La moglie dell’uomo che viaggiava nel tempo – Audrey Niffenegger

Eccoci qui con un nuovo libro da mettere sul comodino, in borsa oppure ovunque vi torni comodo nei momenti di pausa. Io, come oramai sapete benissimo, difficilmente esco di casa senza un libro nella borsa essendo, a mio avviso, una delle poche armi contro lo stress causato dai mezzi pubblici di Roma. La moglie dell’uomo che viaggiava nel tempo è un libro che ho comprato dopo che avevo letto qualcosa passare su Facebook; non ricordo benissimo, ma una mia carissima amica genovese con gusti libreschi molto rilevanti (Ciao Elena!) l’ha nominato in relazione a qualcosa che non ricordo. Ciò che invece m’è rimasto impresso è il fatto che lei l’avesse utilizzato come grande esempio di narrativa, indicandolo persino come uno dei suoi libri preferiti. A quel punto, ovviamente, stavo già strisciando il bancomat alla Giunti. Voi potete acquistarlo cliccando qui.

La trama

La moglie dell'uomo che viaggiava nel tempo - Audrey NeffeneggerNon ho nessuna intenzione di snocciolarvi la sinossi, quindi vi delizierò con pochissime informazioni. Si tratta di una storia d’amore un po’ strana: Henry soffre di una malattia che lo costringe a saltare avanti e indietro nel tempo, Claire passa le sue giornate a controllare quando sarà la prossima volta che vedrà il suo uomo in base a un calendario ben definito che i due si sono costruiti per incontrarsi almeno fino a quando non potranno viversi nel presente. Non ci avete capito niente? Sì, ammetto che non mi spiego benissimo e non è semplice farlo, però il punto è che Henry conosce Claire quando lui ha circa 40 anni e lei 6. La vedrà crescere e l’aiuterà a superare le follie dell’adolescenza, fino a quando non la incontrerà nel presente (ma a quel punto lui non saprà chi sia lei!) e lì inizieranno insieme una vita coniugale (quasi) normale. Se siete confusi è bene che sia così!

La mia opinione

Elena dovrebbe aprire un blog e cominciare a dare consigli a destra e a manca perché, credetemi sulla parola, non ne sbaglia uno. Questo libro è bellissimo, così tanto travolgente e immersivo che più volte mi sono ritrovata con gli occhi lucidi a causa dell’alto livello di potentissimi sentimenti. Impossibile non immedesimarsi, impossibile rimanere indifferenti a certe situazioni che più o meno abbiamo vissuto tutti con diverse difficoltà. La scrittura è fluida e assolutamente non pretenziosa, quel genere di narrativa che lascia completamente spazio alla storia e che non si perde in virtuosismi che io chiamo “masturbazione d’inchiostro”. Questo, ovviamente, tutto merito della bravura di Audrey Niffenegger, un soggetto piuttosto bizzarro con idee creative davvero valide.

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