Shampora: la mia recensione, finalmente!

Elisa BIanchedi per Shampora

Finalmente ho provato il mio cofanetto Shampora personalizzato e visto che mi sono trovata abbastanza bene ho deciso di parlarvene. Mettiamo in chiaro subito delle cose: 

  1. Shampora non fa miracoli, i miei capelli sono alla frutta dopo la permanente e la decolorazione, quindi non potevo aspettarmi la Madonna di Lourdes. 
  2. Shampora, rispetto ai prodotti da supermercato, ha un costo elevato. Shampoo & balsamo hanno un costo complessivo di 37€. Non sono acquistabili separatamente e non è possibile fare il refill. 
  3. Shampora non è particolarmente ecosostenibile, i contenitori sono in plastica e come già accennato non è possibile richiederne il riempimento. Finito il prodotto si elimina anche il contenitore. Bene, ma non benissimo. 

Shampora è personalizzato?

O almeno è così che viene venduto, non avendo in casa macchinari per l’analisi della composizione non resta che fidarmi di quanto mi racconta il sito internet. Per creare il prodotto in base alle proprie esigenze è sufficiente compilare il form pensato come un simpatico questionario a risposta multipla. Cliccate qui per provare: https://www.shampora.com/consulenza/start. Il procedimento è molto divertente è il dettaglio delle domande lascia immaginare quanto il prodotto possa essere effettivamente creato “su misura”. Per quanto mi riguarda, questo primo passaggio, è divertente e super accattivante: mi sono convinta facilmente una volta arrivata al carrello. Al termine del processo, infatti, si riesce tranquillamente a dare una giustificazione ai 37€ richiesti.

Shampora shampoo

Shampora è senza parabeni? 

Confermo: Shampora è senza parabeni, senza solfati e non viene testato sugli animali. La maggior parte degli ingredienti utilizzati per la creazione del prodotto sono componenti di origine vegetale. In ogni caso, al termine del form di cui vi parlavo sopra, vi sarà restituito un dettaglio di tutti i componenti utilizzati con una descrizione abbastanza precisa degli stessi.  Ho letto sul sito che a breve riceveranno anche una certificazione Bio. Stiamo ad aspettare fiduciosi, ovviamente. 

Shampora funziona?

Sì, Shampora funziona. Dopo due settimane di utilizzo posso dirvi che i miei capelli stanno migliorando (soprattutto le punte che erano letteralmente martoriate) e che invece di lavarli ogni giorno ora posso tranquillamente lavarli ogni 2 giorni. I risultati non si vedono al primo lavaggio, ovviamente, ma dopo un paio di settimane sì. Non scoraggiatevi e lasciate che i vostri capelli si “abituino” e traggano man mano beneficio. Come vi dicevo prima, per i miei capelli ci vorrebbe la Madonna di Lourdes perché li ho davvero trattati malissimo, forse per qualcuno di più disciplinato i miglioramenti dovuti a Shampora si vedranno in tempi più rapidi.  Per ora ho notato una maggiore morbidezza e un maggior volume, quanto alla brillantezza non posso parlare perché – essendo incinta – probabilmente gli ormoni sono una concausa. 

Shampora ha un buon profumo?

Sì e lo puoi scegliere. Il ho selezionato la fragranza dolce e devo dire che ho ottenuto un fantastico profumo di mandorle. Io lo adoro, sono innamorata persa dell’odore delle mandorle. Comunque si può scegliere anche una profumazione agrumata oppure neutro.

Punti migliorabili:

  • Sarebbe carino scegliere il formato della confezione, decisamente. Purtroppo per ora non è possibile cambiarlo, quindi 240 ml per lo shampoo e uguale per il balsamo.
  • Sarebbe carino implementare un servizio di refill in modo tale da rendere tutto il meccanismo più ecosostenibile. 
  • Manca la possibilità di ordinare solo lo shampoo o solo il balsamo, normalmente non mi finiscono MAI contemporaneamente e credo che come me ci siano altre persone. 

Nel complesso, come già vi avevo detto in principio, il prodotto mi è piaciuto e sicuramente continuerò a utilizzarlo. Ho notato che non peggiora la mia psoriasi come altri prodotti, questo si deve sicuramente alla quasi completa assenza di agenti schiumogeni e quindi aggressivi.  Ho deciso di parlarvene proprio perché per me è una svolta, un piccolo passo verso il sogno di una chioma di nuovo sana e splendente. Mannaggia a me e al giorno che m’è venuto in mente di decolorare dopo una permanente. 

Gravidanza e insonnia, come sopravvivere con un semplice click

L’insonnia in gravidanza arriva per diversi motivi; all’inizio sono i bomboni ormonali che ti mandano in botta manco ti fossi tirata mezza Rimini degli anni Novanta, successivamente arriva la scomodità.

Se per le piste ormonali non vi possiamo aiutare (tocca subirle e magari se ne può approfittare per della ginnastica pelvica di coppia), per la scomodità abbiamo trovato un grandissimo rimedio: il cuscino per gravidanza e allattamento.

Ecco a voi la diapositiva sobria e composta di una balena spiaggiata che trova benessere immediato con il suo cuscino a U.

Ma come funziona il cuscino per gravidanza e allattamento? Come può tornare utile?

Il fatto è che quando la pancia comincia a crescere e quando le tette cominciano veramente a diventare dei palloni da calcio con tanto di omologazione UEFA e FIGC, diventa praticamente impossibile trovare una posizione comoda per dormire in pace. Dormire a pancia in giù è certamente off limits, dormire a pancia in su è sempre scomodo e lo diventa ancor di più quando una tetta va Roma e l’altra a Milano, dormire di fianco sembra l’unica soluzione. Ah sì? E la pancia che tira dove la mettiamo? Basta, serve un sostegno. Come vedete dalla diapositiva, il cuscino a U permette di abbarbicarsi completamente, tipo scimmia, in modo tale che ogni parte del corpo in progressiva espansione abbia un certo contegno e non sprofondi nel caos entropico. In poche parole è un cuscino contenitivo per non ritrovare il proprio compagno collassato sotto 76 chili chi massa gravida.

Quanto costa il cuscino per gravidanza e allattamento?

Ce ne sono di diversi modelli, si va dal super economico (più che onesto e dignitoso) a quello super figo mega memory, Quello super economico comunque è quello che hanno regalato a me, quindi vi posso garantire che va benissimo. Sono due notti che dormo come non ho mai dormito prima da tre mesi a questa parte, a momenti pensavo di fare il vento a lavoro per continuare a pisolare in santissima pace.

E cosa c’entra l’allattamento?

Mi sono documentata. Praticamente essendo contenitivo, quando di notte dovrò svegliarmi per allattare Coso, potrò mettermelo a fianco, riparato dal cuscino stesso, in modo tale che Fidanzato Claudio non ci rotoli addosso facendoci sprofondare nel materasso. Non ho trovato immagini esplicative, volevo farvi una diapositiva usando una gatta ma sto andando al pronto soccorso per mettermi 45 punti di sutura in faccia.

Altri usi

Un cuscino a U è utile per tutti i momenti della giornata. Io in questo periodo sto lavorando da casa perché necessito di assoluto riposo per alcune banalissime problematiche che si stanno già risolvendo; per questo spesso avverto mal di schiena e crampi dovuti al mio stare sempre seduta al pc. Il cuscino a U mi aiuta perché essendo provvisto di “braccia” ed essendo molto “direzionabile”, si può modellare secondo necessità trovando sollievo in qualsiasi posizione si cerchi di metterlo.

Benissimo, credo di avervi detto tutto quello che può tornarvi utile per trovare un modo comodo per affrontare la notte. Purtroppo per risolvere l’insonnia quella vera non ho ancora trovato grandi rimedi. Quando gli ormoni pompano nelle casse non c’è molto da fare se non provare con la meditazione, le tisane calde, Netflix, le parole crociate, le pecorelle smarrite e una gran dose di sesso soddisfacente (quando, ahimè è possibile farlo). Il cuscino a U, comunque, a me ha risolto il problema della scomodità e del continuo rigirarmi nel letto alla ricerca di una posizione un po’ meno scomoda delle altre.

Se avete domande, qui sotto è il posto giusto! Condividete le informazioni con le vostre amiche insonni! Probabilmente questo cuscino va bene anche per chi non ha alcuna intenzione di riprodursi ma che non riesce a dormire decentemente la notte.

Ho sempre paura che succeda qualcosa: vi racconto la mia ansia

Mano dipinta da Pablo Picasso

Soffro d’attacchi d’ansia molto forti: ho sempre paura che succeda qualcosa. La mia ansia purtroppo si manifesta con una serie di disturbi a livello fisico: sudore freddo e acido, pelle gelata, batticuore, incapacità di concentrarmi e mantenermi lucida, tremori, desiderio di compiere azioni assurde per risolvere il tema che mi ha scatenato l’ansia.
Ho sempre paura che stia per succedere qualcosa o che sia successo qualcosa di irreparabile, che qualcuno sia morto o che sia in pericolo, che non ci siano soluzioni per risolvere tutti i miei problemi e che tutto crollerà inesorabilmente senza che io possa controllarlo o fare qualsiasi cosa per arrestare la caduta. 

La mia ansia mi impedisce anche di affrontare alcune giornate: andare a fare le analisi del sangue può diventare molto complicato se devo fare in modo di essere in ufficio subito dopo. Non importa che io abbia preso un regolare permesso per esami prenatali, comunque mi verrà l’ansia e finirò per procrastinare le analisi. La mia ansia mi rovina il sonno: mi sveglio di notte pensando che devo fare le lavatrici, pulire il bagno, pagare le bollette, risolvere una questione bancaria e fare la memoria dello spettacolo “La Locandiera”.

L’ansia che provo, talvolta, mi impedisce di uscire la sera perché temo possa succedere qualcosa ai miei cari mentre io mi trovo impossibilitata a raggiungerli tempestivamente in caso di bisogno. 
Questa condizione mi ha fatto vivere malissimo le prime settimane di gravidanza: alle prime due ecografie tremavo e la dottoressa non è riuscita a prendermi la pressione fino a quando non ho visto il battito del mio bambino sul monitor. In genere l’ansia mi rende difficile mantenere il controllo nei momenti di forte stress a lavoro, solo negli anni ho imparato a gestire i momenti di crisi obbligandomi non-so-bene-come a mantenere il sangue freddo. A volte sono così assurda che ho l’ansia perché mi viene paura di avere ansia. Qualche volta finisce molto male e mi trovo in balia di veri e propri attacchi di panico dove credo di essere lì lì per lasciarci le penne. 

Cosa faccio per stare meglio? Ad oggi niente. Purtroppo non sono più in analisi per una serie infinita di motivi, ogni tanto sento il bisogno di tornarci, ma poi dò la precedenza a cose che mi sembrano più importanti. Cerco di mettere in pratica alcuni vecchi insegnamenti per arginare il problema, ma ci sono alcuni temi che mi trascinano nel buio e nel freddo del mio tremendo inconscio. La morte dei miei cari è uno di questi temi: se mamma, Claudio, papà o uno dei miei fratelli non risponde al telefono io penso subito che possa essere in pericolo o che sia già bello che passato a miglior vita. Questo mi porta a fare telefonate compulsive una dietro l’altra, perché se la persona dall’altra parte del telefono non mi risponde subito io rischio davvero di farmi tutta Roma a piedi per trovarlo. Il tutto si intensifica se di mezzo ci stanno percorsi in motorino, bicicletta, automobile. A volte sto male, a volte sto malissimo, a volte invece sto bene: dipende dallo stress e dalla stanchezza. Più sono sotto pressione, maggiormente si presenteranno ansia e pensieri irrazionali.

Una volta, al Colosseo, scrissi un messaggio su Facebook a un ragazzo che allora era un perfetto sconosciuto per chiedergli informazioni sugli spostamenti che aveva compiuto con Claudio, il quale  era in ritardo all’appuntamento, con il cellulare spento, e stava generando in me l’ennesimo folle attacco d’ansia. Ho fatto la figura della fidanzata psicopatica gelosa, in realtà avevo paura che Claudio fosse morto. 

Se mi vergogno? Sì, mi vergogno, soprattutto quando in preda all’irrazionalità totale faccio cose che potrebbero far pensare di me brutte cose. Posso passare per la fidanzata gelosa, la fidanzata isterica, la fidanzata dittatrice … nel corso della mia vita me ne sono state appioppate tantissime, ma la verità è che la mia è paura vera. Ho bisogno di essere rassicurata sul fatto che tutto sia in ordine, che tutto stia andando come deve andare, che non ci sia nulla di pericoloso o sbagliato. Ho bisogno del messaggino quando arrivi a casa e ho bisogno del messaggino quando parti per tornare da me. 

Oggi Claudio è in un bosco a fare delle riprese per un cortometraggio e il suo cellulare non prende. Non riceve né messaggi, né telefonate. Tutto il giorno, tutta la notte e tutta la giornata di domani.  Io sono a casa da sola, dormirò da sola e domani mattina mi sveglierò da sola. Una volta avrei pagato per una condizione simile, adesso sono qui che cerco di inventarmi modi per passare la notte senza cedere all’ansia. 

Ho pensato di svelare questo piccolo spaccato della mia personalità perché sono sicura di non essere sola, sono sicura che molte persone come me soffrono così come soffro io, lottando tutti i giorni contro un mostro che non esiste e non può ucciderci e che di fatto non è nemmeno pericoloso. Credo che questa consapevolezza, quella di non essere gli unici, potrebbe essere tranquillamente il primo passo verso una risoluzione definitiva. 

Comunque la via migliore è sempre quella di chiedere aiuto a uno specialista, queste situazioni affondano spesso le radici in questioni irrisolte del passato, oppure in disequilibri che andrebbero indagati in un’ottica medica. L’analisi mi ha aiutata moltissimo, ma ho quasi avuto sempre l’impressione che una risoluzione definitiva non esistesse, ma che ci fossero solo delle strategia per arginare e tenere controllato il disturbo. Il confronto penso che serva anche per smentire o confermare questa mia visione così rassegnata. 

Non è stato facile scrivere e condividere queste quattro righe, ma credo sia utile per chi crede d’essere solo. Credo sia necessario a me perché, amante della scrittura, le cose nero su bianco mi fanno meno paura

The Good Place, perché morire non è la peggior cosa!

Il cast di the good place

The Good Place è la serie TV che ci ha tenuto svegli tre o quattro notti di fila per un immersione completa fino all’ultimo episodio. Capita sempre più raramente che qualcosa riesca ad accalappiarci a questi livelli, ma alle volte a riuscirci è un prodotto leggero e poco elaborato che vince però sul lato comico.

La trama di The Good Place

La trama è molto semplice: una ragazza giovane muore e si trova faccia a faccia con quella che sarà la sua “guida” in Paradiso (chiamato “La parte buona”). Già dai primi momenti capisce perfettamente che qualcosa non torna e comincia a sospettare d’esser stata assegnata erroneamente alla parte buona. Da lì in poi inizieranno una serie di situazioni pazzesche che andranno a delineare completamente l’architettura di un Aldilà esilarante. Quasi quasi fa venir voglia di schiattare per andare a metterci il naso, ma vi consigliamo di resistere alla tentazione.

Attori noti e meno noti

Il cast è un bel gruppetto di gente che sa fare bene il proprio lavoro, tutti gli attori ci permettono di innamorarci liberamente di tutti i personaggi che sono completi, belli e pieni in tutte le loro sfumature. Kristen Bell l’abbiamo conosciuta tutti come la tagliente quanto sagace Veronica Mars, anche qui la scena sarà principalmente sua, ma avrà per le mani un personaggio completamente diverso e con una morale decisamente tutta da rivedere se vorrà sopravvivere alla morte. La sua Eleanor, per quanto stronza e indecente, finirà per conquistare il nostro cuore completamente. Chi invece conquisterà i nostri ormoni sarà decisamente la sensualissima Jameela Jamil nei panni di Tahani Al-Jamil. Bellissima, una branda di donna (boh, sarà più di un metro e ottanta?) con dei capelli bellissimi. Il personaggio convince nella suo costante mood “mai ‘na gioia”, finirete per provare un’empatia pazzesca, a chi non è mai capitato di essere costantemente messo a paragone con un fratello maggiore o con un cugino che sembra più bravo a fare qualsiasi cosa? Ted Danson ci ha abituati al suo faccione con CSI, ma del suo personaggio non vorrei svelarvi troppo perché è gustosissimo scoprirne le sfaccettature mano a mano. In ogni caso sappiate che non vi deluderà mai, in nessun episodio. D’Arcy Carden spacca davvero; faccia completamente nuova per noi, ci regala un personaggio pazzesco che è una via di mezzo tra Siri di Apple e Alexa di Amazon. Janet è il motore di ricerca quasi vivente della parte buona, in qualche modo saprà regalarci un bel po’ di risate grazie alla sua ingenuità. Manny Jacinto non so da dove l’abbiano tirato fuori, ma è una bella trovata. Il personaggio incarna un po’ il ragazzino che non vuole crescere che è dentro ognuno di noi, per certi versi ci si identifica (anche se con un po’ di vergogna). E in fine, ma non meno importante, arriva il nerd della combriccola: il professore di filosofia etica. William Jackson Harper interpreta Chidi, un ragazzo che per quanto “studiato” …. oh no no, non posso dirvi niente altrimenti vi spoilero. Insomma, anche Chidi (come tutti gli altri) svelerà le sue carte piano piano.

Episodi

Ho scoperto che su JOI c’è già la terza stagione, su Netflix invece siamo fermi alla seconda. Gli episodi sono brevi e incalzanti, da mangiarseli uno dopo l’altro con pizza e birra sulle gambe. Le idee per portare avanti la storia non mancano, l’ambiente è così frizzante che risulta ovvia la quantità di cose che ancora si possono raccontare. D’altra parte quando inventi un mondo ci puoi buttare dentro di tutto, per anni e anni.

Conclusioni e voto

The Good Place ci è piaciuto, abbiamo riso tantissimo e non ci siamo mai annoiati. In realtà non abbiamo nessuna critica da muovere perché si tratta di un buon prodotto leggero che non sembra avere grandi pretese, ma che vince su moltissimi aspetti. Noi lo promuoviamo anche se non abbiamo ancora visto la terza stagione, dopotutto ve lo stiamo consigliando senza alcuna riserva. Ecco che stampiamo sulla pellicola un bell’8 per la montagna di elementi originali e qualche riferimento vago a Douglas Adams.

Errori di montaggio

Per gli occhi di falco: durante il montaggio della seconda stagione è stato fatto un errore molto grave. Ci vogliono occhi allenati e molto rapidi per individuarlo, ma noi l’abbiamo scoperto alla prima occhiata. (Per la verità sono stata io, Claudio ha dovuto ricorrere alla VAR) Trovatelo e svelatecelo!