Un bel libro fantasy: Fidanzati dell’inverno di Christelle Dabos

L'Attraversaspecchi, Fidanzati dell'inverno

Volete leggere un bel libro fantasy? Siete atterrati nel posto giusto perché sto per consigliarvi il primo volume di una saga che potrebbe essere il nuovo caso letterario: L’Attraversaspecchi, Fidanzati dell’inverno (Vol. 1) di Christelle Dabos.

Vi prego leggetelo, è bellissimo!

Prima di tutto, come ho già detto, Fidanzati dell’inverno è il primo libro di una saga, quindi mettetevi comodi perché se avete intenzione di infilarvi nel tunnel sappiate che ci sarà da aspettare. Questo a meno che non sappiate il francese abbastanza bene, perché i cugini della torre Eiffel hanno già in mano tutti e tre i libri (e quindi sanno anche come va a finire, mannaggia a loro).

La trama

Ofelia, la protagonista, ci starà simpatica fin dalle prime dieci righe che la riguardano. Si tratta di una ragazza con due poteri speciali (legge il passato delle persone attraverso le dita, toccando i loro oggetti inoltre può passare da uno spazio all’altro attraversando gli specchi) che viene promessa in sposa a un perfetto sconosciuto di un altro mondo. Lui lo conosceremo molto presto e non ci starà molto simpatico, andrà a prendere la nostra eroina e se la porterà via insieme alla mitica (fighissima) zia della ragazza. Inizia così la strana relazione di Ofelia e Thorn e vivremo con lei in un mondo assurdo fatto principalmente di magie che hanno come unico scopo quello di creare un’enorme illusione. Conosceremo figurette improbabili che utilizzano clessidre speciali in grado di creare dipendenze come fossero sostanze stupefacenti, incontreremo una tipa stramba con la capacità di vedere oltre le illusioni e un architetto di sesso femminile che ricorda un po’ Iris Apfel e ci muoveremo in stanze dentro le stanze dentro le stanze dentro le stanze dentro le stanze [continua].

Il mondo di Ofelia e Thorn è stupendo

Ma ci vuole un po’ a capirlo, ci si deve concentrare un secondo. Praticamente sono 21 “arche”, ovvero dei pianeti che ruotano a quella che un tempo era la Terra. Ofelia viene da un’arca che si chiama Anima, mentre Thorn la costringe a vivere con lui sulla sua arca che si chiama Polo (una zona inospitale, fredda e abitata da bestie enormi e famiglie poco amichevoli). Ogni arca ha le sue usanze, le sue abitudini e le sue gerarchie perciò quando Ofelia passa da Anima a Polo si trova completamente spaesata. Ma perché viene scelta proprio Ofelia? Per quale ragione coloro che hanno combinato questo matrimonio assurdo hanno ritenuto corretto accoppiare due persone così diverse tra loro? Il punto è che ogni arca è abitata da persone con talenti speciali e diversi,  forse a qualcuno potrebbe interessare la grande capacità di Ofelia come lettrice? O come attraversaspecchi? Vi prego comprate il libro e venite a scoprirlo con me perché è bellissimo!

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Quando esce il secondo volume?

Il secondo volume si chiama “Scomparsi di Chiardiluna” e ancora non sembra avere una data d’uscita precisa. Sono comunque sintonizzatissima su tutti i rumors a riguardo, perciò aggiornerò questo spazio appena possibile. AGGIORNAMENTO: esce a gennaio 2019! Tutti pronti?

Fidanzati dell’inverno è il libro per voi se…

Se siete cresciuti con Harry Potter, se vi siete fatti le notti in bianco con Queste oscure materie, se vi piace la Belle Epoque e l’ambientazione Steam Punk. Sono giorni che penso a quanto sarebbe bello se qualcuno ne comprasse i diritti per farne una bellissima saga cinematografica, ma so che potrei rimanerne delusissima com’è successo con La bussola d’oro. Ma quanto sarebbe figo se uscisse qualcosa che potesse reggere il confronto con Harry Potter? La mia generazione ha ancora bisogno di sognare, abbiamo bisogno di rimanere ancora un po’ bambini!

Cosa scrivere su Facebook? Sette cose da tenere in considerazione

Nel corso del mio tempo speso su Facebook ho imparato tante lezioni (molte a spese mie) e per questa ragione ho deciso di condividere con voi le sette cose che secondo me si devono tenere in considerazione quando si utilizza Facebook con un profilo personale (non aziendale).

  1. Non postare foto di bambini nudi, seminudi o in situazioni imbarazzanti (cambio pannolino, lacrime inconsolabili, capricci…). Il motivo non è difficile da intuire, ma nel caso in cui ci fosse qualcosa da chiarire sappiate che sono stata molto esaustiva qui. Inutile, comunque, postare foto con i volti coperti da imbarazzanti emoticon. Lasciate perdere, evitate e basta. Capiamoci, non sono contro le fotografie dei bambini in rete, sono contro la pubblicazione scellerata senza senso.
  2. Prima di scrivere, pensa. Un’altra banalità? Non direi proprio. Sappi che sei responsabile di quello che scrivi, anche penalmente. Dici una bugia che infama qualcuno? Ne sei legalmente responsabile. Appelli una persona con parole offensive con l’intento di denigrarla pubblicamente? Ne sei legalmente responsabile. Dichiari di aver commesso un reato? Sei anche un coglione. Se ti sembra una cosa assurda, leggi quest’incredibile storia.
  3. Non essere forzatamente cinico e stronzo, è passato di moda. I post rabbiosi in cui si prendono per il culo le persone (celebrando indirettamente la propria superiorità intellettuale) sono out. Ne siamo stati tutti autori almeno una volta, ma la figuretta dell’intellettualoide che guarda tutti dal piano superiore ha rotto un po’ le palle (oltre a essere oramai palesemente molto finta). Se vengono in mente solo cose brutte e acide da scrivere, allora è meglio non scrivere niente.
  4. Non condividere stronzate. Facebook è un posto in cui si può parlare di tutto, fortunatamente, ma c’è modo e modo. Parlare di politica è bello, così come esprimere opinioni in campo musicale, cinematografico e letterario, ma cerca sempre di farlo con cognizione di causa. Se vedi una notiziona incredibile… probabilmente è una fake news e se la condividi contribuisci alla disinformazione. Numeri e dati scritti a caso su immagini rubate da Google, con grande probabilità sono bufale e le puoi verificare subito su un qualsiasi motore di ricerca. Ma anche su alcuni siti molto aggiornati che se ne occupano quasi in tempo reale.
  5. Se devi dire qualcosa a qualcuno usa un messaggio privato o chiamalo. I messaggi apparentemente casuali con riferimenti precisi sono oramai trapassato remoto. Oltre a essere un modo un po’ adolescenziale di usare una bacheca pubblica, in realtà è anche un po’ patetico quando a farlo è un adulto. E sempre in realtà rimangono solo loro a farlo, visto che gli adolescenti Facebook non se lo cagano manco per sbaglio.
  6. Pubblica le cose che ti piacciono (e sbattitene le palle di chi ti prende per il culo). Pubblica ciò che ti interessa e ti caratterizza: che sia una canzone, un articolo dell’Internazionale, un’immagine figa, un locale dove hai cenato… Parla di cose belle e lascia le tue questioni personali fuori. Perché? Perché se sei una persona sensibile è meglio non appendere certi sentimenti in piazza. Valuta tu cosa sia delicato e cosa invece no, ma ricordati che una volta che l’avrai pubblicato sarà di dominio pubblico. Io, per esempio, non comunico mai di essere triste per qualcosa. La tristezza per me è diventata nel tempo una questione molto personale e ho deciso non lasciarla trapelare più attraverso i social network.
  7. La regola aurea: non scrivere post dove ti lamenti di ciò che gli altri scrivono nei loro post solo perché tu ritieni l’argomento in qualche modo inadatto a Facebook. Non ci sono argomenti di cui non si possa parlare, grazie alla libertà di parola, e se qualcuno ti infastidisce con dei contenuti che non ti piacciono … nascondi l’utente dalla tua bacheca e non rompere le palle.

Ma prima di tutto ricorda: proteggi i tuoi bambini e tienili fuori da questa giungla pericolosa.

 

 

 

Carne alla brace a Centocelle: Grano e brace in via dei Platani 18

State bazzicando a Centocelle e vi è venuta voglia di carne alla brace? Allora lasciate che vi si consigli un locale che è una certezza. Grano e Brace: il luogo in cui placo a colpo sicuro la mia irrefrenabile voglia di carne.

Siamo in via dei Platani, verso il centro commerciale La Primavera. Il locale si trova poco prima dello stop quindi è impossibile non vederlo. In ogni caso è al civico 18, se vi perdete usate Google maps cliccando qui. Se non sapete usare manco Google maps mettetevi lì fuori e cercate nelle vetrine un grosso toro con in mano una pizza. Eh, sì da Grano e Brace si può ordinare anche una margherita.

Grigliata mista alla brace
Grigliata mista di carne da Grano e Brace (Roma)

Ma non è certo per la pizza che io e Fidanzato Claudio ci infiliamo in questo locale almeno una volta al mese da quando l’abbiamo conosciuto, quanto più per le porzioni da brontosauro di carne buona che vengono servite a prezzi onesti. Non che la pizza non sia buona, solo non abbiamo ancora avuto modo di assaggiarla, forse si dovrebbe rimediare. Il problema principale è che il profumo di carne alla brace che si respira in quell’ambiente familiare e rustico sovrasta completamente la presenza della pizza, il mio cibo preferito in assoluto. Io quando entro da Grano e Brace ho l’impressione di fermarmi a pranzo da un amico che, sapendo del tuo arrivo, s’è procurato quei due o tre pezzi buoni da mettere sul carbone ardente. Insomma, sticazzi, la pizza la mangio un’altra volta.

Noi abbiamo il nostro menù a colpo secco, ci dividiamo un antipasto in due (un tagliere di salumi misti con formaggi e verdure) e poi ci sbraniamo il vassoio della grigliata mista con le patate, un litro di vino rosso e un dolcetto in chiusura. Spendiamo più o meno mezza piotta in tutto e siamo felicissimi così.

Punti forza

  • Locale che accetta di buon grado i bambini, hanno anche i seggioloni. Ultimamente non è certo da sottovalutare questo aspetto, mentre spuntano come funghi i locali child free abbiamo ancora qualche posto in cui i pargoli sono benaccetti.
  • Prezzi popolari, non serve un rene per sedersi a tavola. Non c’è niente di più bello che potersi permettere serenamente un buon pranzo fuori casa e per fortuna esistono ancora posti in cui la qualità e il prezzo vanno a braccetto. Da Grano e Brace si mangia bene, la qualità è buona e si paga il giusto. La cucina di concetto la lasciamo ai pariolini che a Roma Est ci piace essere veraci.
  • Servizio ottimo, i ragazzi che lo gestiscono ci piacciono un sacco: sono simpaticissimi, per nulla invadenti e riescono a essere molto attenti alla tavola. Se finisci l’acqua te la portano subito, i piatti vengono rimossi non appena le posate sono nella posizione che indica la chiusura del pasto. Sorrisi, memoria delle facce e simpatia: quello che ci vuole in un ristorantino intimo in cui passare il pranzo della domenica. Ci si sente ben voluti e, in qualche modo, anche in famiglia.
  • I dolci sono fatti in casa! Vi consiglio di farvi consigliare dal proprietario, io mi sono divorata delle pesche immerse in una crema di limone. Ero assolutamente sazia ancor prima di affrontare il dessert, ma non ho potuto avanzare nemmeno un cucchiaio di quella delizia. Son golosa, si sa!

In definitiva siamo certi che Grano e Brace potrebbe rientrare a pieno titolo nella classifica dei cinque ristoranti che più amiamo a Centocelle. Stiamo facendo un’agguerrita selezione per stendere un articolo definitivo. In gara ce ne stanno almeno una decina e alcuni dobbiamo ancora provarli!


 

Cena di pesce a Centocelle? Prova Mabe!

 

 

Cosa portare in campeggio? Due giorni a Pompei, come sopravvivere

Vi siete appena comprati una tenda da campeggio e volete partire all’avventura verso Pompei? Molto bene, sedatevi e sedetevi perché ci sono una manciata di cose che dovete sapere. Prima fra tutte che sarà una bella sfacchinata, perciò vi consigliamo caldamente un paio di scarpe molto comode adatte alle escursioni.


In questo blog post potrai leggere:

  • Cosa portare in campeggio a Pompei
  • Quale campeggio scegliere a Pompei
  • Dove mangiare a Pompei
  • Informazioni utili per gli scavi archeologici di Pompei
  • Informazioni utili per un’escursione sul Vesuvio

Cosa portare in campeggio a Pompei? Kit sopravvivenza base

  1. La tenda. Cercate di non strafare e non partite subito in quarta. Vendono delle comodissime tende automatiche che costano meno di 100 €, se non avete come meta il freddo Nord Europa è quanto vi basta per partire sereni. Calcolate sempre una persona in più quando date un’occhiata alle misure per decidere quale acquistare, per esempio noi siamo in due e abbiamo una tenda da tre.
  2. Il materassino. Regà, non sottovalutate il semplice dormire. Avventura non significa insensata scomodità, inoltre un brutto mal di schiena potrebbe rovinarvi la vacanza. Acquistate un materassino gonfiabile e una pompa da zaino. Vi salverà la vita (e le articolazioni). Costo approssimativo dai 20 ai 30 €, a seconda dei materiali e della qualità.
  3. Zaino adeguato. Non partite con lo zaino del liceo e nemmeno con la tracolla della palestra, sarete carichi come muli, quindi vi serve un accessorio davvero adatto alle escursioni. Valutatelo per bene in un qualsiasi negozio di oggetti sportivi, non esagerate nella grandezza soprattutto se non è vostra intenzione superare i tre/quattro giorni di vacanza. Questa spesa potrebbe superare i 100 €, a seconda della marca e della qualità dello zaino scelto. Non cercatelo bello, cercatelo comodo.
  4. Martello, per picchettare la tenda non potete usare la testa del vostro compagno di viaggio.
  5. Sacco a pelo. Anche se è estate non lasciatelo mai a casa, compratene piuttosto uno leggero. Nella notte un po’ la temperatura cala e se non volete svegliarvi con la febbre sarà meglio che abbiate di che coprirvi.
  6. La torcia. Di notte tornerà molto utile per andare al bagno o cercare qualcosa di disperso nella tenda. Imparerete a non sprecare la batteria dei cellulari.
  7. Autan! Non serve che vi si spieghi il perché, dai. Abbiamo visto certe gambe di certi turisti che … povere anime! Non sottovalutate mai le zanzare e le bestie in generale.
  8. Kit per l’igiene personale: asciugamano, docciaschiuma, spazzolino e dentifricio, deodorante, assorbenti, salviette umide, fazzoletti da naso, elastici per capelli e tutte le menate che vi servono (lasciate a casa il trucco, la natura non vi giudica sulla base del rimmel)
  9. Spille da balia, non si sa il motivo preciso ma fidatevi: vi serviranno sicuramente almeno una volta.
  10. Ciabatte infradito. Fondamentali per fare una doccia nei locali comuni del campeggio, non infilatevi nelle docce senza ciabatte… a meno che non vi venga voglia di coltivare funghi per tutta l’intera vacanza.

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Quale campeggio scegliere a Pompei?

Noi ci siamo trovati molto bene al Camping Zeus per una serie di ragioni che andiamo a elencarvi. Prima di tutto il campeggio si trova subito a sinistra rispetto alla stazione della circumvesuviana. Venti passi, forse anche meno e per noi che eravamo carichi come muli è stato davvero un buon inizio. Abbiamo speso un totale di 34€ per due notti, comprensivi di tassa di soggiorno e corrente elettrica. Le docce e i bagni, naturalmente in comune, sono puliti anche se un po’ vecchiotti. Non c’è la carta igienica, quindi ricordatevi di portare con voi sempre dei fazzoletti. La mattina potete accedere al buffet della colazione con 5€, un prezzo abbastanza onesto vista la media del circondario. Sappiate che non troverete nulla che costi meno, però potete sempre risparmiare se siete gente a cui basta un caffè. La colazione a buffet è dignitosa, non manca nulla di ciò che dovrebbe esserci. Sconsigliatissimo fermarsi per il pranzo, per la cena invece non c’è pericolo perché il ristorante non effettua servizio serale. Non si sconsiglia per la qualità del cibo, che rimane comunque buona, ma per il prezzo. Pompei è una cittadina turistica, quindi un piatto di pasta può costarvi molto più dei canonici 6 € a cui siamo abituati. La piazzola era abbastanza grande e permetteva una certa privacy, c’è la strada che non passa molto lontano quindi un po’ di rumore si sente, ma non disturba. Ciò che disturba un po’, invece, è l’odore di fogna che di tanto in tanto si sente. Non abbiamo capito da dove arrivasse, ma qualche folata l’abbiamo sentita fin troppo bene. Altro punto a favore è l’ingresso vicinissimo agli scavi e alle partenze dei bus per il Vesuvio. Ci sentiamo di consigliare questa location a tutti gli amici campeggiatori, soprattutto a quelli senza auto.sdr

Dove mangiare a Pompei?

Ah – ah: il domandone da un milione di dollari. Eh, intanto non mangiate nella zona attorno agli scavi, i prezzi son assolutamente fuori controllo. Senza entrare nel merito dei motivi, dei perché e delle ragioni, semplicemente vi sconsigliamo di mangiare in prossimità del sito archeologico. Non sappiamo esattamente dove mandarvi, noi ci siamo bellamente fatti fregare per la fretta e per il poco tempo, ma abbiamo visto su Trip Advisor che spostandosi di pochissime centinaia di metri è possibile uscire dalla giungla dei menù turistici. Invece, per quanto riguarda la granita al limone, sappiate che ovunque viene fatta con i limoni veri (chiedete sempre per conferma, ma si vede dai residui delle macchine che girano il ghiaccio). Pagherete 3 € per un bicchiere onesto. La cosa migliore di tutte rimane sempre fare un po’ di spesa al supermercato e attrezzarsi con delle pagnottelle cariche di mortazza. La pizza, così come la granita al limone, è buona ovunque, ma preparatevi a scucire 10 € per una margherita. Follia allo stato puro. E non fidatevi degli acchiappini, ognuno fa il proprio lavoro e il loro è quello di vendervi il cibo quando siete super affamati. Non entrate nei locali perché avete fame (noi ci abbiamo rimesso, lo ammettiamo candidamente).

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Informazioni utili per gli scavi archeologici di Pompei

Partiamo dai costi: il biglietto d’ingresso viene 15 €, non ci siamo presi l’audioguida perché ci è stata sconsigliata dagli autoctoni. Non abbiamo preso una guida in carne e ossa perché abbiamo preferito l’idea di passeggiare da soli e di cercarci, eventualmente, le informazioni da soli. Sempre perché siamo furbi e svegli, ci siamo scordati la mappa e abbiamo chiesto a una coppia di turisti inglesi di lasciarci fotografare la loro. Ecco, voi ricordatevi la mappa. Il parco è immenso, abbiamo letto che misura circa una sessantina di campi da calcio. Quindi munitevi di:

  • Borracce d’acqua (almeno un litro a persona)
  • Mappa
  • Ghiaccio istantaneo. Prendersi una storta è un attimo e il ghiaccio istantaneo occupa poco spazio nello zaino.
  • Cappello per il sole (c’è zero ombra, davvero)

Lungo il percorso ci sono delle fontanelle, ma sono piene di api quindi fate attenzione se siete allergici. Sono presenti anche i servizi igienici, ma c’è spesso coda quindi … fatela subito appena arrivate! Vi è un ristorante della catena Autogrill per mangiare qualcosa, sappiate che per quanto alti i prezzi non saranno mai come quelli dei ristoranti nel circondario. Se proprio dovete farlo, mangiate lì un panino farcito. Lasciate perdere pasta e pizza, non ne vale la pena. Nel parco è vietato fumare, fatta eccezione per alcune zone ristrette (vicino ai bagni), questa cosa è bellissima. Per visitare tutto il parco ci vuole, senza dubbio, una giornata intera. Noi in 6 ore abbiamo visto i punti di maggiore interesse, tralasciando le zone meno “famose”. Promemoria per le donne: se soffrite di dolori mestruali e avete la sfiga che vi capitino proprio il giorno dell’escursione, premunitevi di antidolorifico, salviette umide, assorbenti a pacchi e caramelle zuccherose. Oppure fate come ho fatto io: stramazzate al suolo chiedendo al signore di prendervi in gloria.

Per tutti gli altri, mestruati e non, ricordatevi di mettere un paio di scarpe comode. Sconsigliati tacchi, infradito, sandali aperti, ciabattine, ballerine, robettine fighettine… c’è molta polvere e il terreno non è amichevole. A volte si scivola, siete stati avvisati. Non dimenticatevi gli occhiali da sole, se soffia il vento la polvere è insopportabile. Il percorso è quasi totalmente inaccessibile alle carrozzine per i disabili, qualche temerario s’è visto però. Come sappiamo bene, se si vuole, si fa.dav

Informazioni utili per un’escursione sul Vesuvio

E questa è la maxi storia di come mi sono ammalata. Avete presente quando mamma vi dice di mettervi il giacchetto che c’è vento? Ecco, ascoltate la mamma. Il Vesuvio è un vulcano bello alto e quando si va in visita al cratere si superano di 1200 metri d’altezza. Lassù  fa freschino e dopo la camminata si arriva belli sudati, perciò ecco cosa portare con voi:

  • Maglietta – meglio se in in tessuto tecnico – asciutta di ricambio
  • Acqua (almeno un litro a testa)
  • Giacchetto/felpina
  • Scarpe da trekking
  • Bastone da trekking
  • Ghiaccio istantaneo (si scivola facile facile)
  • 1 € per il bagno. Sì, si paga per fare la pipì.

Ci sono vari modi per arrivare ai mille metri, uno può prendere un taxi se ha soldi da spendere, altrimenti ci sono gli autobus cittadini a 3 €, ma se siete tortellini come noi allora spenderete 10 € (biglietto A/R) per un autobus privato. Tutti i mezzi vi possono portare ai famosi 1000 mt. dove ad attendervi troverete la biglietteria per raggiungere il cratere. Circa 200 mt. d’altezza da fare in salita, a piedi. Il biglietto per il cratere costa 10€ a cranio, ma è compresa una guida turistica in carne e ossa. La nostra era pure malaticcia, porella. Cose da sapere assolutamente sul percorso:

  • Tutti possono farlo, ma è faticoso. Non è una salita semplice, anche se alla portata di tutti. Ci vuole della fatica fisica, ma è anche vero che la si può pure prendere comoda.
  • Il percorso è fuori portata per i disabili con carrozzina. Se volete andare procuratevi amici molto forzuti che possano spingervi su un terreno impietoso e costantemente in salita. Tutto è fattibile, ma in questo specifico caso la fatica si farebbe sentire ben presto.
  • Lassù fa freddo, se non l’avete capito ve lo ripeto: portate il giacchetto!
  • Ne vale la pena.

Un ultimo appunto: il Vesuvio è un vulcano che dorme, quindi non ci saranno esplosioni anche se qualche locandina vi promette la vista sull’eruzione. Purtroppo i furboni che cercano di far abboccare i turisti ci sono sempre, ma non c’è tour operator che potrà farvi assistere all’evento parossistico. Così, giusto che lo sappiate.

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E questo è più o meno tutto quello che c’è da sapere per partire sereni. Ovviamente quando posteremo questo scritto e finalizzeremo l’editing, ci verranno in mente altre duemila cose da aggiungere. Non ci possiamo fare niente, si sa che succederà. In ogni caso potete sempre lasciarci un messaggio con domande, di solito rispondiamo abbastanza velocemente. Potete scrivere un commento o mandarci una mail all’indirizzo elisa221b@yahoo.it


Un sentito ringraziamento a Maria Riatti di Pompei Italy

Come scacciare i brutti pensieri: cinque tecniche (quasi) infallibili

Mi capita spesso di abbattermi a causa di brutti ricordi e pensieri spiacevoli, a volte una giornata meravigliosa viene rovinata da un commento letto per sbaglio su Facebook che mi fa tornare alla memoria qualcosa che ho perso. Ci sono cose alle quali tocca arrendersi, come il fatto che il tempo passa per tutti e modifica qualsiasi cosa. Ed è un bene che sia così, per quanto doloroso, poiché si tratta solo della dimostrazione che si sta andando avanti e non si rimane fermi come gli alberi. Ma anche mentre scrivo queste righe sento la malinconia, ma soprattutto la mancanza di alcune persone nella mia vita. Ma basta così! Credo che sia arrivato il momento di dedicare sempre meno spazio a questa tristezza, quindi ho sviluppato cinque tecniche – quasi – infallibili per non rimuginare continuamente sul passato. Ecco come comportarsi appena arrivano i brutti fantasmi a darci noia!

  1. LE COSE CHE HAI. Invece di continuare a pensare alle cose che hai perso, mettiti a elencare tutte le cose che sei riuscito a ottenere. Quando penso a certi momenti felici della mia vita che non ci sono più, mi viene subito la lacrimuccia. Per quanto è bene lasciar fluire un’emozione, arriva anche il momento di prendere le distanze da un passato che non c’è più. Prendi carta e penna (fisicamente, se sei un grafomane!) e fai un elenco per punti di tutto ciò che oggi hai e allora non avevi. Questa è solo la dimostrazione che sei andato avanti. Appiccica il foglio sul frigorifero e guardalo tutte le mattine, ogni tanto aggiornalo!
  2. CAMBIA QUELLO CHE NON TI PIACE. Pare un’ovvietà, eppure ci sono persone talmente tanto insicure che preferiscono crogiolarsi nei ricordi piuttosto che alzare il culo e cambiare. Il passato se ne va, il tempo – molto banalmente – scorre e tu non ci puoi fare niente: fattene una ragione! Le cose attorno a te sono cambiate e tu ti senti vuoto e solo? Spostati, non hai mica le radici! Prendi coraggio e ogni giorno fai qualcosa di piccolo per andare avanti. Possono essere gesti stupidi (cambiare locale per l’aperitivo, acquistare una nuova borsa per il computer, regalare gli oggetti del passato) oppure azioni più importanti (cambiare lavoro, chiudere in una scatola tutti i vecchi regali, cambiare radicalmente tutto l’armadio). Fai qualcosa, non stare sul divano a guardare il muro.
  3. LASCIA PERDERE CIÓ CHE NON DIPENDE DA TE. Proprio così: ci sono cose che non dipendono da te. Il fatto che un ragazzo non ti chiami, che un’amica non abbia più voglia di stare con te, che il tuo collega abbia deciso di cambiare azienda lasciandoti solo in ufficio: non dipende dalla tua volontà e della tua volontà – quasi sempre – tutti se ne sbattono ovviamente le palle. Non ha senso fermarsi a pensare alle cose che tu non puoi cambiare, accettale e vai avanti anche tu come tutti gli altri. Come? Pensa a tutte queste cose e ripeti ad alta voce “non dipende da me” chiudendo mentalmente la porta dietro al quale si nasconde il pensiero. Dacci un giro di chiave. Se non dipende da te, allora non può essere un tuo problema. Io ho castelli fatti di stanze pieni di cose che non dipendono da me, ho buttato più chiavi che fazzoletti usati. Costruisci poi un castello mentale di tutte le cose belle che ti riguardano e che dipendono da te: porta un sacchetto di cornetti in ufficio per i tuoi colleghi, anche se non è il tuo compleanno. Un sorriso in più, quasi sempre, può dipendere da te!
  4. ORGANIZZA UN’AVVENTURA. Se stai pensando “non ho abbastanza soldi” ti basti sapere che io e Fidanzato Claudio partiamo spesso con 10 euro in tasca e lo zaino sulle spalle. Appena insorge il pensiero negativo, afferra il tuo portatile e mettitelo sulle gambe. Cerca zone vicine e lontane dove poter andare a caccia di cose belle: parchi, ville, mostre, sagre … concentrati sulle cose che puoi scoprire nel mondo e non su quelle che appartengono al tuo passato. Cambiare punto di vista è fondamentale per crescere, se guardi il mondo sempre dalla finestra della tua camera da letto dubito che tu possa immaginare un miglioramento della tua condizione. Scopri cosa c’è attorno a te, rimarrai sorpreso.
  5. IL TUO PUNTO FERMO. Non puoi piacere sempre a tutti, alle volte piaci e alle volte no. Può capitare che a qualcuno piacevi e adesso ti odia e te ne dice di tutti i colori alle spalle. Indovina un po’? Non ci puoi fare niente, fattene una ragione. Succede anche alle persone più perfette (sempre ammesso che a questo mondo possa esistere una perfezione). Però hai un punto fermo: una persona che qui nel presente c’è e non ti lascia solo. Un giorno questo punto fermo potrà cambiare, sicuramente, ma adesso è lei e pensa al qui ed ora. Non sei solo, non puoi esserlo perché nessuno lo è (se non volontariamente e anche lì io ho i miei dubbi). Prendi per mano colui che te la tende e lascia perdere chi ha deciso di ritrarla. Non ti fossilizzare, continua a camminare accettando che i compagni di viaggio possano essere anime di passaggio. E per fortuna.

E comunque, cerca sempre di tenere ben presente che quello che pensano gli altri di te non è ciò che sei tu, ma quello che loro sono. Un pensiero che non ti appartiene non può rappresentarti, quindi prendi sempre le distanze dovute: sia quando parlano male, ma anche quando parlano bene. Che tutti parlino bene di te non serve a niente se te ti senti una merda, costruisci una tua opinione di ciò che sei e se vuoi fare dei cambiamenti della tua persona, semplicemente, falli.