Ho paura del dentista! Come faccio?

La paura del dentista può essere davvero un problema, soprattutto quando i denti fanno malissimo e non si trova il coraggio di fare quella telefonata. Spesso, le persone che temono il dentista sono più propense a sopportare il dolore piuttosto che farsi trapanare la gengiva. Inutile dire come questo possa risultare controproducente, visto che spesso le patologie possono degenerare fino a causare danni irreparabili.

Io ho paura del dentista e l’ho avuta per tantissimi anni, tant’è che oramai la situazione è tremendamente degenerata da richiedere un intervento importante che dovrò affrontare nei prossimi giorni. Non c’è via di fuga: devo permettere al medico di operarmi. Tra l’altro, se solo fossi stata più coscienziosa adesso probabilmente non dovrei aprire come un libro la mia gengiva, ma si sarebbe potuto recuperare in altra maniera certamente meno invasiva.

Ortopanoramica

Prima di tutto diamo il nome corretto a questa fobia, perché qualche volta non si tratta di una semplice paura, ma di terrore puro che comporta reazioni davvero incontrollate. La paura del dentista, quando non si tratta di un’apprensione, si chiama stomatofobia.

La stomatofobia ha i sintomi classici dell’attacco di panico, quindi sudorazione fredda, palpitazioni, tremolii, nausea, vomito e paura di morire (di dolore). In alcuni casi può essere talmente tanto invalidante da compromettere qualsiasi banale visita di controllo e spesso questa paura viene pure nascosta nel timore di sembrare infantili o stupidi.

Appurato il fatto che nessuno di noi è uno stupido a causa di una fobia, tocca prendere coscienza con il proprio problema e parlarne prima di tutto. Per me è stato un vero dramma e per tantissimi anni ho intavolato scuse assurde pur di non entrare nello studio di un dentista. Che poi è anche facile, basta dire che non si hanno soldi abbastanza. La situazione però è arrivata a un punto tale che niente poteva più reggere in sede di interrogatorio, perciò ho dovuto ammettere di aver una paura matta.

Confidandosi con una persona disposta a comprendere sospendendo il giudizio, si trova il coraggio di affrontare l’iter passo per passo, andandoci piano e con i propri tempi. Per me è stato così. Dalla confessione alla prima visita odontoiatrica sono passati quasi due anni e adesso sono qui che tremo perché tra qualche giorno sarò operata.

Come per tutte le fobie, anche per la stomatofobia è fondamentale parlarne con qualcuno: questo è il primo passo per andare verso una risoluzione. Personalmente mi basta sapere di aver il mio fidanzato accanto per tutto il tempo e la consapevolezza che alle brutte con un po’ di gas ti mettono a dormire. Però di questa fobia va messo al corrente anche e soprattutto il dentista, il quale è sicuramente preparato ad affrontare i vostri mostri insieme a voi.

Ma il punto della questione è che non siamo soli. La stomatofobia esiste, ne soffrono in tanti a più livelli e come tutte le cose è risolvibile con pazienza e impegno. Inoltre, inutile dirlo, ma facciamoli lavorare questi psicologi che ce ne stanno tanti a spasso senza pazienti!

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