Una grande storia d’amore: Il cuore appeso, di Monica Bianchetti

Per chi mi segue da tempo non è una novità: io non amo le storie d’amore. Però ci sono libri in grado di farsi spazio con prepotenza, un po’ perché sono scritti bene e un po’ perché ti incuriosiscono sufficientemente. 

27786311_10214129453064026_1816006730_oVoglio essere sincera, appena ho sfilato il libro di Monica Bianchetti dal pacco inviatomi ho rovesciato gli occhi e ho sbuffato. Ho pensato “Oddio che copertina orribile, peggio di un Harmony”, quindi l’ho appoggiato sul tavolo e l’ho guardato storto per almeno una decina di minuti. Pensavo, con il mio solito atteggiamento prevenuto, che si trattasse del solito romanzetto mezzo autobiografico, scritto male e impaginato peggio. Ebbene, mi sono sbagliata. In realtà ho giudicato un libro dalla copertina, commettendo l’errore peggiore che si possa fare approcciando a un romanzo di uno scrittore non famoso.  Questo blog post, quindi, serve da immenso SORRY.

Tre buonissime ragioni per leggere “Il cuore appeso”

  1. Monica Bianchetti ha una scrittura sublime. Le sue frasi sono costruite in modo tale da sembrare musica: scandiscono un ritmo dolce e lento che arriva a cullare il lettore accompagnandolo nello svolgimento della trama. Le parole di Monica sono rassicuranti anche quando arrivano al dramma. Come una madre che non ti abbandona nei momenti difficili, Monica non ti risparmia la giusta sofferenza.
  2. La storia è creata con il giusto dosaggio di quiete e colpi di scena: si alternano momenti tranquilli in cui c’è tempo di gustarsi l’atmosfera e momenti  in cui il nodo in gola impedisce di respirare. Il libro si vive come si vivrebbe una passeggiata in montagna: attimi di relax alternati a grande fatica. Le tematiche all’interno sono importanti e non vengono mai banalizzate. Non è solo una storia d’amore, ma c’è molto di più.
  3. I personaggi sono completi e non è esattamente una cosa scontata. Soprattutto delle due protagoniste si ha una visione a tuttotondo. Questo è vero a tal punto che sembra di conoscerle da una vita. Ciò risulta fondamentale per l’immedesimazione, la quale avviene naturalmente grazie proprio alle mille sfumature delle due donne. Si vive, si soffre, si piange e si ride insieme a loro.

Puoi acquistare il libro cliccando qui: Il cuore appeso 

La copertina continua a non piacermi

Nonostante io del libro abbia un’idea completamente positiva continuo a pensare che la copertina sia  inadatta. L’immagine in sé, una fotografia di un olio su tela, è molto bella e rispecchia perfettamente la protagonista del romanzo, tuttavia è una figura a mio avviso sbagliata per la funzione che ha in questo caso. Troppo nero e visual molto poco accattivante: se lo vedessi sopra uno scaffale di una negozio probabilmente lo ignorerei. Il romanzo, al suo interno, rievoca posti bellissimi dove la natura regna sovrana: punterei più su questo genere di immagini per la presentazione. Oppure, visto che il tema del viaggio ricorre spesso ed è fondamentale per la trama stessa, potrebbe essere un’idea anche tentare di rievocare attraverso le immagini questo aspetto. Però, onestamente, queste sono solo idee personali.

La trama 

Due donne e due epoche, l’omicidio brutale di una bambina che segnerà per sempre tanti destini. Lisbona sullo sfondo a incorniciare una grande storia d’amore. “Sara. Lea. Erano alla fine simili le loro storie, entrambe amanti, entrambe condannate a non stare con l’uomo che amavano, entrambe trafficanti di segreti. Ognuno ha il cuore che ha, il cuore non lo si sceglie e a volte essere se stessi a ogni costo non è facile. Come sono strani gli incontri tra le persone. È davvero il caso il regista delle nostre vite?” 

Monica Bianchetti

27718943_10214129460984224_1647754510_nÈ nata a Vicenza dove tutt’ora vive. Ha pubblicato nel 2005 il romanzo La bambina di Venezia ed è seconda classificata al premio Adolfo Giuriato di Vicenza con il racconto La bicicletta. Nel 2006 ha pubblicato il romanzo Il cielo sopra l’albero e sempre nel 2006 è finalista (tra i primi dieci su oltre 1700) al II° Festival delle lettere di Milano con il racconto Il mare in una lacrima. Nel 2007 ha pubblicato la raccolta di racconti Le curve delle parole e nello stesso anno è finalista al concorso di poesia Un fiore di parola con la poesia Ragazza di Lisbona. Nel 2008 esce il suo libro Il sapore della neve. Ha collaborato inoltre con Alberto Di Gilio per Asiago 1915-18. La porta della pianura e Altopiani 1915-18. I guardiani di pietra. (Fonte biografia: quarta di copertina de Il cuore appeso)


Per le tematiche trattate si sconsiglia la lettura a un’età inferiore ai 14 anni.

Blog post in collaborazione con l’autore. 

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