fatto tutto dal divano eh! Io sono una di quelle che sbuffa persino all’idea di fare una telefonata, quindi questo servizio mi elimina alla base tutte le scuse per non andare a darmi una lisciata al pelo di tanto in tanto.

E poi il resto è semplice, ti arriva la pizza a casa.

No, niente pizza a casa e nemmeno l’estetista viene a domicilio, però l’appuntamento l’ho preso e quindi ho alzato le mie chiappone per andare a farmi pulire il muso. Ora, parliamoci chiaro, la pulizia del viso non è un trattamento piacevole, ma le ragazze di Los Roques sono talmente tanto brave che finisci per adorarle anche se ti torturano per quaranta minuti. Le manine delicate ci provano fino alla fine a non farti male, ma un brufolo va schiacciato, non accarezzato e quindi va da sé che non può essere tutto sto carnevale di Rio. Però non posso che spendere buone parole per Los Roques e il suo personale: mi sono trovata benissimo. I locali sono pulitissimi e profumati, un senso di pace e relax ti acchiappa e ti trasporta per qualche ora lontano dalla frenesia cittadina, ma soprattutto ci sono i lettini riscaldati e per me bastano e avanzano.

Insomma la Gatta approva sia Treatwell che Los Roques, io vi consigli di provare il servizio soprattutto adesso che una bella pulizia del viso potrebbe tornare utile. Siate seri, quante schifezze vi siete mangiati durante le vacanze di Natale? Tocca dare una lisciata, no?