Laini Taylor: Il Sognatore

Fermi tutti, abbiamo una vincitrice: Laini Taylor, con Il Sognatore, sbaraglia la concorrenza e si afferma come miglior scrittrice contemporanea fantasy internazionale. E non lo dico soltanto io, se non vi fidate di me andate a curiosare nei vari blog in cui si parla di libri.  Eccolo qui.

La trama: #spoilerfree

Siamo in un mondo senza tempo e veniamo catapultati all’interno di un monastero dove facciamo la conoscenza di un piccolo Lazlo Strange. Questo ragazzino orfano viene cresciuto a cinghiate e leggende insieme ad altri orfani, ma essendo un sognatore di prim’ordine, si lascia spesso suggestionare dalle storie di un monaco burbero al quale serve i pasti principali della giornata. Questo signore, ormai anziano, racconta a Lazlo di una città perduta e avvolta nel mistero, ma di questa città non si ha memoria del nome. Come se fosse stato divorato da qualcosa, tant’è che provando a chiamarla con il suo nome vero si riesce solo a dire “Pianto”. Questo, infatti, è l’unico nome che rimane addosso a quella città perduta. Lazlo cresce e con lui anche la curiosità, si specializza andando a caccia di informazioni continue che riguardino questo luogo e il suo presente si intreccia con quello di un alchimista geniale. I due costruiranno uno strano rapporto che li perseguiterà per molti anni. Lazlo riesce a raggiungere questa città insieme all’alchimista e ad altri personaggi (tra i quali il Massacratore di dei), scoprirà così la terribile (e vera) storia di Pianto e si adopererà per salvarne gli abitanti e non solo. Dall’alto, il buon Lazlo, viene sorvegliato costantemente da una ragazza speciale in grado di scatenare orribili incubi grazie a delle semplici falene e sarà proprio lei – forse – la risposta a qualche assurda domanda del buon sognatore.

Il libro è il primo volume di una mini saga divisa in due parti, quindi sappiate che poi per un po’ dovrete mettervi l’animo in pace e aspettare.

E io mi sono messa l’animo in pace circa due giorni dopo aver finito di leggere il libro perché, davvero, è come un’ottima bevanda che lascia però una sete immensa. Non è che non disseti, è che non sarà mai abbastanza efficace per colmare l’esigenza che crea. Questo libro dà dipendenza seria. L’universo di Laini Taylor è del tutto nuovo e privo di precedenti, almeno nella mia memoria, ma riesce a essere totalmente credibile in ogni suo minimo aspetto.

Vogliamo farla una critica?

Sì, ma solo una e solo perché proprio si deve fare. Il libro è adatto a chiunque abbia compiuto almeno 15 anni perché alcuni temi affrontati sono delicatissimi. Si parla di sesso e di violenza e per quanto sia tutto molto naturale e delicato sono comunque argomenti che vanno compresi per essere apprezzati a pieno. E qui nasce la mia critica: ho trovato un eccessivo pudore in alcune descrizioni. Laini Taylor tende a nascondersi un po’ dietro una tenda per non arrossire mentre scrive di rapporti sessuali, perciò non si troverà mai scritto che due persone stavano facendo l’amore, ma si troverà scritto “lo stavano facendo” oppure “erano a letto insieme e non stavano dormendo”. Questo pudore mi sembra un po’ inutile e nemmeno troppo giustificato. Fare l’amore non è un crimine, soprattutto in una storia in cui esiste la violenza sessuale ripetuta. Se si parla di stupro si può parlare serenamente anche di un rapporto sessuale consenziente senza dover arrossire.

DETTO QUESTO: andate subito a comprare ‘sto libro e fatemi sapere cosa ne pensate.

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