Portare il bambino in fascia: perché ci piace tanto il babywearing

La fascia porta-bebè è stata per noi la soluzione definitiva per un sacco di drammi che non sapevamo come gestire. Il nostro bambino mal sopportava la carrozzina (la classica navicella) e mal sopportava l’ovetto del trio, così ogni uscita si trasformava in una guerra vera: lui che piangeva e noi che con lui in braccio a penzoloni ci ritrovavamo a spingere il passeggino ingombrante.


INIZIA LA NOSTRA ESPERIENZA CON IL BABYWEARING 

L’unico modo per riuscire a stare a zonzo diverse ore senza finire con il bimbetto urlante che voleva stare solo in braccio era la fascia e quindi, man mano, abbiamo adottato questo sistema come unico modo per uscire di casa in completa tranquillità. Con la fascia porta-bebè infatti abbiamo un’autonomia di diverse ore (anche sei di fila) e il bimbetto si mette a strillare solo in caso di super fame. Qui vi vogliamo raccontare la nostra esperienza con la fascia, ma sappiate che per imparare a utilizzarla in modo sicuro c’è bisogno di una consulenza da parte di una persona preparata. Di fasce ce ne sono di due tipi, quella rigida e quella elastica. Noi le abbiamo provate entrambe e con la prima ci stiamo trovando molto meglio. 

LA FASCIA ELASTICA

Ne abbiamo usate due, una a testa. Il prezzo va dai 30 ai 60 euro e le nostre sono 100% cotone biologico senza materiale elastico aggiuntivo nel tessuto. Il vantaggio di questa fascia è che è molto avvolgente e riproduce in maniera molto fedele il caldo abbraccio del ventre materno. La fascia elastica è molto consigliata per i bebè nati prematuri, viene infatti utilizzata fin dai primissimi giorni di vita anche per i bimbi dimessi dalla TIN che hanno fatto marsupio-terapia durante il ricovero. Noi l’abbiamo usata immediatamente (la prima uscita a due settimane di vita) e ci siamo trovati benissimo perché per gli inesperti è molto facile da indossare. In realtà abbiamo avuto bisogno della nostra consulente perché commettevamo qualche piccolo errore. Se la fascia fa venire mal di schiena, per esempio, significa che è messa male, se il bambino scende sotto l’ombelico è stata tenuta poco in tensione e via dicendo. Solo una consulente del babywearing può spiegarvi per bene come sistemare il neonato. Con la fascia elastica è possibile una sola legatura (primo svantaggio) e dopo qualche mese di utilizzo, a seconda della frequenza, purtroppo inizia a cedere e non è più tanto elastica (secondo svantaggio). In ogni caso noi ci siamo trovati benissimo e la consigliamo per iniziare, ma purtroppo ora che Milo pesa più di 6Kg per noi è diventata davvero poco pratica. Semplicemente, non tiene più! 

Bambino in fascia elastica con mamma e zio
Eccoci qui con la nostra fascia elastica! Milo adora spingersi fuori con tutta la testina per guardare il mondo al sicuro addosso al suo papà


LA FASCIA RIGIDA

Ce la siamo appena comprata e la comodità ci è parsa chiara fin dal primo indosso. Anche questa fascia è utilizzabile da subito, con i bimbetti neonati da poche ore, ma anche in questo caso è fondamentale una consulente. Su YouTube esistono tantissimi video esplicativi, ma sappiate che purtroppo non sono sufficienti. C’è infatti bisogno di una persona che vi corregga lì per lì eventuali errori, sappiate che anche un piccolo sbaglio può causare scomodità al portatore o disagio al bimbetto. Con la fascia rigida, inoltre, ci sono moltissimi modi per legare e a seconda dell’età del bambino e delle sue esigenze si può utilizzare quella più adatta. Il costo della fascia rigida è leggermente più alto rispetto all’elastica (si parte dagli 80 euro per una fascia dignitosa) e conviene acquistarla in un negozio (online o offline) specializzato. Il vantaggio di questa fascia è che non va sostituita nel corso del tempo, se di buona fattura non cede ed essendo adatta a varie legature accompagna il bimbetto per tutti gli anni necessari. 

Bambino in fascia rigidida BabyMonkey con mamma
Ecco Milo nella sua fascia rigida, lì dentro è proprio un piacere fare la nanna!

LA NOSTRA CONSULENTE PER PORTARE I BIMBI IN FASCIA

Per noi, quindi, l’esperienza della fascia si è aperta positivamente e prosegue altrettanto bene. La nostra consulente si chiama Manuela e riceve a casa propria, ma raggiunge chiunque a domicilio (sempre su Roma, naturalmente), la potete contattare al numero 3384935624. Le consulenze prevedono la scelta della fascia più adatta alle esigenze (ma anche i vari marsupi esistenti) e l’insegnamento delle legature possibili. Durante le consulenze è possibile imparare tutti i trucchi possibili per evitare i più comuni errori che spesso allontanano poi le persone dall’utilizzo della fascia (es. il bimbo piange e i genitori abbandonano l’idea non capendo perché, il portatore soffre di mal di schiena etc…). Chiamare Manuela significa avere una persona che man mano ti accompagna lungo tutto il percorso del babywearing offrendoti delle soluzioni personalizzate, basate completamente sulle esigenze del portatore e del bambino.

PERCHÈ CI PIACE TANTO LA FASCIA PORTA-BEBÈ

La fascia ha moltissimi vantaggi rispetto alle carrozzine e ai passeggini. Prima di tutto lascia le mani libere e quindi si rivela molto utile quando dobbiamo andare al supermercato, ma anche al ristorante e in pizzeria è una manna dal cielo (zero ingombri dovuti a ruote varie). Il nostro bimbetto nella fascia non piange praticamente mai e riusciamo persino a fare le prove degli spettacoli senza avere l’impiccio delle braccia occupate. Lui infatti se ne sta lì buono, cuore a cuore, con la testina di lato a guardare il mondo e si sente sicuro e protetto accanto alle persone delle quali si fida di più al mondo. È tranquillo quando è sveglio e spesso si addormenta da solo senza l’aiuto del ciuccio. L’abbraccio avvolgente della fascia permette inoltre una posizione perfetta (se indossata nel modo corretto il bimbo è perfettamente seduto) evitando fastidiose situazioni “a penzoloni” come accade con i marsupi più commerciali. Anche in casa la fascia si è rivelata molto utile, entrambi ci occupiamo della casa ballando con il pupo addosso, è una delle cose più divertenti. E a proposito di balletti in fascia vi segnalo che all’Albero della Vita a Centocelle si organizzano corsi di danza con il bambino in fascia, non c’è niente di più dolce e divertente, può essere anche un buon modo per tenersi in forma!

E COME AL SOLITO …

Vogliamo le vostre esperienze! Abbiamo visto che nella piccola comunità della Gatta Che Ci Cova ci sono moltissime mamme ad alto contatto, con altrettanti bimbetti ad alto contatto e così abbiamo deciso di aprire questa nuova rubrica dove parleremo delle nostre esperienze con queste pratiche bellissime. Mi raccomando, non dimenticatevi di passare queste informazioni alle vostre amiche e ai vostri amici con bimbi piccoli e bimbi in arrivo, cerchiamo di ampliare sempre di più la nostra allegra combriccola!  Lasciateci tanti commenti e scriveteci le vostre storie! 

Altalene per interni fatte a mano: non solo per bambini!

A volte in una stanza si ha la sensazione che “manchi qualcosa” e se questo qualcosa fosse un’altalena da interni? A volte un pezzo d’arredamento del tutto non convenzionale può conferire all’ambiente “quel tocco in più” che ci vuole. Ma abbandonate l’idea che l’altalena possa essere un oggetto unicamente dedicato all’infanzia, Olena soddisfa bambini da zero a novantanove anni! Ma chi è Olena?

Altalene da appendere al soffitto

Olena è una ragazza originaria dell’Ucraina, ma vive in Veneto con le sue due bambine. Tutti la chiamano Elena. Ha una mano eccezionale e una creatività incontenibile, quindi ha messo insieme le due cose e ha iniziato a creare delle splendide altalene per interni (ma anche per esterni!) sia per i bambini che per gli adulti. Ne confeziona infatti diversi modelli e dà la possibilità di personalizzare praticamente tutto scegliendo tessuti e colori.

I suoi prodotti sono fatti con l’amore di una mamma, come se ogni oggetto da lei confezionato fosse destinato alle sue adorabili figlie. Perciò le sue altalene da appendere sono sicure e realizzate con i migliori materiali in circolazione.

L’altalena fa bene ai bambini

Recenti studi hanno dimostrato come il gioco con l’altalena riesca a stimolare la collaborazione, la coordinazione, l’armonia e la sincronia. Tutte qualità che torneranno molto utili nella crescita, tanto che questo gioco è stato paragonato dai ricercatori a una vera e propria scuola di vita. Questo vale soprattutto se il gioco può essere condiviso con i fratellini, i cugini e i compagni di giochi. Inoltre, per i più piccolini, il dondolio è un richiamo diretto al ventre materno. Le altalene sono utilizzabili durante l’allattamento, regalando alla mamma una posizione molto comoda e aiutandola a tenere il bambino quieto.

Come acquistare un’altalena da interni

Se vi piacciono le foto del modelli che vi ho messo in galleria e vi è venuta voglia di comprarne una, l’unica cosa che dovete fare è contattare Olena attraverso la sua pagina Instagram della quale ovviamente vi lascio il link e il nome @altalena_e_non_solo.

Come avere i capelli morbidi e lucidi a casa: Tecna Hydracore

La mia ricerca del prodotto perfetto per i capelli è finalmente conclusa. I miei parrucchieri mi hanno fatto provare una linea stupenda di Tecna che ti permette di avere una chioma morbida e lucida anche a casa. Sei pronto a risolvere il tuo problema con i capelli crespi?

Ho rovinato i miei capelli

Ho rovinato i miei capelli ad agosto, quando per gioco ho deciso di decolorarli e farli azzurri per il babyshower del mio bambino. Non avrei mai pensato che la decolorazione potesse rovinarmi così tanto i capelli, a tal punto da dover tagliare molto e organizzare diversi trattamenti (non sempre economici) per non rimanere pelata. Ho già raccontato tutta la storia qualche settimana fa, la trovate qui se vi fa piacere leggerla.

Ho i capelli molto crespi

Nonostante il guaio sia stato risolto, nonostante il colore ora sia decisamente migliorato, purtroppo mi sono rimasti i capelli crespi. Non ho mai avuto questi problemi, devo essere sincera, tra le mille cose che ho sempre detestato del mio corpo i capelli sono sempre stata una grandissima consolazione. Purtroppo, dopo agosto, l’unico modo per non sembrare una scopa era farmi fare la piega in salone. Non molto economico e comunque non esattamente pratico con un neonato da accudire, giusto?

La soluzione per avere capelli bellissimi

Le ho provate tutte, anche Shampora marca della quale vi ho già parlato. Non mi sono trovata male, tanto che per un po’ ho usato quel prodotto accontentandomi di un risultato migliore rispetto a tante altre marche. Bocciato invece Pantene e tutte le sue varianti che promettono miracoli. Una cosa è certa: tutti i prodotti da supermercato non funzionano mai. Ho sperimentato un nuovo prodotto e ora sono qui a consigliarvelo perché effettivamente garantisce un passo ulteriore verso la guarigione definitiva dei miei poveri capelli rovinati e disidratati.

TECNA HYDRACORE

Due flaconi di Tecna Hydracore

Parliamo di Hydracore allora! Intanto se volete specifiche tecniche vi consiglio di visitare il sito ufficiale, dove vi spiegano per filo e per segno tutte le caratteristiche di questo prodotto. Io mi limito a segnalarvi ciò che per me è importante ed è stato motivo di scelta.

  • Basta pochissimo prodotto per ottenere il risultato ottimale; non servono grandi quantità, anzi. Una piccola noce di shampoo e una piccola noce di balsamo sono sufficienti per capelli medio-lunghi come i miei. Niente sprechi!
  • La profumazione è qualcosa di paradisiaco e persiste per due giorni buoni sulla chioma e sulla cute. A me piace moltissimo avere la testa e i capelli profumati, visto e considerato che come vizio continuo ad annusarmi le punte portandomele sotto al naso quando mi concentro.
  • I componenti sono naturali e sostenibili, le plastiche utilizzate per la confezione sono rinnovabili, rigenerabili e sono prive di etichette. Non è testato sugli animali, non contiene siliconi e parabeni, il prodotto è completamente organico ed è made in Italy (Roma).
  • Non mi dà problemi con la psoriasi, per me questo è fondamentale.
  • Si vedono i risultati dal primo lavaggio

In conclusione per me il prodotto è promosso tanto che sono qui a consigliarvelo liberamente (NO MARCHETTE!). Anche se costa un pochino di più rispetto a Shampora ne vale la pena perché si tratta di una selezione decisamente migliore sotto molti punti di vista. Lo shop lo trovate facilmente sul sito ufficiale, in questo momento ci sono anche diversi sconti in atto e vi consiglio di approfittarne un pochino. Altrimenti, se abitate a Centocelle, sappiate che il prodotto è in vendita da Gruppo Max Parrucchieri dove troverete anche professionisti altamente specializzati che sapranno indirizzarvi verso la combinazione migliore. In salone, tra l’altro, potrete anche fare il trattamento completo (costa quanto una normale piega fatta bene) così prima di portarvi i prodotti a casa avete l’opportunità di verificare quanto vi ho raccontato in questo blog post.

Eccoci al termine, spero di avervi dato abbastanza informazioni per convincervi a guardare lo shop di Tecna. Spero anche, ovviamente, di riuscire a risolvere i problemi di tutte quelle persone che con i capelli oramai ci hanno rinunciato! Può sembrare una stupidaggine, ma so benissimo cosa significhi non trovarsi bene con i propri capelli ed esserne in guerra continua. Se ho confortato e dato speranza… fatemi sapere! Baci!

I falsi miti della gravidanza| Vero o Falso?

Attenzione: questo post può contenere diversi spunti per dar inizio a guerre mondiali tra mamme, aspiranti mamme, nonne, zie, vicine di casa e shampiste. Vi preghiamo di leggerlo con la dovuta leggerezza, tenendo comunque conto che le informazioni vengono condivise in collaborazione con l‘Ambulatorio Ostetrico L’Albero della Vita, principalmente nella persona dell’ostetrica Stefania Lauro la quale ha partecipato mettendo a disposizione la sua esperienza e la sua professionalità. In qualsiasi caso, comunque, la responsabilità di quanto riportato in questo articolo è da riferire unicamente alla sottoscritta: perciò se dovete inviare buste con antrace e pacchi bomba l’intestataria dovrò essere io. Grazie, ora potete continuare.

Fatta questa premessa, ne aggancio un’altra che per me ha una certa importanza: piantatela di sfottere le mamme pancine. I motivi principali di questa richiesta li trovate tutti racchiusi in questo articolo, ma in aggiunta mi permetto di farvi notare che dal sondaggio Instagram molte di voi hanno assurde credenze sulla gravidanza nonostante si pongano in netta contrapposizione con le cosiddette “pancine”. Quindi abbassiamo un po’ la cresta perché siamo tutti un po’ nazional popolari, ma lo sono soprattutto coloro che tentano quotidianamente di elevarsi e differenziarsi attraverso la cattiveria, la derisione e la puzza sotto al naso.

Ma bando alle ciance e cominciamo a sfatare i miti sulla gravidanza!

Non ti toccare se ti viene voglia di qualcosa

… A parte il fatto che detta così un po’ fa ridacchiare le più maliziose, ma non ci si riferisce alla masturbazione. In realtà molti sono convinti che toccandosi punti precisi del corpo durante una delle così dette “voglie” di un qualche cibo particolare faccia comparire delle macchie sulla pelle del bambino proprio in quel punto preciso. In realtà non c’è nessuna correlazione tra le macchie della pelle e le voglie della madre, altrimenti Cotoletta nascerebbe con con una manata di sushi sulla faccia e non penso vada così.

Non mangiare carciofi che il latte diventa amaro

Durante tutto l’allattamento e durante tutta la gestazione mangiate il quantitativo di carciofi che più vi aggrada perché non vi è correlazione tra un eventuale sapore amaro e l’assunzione di carciofi da parte della madre. Non preoccupatevi, potete tranquillamente svuotarvi nello stomaco tutti i barattoli di carciofini che vi pare.

Bevi birra che fa latte

NO! Questa credenza non è solo falsa, ma anche tremendamente pericolosa. Il feto non deve ricevere alcol in nessun modo, né attraverso la placenta quando è ancora un feto, né attraverso il latte materno durante l’allattamento. L’unico vero sforzo che viene chiesto, effettivamente, è proprio questo: l’astensione totale da qualsiasi tipo di alcolico. Se la cosa vi crea dubbi, se siete convinte che “un bicchierino ogni tanto non può far male” allora fatevi un’idea della situazione andando velocemente a dare un’occhiata a questo articolo molto autorevole.

«L’alcol ingerito dalla madre giunge dopo pochi minuti nel sangue del feto, ma il feto non può metabolizzare l’alcol perché è privo degli enzimi adatti a questo compito, di conseguenza l’alcol ed i suoi metaboliti si accumulano nel suo sistema nervoso e in altri organi danneggiandoli. Pertanto il consiglio dei professionisti della salute è di astenersi dal bere durante la gravidanza.»

Non puoi andare dal dentista!

E invece sì, se ne avete bisogno potete andare dal dentista. Se si dovessero rendere necessari dei trattamenti esistono anestesie che non passano la placenta e comunque, per stare più tranquilli, basterà mettere in comunicazione il vostro medico e il vostro ginecologo.

Non puoi fare la tinta ai capelli

Seeh ciao! Potete fare tranquillamente tutte le tinte che vi pare purché stiate attente ai prodotti utilizzati. Il mio parrucchiere, per esempio, utilizza solo pigmenti naturali privi di ammoniaca e senza troppi problemi fa quel che deve fare. L’attenzione che dovete avere sulla scelta dei prodotti è la stessa che dovreste avere indipendentemente dalla gravidanza, ma comunque non siamo più negli anni 40 e le tinte sono sicurissime.

Non puoi fare radiografie!

Quindi se ti rompi un piede devi rimanere rotta fino a quando? Se ti devi estrarre un dente perché duole sticazzi della panoramica? NO! Le radiografie si possono fare, basta informare il medico e il radiologo e sapranno prendere tutte le contromisure necessarie per non mettere a repentaglio la vita di nessuno.

Se allatti non avrai un’altra gravidanza

Ragazze mie, il mondo è pieno di figli dell’allattamento proprio a causa di questa credenza. Se da un lato è vero la prolattina inibisce un po’ l’ovulazione, dall’altro dovete comunque proteggervi con la pillola adeguata o con i preservativi perché si rimane incinta anche mentre si allatta. Insomma, possiamo dire che è meno probabile, ma non usate l’allattamento come contraccettivo: è un mega fake come il salto della quaglia, l’Ogino Knaus (?) e tutte quelle robe lì.

Non mettere la cintura di sicurezza che schiaccia la pancia!

Sì, molto meglio andare a sbattere sul vetro e magari finire catapultate in mezzo alla strada. Per favore, non fate cagate, mettete sempre la cintura di sicurezza. Il bambino è al riparo nel vostro utero, non ha problemi con la cintura, senza considerare che in caso di incidente è meglio un urto che ti blocca piuttosto che un volo ad angelo fuori dal parabrezza. Non ascoltate le nonne e chi crede di saperla lunga in questo senso: in gioco c’è la vostra vita. Usate le cinture di sicurezza sempre, anche mentre state andando al pronto soccorso in pieno travaglio. Comunque, se questo ancora non vi convince, sappiate che la legge non vi dispensa dall’obbligo di utilizzo tranne in alcuni rarissimi e certificati casi specifici. Informazioni precise seguono a questo collegamento.

Non puoi assumere medicinali!

E va bene, allora non mi curo per nove mesi e se crepo … amen! Basta anche con questa corbelleria, vi prego. Durante la gravidanza è bene curarsi, sotto controllo del ginecologo, ma curatevi. Ci sono medicinali e addirittura antibiotici che possono essere assunti in tranquillità, basta conoscerli e farsi seguire adeguatamente. Ma se avete un’influenza, una laringite, una polmonite o il mal di testa fatevi curare. Dovete essere in forma, non si deve arrivare sfinite e malandate al parto.

Non usare detersivi

… Questa è comoda, molto comoda, ma purtroppo infondata sotto qualsiasi punto di vista.

Non prendere il sole perché ti evapora il liquido amniotico

Sì, e nel mentre il bambino si cucina a bagnomaria. Io spero di non dovermi soffermare eccessivamente sullo spiegare che questa credenza non ha alcuna ragione di esistere. Tranquille, mettetevi al sole e fatevi venire una bella tintarella al pancione, mettete la crema solare e fate le dive.

Non ti devi sedere a gambe incrociate

… Dicono che così facendo il cordone ombelicale si stringe attorno al collo del bambino. Una variante della storia impedisce alle donne incinta di indossare collane: io ne porto abitualmente almeno due. Non ci sono ragioni per non farlo, nessuna motivazione plausibile.

Se sei incinta non devi toccare i gatti

Questa credenza è FOLLE ed è legata principalmente alla Toxoplasmosi, una malattia che si prende – anche – attraverso le feci dei gatti. Ora, ammesso che non vi piaccia andare in giro a toccare il culo ai gatti randagi, ammesso che dopo aver toccato un animale abbiate la buona abitudine di lavarvi le mani prima di cucinare e ammesso che non viviate in una colonia di gatti abusiva in un casolare abbandonato … e naturalmente, cosa più importante, ammesso che non abbiate già contratto la toxoplasmosi in precedenza, allora vi si richiede di indossare i guanti quando pulite la lettiera del gatto. Però non toglietevi il piacere delle fusa del micio sul pancione: non fatelo.

FACCIAMO UNA PICCOLA CARRELLATA PER ANDAR VELOCI:

  • Il travaglio inizia quando si rompe il sacco. Falso! Il sacco si può rompere prima, si può rompere dopo, oppure può essere rotto in ospedale dalle operatrici in caso di necessità. Il travaglio inizia con una cascata ormonale che porta le contrazioni a una precisa regolarità.
  • Il primo figlio nasce tardi il secondo nasce prima. Il terzo invece ci manda un fax di conferma, il quarto lo troviamo nella cassetta della posta, il quinto è possibile ordinarlo su Amazon.
  • La luna facilita il parto. Mistero misterioso. La luna influisce sulle faccende “d’acqua” e molte ostetriche sono pronte a giurare che durante la luna piena ci siano più rotture delle acque rispetto al resto del mese. Nonostante questa percezione non esistono studi scientifici che evidenzino una reale correlazione. I dati raccolti, infatti, non sembrano mai sufficienti per esprimersi in merito oltre ogni ragionevole dubbio.
  • In gravidanza si deve mangiare per due. Falso! Se fosse vero non si spiegherebbe perché nei Paesi in cui esiste malnutrizione cronica nascano bambini normopeso.
  • Bevi brodo di pollo che fa latte. Quello di manzo invece fa Cappuccino, quello di verdure invece caffè macchiato. Il passato di verdura, invece, fa minestrina direttamente. Ottimo per lo svezzamento al seno!
  • Non prendere l’aereo! Potrebbe esploderti il sacco. No, tranquille che non esplode niente, accertatevi solo delle regole di ogni compagnia aerea, alcune chiedono la certificazione di buona salute da parte della ginecologa. Ricordatevi, invece, che negli USA non si può entrare durante il terzo trimestre per motivi di Ius Soli. Se si nasce su suolo americano si è americani.

Non toccarti la pancia perché ti partono le contrazioni!

Ah allora risolto! Quando arriva il momento della data del parto presunta (la famosissima DPP) mi basterà toccare la pancia per farmi partire tutto il travaglio! Oh, mica lo sapevo fosse così comodo! C’è un interruttore particolare o è un movimento “ad area”? /FINE SARCASMO.

Se la pancia è alta allora il parto è lontano

In che senso? Se invece vira a destra cosa significa? E se è deforme tipo un Pandoro schiacciato? E se è alta sopra e bassa sotto? E se… e se vi togliete dalla testa questa scemenza è meglio, fidatevi. Conosco donne con pance sotto la gola che stavano travagliando, lasciate perdere.

Tanta nausea e tanto mal di stomaco indicano tanti capelli alla nascita

No, nessuna correlazione razionale tra le due cose. Io sono nata pelata e mia mamma s’è vomitata questo mondo e quell’altro.

Quando tornano le mestruazioni non puoi più allattare: allatteresti “sporco”

Scusa come? No vabbè. Incommentabile e anche un filino denigratoria, come sempre le mestruazioni sono un evento demonizzato a tutti i livelli. Ma come cazzo vi viene in mente? Non esiste commistione fisica tra i fluidi delle mestruazioni e quelli del latte materno, a meno che non abbiate un tubo che collega le poppe all’utero e all’interno ci scorra latte e sangue.

Le donne incinta non possono fare sport

Quest’anno ho fatto tutte le cose che dovevo fare. Solo che ero incinta. Fare sport è molto meglio sia per la mamma che per il bambino”.

Ha risposto così Alysia Montano a chi le chiedeva se fosse difficile praticare lo sport ad alti livelli, mentre si aspetta di diventare mamma. La sua storia dimostra che sì, è possibile. Basta seguire abitudini sane, e allenarsi nei modi e nei tempi giusti. (Fonte)

Una donna incinta non deve andare in piscina, altrimenti prende le infezioni

Se esistono piscine, dalle vostre parti, dove si prendono infezioni … smettete di andarci SUBITO anche se non siete incinte. Una piscina in cui una donna (o un uomo, o un bambino) è a rischio infezioni è una piscina che deve chiudere.

Non puoi fare bagni caldi

Terapia Siberia. Solo acqua ghiacciata possibilmente presa direttamente dalla fonte in alta montagna. Se vi viene la polmonite occhio perché nemmeno potete curarvi. Scherzi a parte, non ci sono motivi per rifiutare un bellissimo, quanto rilassante bagno caldo.

Non puoi avere rapporti sessuali durante la gravidanza

Seh, poi ti danno il premio “Santa Maria Goretti”. SBAGLIATISSIMO! Durante la gravidanza non solo potete fare sesso e masturbarvi, ma il mantenere viva la passione non potrà che fa benissimo al rapporto con il vostro partner. Ci saranno molti motivi per mettere alla prova la vostra unione, non privatevi del piacere dell’orgasmo. E se vi servono idee, io qui ci sono andata bella pesante: leggi questo articolo.

Ecco amici miei, abbiamo cercato di sfatare più miti possibili, ma ce ne sono ancora tantissimi. Mia nonna mi suggerisce di non mangiare il pane perché farebbe venire al bambino la testa grossa, l’altra mia nonna è convinta che non ci si possa lavare per 40 giorni dopo il parto. Alcune amiche inorridiscono quando mi vedono mangiare sushi e sashimi, altre invece pensano che un bicchiere di vino rosso possa solo che far sangue. Alcune credenze sono innocenti, altre invece sono pericolose come quella sulla birra, sul vino o sulle cinture di sicurezza. Molte donne invece vivono la gravidanza come un momento di sole privazioni – anche senza senso – in nome di un “bene superiore”, per esempio quelle che non mangiano il prosciutto crudo stagionato per scongiurare la Toxoplasmosi. Il prosciutto crudo lo potete mangiare anche se siete toxo negative! Basta che lo prendiate di Parma o San Daniele che sono super controllati, il processo di affumicatura non è compatibile con la toxo in nessuna maniera! Il sushi, invece, potete continuare a mangiarlo dove lo avete sempre mangiato e dove vi fidate, ma questo a prescindere dalla gravidanza! L’epatite e altre malattie vanno evitate sempre, non solo quando si è gravide. Se siete sempre attente, se sapete dove andate a mangiare, allora state tranquille.

Se conoscete altre credenze popolari sulla gravidanza e allattamento: scrivetemi!

Lasciatemi un messaggio, mandatemi una mail, contattatemi su Instagram o Facebook, quello che vi pare! Però fatelo perché io sarei felicissima di conoscere e andar a cercar conferma o meno di tutte queste cose che, semplicemente, si tramandano.

Shampora: la mia recensione, finalmente!

Elisa BIanchedi per Shampora

Finalmente ho provato il mio cofanetto Shampora personalizzato e visto che mi sono trovata abbastanza bene ho deciso di parlarvene. Mettiamo in chiaro subito delle cose: 

  1. Shampora non fa miracoli, i miei capelli sono alla frutta dopo la permanente e la decolorazione, quindi non potevo aspettarmi la Madonna di Lourdes. 
  2. Shampora, rispetto ai prodotti da supermercato, ha un costo elevato. Shampoo & balsamo hanno un costo complessivo di 37€. Non sono acquistabili separatamente e non è possibile fare il refill. 
  3. Shampora non è particolarmente ecosostenibile, i contenitori sono in plastica e come già accennato non è possibile richiederne il riempimento. Finito il prodotto si elimina anche il contenitore. Bene, ma non benissimo. 

Shampora è personalizzato?

O almeno è così che viene venduto, non avendo in casa macchinari per l’analisi della composizione non resta che fidarmi di quanto mi racconta il sito internet. Per creare il prodotto in base alle proprie esigenze è sufficiente compilare il form pensato come un simpatico questionario a risposta multipla. Cliccate qui per provare: https://www.shampora.com/consulenza/start. Il procedimento è molto divertente è il dettaglio delle domande lascia immaginare quanto il prodotto possa essere effettivamente creato “su misura”. Per quanto mi riguarda, questo primo passaggio, è divertente e super accattivante: mi sono convinta facilmente una volta arrivata al carrello. Al termine del processo, infatti, si riesce tranquillamente a dare una giustificazione ai 37€ richiesti.

Shampora shampoo

Shampora è senza parabeni? 

Confermo: Shampora è senza parabeni, senza solfati e non viene testato sugli animali. La maggior parte degli ingredienti utilizzati per la creazione del prodotto sono componenti di origine vegetale. In ogni caso, al termine del form di cui vi parlavo sopra, vi sarà restituito un dettaglio di tutti i componenti utilizzati con una descrizione abbastanza precisa degli stessi.  Ho letto sul sito che a breve riceveranno anche una certificazione Bio. Stiamo ad aspettare fiduciosi, ovviamente. 

Shampora funziona?

Sì, Shampora funziona. Dopo due settimane di utilizzo posso dirvi che i miei capelli stanno migliorando (soprattutto le punte che erano letteralmente martoriate) e che invece di lavarli ogni giorno ora posso tranquillamente lavarli ogni 2 giorni. I risultati non si vedono al primo lavaggio, ovviamente, ma dopo un paio di settimane sì. Non scoraggiatevi e lasciate che i vostri capelli si “abituino” e traggano man mano beneficio. Come vi dicevo prima, per i miei capelli ci vorrebbe la Madonna di Lourdes perché li ho davvero trattati malissimo, forse per qualcuno di più disciplinato i miglioramenti dovuti a Shampora si vedranno in tempi più rapidi.  Per ora ho notato una maggiore morbidezza e un maggior volume, quanto alla brillantezza non posso parlare perché – essendo incinta – probabilmente gli ormoni sono una concausa. 

Shampora ha un buon profumo?

Sì e lo puoi scegliere. Il ho selezionato la fragranza dolce e devo dire che ho ottenuto un fantastico profumo di mandorle. Io lo adoro, sono innamorata persa dell’odore delle mandorle. Comunque si può scegliere anche una profumazione agrumata oppure neutro.

Punti migliorabili:

  • Sarebbe carino scegliere il formato della confezione, decisamente. Purtroppo per ora non è possibile cambiarlo, quindi 240 ml per lo shampoo e uguale per il balsamo.
  • Sarebbe carino implementare un servizio di refill in modo tale da rendere tutto il meccanismo più ecosostenibile. 
  • Manca la possibilità di ordinare solo lo shampoo o solo il balsamo, normalmente non mi finiscono MAI contemporaneamente e credo che come me ci siano altre persone. 

Nel complesso, come già vi avevo detto in principio, il prodotto mi è piaciuto e sicuramente continuerò a utilizzarlo. Ho notato che non peggiora la mia psoriasi come altri prodotti, questo si deve sicuramente alla quasi completa assenza di agenti schiumogeni e quindi aggressivi.  Ho deciso di parlarvene proprio perché per me è una svolta, un piccolo passo verso il sogno di una chioma di nuovo sana e splendente. Mannaggia a me e al giorno che m’è venuto in mente di decolorare dopo una permanente. 

Gravidanza e insonnia, come sopravvivere con un semplice click

L’insonnia in gravidanza arriva per diversi motivi; all’inizio sono i bomboni ormonali che ti mandano in botta manco ti fossi tirata mezza Rimini degli anni Novanta, successivamente arriva la scomodità.

Se per le piste ormonali non vi possiamo aiutare (tocca subirle e magari se ne può approfittare per della ginnastica pelvica di coppia), per la scomodità abbiamo trovato un grandissimo rimedio: il cuscino per gravidanza e allattamento.

Ecco a voi la diapositiva sobria e composta di una balena spiaggiata che trova benessere immediato con il suo cuscino a U.

Ma come funziona il cuscino per gravidanza e allattamento? Come può tornare utile?

Il fatto è che quando la pancia comincia a crescere e quando le tette cominciano veramente a diventare dei palloni da calcio con tanto di omologazione UEFA e FIGC, diventa praticamente impossibile trovare una posizione comoda per dormire in pace. Dormire a pancia in giù è certamente off limits, dormire a pancia in su è sempre scomodo e lo diventa ancor di più quando una tetta va Roma e l’altra a Milano, dormire di fianco sembra l’unica soluzione. Ah sì? E la pancia che tira dove la mettiamo? Basta, serve un sostegno. Come vedete dalla diapositiva, il cuscino a U permette di abbarbicarsi completamente, tipo scimmia, in modo tale che ogni parte del corpo in progressiva espansione abbia un certo contegno e non sprofondi nel caos entropico. In poche parole è un cuscino contenitivo per non ritrovare il proprio compagno collassato sotto 76 chili chi massa gravida.

Quanto costa il cuscino per gravidanza e allattamento?

Ce ne sono di diversi modelli, si va dal super economico (più che onesto e dignitoso) a quello super figo mega memory, Quello super economico comunque è quello che hanno regalato a me, quindi vi posso garantire che va benissimo. Sono due notti che dormo come non ho mai dormito prima da tre mesi a questa parte, a momenti pensavo di fare il vento a lavoro per continuare a pisolare in santissima pace.

E cosa c’entra l’allattamento?

Mi sono documentata. Praticamente essendo contenitivo, quando di notte dovrò svegliarmi per allattare Coso, potrò mettermelo a fianco, riparato dal cuscino stesso, in modo tale che Fidanzato Claudio non ci rotoli addosso facendoci sprofondare nel materasso. Non ho trovato immagini esplicative, volevo farvi una diapositiva usando una gatta ma sto andando al pronto soccorso per mettermi 45 punti di sutura in faccia.

Altri usi

Un cuscino a U è utile per tutti i momenti della giornata. Io in questo periodo sto lavorando da casa perché necessito di assoluto riposo per alcune banalissime problematiche che si stanno già risolvendo; per questo spesso avverto mal di schiena e crampi dovuti al mio stare sempre seduta al pc. Il cuscino a U mi aiuta perché essendo provvisto di “braccia” ed essendo molto “direzionabile”, si può modellare secondo necessità trovando sollievo in qualsiasi posizione si cerchi di metterlo.

Benissimo, credo di avervi detto tutto quello che può tornarvi utile per trovare un modo comodo per affrontare la notte. Purtroppo per risolvere l’insonnia quella vera non ho ancora trovato grandi rimedi. Quando gli ormoni pompano nelle casse non c’è molto da fare se non provare con la meditazione, le tisane calde, Netflix, le parole crociate, le pecorelle smarrite e una gran dose di sesso soddisfacente (quando, ahimè è possibile farlo). Il cuscino a U, comunque, a me ha risolto il problema della scomodità e del continuo rigirarmi nel letto alla ricerca di una posizione un po’ meno scomoda delle altre.

Se avete domande, qui sotto è il posto giusto! Condividete le informazioni con le vostre amiche insonni! Probabilmente questo cuscino va bene anche per chi non ha alcuna intenzione di riprodursi ma che non riesce a dormire decentemente la notte.

Come partecipare a un GIVEAWAY online

Pupazzi in regalo Giveaway

In questo blog post voglio darti dei consigli per partecipare in modo corretto a un giveaway, rispettando le regole del buon senso e della buona educazione.

Come si fa a partecipare correttamente a un giveaway?

Molti artigiani si fanno pubblicità sui social e ogni tanto decidono di organizzare dei giveaway per aumentare un po’ la loro fan base, ma anche per ringraziare i vari follower di tanta fedeltà. La mia amica Elena di Vagamente Retrò ne organizza parecchi e qualche volta sono dei successi enormi. Capita però di inciampare in persone davvero maleducate che non comprendono lo spirito dell’iniziativa, rovinando un po’ il clima in generale. Quello che voglio evitarti e di diventare una di queste persone. Ecco a te i 5 consigli per partecipare correttamente a un giveaway!

Regali Giveaway

Cinque consigli per giocare online

  1. Ricordatevi sempre che si tratta di un GIOCO e che il premio in palio non supera 25 euro di valore. In caso li superasse ci sarebbero dei problemi legali, come ho già spiegato ampiamente nel mio articolo Come organizzare un giveaway. Arrabbiarsi, fomentarsi, diventare aggressivi e arroganti rovina lo spirito dell’iniziativa che non è pensata per essere una competizione, ma semplicemente uno strumento di marketing per ampliare un po’ il bacino d’utenza. Non si tratta del gioco della vita, quindi datevela una calmata.
  2. Non siate accumulatrici di roba seriale regalata. Avete presente la gente che nei centri commerciali si mette in coda per arraffare una fetta di torta (di solito super scadente) solo perché è gratis? Ecco, cerchiamo di evitare il tipo, siate decenti. Non mettetevi in fila per partecipare a ogni singolo giveaway pur di vincere qualcosa di gratuito da accumulare in casa. Scegliete i concorsi in base ai vostri interessi e non infilatevi proprio in tutti – tutti – tutti. Date un’immagine di voi davvero indecorosa, soprattutto se utilizzate profili palesemente falsi che utilizzate solo per queste iniziative.
  3. Rispettate le regole per partecipare. Le regole di solito non sono proprio tantissime, chiedono un commento e una condivisione (sono azioni che stanno alla base della diffusione social di un post) quindi tanto vale rispettarle. Se vi vergognate a condividere il post di un giveaway non inventatevi carambole ridicole (“L’ho condiviso ma è sparito!) piuttosto non partecipate che è meglio. Tra l’altro non v’è nulla di male a partecipare a un giveaway ogni tanto, non vergognatevi come ladri (a meno che non facciate parte delle persone descritte nel punto 2)
  4. Abbiate pazienza. Sì, abbiate pazienza. Non abbiate fretta di ricevere il numero per l’estrazione, non abbiate fretta di ricevere a casa il regalo, non abbiate fretta di niente che riguardi il giveaway. Nulla vi è dovuto, si tratta di un regalo e quindi può avere anche tempi biblici perché non vi è nessuno scambio economico alla base. Inoltre non penso che moriate per un ritardo o per una lunga attesa. Riceverete il vostro dono, tranquilli. Siate pazienti, buon dio!
  5. Siate educati. Pare banale, ma pare che no sia ben chiaro a tutti che l’educazione dovrebbe stare alla base di una qualsiasi relazione sociale (analogica o digitale). Non vi è stato dato il numerino? Non vi torna un meccanismo e dovete chiedere informazioni? Non avete modo di controllare qualche dettaglio? Volete informazioni? Ebbene, fate tutte le domande che vi servono ma oltre a osservare il consiglio snocciolato al punto quattro, ricordatevi anche di essere gentili. Le persone non sono qui per esaudire i vostri desideri e se voi avete poche cose di cui occuparvi non è detto che sia così anche per gli altri. Siate educati, ma soprattutto rispettosi.

Se qualcosa va storto …

Leggete i punti 4, 1 e 5 e successivamente provate a parlare con l’organizzatrice. A volte i giveaway si organizzano in collaborazione con qualcuno e non sempre tutti i passaggi vanno a buon fine. Può essere che qualcuno si impegni a rispettare degli accordi e che successivamente scelga di non farlo. Lo so, è molto brutto, ma può succedere soprattutto in questi casi in cui non si prevedono contratti precisi che vincolano le persone (e da un lato direi “per fortuna”). Si può trovare una soluzione, oppure alle volte tutto cade nel nulla. Succede raramente, ma succede.

Prendetela con filosofia.

Spero di essere stata utile soprattutto per aiutare un po’ tutte quelle anime pie che per giorni e giorni si impegnano a organizzare giveaway che puntualmente fanno saltare i nervi anche ai santi a causa della maleducazione altrui.

Condividete, sentitevi liberi!

Battezzare una stella: si può?

Da quando gli umani hanno capito che per accoppiarsi tocca mettere in atto un piano complicatissimo per conquistare la controparte, c’è chi ha pensato di dare il nome dell’amato a una stella. Non è una cosa originale, lo fanno dai tempi delle tigri con i denti a sciabola, ma sicuramente è un gesto di grande impatto: ma si può battezzare una stella? Sì, ma no. Insomma quasi, ma se il vostro obiettivo è conquistare il cuore del vostro grande amore sicuramente non sarà necessario entrare in cavilli burocratici che fanno solo un gran blablabla.

Si può battezzare una stella?

Attenzione: il cielo non è in vendita. L’unico modo per dare ufficialmente il nome a un corpo celeste è scoprirlo. Perciò non esiste nessuna organizzazione (terrestre o extraterrestre) che possa ufficialmente assegnare il nome a una stella e dichiararla di vostra proprietà. Io ve l’ho detto, che sia molto chiaro. Ciò nonostante vi ho detto che è possibile farlo sebbene si tratti di un modo un po’ astratto. Noi l’abbiamo fatto! Volete sapere come e perché?

Una stella è un desiderio

Quando ero bambina passavo l’estate in una località del Lago di Garda con i miei nonni, da giugno a settembre godevo delle notti stellate lontane dallo smog cittadino. La sera io e il nonno stavamo seduti in veranda e lui provava a essere un uomo gentile e affettuoso, ma non gli riusciva benissimo, non sempre. Durante uno di questi tentativi lui mi disse che se guardavo una stella mentre esprimevo un desiderio, questa se ne faceva in qualche modo carico aiutandomi a esaudirlo. I momenti sentimentali che ho vissuto con lui sono davvero pochi (anche perché è morto giovanissimo, un cancro se l’è portato via che non aveva ancora 70 anni), ma me li ricordo bene perché erano davvero insoliti da parte sua. Quindi, facendola breve, sono cresciuta con l’idea romantica che ogni stella potesse custodire uno o più desideri di qualche essere umano sulla Terra. Grazie nonno.

Ecco perché ho “comprato” una stella: ho dato un nome alla custode di un desiderio.

La nostra stella si chiama Flaminia

Pur sapendo che si tratti esclusivamente di un gesto simbolico e di un gioco privo di qualsivoglia validità legale, abbiamo battezzato una stella per regalare un nome alla custode di un desiderio. Abbiamo un certificato! Un certificato che non ha valore in nessun tribunale dell’universo, ma semplicemente un promemoria in cui ci stanno le coordinate della stella per poterla vedere con la strumentazione adeguata. Per il mondo sarà pure la stella numero 1016-801-036, ma per noi è Flaminia.

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Perché battezzare una stella?

Ma se è tutto finto, perché spendere soldi? Perché noi umani siamo fatti così, molto spesso finiamo per destinare parte dei nostri risparmi a cose completamente inutili. Dare il nome a una stella costa quanto regalare un bel mazzo di rose rosse a gambo lungo, le rose si sciupano in un paio di settimane e il battesimo di una stella è una cosa esclusivamente simbolica che non ha scadenza. Perciò la risposta esatta alla domanda “Perché battezzare una stella” è: “perché è carino”.

Come battezzare una stella?

Ci sono moltissime aziende che organizzano pacchetti regalo più o meno costosi, a seconda di quanto si vuole essere scenografici. Si possono spendere cifre astronomiche (ahahaha!) ma anche poche decine di euro. Ma se ciò che vi interessa è una cosa discreta, poco costosa e sufficientemente personalizzabile, allora vi consiglio Etoilez-moi.com

Parlando in soldoni, con Etoilez-moi e con una quarantina d’Euro, in 72 ore vi arriva a casa un certificato, la mappa stellare della costellazione alla quale appartiene la stellina da voi battezzata. Si può anche aggiungere un gioiellino a forma di stella, un testo personalizzato, una confezione regalo e altre opzioni carine. Ma, soprattutto, ce n’è per tutte le tasche. Si tratta del pensiero perfetto per giovani coppie, ammettiamolo.

Ma volete vedere dov’è Flaminia? Eccola!

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[Post in collaborazione con Etoilez-moi]

Cosa scrivere su Facebook? Sette cose da tenere in considerazione

Nel corso del mio tempo speso su Facebook ho imparato tante lezioni (molte a spese mie) e per questa ragione ho deciso di condividere con voi le sette cose che secondo me si devono tenere in considerazione quando si utilizza Facebook con un profilo personale (non aziendale).

  1. Non postare foto di bambini nudi, seminudi o in situazioni imbarazzanti (cambio pannolino, lacrime inconsolabili, capricci…). Il motivo non è difficile da intuire, ma nel caso in cui ci fosse qualcosa da chiarire sappiate che sono stata molto esaustiva qui. Inutile, comunque, postare foto con i volti coperti da imbarazzanti emoticon. Lasciate perdere, evitate e basta. Capiamoci, non sono contro le fotografie dei bambini in rete, sono contro la pubblicazione scellerata senza senso.
  2. Prima di scrivere, pensa. Un’altra banalità? Non direi proprio. Sappi che sei responsabile di quello che scrivi, anche penalmente. Dici una bugia che infama qualcuno? Ne sei legalmente responsabile. Appelli una persona con parole offensive con l’intento di denigrarla pubblicamente? Ne sei legalmente responsabile. Dichiari di aver commesso un reato? Sei anche un coglione. Se ti sembra una cosa assurda, leggi quest’incredibile storia.
  3. Non essere forzatamente cinico e stronzo, è passato di moda. I post rabbiosi in cui si prendono per il culo le persone (celebrando indirettamente la propria superiorità intellettuale) sono out. Ne siamo stati tutti autori almeno una volta, ma la figuretta dell’intellettualoide che guarda tutti dal piano superiore ha rotto un po’ le palle (oltre a essere oramai palesemente molto finta). Se vengono in mente solo cose brutte e acide da scrivere, allora è meglio non scrivere niente.
  4. Non condividere stronzate. Facebook è un posto in cui si può parlare di tutto, fortunatamente, ma c’è modo e modo. Parlare di politica è bello, così come esprimere opinioni in campo musicale, cinematografico e letterario, ma cerca sempre di farlo con cognizione di causa. Se vedi una notiziona incredibile… probabilmente è una fake news e se la condividi contribuisci alla disinformazione. Numeri e dati scritti a caso su immagini rubate da Google, con grande probabilità sono bufale e le puoi verificare subito su un qualsiasi motore di ricerca. Ma anche su alcuni siti molto aggiornati che se ne occupano quasi in tempo reale.
  5. Se devi dire qualcosa a qualcuno usa un messaggio privato o chiamalo. I messaggi apparentemente casuali con riferimenti precisi sono oramai trapassato remoto. Oltre a essere un modo un po’ adolescenziale di usare una bacheca pubblica, in realtà è anche un po’ patetico quando a farlo è un adulto. E sempre in realtà rimangono solo loro a farlo, visto che gli adolescenti Facebook non se lo cagano manco per sbaglio.
  6. Pubblica le cose che ti piacciono (e sbattitene le palle di chi ti prende per il culo). Pubblica ciò che ti interessa e ti caratterizza: che sia una canzone, un articolo dell’Internazionale, un’immagine figa, un locale dove hai cenato… Parla di cose belle e lascia le tue questioni personali fuori. Perché? Perché se sei una persona sensibile è meglio non appendere certi sentimenti in piazza. Valuta tu cosa sia delicato e cosa invece no, ma ricordati che una volta che l’avrai pubblicato sarà di dominio pubblico. Io, per esempio, non comunico mai di essere triste per qualcosa. La tristezza per me è diventata nel tempo una questione molto personale e ho deciso non lasciarla trapelare più attraverso i social network.
  7. La regola aurea: non scrivere post dove ti lamenti di ciò che gli altri scrivono nei loro post solo perché tu ritieni l’argomento in qualche modo inadatto a Facebook. Non ci sono argomenti di cui non si possa parlare, grazie alla libertà di parola, e se qualcuno ti infastidisce con dei contenuti che non ti piacciono … nascondi l’utente dalla tua bacheca e non rompere le palle.

Ma prima di tutto ricorda: proteggi i tuoi bambini e tienili fuori da questa giungla pericolosa.

 

 

 

Come si mette un link su Instagram?

Vuoi condividere un link su Instagram, ma hai meno di 10.000 follower e quindi non puoi far swippare la gente nelle stories? Dai, te la risolvo facile.

10.000 followers si raggiungono solo con la pazienza e il tempo (oppure con i bot e i pod, ma te lo sconsiglio), nel frattempo puoi usare uno stratagemma per condividere i tuoi link.

Il segreto è – rullo di tamburi – LINKTREE! Aprilo qui.

Comodissimo e facile da usare, la schermata è talmente tanto intuitiva che se mi mettessi a spiegarvi l’utilizzo passo passo probabilmente mi sentirei un’idiota. Vado quindi per sommi capi, alle brutte mi scrivete per delucidazioni.

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Ecco la schermata: basta cliccare sign up with instagram e ci si registra, successivamente viene creato un link da inserire nella propria bio, in modo tale che diventi cliccabile. Io l’ho messo così:

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Quel link, dentro il riquadro rosso, riporta alla schermata in cui compaiono tutti i link che volete inserire. Come si inseriscono? Sempre dal pc, sempre dalla schermata che vi compare dopo l’iscrizione. Ecco qui.

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Linktree è uno strumento semplicissimo, veloce e funzionale

Potete scegliere il titolo, il colore dello sfondo della schermata e se attivare, eliminare o modificare il link. Insomma, da qui avete il controllo della landing page del link che avete inserito nella bio. Tutto chiaro? Il programmino, nella sua versione free, vi dice anche quanti click sono stati fatti da Instagram sul vostro link. Così potete monitorare quanto sia effettivamente performante, no? A me questa cosa piace moltissimo.

Come risulterà la schermata finale?

Esattamente come la vedete nello stamp precedente, nella preview alla vostra destra.

Schermata 2018-08-09 alle 14.11.35Sarà molto semplice per i vostri follower, davvero! Certo, swippare nelle storie è una cosa molto figa, ma è un privilegio di chi raggiunge certi numeri.

Nel frattempo potete fare come me! Che ve ne pare? Ho risolto almeno un pochino il vostro problema? Fatemi sapere come vi trovate, io personalmente lo adoro! 

 

Acea con te: emozioni da prima fila

Dopo tanti mesi dall’ingresso in questa casa, io e Fidanzato Claudio abbiamo finalmente deciso di controllare un po’ le tariffe di Acea Energia, sperando in un po’ di risparmio sull’utilizzo della corrente elettrica.

Abbiamo così scoperto il programma Acea con te cioè una vera e propria raccolta punti che mira a fidelizzare il cliente. Io adoro le raccolte punti, così mi sono messa a studiare il sistema e ho scoperto che con Acea Energia si possono accumulare punti per ottenere premi che vanno dagli oggetti per la casa a buoni e voucher per ristoranti ed eventi. Partecipare, dopotutto, sembra semplice: basta iscriversi sul sito aceaconte.it

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Ma perché sto pensando di iscrivermi al programma? Non vi ho ancora parlato dei contest Emozioni da prima filaMi sarà possibile partecipare a contest che mettono in palio occasioni uniche, come per esempio la partecipazione a un concerto con visita nel backstage, oppure un incontro con il proprio calciatore preferito e molto altro ancora. Queste esperienze non si possono comprare!

Iscrivendomi ad Acea con te entro l’8 gennaio mi verranno attribuiti immediatamente 2000 punti sul mio conto personale e successivamente potrò accumularne degli altri con alcuni comportamenti virtuosi. Una volta raggiunto un numero di punti soddisfacente potrò ritirare il premio e … date un’occhiata al catalogo!

Di motivi per affidarmi ad Acea Energia mi sembra di averne a sufficienza, quindi l’unica cosa che mi rimane da fare è iniziare le rapide pratiche di voltura intestandoci, finalmente, anche le bollette della luce della nostra nuova casa.


Clà, ci pensi tu?

Chittesefila, Elì. 


 

Cinque cose da sapere sui call center

Oggi è il primo giorno in cui non faccio più l’operatore di un call center.

Sì, perché nonostante io continui a millantare una zoppicante carriera d’attore, la verità è che mese dopo mese sto collezionando una serie di lavori che, oltre a permettermi di pagare l’affitto – non è vero, con quello che mi hanno dato forse posso permettermi una bruschetta con olio e il sale – mi stanno facendo conoscere mondi finora inesplorati. Così, mentre studio una parte, preparo un provino e mi appresto a iniziare una nuova fantastica avventura come negoziante della 3, volevo raccontare perché d’ora in avanti quando mi chiameranno per propormi una vantaggiosissima offerta Tim, Vodafone, Fastweb o un aspira polvere, metterò da parte ogni astio e perlomeno starò ad ascoltare quanto hanno da dirmi. E dovreste farlo anche voi, davvero.

call-center-2505953_960_720[non è vero, nessuno che lavora in un call center è così felice di farlo]

  1. Nessuno vi chiama perché proprio voi siete particolarmente presi di mira. Gli operatori telefonano da postazioni computer in cui un programma compone automaticamente dei numeri di telefono, fissi o cellulari, con profilazioni molto vaghe. Al limite può distinguere il numero di un privato da un’azienda, ma non fa molto più di così.
  2. I vostri numeri di telefono non vi vengono rubati di notte da malvagi agenti segreti. Una delle cose più comuni che ho sentito è stata “io voglio sapere dove avete preso il mio numero”. La verità, signore e signori, è che siete voi a dare ai call center il vostro numero. Sorpresi? Non dovreste, basterebbe leggere le condizioni di utilizzo e i termini per scoprire che ogni volta che usate il vostro numero di telefono per registrarvi su un sito, su una mailing list, e così via, voi date il diritto di comprare e vendere quel numero a fini commerciali. Il secondo segreto è che non siete obbligati ad autorizzare il trattamento dei vostri dati per questi scopi, infatti di solito avete due caselle da spuntare sui siti di registrazione.
  3. Nessun operatore call center potrà mai “cancellare il vostro numero”. Come spiegato sopra, quel numero è un bene che è stato regolarmente venduto e comprato, e certo non potrà essere un disgraziato davanti a uno schermo a interrompere questa transazione. L’unica cosa che si può fare, in questo caso è iscriversi al Registro delle Opposizioni sul loro sito internet. Non funziona al cento per cento, ma sicuramente è in grado di ridurre il volume delle chiamate.
  4. Il call center non è un hobby. So che questo può sembrare banale, ma vi garantisco che molte volte sembra questa la sensazione diffusa nelle persone che vengono chiamate. Le polemiche più comuni sono “le sembra questa l’ora di chiamare, sono a pranzo!” oppure “ma anche quando sono in vacanza al mare mi dovete disturbare?”. Ora. Mentre voi siete al mare, sdraiati sotto l’ombrellone a gustarvi il rumore delle onde che si infrangono sulla battigia, oppure mentre vi state per mettere a tavola pronti ad assaporare il delizioso pranzetto che vi è stato preparato dopo una lunga giornata di lavoro, sappiate che dall’altra parte del telefono c’è qualcuno che a mezzogiorno e mezza del 21 di agosto è in un ufficio a prendersi vaffanculi in attesa della fine del turno, dopo aver passato le vacanze in un raggio di venti chilometri da casa perché non può permettersi di partire.
  5. I call center non sono associazioni a delinquere, e non passano le giornate a progettare astuti piani su come rubarvi i soldi. Semplicemente, le agenzie di comunicazione prendono accordi con le aziende (telefoniche, di elettrodomestici, creme per il corpo…) con i quali si offrono di vendere i loro prodotti in cambio di una provvigione. Un tempo lo si faceva porta a porta (lo si fa ancora), ora si fa anche con il telefono. Sono gli stessi che hanno gli stand al centro commerciale. Questa è la cruda verità. Non pagate a stare al telefono, e il compito di tutti questi venditori non è ingannarvi, ma riuscire a prendere un bruscolino in più per ogni contratto che riescono a chiudere. E per contratto chiuso intendo che sono riusciti non solo a fare la registrazione, ma che alla fine voi avete ricevuto il prodotto, funzionante, a casa. Altrimenti niente bruscolino.

Queste sono le cinque cose che dovreste sapere sui call center e che spero vi aiuteranno ad affrontare con un sorriso il disturbo che vi può arrecare una telefonata che non durerà più di cinque minuti. Magari non avete alcuna intenzione di cambiare gestore telefonico o comprare un’aspirapolvere, ma almeno avrete dato a chi sta dall’altra parte della linea l’idea di non essere la peggior feccia dell’universo perché ha osato telefonarvi.

Ah, e “buon lavoro” è quanto di più ben accetto si possa dire per concludere la telefonata.