Weekend a Fiuggi: fuga dalla città

Fiuggi antica, il borgo medievale visto dal basso.

Fiuggi è la meta perfetta per una fuga dalla città: aria pulita, quiete e tantissimo verde. Abbiamo qualche consiglio da darvi se state organizzando una gita fuori porta.

Dove dormire a Fiuggi

Se c’è una cosa che assolutamente non manca a Fiuggi sono le strutture alberghiere. Ci sono hotel di tutti i tipi e per tutte le stelle (di conseguenza anche per tutte le tasche). Generalmente troverete molti posti con la spa interna, ma non disperate perché se il vostro intento è quello di tenere le chiappe ammollo allora potete rilassarvi: ci sono più centri benessere che cittadini.

Hotel delle Terme ****

Noi abbiamo dormito presso L’Hotel delle Terme utilizzando un pacchetto Wonderbox “Fuga dalla città” da 49 Euro. Ve lo consigliamo tranquillamente, ma senza troppa aspettativa. Ci sono delle cose che andrebbero corrette, soprattutto ora che l’Hotel ha ottenuto la quarta stella. La location è molto carina, completamente immersa nel verde e tutta ristrutturata. C’è attenzione per l’arredamento, i colori e l’ordine: un vero piacere per la vista e l’olfatto. L’impressione al primo impatto è infatti buonissima. Abbiamo scoperto lì per lì alcune cose che avremmo voluto sapere in anticipo: la spa non era agibile, ma abbiamo visto che s’appoggiava a una struttura lì vicino. Ottimo il fatto che si sia trovato un work around, ma sarebbe stato carino ricevere l’avviso al momento della prenotazione. Sky non funzionava, non un gran che visto che non c’è da far “serata” in un paesino come Fiuggi; dopo cena ci sarebbe piaciuto guardare un film a letto. Non abbiamo avuto disagio, ma sono piccoli dettagli che fanno la differenza di una stella, così come la stanza davvero piccolina. Nel complesso, comunque, l’Hotel delle Terme è un buon punto se utilizzato come atterraggio di una Wonderbox così conveniente. Ricordatevi che con questo pacchetto la colazione non è inclusa, ma costa 8 Euro a persona, oltre alla tassa di soggiorno di pochi spicci che anche questa non viene conteggiata nell’assegno della box. In suo favore possiamo dire che la colazione è davvero molto ricca e varia, il personale è molto gentile e disponibile e la zona è davvero splendida. Non abbiamo provato la cucina, avevamo tutt’altri programmi, comunque abbiamo visto che in rete ne parlano molto bene.

Elisa Bianchedi sorseggia un caffè seduta sul letto dell'Hotel delle Terme a Fiuggi. Scatto di Claudio Ciccone.

Dove mangiare a Fiuggi

Altra cosa che non manca assolutamente a Fiuggi sono i ristoranti, soprattutto nella parte alta della città (Fiuggi storica, per capirci). Lassù (sono 15 minuti di salita bella greve) potrete trovare un sacco di localini caratteristici pronti ad accogliervi, i prezzi sono abbastanza omogenei e a detta di un barista non ci sono ristoranti da evitare.

La taverna del castello

Noi abbiamo scelto basandoci sull’estetica della location e dopo aver passato tutta la mattinata a perderci tra i piccoli vicoli di Fiuggi antica abbiamo selezionato il posto che – per noi – era il più bello: La taverna del castello. Abbiamo scoperto che il locale sorge da ciò che rimane delle antiche stalle del castello di Fiuggi, molti “pezzi” originali dell’antica struttura sono ben visibili e ben valorizzati. Abbiamo mangiato benissimo e anche il conto l’abbiamo trovato ben bilanciato: due antipasti, due primi e due dolci con una bottiglia d’acqua (rigorosamente Fiuggi) e un bicchiere di vino rosso a 50 Euro. Il locale non ha bisogno di grandi celebrazioni in questo post, il suo profilo su Tripadvisor parla abbastanza chiaro. Possiamo dirvi tranquillamente che viene soddisfatta la fame (porzioni belle importanti) e viene soddisfatto il gusto. Credo di poter dire con relativa oggettività che servano la miglior ricottina con frutti di bosco mai provata dalla sottoscritta. C’è molta attenzione per la selezione di vini, felicissima di trovare il Ripasso della cantina Zenato e felicissima di sentir parlare bene di questa famiglia che da moltissimi anni rende orgogliosa tutta la provincia di Verona con il suo vino d’altissimo livello.

Maccheroni all'Albertone con ragù bianco di capriolo della Taverna del castello di Fiuggi

Cosa fare a Fiuggi

Probabilmente provando a cercare informazioni su internet vi sarete accorti di un assetto non troppo digital della città. Noi abbiamo scoperto troppe cose arrivando direttamente sul posto, quindi vogliamo un po’ aiutarvi con un piccolo specchietto sulle attività possibili.

L’antico borgo di Fiuggi

Dalla stazione degli autobus gambe in spalla! Tenetevi pronti a scalare il monte per raggiungere l’antico borgo della città: un posto davvero incantevole. Passeggiando passeggiando vi ritroverete immersi in un mare di storia e leggenda, tra vicoli strettissimi e viste mozzafiato. Ho amato ogni singolo metro quadro di questo gioiellino arroccato sulla collina. E poi è pieno di gatti liberi che se la passano pigri e pingui sui muretti riscaldati dal sole. Bellissimo, da non perdere assolutamente.

Fonte Bonifacio VIII

Premessa: non siamo riusciti a visitare il parco, ma per quello che abbiamo potuto ammirare dall’esterno sappiamo di esserci persi un gioiellino. Sappiate che in inverno è aperto solo la mattina e solo per alcune zone. L’ingresso costa 4 Euro e non è possibile pagare con il bancomat (questa cosa è gravissima, ma la signora sembrava pensare che io fossi matta nella mia pretesa di pagare con quell’assurdo oggetto futuristico che è una carta di credito). L’ingresso liberty del 1911 invoglia tantissimo, ci è dispiaciuto moltissimo non aver appreso della chiusura pomeridiana del parco tramite le informazioni su internet, ma a quanto pare a Fiuggi sono sufficienti i cartelli analogici appesi con un po’ di nastro adesivo sul cancello. Sì, se state avvertendo un leggero tono polemico sappiate che è corretto. Non siamo stati avvisati nemmeno dal personale del nostro Hotel al quale abbiamo chiesto informazioni.

Cabina telefonica a Fiuggi

Fonte Anticolana

Anche questa fonte non era agibile, nonostante fosse stata caldamente consigliata dalla receptionist del nostro Hotel quando siamo arrivati l’abbiamo trovata chiusa. Com’è possibile che il personale della struttura alberghiera ci consigli di andare a febbraio in un luogo chiuso per la stagione invernale? Evidentemente può succedere e noi ci siamo comunque goduti la passeggiata. Di questo immenso parco purtroppo non posso dirvi niente se non che sembra davvero una cosa immensa. Con rammarico, rimandiamo la visita alla prossima volta.

Come arrivare a Fiuggi da Roma con i mezzi pubblici

Come dice la nostra amica Camilla: il Cotral è una certezza! Ci sono comodissimi autobus che partono da Roma Termini e arrivano diretti a Fiuggi: una meraviglia. Il viaggio dura una cinquantina di minuti e i nuovi mezzi di Cotral sono comodissimi, puliti e molto molto confortevoli. Il biglietto costa 5 Euro a persona sola andata, con una decina di Euro ve la siete sfangata. Lasciate a casa la macchina che non serve a niente, vi stressa e inquina. Claudio voleva tentare i novanta chilometri con il motorino, fortunatamente il gelo della mattina presto di Febbraio l’ha un po’ scoraggiato. E poi, se non avessimo preso il Cotral non avremmo mai incontrato Camilla!

Ed è tutto!

Speriamo di avervi dato qualche informazione utile in più rispetto a quel poco che si riesce a reperire dall’internet. Fiuggi ci è piaciuta moltissimo e davvero ci dispiace di non aver potuto visitare i parchi delle fonti! In generale ci siamo accorti che questo paese ha vissuto di ottimo turismo per tantissimi anni, ma non è riuscito minimamente a rinnovarsi. Ci sono molte attenzioni per il turista, ma in un ottica un po’ da svecchiare. La totale assenza di possibilità di usare il bancomat nelle attrazioni turistiche è una cosa davvero grave (oltre a essere anche un po’ fuori legge). I turisti non pagano più in contanti, soprattutto se sono ragazzi o giovani famiglie. La totale assenza di un portale digitale cittadino dal quale attingere tutte le informazioni non aiuta a frenare la decadenza, le istituzioni dovrebbero cominciare a prendere seriamente la faccenda della traduzione in digitale di moltissimi servizi. Comunque sia, inciampi a parte, sappiate che non è possibile visitare in modo completo il Lazio senza andar battere tappa a Fiuggi.

Il Primo Re: recitazione emozionale e potenza visiva

di Claudio Ciccone

Dopo un mese e più di hype (tanto che la scimmia urlatrice sulla mia spalla aveva a sua volta un’altra scimmia urlatrice) siamo andati a vedere Il Primo Re, il film di Matteo Rovere da poco uscito nelle sale con protagonisti Alessio Lapice e Alessandro Borghi.

La trama racconta le vicende di Romolo (Alessio Lapice) e Remo (Alessandro Borghi) che hanno portato il primo a uccidere il secondo e fondare la civiltà che avrebbe dominato il mondo occidentale per i successivi 1200 anni, Roma. Il bello dei film storici è che posso dire come va a finire senza correre il rischio di fare spoiler.

Le premesse perché prendessi Elisa e la portassi al cinema erano tante e molto buone: un film che parla della fondazione di Roma, con maestranze tutte italiane, distribuito dalla 01 Distribution, recitato in protolatino (dopo spiegherò meglio questo punto), con una ricerca storica puntuale e approfondita.

Anche Elisa aveva le sue ragioni per andare a vedere il film il prima possibile: Borghi, Borghi e…Borghi.

Così, siamo andati al cinema Trianon con due nostri amici, maestro di musica barocca lui, studentessa di lettere classiche lei.
È stata una bella serata, compreso il momento in cui in sala c’è stato uno sbalzo di corrente e per un attimo è andato solo l’audio e non il video. Sapevate che nella sala del proiettore non c’è più nessuno?

Ma passiamo al film

Ovviamente l’aspetto che più affascina è la lingua. Alla fine, per raccontare la storia di Romolo e Remo i personaggi potevano parlare in italiano, in inglese o, se proprio in reparto sceneggiatura se la sentivano particolarmente calda, in latino, tipo Passione di Cristo di Mel Gibson. O ancora, potevano mettere in mezzo studenti e ricercatori della Sapienza per tradurre il copione in un mix di latino, etrusco, e varie altre lingue indo-europee.

Dopo aver scelto l’ultima via, il rischio che gli attori si trovassero spiazzati nel dover recitare in una lingua più che morta era altissimo, eppure colpisce come tutti quanti siano stati in grado di trasmettere con dialoghi il più possibile asciutti un vasto repertorio emozionale. Perfino Elisa, che con la sua dislessia fatica a seguire un film intero con solo i sottotitoli, non ha avuto difficoltà a capire cosa stesse succedendo. Escludendo che Elisa abbia preso di nascosto lezioni di protolatino.

Ma non sono solo gli attori che riescono con le loro interpretazioni a trasmettere delle emozioni forti e precise: il reparto fotografico, sotto la supervisione del direttore Daniele Ciprì, ha la sorprendente capacità di trasmettere con l’uso della luce naturale la tensione, l’epicità e la potenza che una storia mitica merita.

Primi piani stretti sugli attori, campi larghi sui paesaggi, tanta nebbia e scende notturne alla luce dei soli fuochi realmente accesi sul set restituiscono un sapore antico, selvaggio, ma anche una vicinanza con il mitico e il divino, tema centrale del film e motivo di lite tra i due fratelli.

In sostanza, mi è piaciuto talmente tanto che ho perdonato con un a semplice scrollata di spalle le diverse scende di combattimento che includono la presenza di archi, armi assolutamente non presenti a Roma nel VIII secolo prima di Cristo.

Un appunto per esaltare la bravura di Tania Garibba che con la sua gestualità e la sua voce profonda sarebbe in grado di mettere paura a chiunque in qualsiasi momento. Con il suo sguardo scuro e tagliente riesce, in ogni inquadratura, a trasmettere il senso di impotenza e di reverenza che si poteva avere nei confronti di una creatura considerata voce degli dei.

Film, ovviamente, promosso a pieni voti.