Parrucchiere a Centocelle: Gruppo Max vicino a piazza dei Mirti (METRO C)

Capelli guastati da decolorazioni e tinte aggressive? Hai fatto un pasticcio immane e non sai come rimediare? Magari ti serve solo un’acconciatura o una piega per una serata speciale … in tutti i casi continua a leggere perché (a mie tragiche spese) so dove mandarti! 

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La storia è molto lunga, ma come al solito rocambolesca al limite del ridicolo: ve la racconto perché so che vi piace ridere sulle mie disgrazie. Ricordate il baby shower del nostro bambino? Ecco, ho pensato fosse una bella trovata presentarmi con i capelli azzurri per celebrare in modo simpatico l’arrivo di un maschietto. Che poi, diciamolo, quando ho queste idee di merda non c’è mai nessuno che mi urli in faccia «Elì, per l’amor del Cielo, non farlo!»

E comunque anche se ci fosse stato, sicuramente, non avrei ascoltato. 

La situazione di partenza: il disastro azzurro

Sapete tutti, credo, che per fare i capelli azzurri (o di qualsiasi altro colore che non sia “naturale”) c’è bisogno di decolorare. Il perossido di idrogeno contenuto nel decolorante penetra nel fusto del capello e ossida i pigmenti esistenti privandoli del colore,  però di contro aggredisce il capello facendogli perdere elasticità, resistenza e lucentezza. In poche parole, pochissime e onestissime parole, la decolorazione è una violenza orribile che va fatta solo da mani super esperte per evitare di rimanere calvi. Nel mio caso, per farmi i capelli azzurri, andò tutto abbastanza bene nella preparazione, ma nei giorni successivi ovviamente l’azzurro iniziò a scaricarsi lasciandomi un po’ mista tra biondo/verde/azzurro. Ecco a voi come sono arrivata dal parrucchiere in cerca di aiuto:

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L’intervento a step di Massimo di Gruppo Max Parrucchieri

Volevo risolvere rapidamente e con molta innocenza pensavo che avrei riavuto abbastanza facilmente la mia chioma folta castano/ramata, quel colore che fa di me un autunno assoluto. E qui ho preso la prima padella in faccia. Massimo è una persona molto onesta e molto vera, si capisce subito cosa pensa perché ha un viso talmente espressivo da renderlo incapace di qualsiasi ipocrisia. Già dal primo sguardo capisco che sto per attraversare un momento orribile della mia vita: i miei capelli naturali avrebbero tardato a tornare più di quanto non avessi messo in conto. Le opzioni a quel punto sono solo due: colare sopra del nuovo azzurro e ricominciare così (rimanendo però sempre schiava di questo colore fino a quando non avrei deciso di tagliare) oppure buttare una colata di castano scurissimo – quasi nero – per cercare di coprire fino a quando non si sarebbero scaricate il più possibile le punte (mesi, parecchi mesi da mettere in preventivo). 

Scelgo ovviamente la seconda opzione, consapevole di quanto sarei risultata brutta e vecchia con un colore scuro totalmente fuori dalla mia palette armocromatica (Arianna docet con molta insistenza, dopo un po’ ti ci arrendi a queste cose armocromatiche). Sorry not sorry, non ho molte fotografie di questo primo passaggio perché per me è stato un vero trauma. Vedermi castana quasi nera mi ha rovinato diverse settimane, non riuscivo nemmeno a guardarmi allo specchio. Mi vedevo vecchia, sciupata, gonfia… non so spiegarvelo, ma odiavo la mia immagine allo specchio e mai avrei pensato che un colore potesse condizionare così tanto la percezione di me. Non riuscivo a truccarmi e non riuscivo a vestirmi, mi sembrava che tutto facesse a cazzotti. Dopo una settimana, infatti, sono andata di nuovo da Massimo a implorare uno schiarimento, ma lui fu di nuovo molto onesto: qualsiasi cosa avrei fatto sarebbe stata un disastro su un disastro, dovevo aspettare e basta. 

Per sentirmi un po’ meglio, comunque, mi sono fatta fare un’acconciatura che almeno potesse liberarmi il viso da quei fili neri da megera che mi ritrovavo al posto dei capelli. A proposito, ci sta una signora che a far le trecce è un drago mitologico: chiedete di Paola sempre, queste che vedete nella foto mi sono durate perfette per tre giorni interi. 

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La fase finale: il miracolo di Massimo

Il disastro dell’azzurro fu commesso a inizio agosto, la prima riparazione è stata effettuata i primi di settembre, quindi oramai al 10 di ottobre decido che la mia sopportazione è arrivata al limite: o torno castano-ramata oppure taglio tutto e mi chiudo in casa a piangere attaccata alle tende come Greta Garbo. Arrivo per la terza volta al cospetto di Massimo e lo imploro di fare il miracolo: deve trasformare l’acqua in vino, deve moltiplicare pani e pesci, devi ridare la vista ai ciechi e pure resuscitare i morti. Non mi importa come, non mi importa a che prezzo, deve farlo e deve farlo subito. 

Oramai ero diventata l’incubo azzurro di quel pover’uomo. Il sol vedermi sulla soglia del negozio credo gli provocasse sincope aritmia, congestione, peste bubbonica e vaiolo. Lo vedo, me ne accorgo subito: vorrebbe rasarmi a zero e spararmi nell’Iperuranio per sempre. Però lui è un professionista quindi capendo la gravità della situazione (e soprattutto della precarietà del mio equilibrio psicologico) accetta la sfida e mi apparecchia per la grande restaurazione

La Grande Restaurazione ha inizio

Mi ritrovo attorno tutti i parrucchieri del negozio, stanno lì e mi guardano mentre Massimo, concentrato come un fisico teorico davanti a una lavagna piena di formule, prepara il piano d’attacco e lo discute con Mauro che sarà poi il grande esecutore. Ci vorrà molto tempo, tant’è che viene allertato anche il bar per predisporre merende e pranzo (non sia mai che una donna incinta non venga nutrita a dovere). Le manovre iniziano alle 10 del mattino e terminano alle 17 del pomeriggio, prevedono tanta pazienza, moltissimi passaggi e cospicue preghiere al dio dei capelli

Fu sera e fu mattina: non credevo ai miei occhi

Io vorrei tantissimo avere le capacità descrittive per mettere nero su bianco la felicità e l’emozione nel vedere i miei capelli al termine della Grande Restaurazione. Quando mi hanno tolto l’asciugamano dalla testa non potevo davvero credere ai miei occhi. Non solo l’azzurro era completamente sparito, ma i miei capelli erano più belli e corposi che mai. Sembrava quasi non avessero subito alcun trauma, erano morbidi e lucidi, ma soprattutto erano rossi. A costo di sembrare una persona superficiale: sì, è stato bellissimo rivedermi bella. Il tocco finale è di Eleonora, la mia bella bionda maga delle onde e del phon.

La formula magica per ottenere il risultato che vedete rimane chiusa in una cassaforte installata in un cottage di legno tra i boschi canadesi, assieme alla ricetta per la Coca-Cola e al finale del Trono di Spade scritto da Martin, ma sappiate che non ho mai visto tanto impegno, tanta dedizione e tanta pazienza per ottenere un sorriso sul viso di una donna finita. Penso che i miei livelli di ossitocina nel vedermi allo specchio fossero talmente alti da potersi raggiungere solo con un paio di Manolo blu come quelle di Carry Bradshow, oppure con una corretta stimolazione delle zone erogene, ma non divaghiamo.

Se a tutto questo aggiungete che, tra le mille attese, l’estetista Emanuela mi ha messo in ordine le unghie pittandole di rosso … va be, ma che ve lo dico a fare? Parliamo invece di questo viso finalmente felice!

E questa è la maxistoria di come sono arrivata a giurare sulla mia collezione di “matite dal mondo” che non avrei mai più tinto i miei capelli, ma che sarei tornata al mio tranquillissimo regime di prodotti naturali per ravvivare i riflessi rossi che già possiedo di mio. E a proposito di prodotti naturali, dovete sapere che da Gruppo Max Parrucchieri si usa una gamma fantastica compatibile con tutte le paranoie (molte delle quali pure insensate) della gravidanza.

Recapiti utili e informazioni

Nei saloni del Gruppo Max Parrucchieri (Centocelle e Alessandrino, Roma) non è obbligatorio prendere appuntamento durante la settimana, per la domenica (solo Centocelle) invece serve fare un colpo di telefono.

Sito:  www.gruppomaxparrucchieri.com
Facebook: https://www.facebook.com/parrucchierigruppomax/
Instagram: https://www.instagram.com/gruppomax/
Telefono Centocelle: 06.23231877
Telefono Alessandrino: 06.23239781

Solite precisazioni oramai di prassi

Questo blog post non è una marchetta, ma frutto della mia personale volontà e iniziativa di raccontare una storia (vera) e di celebrare in modo simpatico la professionalità di un gruppo di ragazzi giovani che a Centocelle fa impresa. Il servizio del quale ho usufruito presso il salone non mi è stato regalato in cambio di una recensione positiva, l’ho pagato esattamente come chiunque altro cliente. Questo blog non è lo spazio per influencer o aspiranti tali, qui si raccontano storie e si cerca di strappare un sorriso a chi passa per leggere. Potete odiare un po’ più in là se proprio non riuscite a fare a meno di farlo.

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