Cosa fare a Roma una sera – Ara com’era

La Gatta e Fidanzato Claudio familiarizzano con la realtà aumentata

Non sapete cosa fare questa sera? Male! Anzi, bene! Insomma, ve lo diciamo noi! Prendete la metro A, scendete a Flaminio e fatevi una bella passeggiata verso l’Ara Pacis, mettete mano al portafoglio, cacciate una ventina d’Euro e spendeteli bene. Siete pronti per volare – quasi letteralmente – nell’antica Roma per vedere l’Ara com’era?

Io e Fidanzato Claudio ci siamo lanciati in quest’avventura bellissima dopo circa… un anno che continuavamo a dire “Domani ci andiamo!”

Finalmente l’occasione è capitata e non ce la siamo lasciata scappare.

Come funziona

Nulla di più semplice: si indossa un visore e si ascolta la guida mentre spiega come usarlo, ma soprattutto se vi dice di non indossarlo prima del tempo ascoltatela. Cosa succede altrimenti? Chiedetelo a fidanzato Claudio che, ovviamente, se non fa di testa sua non gli riesce bene di vivere. Il percorso si sviluppa per punti attorno all’Ara Pacis e a ogni punto corrisponde un video: il paesaggio si costruirà lentamente attorno a voi e dopo una panoramica accurata sulla storia della struttura, inizierete a vederla in ogni piccolo dettaglio proprio come doveva essere in principio.

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IMG_20180318_113948_613Come fare per non uccidersi e non uccidere

Per l’amor del cielo non mettetevi a passeggiare mentre indossate il visore. Questo funziona in due modi: inizialmente vi farà vedere un video 360 completamente scollegato dalla realtà che vi circonda (e perciò non avrete alcun riferimento geografico per muovervi) poi inizierà a prendere ciò che vi circonda aggiungendo elementi. In questo caso potrebbe venirvi la malsana idea di muovervi, ma non è sicuro. Il visore vi propone sempre la realtà un po’ più rallentata rispetto al normale, perciò rischiate davvero grossi scontri e madonne volanti. Lasciate perdere, seguite ciò che vi dicono di fare, state boni dove vi mettono.

Quando andare

Dal 30 marzo al 30 aprile
venerdì e sabato:
 dalle 20.15 alle 23.30 (ultimo ingresso ore 22.30)
In occasione della Pasqua apertura straordinaria domenica 1 e lunedì 2 aprile dalle 20.15 alle 23.30 (ultimo ingresso ore 22.30)   

Dal 1 maggio al 1 settembre 
venerdì e sabato: dalle 20.45 alle 23.30 (ultimo ingresso ore 22.30)

Dal 2 settembre al 30 settembre
venerdì e sabato: dalle 19.45 alle 23.00 (ultimo ingresso ore 22.00)

Dal 1 ottobre 
venerdì e sabato: dalle 19.30 alle 23.00 (ultimo ingresso ore 22.00)

Potete prenotare scrivendo a questo indirizzo: eventi.aziendali@zetema.it

Limitazioni e specifiche

Se portate gli occhiali mettetevi le lenti a contatto altrimenti la vedo dura, io sono un po’ miope e in certi casi ho sforzato parecchio. Non potete portarci i bambini, il visore non lo possono utilizzare i ragazzini sotto i 13 anni d’età. Il percorso è adatto a chi non riesce a deambulare senza una carrozzina, perciò va bene anche per la mia amica Nana Bianca che vive la sua vita a un metro d’altezza. 

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La nostra opinione

Assolutamente da non perdere. La ricostruzione iniziale è davvero coinvolgente, il primo video che viene trasmesso dal visore ci permette di calarci completamente nella vita quotidiana dell’età augustea. L’ambiente viene ricostruito fedelmente e una voce ci spiega con estrema precisione ogni cosa che ci viene mostrata. Ad un certo punto siamo persino ospiti d’onore di un sacrificio animale. Nemmeno troppo splatter, si poteva fare meglio. Le informazioni che vengono fornite non sono noiose oppure eccessivamente didascaliche, ma sono redatte in maniera precisa seppur leggera. Forse può risultare un po’ faticoso tenere in mano il visore per tutto il tempo (non c’era l’elastico elegantemente mostrato nella locandina), ma si può fare senza problemi, potrebbero però insorgere nel caso di persone non in grado di utilizzare mani e braccia. Il percorso è preciso e non ci si può sbagliare, comunque in caso ci fossero problemi non mancano le guide prontissime ad aiutare. Ci è piaciuto? Sì, moltissimo, infatti ve lo consigliamo caldamente.

Se l’argomento Ara Pacis vi interessa vi consiglio questa pubblicazione: Richard Meier. Il museo dell’Ara Pacis. Ediz. illustrata

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Love Hurts – Giulia Savarelli

Love Hurts - Eva Carollo

Ogni tanto mi capitano per le mani dei libri davvero interessanti e mi chiedo cosa io possa fare per questi giovanissimi autori emergenti che ci mettono l’anima. Giulia Savarelli è una di questi, ha scritto un libro di racconti molto molto bello, ma non essendo illuminata dai riflettori rischia di rimanere del tutto in ombra.

Love Hurts - Giulia Savarelli

Non se lo merita perché Giulia ha delle belle idee, fa scivolare la penna rapidamente e coinvolge il lettore tenendolo spesso con il fiato sospeso. I suoi racconti sono brevi, ma scavano nel profondo delle emozioni umane. I suoi personaggi sono talmente tanto vivi e solidi da presentarsi quasi come esseri viventi in carne e ossa. Apprezzo sempre un sacco questa completezza.

Love Hurts - Giulia Savarelli

Love Hurts è un buon lavoro, un buon percorso che dimostra una capacità non indifferente di tradurre in parole alcune situazioni che normalmente si percepiscono esclusivamente solo a livello intuitivo.

Love Hurts - Giulia Savarelli

Ogni racconto è decorato dalle fotografie di Eva Carollo, fotografa e grafica che ha curato tutta la parte estetica della pubblicazione di Giulia, un lavoro davvero preciso e altamente professionale. Un aspetto da non sottovalutare assolutamente. Non ho potuto proprio resistere all’utilizzo delle sue fotografie, infatti vorrei scrivere un articolo lungo kilometri per poterle usare proprio tutte.

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In realtà vorrei parlavi un sacco di ogni singolo racconto di Love Hurts, ma non potrei assolutamente farlo senza inciampare in fastidiosissimi spoiler. Io non voglio rovinarvi la lettura di questo volume, perciò rimando la discussione al privato (sapete di potermi scrivere senza problemi accedendo alla sezione contattaci). In ogni caso voglio dirvi che il mio preferito si svolge tutto all’interno di un autobus, ma non vi svelerò nemmeno il titolo.

Se leggete Love Hurts fatemelo sapere, se l’avete letto di recente scrivetemi che ne parliamo insieme. Voglio sapere anche la vostra opinione, come sempre!

Suburra: 3 cose che ci sono piaciute un sacco [spoiler free]

Avete visto la serie Netflix Suburra?

“Elì, ti va di vedere Suburra? Lele ne ha parlato bene”

“No, non mi piace il genere”

DUE PUNTATE DOPO

“Clà, mi sono innamorata di Aureliano”

E questo ci porta dritti dritti al primo motivo per il quale vi consiglio di vedere Suburra

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  1. Aureliano è un figo della madonna e Alessandro Borghi è così bravo da mettere paura. Già così dovrei indurvi all’immediata visione della prima serie tv italiana targata Netflix, ma in realtà ci sono altri motivi. Comunque sia, senza buttare in vacca il discorso, Alessandro Borghi è davvero bravissimo. Non lo conoscevo, io non ho visto Suburra il film e non l’ho mai incontrato in nessun film e mi devo esser persa moltissimo. Tralasciamo il fatto che sia bono all’infinito, Borghi è uno di quelli che pure quando sta zitto dice un sacco di cose. Mi piace come si muove, mi piace come cammina, adoro il suo sorriso e amo in maniera spropositata ogni singolo passaggio tra un’espressione e l’altra. Un rapimento sensoriale tale è simile solo a quello che sento per DiCaprio e Christian Bale. Fatevi due conti. Il personaggio è altrettanto interessante, per quanto sia un criminale si finisce per stare dalla sua parte. Aureliano è nato e cresciuto per essere un bandito: ruba, uccide e fa un sacco di impicci. Però ha uno spessore emotivo straordinario, avverte ogni emozione e la vive sempre al massimo. Quando ama, ama fortissimo, quando odia, odia fortissimo, quando si incazza, si incazza fortissimo… e così via. Non è matto, non è uno sprovveduto, non si fa fregare facilmente e sa sempre cosa fare (o quasi). Voglio fare venti bambini e chiamarli tutti Aureliano (?) 
  2. Roma è bellissima e io sono sempre di parte quando se ne parla. Il fatto che questa serie sia ambientata nel luogo in cui vivo mi fa emozionare un sacco. Adoro riconoscere i luoghi in cui io stessa quotidianamente passo, gli autobus che prendo e i negozi che vedo. Aureliano e Spadino si incontrano spesso dietro casa del papà di Fidanzato Claudio, sarà che qualche volta li incontro? L’impressione magica che ho è un po’ questa, ma nel caso si incontrassero due personaggi simili sarebbe meglio darsela a gambe levate. Malavitosi simili possono essere una buona compagnia solo nella fantasia.
  3. I colori e le riprese. E qui ci vorrebbe Fidanzato Claudio per avere una manciata di termini tecnici. Io non so come spiegare in maniera professionale quanto sto per dire, ma proverò a mettere in campo tutta la mia creatività per non appesantirvi. I colori che dipingono Roma, che si utilizzano per dare profondità alle figure umane hanno una capacità incredibile di rapirmi. Sono colori freddi, malinconici, ma allo stesso tempo violenti e decisi. Taglienti. Sottolineano, secondo la loro capacità, tutte le azioni che si svolgono dando a queste un carico di significato molto più spesso rispetto a quello che avrebbe una luce più naturale. Tutto “taglia”: le vicende, gli sguardi, i fatti, i colori, le musiche. Si ha l’impressione di essere sul punto di ferirsi. Io lo trovo fantastico.

E questo è praticamente tutto quello che possiamo dire e raccontare, sapete che ogni nostra recensione – anche se riguarda un prodotto un po’ datato – sarà sempre spoiler free. Vi possiamo però confermare che esistono momenti molto belli, alcuni anche parecchio commoventi e non si esclude che qualche lacrimuccia possa scivolare. Le risate non mancano, così come tutta la serie vi terrà occupati con una buona dose di sanissima tensione. Se l’avete vista e volete condividere con noi i vostri pensieri… lasciateci un commentino qui sotto, anche se sappiamo bene quanto i nostri lettori siano sempre un sacco prigri!