Anageria – Come fermare il tempo di Matt Haig

Volto di Matt Haig e copertina del libro Come fermare il tempo in Inglese

Anageria è un termine che non esiste, probabilmente se l’avete cercato su Google è perché vi siete appena letti il nuovo libro di Matt HaigCome fermare il tempo” e volete capire un po’ di più.

Per prima cosa sappiate che non esistono umani affetti da questa disfunzione, esistono sindromi che portano il corpo a invecchiare molto rapidamente, ma non ci sono casi accertati di quadricentenari che dimostrano 50 anni all’incirca. Pare stupida la precisazione? Peccato, vi siete dimenticati la fantasia a casa. Da quando ho memoria i nerd di tutto il mondo si interrogano sulla psicologia complessa di un elfo, una creatura in grado di superare anche i mille anni d’età: chi decide di costruirsi un personaggio di questa razza (per giocare a D&D) si interroga sempre su un sacco di cose. Non avete mai giocato a D&D? Non siete dei nerd? Non avete mai dedicato cinque minuti alla possibile psicologia di un elfo millenario? Non fa niente, il libro di Matt Haig potrà permettervi un overview sulla faccenda.

Come fermare il tempo, di Matt Haig

La trama [SPOILER FREE]

Tom ha quattrocento anni, ma ne dimostra una quarantina abbondante. Insegna storia in un liceo di Londra e tutta la sua vita è costellata da fughe, esperienze orribili e ovviamente cambi d’identità. Nasce con una disfunzione che gli impedisce di invecchiare come tutte le altre persone, perciò è costretto ad attraversare i secoli scappando da chi lo accusa di stregoneria o di patti con il demonio. Incontra, ad un certo punto, il presidente di una società di persone come lui (chiamati Albatros). Questo signore sembra essere una sorta di salvezza, un protettore che in cambio di piccole e grandi missioni garantisce sostentamento e sicurezza agli Albatros. Questa società è segreta e nessuno – a eccezione dei membri – ne deve venire a conoscenza. Sembra infatti che le persone affette da questo disturbo vengano utilizzate in alcuni laboratori per esperimenti genetici. Tom vive costantemente nel suo immenso passato, tra i ricordi di una moglie defunta e una figlia dispersa. Soffre di bruttissime emicranie che peggiorano quando la sua mente scivola nei ricordi. Per tutta la sua vita ha solo una missione: ritrovare la propria bambina, affetta dalla stessa disfunzione.

La recensione [GLI SPOILER SONO SEGNALATI IN ROSSO]

Odio il termine “recensione”, ma adesso non mi viene in mente niente di meglio per lo sbrodolamento fittissimo di pensieri che andrò a propinarvi. Il libro mi è piaciuto e l’ho letto molto volentieri, tuttavia questa volta non sarò priva di critiche. Critiche che vengono comunque fatte con immensa umiltà e massima stima per l’autore, tanto che io parlerei più di “lista delle aspettative deluse”.

  1. Tom è nato il 3 marzo 1581 quindi si è vissuto tutto un periodo storico lunghissimo, gravido di momenti che hanno dato al mondo l’attuale layout. Mi sarebbe piaciuto vivere un po’ di più questi passaggi, invece l’autore mi ciba unicamente di brevi episodi che passano dai processi per stregoneria, al Globe Theatre fino ad arrivare alle grandi conquiste oltreoceano. Bello, ma troppo poco. Avrei voluto mangiare più pezzi di storia, guardandoli attraverso gli occhi di un uomo che dice di averli vissuti in prima persona. Al termine del libro ho sentito molto la mancanza di episodi di questo tipo e questo lo dico da appassionata di romanzi storici. Peccato!
  2. La società degli Albatros è una questione troppo poco accennata: non mi dite niente! Mi dite solo che ci sta ‘sto tizio che ha fatto i soldi con i tulipani e che – non si sa bene in cambio di cosa – decide di proteggere tutti gli uomini affetti da questa disfunzione della crescita. Ma perché! Per l’anima del cazzo? Nel senso, tutto sto sbatti per proteggere della gente (soldi, documenti falsi, immobili, viaggi…) perché sei Gesù Cristo? No, non è lui. La sfera della società avrei voluto esplorarla meglio, conoscere più membri e vederne le attività. Quello che ho letto non mi è bastato, ecco.
  3. SPOILER – Se non hai letto il libro salta il punto 3. La ragazza che arriva alla fine, vestita come una badass assurda, è un po’ patetica. Non si capisce per niente il suo arrivo, il suo vero legame con la società, il motivo per il quale fosse stata tenuta lontana dal padre e addirittura messa contro. Ma perché? Perché non me lo dici per bene!

A parte queste tre (solo tre) cose, il libro è molto bello. Ci sono momenti molto commoventi, tutto ciò che parla d’amore è sofferenza allo stato puro, mentre la malinconia è il filo conduttore di ogni singola pagina. Devo ammettere che un po’ di magone m’è venuto già dal principio, quando s’è iniziato a parlare di Rose (la moglie di Tom). Mi sono piaciuti molto alcuni dialoghi e alcune profonde riflessioni sul tempo, sulla memoria e sull’esistenza dell’uomo. Mi è piaciuto moltissimo anche quando, con una certa naturalezza, si riusciva a distorcere la percezione del tempo del lettore: un continuo flusso di coscienza che mescola passato, presente e futuro.

Credo che Come fermare il tempo sia un buon lavoro, un ottimo libro da mettere in borsa e da leggere tutto d’un fiato. Mi piace molto anche come l’autore decide di dirci come effettivamente sia possibile fermare il tempo, fissando tre punti stupendi che lo suggeriscono in successione. Che poi, detto onestamente, questa è una mia personalissima deduzione e magari è pure sbagliata. Ma alla fine Matt Haig ci dice davvero come fare. Ma perché non provate a scoprirlo anche voi? Cliccate qui.

 

 

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