Le tribolazioni di un italiano in Cina: una sorta di blog di viaggio in versione cartacea

Le tribolazioni di un italiano in Cina è un bel racconto di viaggio che sicuramente farà ridere molte persone, altre invece potranno spaventarsi un pochino. La narrazione però non è affatto pesante e nonostante alcune situazioni descritte possano fare oggettivamente un po’ paura (il sequestro di persona normalmente è reato, ecco) la leggerezza del tono di voce tipico del blog di viaggio fa percepire la storia con il giusto distacco.

Ho letto questo libro in pochissimo tempo e per qualche ora non sono stata in grado di decidere se mi fosse piaciuto oppure no. Sicuramente ho riso tantissimo, ma in alcuni punti mi sono chiesta se stavo ridendo in maniera legittima. Alla fine mi sono scrollata di dosso un po’ della mia solita pesantezza polemica e ho deciso che una narrazione così incalzante e divertente poteva anche permettersi d’essere dissacrante e un filino politicamente scorretta.

La trama

È un racconto autobiografico, la cronaca di una bruttissima esperienza lavorativa che si è tradotta in una truffa in piena regola. Il nostro protagonista, stufo di vedersi proporre stage sottopagati o per la gloria, decide di rispondere a un annuncio di lavoro proveniente dalla Cina, dove si parla di assunzione, stipendio dignitoso, spese coperte e tanti altri benefit tra i quali l’alloggio in un residence con piscina. Ovviamente la situazione non sarà quella presentata, ma per quanto ci si possa sforzare a immaginare i limiti di una truffa orribile è difficile arrivare a quanto è successo al nostro eroe nazionale.

Non leggete questo libro

… se non siete disposti ad accettare alcune battute un filino maschiliste e alcune considerazioni un po’ fuori luogo sul corpo delle donne “al naturale”. Ho faticato ad accettare le pagine che descrivono per quale ragione non sia possibile avere un rapporto sessuale con una donna che ha i baffi. Conosco ragazze che non si depilano e hanno una vita sessuale attiva e appagante, eviterei di dilungarmi così tanto mentre si cerca disperatamente di normalizzare il corpo femminile al naturale. Capisco che i baffetti possono non piacere agli uomini, ma è una visione che possiamo anche sforzarci di soprassedere in testi che poi sono divulgati ad ampio raggio.

… se non vi piace sentir parlare male dei cinesi. Infatti va sempre tenuto presente che l’autore scrive in seguito a una truffa e di una truffa racconta i fatti. Nel libro sono messi in luce tanti aspetti di una cultura molto lontana dalla nostra e non sempre se ne parla in modo gentile. Francamente mi ci sono ritrovata molto, il mio essere italiana cozza moltissimo con alcuni aspetti del vivere cinese, ma il bello di viaggiare è proprio questo: misurarsi con stili di vita diametralmente opposti al nostro.

In conclusione

A me il libro è piaciuto e sono molto contenta di averlo preso in prestito attraverso Kindle Unlimited e lo consiglio vivamente a chiunque abbia lo spirito per farsi un paio di risate davvero politicamente scorrette e decisamente dissacranti.

Massì, tutto sommato il testo lo promuoviamo con un bel 7! Ma attendiamo la vostra opinione, come sempre, quindi datevi una spicciata nel leggerlo che poi dobbiamo parlarne fittissimo, sono sicura che faremo un po’ di casino. Vi lascio il link qui così fate prima!

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