1110 – Squarci di pensiero tradotti in immagini di Giulia Savarelli

Odio fare le premesse, ma a questo punto è doveroso. Nella mia bio, alla voce “Chi siamo” dico chiaramente che non mi piacciono le poesie. Ed è la verità: non mi piacciono. Claudio più di una volta ha cercato di capire questa mia avversione (Vuol forse dire che non ti piace l’Odissea? La Divina Commedia? La Gerusalemme liberata?) CHE BARBA. Mi piacciono le storie, a chi non piace tutta questa roba? Solo che la preferisco raccontata in prosa. Embè? Questo fa di me un’ignorante blasfema? Può essere, ma almeno io non me la sento di fare la fatica di fingere di trovare interessante I fiori del male giusto perché fa figo il titolo. Preferisco la prosa e nella fattispecie leggo volentieri romanzi storici e romanzi fantasy, tutto il resto mi deve convincere. 

E la Savarelli continua a convincermi nonostante i suoi temi, la sua scrittura e la sua poetica in generale siano tremendamente distanti di me, da quello che penso, da come lo penso e da come lo descriverei io personalmente. Ci vuole talento per riuscire a tirarmi in ballo con una musica che normalmente non mi piacerebbe. 

Della Savarelli io vi avevo già consigliato una lettura Love Hurts e sono qui a consigliarvi anche questo gioiellino di raccolta di immagini e poesie. Perché ve lo consiglio se le poesie non mi piacciono? Perché mi pagano per farlo […] NO NON E’ VERO. Non ho mai preso un soldo per scrivere una recensione o un consiglio, chi lo racconta in giro non sa di che parla. Vi consiglio 1110 perché ci sono al suo interno delle bellissime fotografie e perché le poesie che accompagnano le immagini sono belle. Sono belle per davvero e non ho intenzione di aggiungere altro per descriverle, andrei unicamente ad appesantire una farfalla mentre vola: farei una violenza. 

Tant’è vero che ci ho messo un po’ ad affrontare il suo nuovo libro 1110, una raccolta di poesie e foto che vanno a braccetto tra loro. La Savarelli stupisce con la penna, ma anche con l’obiettivo sa incantare. Nel suo lavoro non c’è mai niente di barocco, niente di forzato e sebbene si inserisca in un contesto piuttosto preciso e già esplorato in diverse direzioni, lei riesce sempre a metterci quel tanto di suo che  trasforma l’ennesima operetta “Tumblr born” in qualcosa di delicato, profondo e incredibilmente maturo. Non so come faccia, ma lei ci riesce. 

Quindi: se vi piacciono le poesie (ma anche se non ne andate matti), se vi piacciono le fotografie in bianco e nero, se cercate un quadernino da tenervi in borsa da utilizzare quando dovete appuntare un pensiero fugace… cliccate qui e comprate il nuovo libro della Savarelli.

Fidatevi di me. 

Tutte le foto utilizzate in questo blogpost sono di Giulia Savarelli e ne possiedo i diritti per questo utilizzo. 

Nina, perché? Perché è uscito il secondo volume!

Ebbene sì, è uscito il secondo volume di Nina, perché?” il libro di fumetti più divertente dell’anno. 

Andiamo con ordine. Tempo fa vi avevo parlato di una coppia di amici (ormai penso di poterli definire tali) che raccontava in modo esilarante tutti i buffi momenti di Nina, la loro piccoletta di 3 anni. Se non ve lo ricordate potete cliccare fortissimo qui. Mi sono avvicinata a loro per curiosità, infatti trovo molto divertente il modo che hanno trovato per parlare di genitorialità senza esasperazione e senza uno scorretto utilizzo dell’immagine del bambino. 

Nina infatti non è ritratta quasi mai in fotografia (sui social) e quando questo accade c’è sempre un profondo rispetto della sua persona. Non ci sono immagini in cui non sia adeguatamente vestita, non ci sono foto in cui piange disperata o altre situazioni imbarazzanti. La sua immagine reale è trattata con dignità e per quel poco che la si vede, la si trova sempre sorridente e consapevole di partecipare a uno scatto. 

Il primo volume ha avuto un successo davvero inaspettato, almeno per Diego e Maria Chiara (i genitori di Nina).  Se la sono scritta, se la sono disegnata, se la sono tradotta anche in spagnolo ed è stato subito un gran botto. Si pubblicano da soli, nonostante abbiano ricevuto diverse proposte dopo l’uscita del primo volume: hanno scelto questa linea e per ora sembrano decisi ad andare avanti in questo modo. 

Non posso che consigliare la lettura di questo divertentissimo fumetto a tutti quelli che mi seguono, davvero. Potrebbe essere un regalo di Natale stupendo, visto il tempismo perfetto dell’uscita! Venite a scoprire tutti personaggi di quest’avventura, gli amici di Nina sapranno farvi letteralmente morire dalle risate. Il mio preferito? Trovatelo, è un personaggio un po’ scomodo… 

Per acquistare con un solo tap cliccate fortissimo qui.

La moglie dell’uomo che viaggiava nel tempo – Audrey Niffenegger

Eccoci qui con un nuovo libro da mettere sul comodino, in borsa oppure ovunque vi torni comodo nei momenti di pausa. Io, come oramai sapete benissimo, difficilmente esco di casa senza un libro nella borsa essendo, a mio avviso, una delle poche armi contro lo stress causato dai mezzi pubblici di Roma. La moglie dell’uomo che viaggiava nel tempo è un libro che ho comprato dopo che avevo letto qualcosa passare su Facebook; non ricordo benissimo, ma una mia carissima amica genovese con gusti libreschi molto rilevanti (Ciao Elena!) l’ha nominato in relazione a qualcosa che non ricordo. Ciò che invece m’è rimasto impresso è il fatto che lei l’avesse utilizzato come grande esempio di narrativa, indicandolo persino come uno dei suoi libri preferiti. A quel punto, ovviamente, stavo già strisciando il bancomat alla Giunti. Voi potete acquistarlo cliccando qui.

La trama

La moglie dell'uomo che viaggiava nel tempo - Audrey NeffeneggerNon ho nessuna intenzione di snocciolarvi la sinossi, quindi vi delizierò con pochissime informazioni. Si tratta di una storia d’amore un po’ strana: Henry soffre di una malattia che lo costringe a saltare avanti e indietro nel tempo, Claire passa le sue giornate a controllare quando sarà la prossima volta che vedrà il suo uomo in base a un calendario ben definito che i due si sono costruiti per incontrarsi almeno fino a quando non potranno viversi nel presente. Non ci avete capito niente? Sì, ammetto che non mi spiego benissimo e non è semplice farlo, però il punto è che Henry conosce Claire quando lui ha circa 40 anni e lei 6. La vedrà crescere e l’aiuterà a superare le follie dell’adolescenza, fino a quando non la incontrerà nel presente (ma a quel punto lui non saprà chi sia lei!) e lì inizieranno insieme una vita coniugale (quasi) normale. Se siete confusi è bene che sia così!

La mia opinione

Elena dovrebbe aprire un blog e cominciare a dare consigli a destra e a manca perché, credetemi sulla parola, non ne sbaglia uno. Questo libro è bellissimo, così tanto travolgente e immersivo che più volte mi sono ritrovata con gli occhi lucidi a causa dell’alto livello di potentissimi sentimenti. Impossibile non immedesimarsi, impossibile rimanere indifferenti a certe situazioni che più o meno abbiamo vissuto tutti con diverse difficoltà. La scrittura è fluida e assolutamente non pretenziosa, quel genere di narrativa che lascia completamente spazio alla storia e che non si perde in virtuosismi che io chiamo “masturbazione d’inchiostro”. Questo, ovviamente, tutto merito della bravura di Audrey Niffenegger, un soggetto piuttosto bizzarro con idee creative davvero valide.