Il miglior gelato artigianale di Centocelle è Buono Così!

Buono così gelateria naturale centocelle roma

Spazio storytelling noiosissimo che racconta parti non richieste della mia vita. C’è stato un momento della mia vita in cui ho fatto il gelato, sì. Finita l’università con l’estate alle porte, nel lontano 2013 mi sono ritrovata gelataia a Castel Vecchio a Verona. Non è stata un’esperienza lunghissima, finita l’estate sono stata spostata negli uffici dell’azienda che gestiva questo locale e ho iniziato a occuparmi di marketing. In ogni caso, quei 3/4 mesi davanti alla gelatiera mi hanno permesso di conoscere un mondo super divertente, fatto di sperimentazione e creatività. Sotto la guida di una bravissima chef sono riuscita a creare molti nuovi gusti: ogni giorno, in quel laboratorio, era un’avventura ricca di soddisfazioni. Quest’esperienza ha fatto di me una cagacazzi tremenda e da quell’estate non ho più visto il gelato allo stesso modo. Per questa ragione ci ho messo circa tre anni prima di decidere in via definitiva quale fosse il gelato migliore di Centocelle. Fine spazio storytelling.

Quindi, senza indugio ulteriore, per la categoria miglior gelateria artigianale del quartiere, viene consegnata la coppa a Cinzia e Pietro di Buono Così! Non che valga moltissimo la coppa del blog, ma sappiate che per convincermi in questo modo bisogna aver superato sofisticatissimi standard inarrivabili. No, okay sto esagerando, in realtà basta fare il gelato in modo naturale, con passione, con materie prime vere senza usare preparati nei barattoli. Per fare il gelato non serve molto, basta avere il latte fresco, la panna e tutti gli ingredienti che si vogliono utilizzare per ottenere il gusto desiderato. Se tutti questi componenti sono di ottima qualità allora il gelato verrà buonissimo, senza tante altre necessità.

Non voglio dilungarmi molto, non c’è bisogno di descrivere gusto per gusto. Cinzia e Pietro fanno il gelato in modo spontaneo, creativo e naturale ed è da questa loro semplicità che riescono a ottenere un risultato che arriva tranquillamente (e senza affanno) alla perfezione. Non vi resta che andare a provare di persona, nel caso non vi fosse mai capitato di passarci davanti. La posizione è facile da raggiungere a piedi, un po’ meno in macchina per via della scarsità di parcheggio: da piazza dei Mirti prendete Via dei Narcisi e fermatevi poco prima del cinema, al civico 20A: se siete super digital ecco a voi google maps

Nel corso del tempo con Cinzia, Pietro e la loro apprendista simpaticissima si è instaurato un bellissimo rapporto. Qualche volta adoro passare nella loro bottega anche solo per un saluto (senza mai andarmene senza una cremolata dimensione gigante fatta solo per me e per il mio pancione). Vi consiglio di assaggiare tutto, proprio tutto, ma se volete apprezzare la genuinità della base di questo gelato partite dal gusto latte. Sembra una sciocchezza, ma è proprio dal gusto fior di latte che si capisce quanto possano essere buoni gli altri gusti.

Continuo a portarci gente perché sono sempre sicura che questi tre ragazzi mi faranno fare bella figura e nessuno rimarrà mai deluso dal loro prodotto naturale e genuino. Sono felice di appoggiare queste attività nel quartiere, soprattutto quando sono gestite da persone buone, intelligenti e oneste che portano “in tavola” il sorriso e la gentilezza prima di qualsiasi altra cosa. Tante volte, infatti, si va a mangiare – per esempio – la pizza in un posto dove il proprietario ci sta sulle palle, ma ci andiamo perché la pizza è buona e accettiamo il compromesso: in questo caso non ci sono mediazioni, in quella bottega si respira aria buona, aria di casa e soprattutto la vera fragranza dell’arte del gelato.

Il fenomeno “Mamme Pancine”: la mia analisi semiseria

Ci hanno fatto ridere, indignare e anche riflettere: ma queste “Mamme Pancine” esistono veramente o è un divertente siparietto messo in scena dal Signor Distruggere per dare spazio a questo cinismo elitario dilagante? Mi assumo completamente la responsabilità di quanto sto per raccontare perché mi sembra doveroso almeno sollevare il dubbio.

Chi sono le “Mamme Pancine”?

Qualche anno fa dalla pagina del Signor Distruggere cominciano a comparire gli stamp di alcuni messaggi postati in gruppi segreti di Facebook. Sono gruppi di mamme e di donne in attesa che si confrontano circa il concepimento, la gravidanza, l’allattamento, il parto e via dicendo. Questi messaggi copiati, spesso, sono sgrammaticati e contengono domande imbarazzanti che denotano profonda ignoranza circa il sesso e la riproduzione umana, mentre portano alla luce convinzioni popolari al limite dell’assurdo e una gestione della famiglia assurda anche per un’Italia non alfabetizzata degli anni Venti. Queste donne chiedono e spiegano come bruciare assorbenti usati possa aiutare il concepimento, vengono smerciate ricette per produrre formaggio con il latte materno, alcune credono che ogni mestruazione mensile sia una sorta di aborto e di conseguenza piangono dando al “feto abortito” un nome e talvolta degna sepoltura in giardino, inorridiscono davanti alla formazione scolastica femminile additando come “faciline” le ragazze che studiano al classico o fanno l’università, altre vivono e raccontano il sesso con il compagno come una sorta di obbligo matrimoniale dal quale svincolarsi rapidamente con un coito rapido e possibilmente al buio. Insomma, sono tutte cose che fanno sorridere, ma quante di queste corbellerie scritte possono essere vere e quante invece possono essere fake montati per poi alimentare un giro di click e condivisioni super remunerativo messo in atto proprio dal Signor Distruggere e da altri siti analoghi? Io, come altri, il dubbio me lo sono fatto venire.

La mia indagine: esistono le “Mamme Pancine”?

Ho provato a immaginare chi potesse essere potenzialmente una “Mamma Pancina” e ho fatto una bozza di profilo, immaginando possibili scenari. Leggendo “le prove” dei vari siti in cui queste donne venivano prese in giro, ho notato che sembrerebbero tutte donne dai 30 ai 40 anni, che non hanno studiato oltre la terza media per la maggior parte dei casi, che i sono sposate presto (dai 18 ai 25) e che vivono nell’Italia Meridionale. Non sanno organizzare un discorso di senso compiuto in forma scritta, non riescono a scrivere correttamente, non comprendono il basilare collegamento tra una possibile causa e un possibile effetto, sono estremamente cattoliche e profondamente credenti e praticanti. La domanda è stata: conosco persone che rientrano in questo spettro anche se non rispettano tutte le caratteristiche? Sì, le conosco e alcune hanno la mia età. La figura della “Mamma Pancina” non è quindi totalmente inventata, la “Mamma Pancina” esiste e vive in mezzo a noi senza troppi problemi.

Alla scoperta dei gruppi segreti delle “Mamme Pancine”!

Qual migliore occasione di una gravidanza per addentrarsi nel marasma segreto delle Mamme Pancine? Per andare abbastanza a colpo sicuro, mi sono tuffata proprio nei siti utilizzati dal Signor Distruggere per la caccia grossa: Forum Al Femminile in primis e tutti i gruppi Facebook subito dopo: Mamme Pancine Bimbi e Tanto amore, Amore, Pancine e tanto altro, Pancine Mamme e Bimbi (OMS), Mamme in gravidanza e Il club delle Mamme. Attenzione: non vi passerò alcuno stamp di questi gruppi, non divulgherò le informazioni contenute all’interno e non parteciperò in alcun modo al bullismo messo in atto da altre piattaforme. Non sono qui per condannare nessuno, non ho intenzione di umiliare o sbeffeggiare, quindi se state cercando lo spazio per farvi una risata penso che possiate pure chiudere questa finestra. Poi vi spiego il motivo, un po’ di pazienza. In ogni caso vi ho lasciato tutti i link, così nel caso vogliate verificare le mie prossime parole potete farlo in autonomia, con i vostri occhi.

Cosa ho trovato nei gruppi delle “Mamme Pancine”?

RULLO DI TAMBURImi dispiace deludervi. Frequento questi gruppi da 7 mesi (sì siamo entrati nel settimo mese qui da queste parti!) e non ho mai trovato nessun messaggio allucinante di quelli che si trovano invece sui canali del Signor Distruggere. Non ho trovato ricette per fare le ricotte con il latte materno, non ho trovato istruzioni per dare fuoco agli assorbenti usati e non ho trovato gente convinta che i bambini non si dovessero specchiare prima del battesimo. Ho trovato, invece, donne spesso disinformate, spaventate e in cerca di conforto. Questi gruppi sono frequentati da persone di tutti i tipi e non sono solo cattoliche! Molte sono ortodosse, altre sono musulmane, molte come me sono atee e dichiarano apertamente di non battezzare i figli. Alcune sono sicuramente più conservatrici di altre, altre sono molto preparate (ci sono psicologhe, ostetriche, infermiere) mentre altre invece faticano a organizzare una frase scritta di senso compiuto. Esattamente così come in una piazza: c’è di tutto. Forse ci sono anche quelle che fanno l’emmental con il latte di poppa, ma non è consentito parlarne e non è consentito (pubblicamente) dare indicazioni che siano contrarie all’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità). Viene promosso l’allattamento al seno, viene promosso lo svezzamento dopo il sesto mese di vita, vengono veicolate informazioni corrette per lo svolgimento di pratiche amministrative relative alla maternità e alla genitorialità. Tutti i post prima di essere pubblicati vengono approvati e devono rispettare un regolamento molto preciso (per esempio non si può parlare dell’astensione ai vaccini, dell’utilizzo del girello, non si possono consigliare medicinali e via dicendo). Tutte le risposte, inoltre, sono controllate da un gruppo di moderatrici molto organizzato.

Il Signor Distruggere ci propina falsità?

Secondo me no, ma nemmeno dice sempre tutta la verità. Credo che che, per convenienza sua e della sua piattaforma (che vive sugli ingressi, ricordiamocelo), probabilmente tende a enfatizzare alcuni aspetti piuttosto che altri, dando tanta visibilità ad alcuni post che in questi gruppi invece passano un po’ in sordina o vengono cancellati dalle admin in poco tempo. C’è anche da dire che in questi gruppi ci sono moltissimi troll che spinti proprio da piattaforme come Il Signor Distruggere vanno a costruire risposte ad hoc per poi inoltrarle con il profilo reale a chi successivamente le pubblica per deridere. Insomma, in qualche caso è palese come se la siano fatta e se la siano detta da soli.

Ma è giusto deridere le “Mamme Pancine” e metterle alla pubblica gogna?

Tasto dolente. Ho fatto una riflessione seria su questo punto e ho dovuto mettere in discussione alcuni miei comportamenti. Ho preso in giro anche io le “Mamme Pancine”, le ho derise e in qualche caso le ho snobbate come se io fossi un essere superiore perché ho avuto la fortuna di accedere all’istruzione, perché ho avuto una famiglia tutt’altro che oscurantista e perché sono cresciuta in un ambiente aperto e stimolante. Mi sono pentita d’averlo fatto e ho smesso, così come ho smesso di fare la bulla su Facebook perché ho capito, in generale, quanto possa essere dannoso e quanto possa ferire le persone. Mi riservo solo la derisione dei fasci e dei salviniani, ma perché lì c’è dolo. Più che altro bisogna rendersi conto che alle porte del 2020 ci sono ancora persone che non hanno chiarissimo come avvenga il concepimento, quali siano i rischi di una contraccezione sbagliata e come si possano affrontare situazioni quali l’aborto in sicurezza. Più che ridere di queste persone bisognerebbe capire per quale ragione ancora non ci sia un’informazione nazionale capillare che possa in qualche modo combattere questa ignoranza di fondo data soprattutto da ambienti molto chiusi, scuole che non offrono informazione e buchi amministrativi che non coprono tutto il territorio. Non mi fa ridere quando leggo una donna che chiede se può essere rimasta incinta con il coito interrotto, mi fa spavento perché quella donna potrebbe essere una coetanea di mio figlio un giorno. Ho letto di donne che non sanno come funziona la pillola del giorno dopo, che non hanno idea di come si conteggi il ciclo mestruale, che credono che basti una doccia dopo l’eiaculazione per eliminare lo sperma dalla vagina. Queste donne non vanno derise, la loro disinformazione è anche colpa nostra. Queste donne sono figlie di genitori che probabilmente non hanno mai spiegato loro come funziona la sfera sessuale, genitori che probabilmente hanno delegato alla scuola o alla società il compito di erudirle o che peggio ancora hanno fatto in modo che non ne venissero mai a conoscenza per paura o per bigottismo. Questi gruppi su Facebook non fanno danno, direi più che vanno a colmare un vuoto lasciato dalla società. Non dovrebbe essere l’admin di “Pancine Mamme e Tanto Amore” a occuparsi di erudire queste ragazze, dovrebbe essere l’istruzione pubblica, ma visto che ogni volta che a scuola si prova a parlare di sesso succede il finimondo … qualcuno alla fine dovrà pure farlo.

In conclusione

I post del Signor Distruggere mi hanno fatto ridere, ma ora non succede più. Un po’ perché credo che per la maggior parte siano fake esagerati che esasperano una situazione reale ma non così grave e un po’ perché credo che nel caso fossero veri non ci sia proprio nulla da ridere, quanto invece da preoccuparsi. E senza vergogna vi confermo che frequento e partecipo alle conversazioni di questi gruppi su Facebook con la mia solita naturalezza, con la mia faccia e con un uso moderato di parolacce perché altrimenti mi bannano … e non mi è mai successo niente di niente, anzi!

Mio fratello non è figlio unico

In questi giorni gli eventi mi hanno portato a riflettere sul ruolo del fratello maggiore. Arrivata a trent’anni suonati e passati credo che sia arrivato il momento di chiedersi quale impatto effettivo abbiano avuto le mie scelte sui miei fratelli minori.

Ho due fratelli: Davide e Pietro. Con il primo ci passano 5 anni, con il secondo invece 14. Se con Davide ci siamo persi negli anni e negli eventi, con Pietro invece ho sempre avuto un rapporto molto più stretto dovuto anche al fatto che più che crescere insieme a lui, l’ho visto diventare grande mentre io mi allontanavo progressivamente dalla mia famiglia d’origine. In ogni caso, va detto che almeno per un periodo ci sono stata per entrambi e che molto spesso la porta di casa mia fungeva da ingresso sicuro verso il time break necessario dai genitori.

Sono uscita di casa nel 2007, Davide aveva 16 anni e a quell’età tutti sappiamo quanto sia facile entrare in rotta di collisione con mamma e papà. Sono sempre stata molto felice di aprire la porta al suono del campanello del fratello con lo zaino sulla spalla. Credo di aver sentito circa un milione di volte la frase “Io a casa non ci torno più!” e invece ci siamo sempre tornati tutti e tre fino a quando non siamo stati abbastanza grandi per cavarcela da soli. Ero allo stesso tempo molto felice di rispondere alla chiamata preoccupata dei miei che mi chiedevano se Davide fosse per caso approdato al mio appartamento (o se avesse dirottato il motorino a casa di zio, altro porto sicuro in caso di terremoto). La sorella grande che vive da sola ha sempre un posto letto per te, non ci fa nemmeno caso e puoi tranquillamente accamparti anche delle settimane, fino a quando la situazione non sarà sbollita e tu potrai tornare a casa.

Mi rendo conto solo in questi giorni quanto essere stata la sorella maggiore abbia comunque comportato delle responsabilità quando invece pensavo di non averne nemmeno mezza.

Ma noi fratelli maggiori cosa siamo più di un’isola felice dove approdare in caso di ammaraggio? Molte persone su Instagram stamattina mi hanno risposto che avere fratelli minori è un po’ come avere dei figli senza averli fatti perché devi sempre dare il buon esempio, perché devi sempre provvedere anche per loro in diverse occasioni, perché a volte li devi portare a calcio, a nuoto, a ripetizioni di inglese, perché devi preparare loro il pranzo, a volte la cena e via dicendo. Io non l’ho mai fatto. Siamo sempre stati figli molto indipendenti, quindi a parte il fatto che io e Davide non avevamo così tanti anni di differenza da giustificare un mio impiego in suo supporto, c’era anche da dire che a 14 anni eravamo tutti e tre belli che motorizzati e di conseguenza belli capaci di arrangiarci nei nostri impegni adolescenziali tra scuola e dopo scuola. Non ricordo di aver mai aiutato nessuno dei due nello studio, non ricordo di averli mai portati a calcio e non mi ricordo di esserli mai andati a prendere a scuola. Quanto al pranzo ci stavo pensando, ma mi vengono in mente più scene in cui sono loro a cucinare per me che viceversa.

Ricordo però altre cose. Ricordo che con uno dei miei primi stipendi degni di essere chiamati tali ho comprato da vestire a Pietro in un negozio in cui sapevamo di trovare cose che a lui sarebbero piaciute moltissimo. Ricordo di aver letteralmente attaccato al muro e successivamente morso la spalla a uno stronzo che s’era fatto scappare una parola di troppo su mio fratello Davide. Ricordo di averli sempre difesi davanti a tutti, con le unghie e con i denti, non permettendo mai a nessuno di proferire verbo che potesse in qualche modo danneggiarli. Ricordo di aver pianto in macchina quando ho scoperto di non esserci stata in un momento preciso in cui Davide aveva bisogno di me, però ricordo anche di averla fatta pagare a chi doveva pagarla. Credo sia evidente che il ruolo di pseudo-genitore non mi sia calzato molto bene, non quanto sembra andare perfetto a molti che invece mi hanno parlato di tutt’altro genere di cure dei fratelli minori. Non sono stata nemmeno un buon esempio e spero che nessuno dei due abbia mai tratto ispirazione dalle mie corbellerie, fortunatamente ho quasi la certezza matematica che non sia mai successo e che non succederà mai. Non mi sono mai preoccupata di essere un buon esempio, né per loro, né per nessun altro. Credo di aver fatto bene, se non altro hanno potuto vedere cosa succede a comportarsi come me e se non sono stata un modello virtuoso almeno sono tornata utile per capire quali strade sarebbe stato meglio non prendere in favore di altre.

Il fratello maggiore però non ti salva dai tuoi casini con la sua morale di ferro e il suo comportamento pulito e perfetto. Il fratello maggiore ti salva dai tuoi casini perché prima di incazzarsi, prima di ragionare sui fatti, prima di alzare la voce e imporsi, lui prima di qualsiasi cosa ti apre la porta di casa e facendo entrare te lascia fuori tutti i tuoi guai. Forse non mi dovrei sentire tanto in colpa per non esser stata un esempio da seguire, se lo fossi stata probabilmente sarebbe stato uguale. Sono felice invece di essere stata complice dei miei fratelli, qualche volta mediando con il mondo esterno e qualche volta unendomi con loro in battaglia.

Penso e spero tantissimo di essere stata anche un cuscinetto anti ansia per i miei genitori, sono abbastanza sicura di averli tranquillizzati più di una volta facendogli presente come i loro figli mai sarebbero finiti sotto al ponte dopo l’ennesimo “Me ne vado di casa, vaffanculo!”. Dopotutto credo che un genitore faccia più di un figlio anche per questa ragione, infatti uno dei grandissimi risolti positivi di una famiglia numerosa è quello di trovare sempre, da una parte o dall’altra, un aiuto e un appoggio in caso di catastrofe. Gli errori e i casini in famiglia li facciamo tutti, genitori inclusi i quali non sono perfetti e infallibili, perciò il sapere che comunque vada ci sarà almeno una persona che sarà in grado di intervenire in soccorso sospendendo il giudizio e lanciando un salvagente dovrebbe far stare tranquilli tutti. Sicuramente io sono stata una figlia di merda, ma sono altrettanto sicura di aver fatto dormire mamma e papà con sette cuscini comodi dopo le bombe e i lanciafiamme di una litigata in casa con i miei fratelli.

Una ragazza su Instagram mi ha fatto notare che sarebbe molto interessante capire cosa abbiamo rappresentato noi fratelli maggiori per i nostri fratelli minori. Chiedere loro se ci hanno percepiti così come noi crediamo di esserci comportati, se individuano delle responsabilità che non ci siamo accorti di aver avuto, se potevamo fare meglio qualcosa oppure non fare qualcos’altro. Perciò se ci sono fratelli minori in ascolto questo è il loro momento di intervenire lasciando un commento al termine di questo lunghissimo blog post!

E per chiudere, Cari Genitori sintonizzati sul canale, siate buoni con noi fratelli maggiori, non siamo bestie di satana con insoluti freudiani da risolvere con finte funzioni genitoriali, siamo solo fratelli maggiori e tra i tanti casini che abbiamo troviamo sempre il tempo per aprire la porta alle teste di cazzo di famiglia nate dopo di noi.

Famiglia Bianchedi Giancarlo, Stefania Corda, Davide Bianchedi, Pietro Bianchedi, Elisa Bianchedi
La mia famiglia. Sì, siamo tutti uguali.