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Prodotti personalizzati per capelli MY Formula: Recensione onesta

Un nuovo prodotto per capelli personalizzato sul mercato: myformula, che faccio lo provo?

Lo provo, ovviamente. Ecco le mie considerazioni e vediamo se riesco a soddisfare tutte le vostre curiosità su questo nuovo lancio. Prima di tutto bisogna fare il test che è sempre la parte più giocosa e ingaggiante di tutte queste nuove linee personalizzate. Poi con me si va a nozze, adoravo i test su Cioè!

Myformula funziona?

La vera forza di questo kit personalizzato è la crema pre-shapoo. In questo prodotto ho trovato un valore rilevante che secondo me merita una menzione particolare. Effettivamente, partendo con questa crema, prima di tutta la normale routine, si hanno degli effetti immediati degni di nota. Questo trattamento preshampoo è utile per districare, io lo applico sui capelli ancora asciutti e già comincio a pettinarli, vado così a eliminare dolcemente i nodi senza strappare. Lascio poi agire una ventina di minuti (sempre 10 minuti in più rispetto a quanto indicato sulle confezioni, perché non si sa mai) ed entro in doccia proseguendo con shampoo e balsamo. La faccenda la replico una volta a settimana, anche due se serve. Questa, a mio avviso, è la vera svolta di Myformula.

Myformula shampoo & conditioner

Lo shampoo non è particolarmente schiumogeno, quindi all’inizio (per chi solito al contrario) tocca un po’ abituarsi. Come per tutti questi prodotti senza agenti dall’effetto chimico super wow immediato, anche per Myformula ci vuole qualche applicazione per apprezzarne gli effetti benefici. In generale ho notato una cute meno infiammata (sapete che soffro di psoriasi) e in generale meno prurito. I capelli, comunque, restano puliti anche per un paio di giorni buoni conservando lucentezza. Non serve, per fortuna, una grande quantità di prodotto. Sul conditioner invece non mi sento di spendere né parole di infamia, né parole di gloria: un balsamo qualsiasi che fa il suo dovere di balsamo.

Myformula prezzi

Anche in questo caso, come per tutti gli altri prodotti personalizzati, non stiamo parlando di merce alla portata di chiunque. Vi lascio uno screen delle proposte, considerate che c’è sempre l’offerta attiva, quindi bene o male ci vogliono circa 50€ per farsi il pacchetto completo (che durerebbe un mesetto).

Myformula ed ecosostenibilità

Approccio etico

Myformula persegue un approccio etico che predilige qualità e freschezza delle materie prime e trasparenza in tutti i processi e a tutti i livelli della filiera. Tutti i suoi prodotti sono ecosostenibili e solubili in acqua, ossia non sono nocivi per la flora marina dopo che li abbiamo sciacquati via ed entrano nello scarico della doccia. Myformula ha anche abbracciato un progetto di responsabilità ambientale grazie alla collaborazione con Treedom: parte dei ricavi viene destinato per piantare alberi in tutto il mondo.

Conclusioni

Rispetto ad altri prodotti personalizzati, Myformula non ha niente da invidiare. Non sono impazzita, ma nemmeno sono rimasta delusa. Di base io mi aspetto sempre tantissimo quando vedo che il prodotto costa molto ed è classificato “di qualità”, ma dovrei imparare a ricordare anche che nessuno shampoo sarà mai miracoloso quanto la Madonna di Lourdes.

Questo articolo è stato liberamente scritto dopo aver ricevuto in regalo il cofanetto Myformula. Non sono stata né pagata, né in qualche modo vincolata da eventuali contratti a scrivere questa recensione. Tra me e il dipartimento marketing di Myformula non esiste alcuna collaborazione in essere.

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Altalene per interni fatte a mano: non solo per bambini!

A volte in una stanza si ha la sensazione che “manchi qualcosa” e se questo qualcosa fosse un’altalena da interni? A volte un pezzo d’arredamento del tutto non convenzionale può conferire all’ambiente “quel tocco in più” che ci vuole. Ma abbandonate l’idea che l’altalena possa essere un oggetto unicamente dedicato all’infanzia, Olena soddisfa bambini da zero a novantanove anni! Ma chi è Olena?

Altalene da appendere al soffitto

Olena è una ragazza originaria dell’Ucraina, ma vive in Veneto con le sue due bambine. Tutti la chiamano Elena. Ha una mano eccezionale e una creatività incontenibile, quindi ha messo insieme le due cose e ha iniziato a creare delle splendide altalene per interni (ma anche per esterni!) sia per i bambini che per gli adulti. Ne confeziona infatti diversi modelli e dà la possibilità di personalizzare praticamente tutto scegliendo tessuti e colori.

I suoi prodotti sono fatti con l’amore di una mamma, come se ogni oggetto da lei confezionato fosse destinato alle sue adorabili figlie. Perciò le sue altalene da appendere sono sicure e realizzate con i migliori materiali in circolazione.

L’altalena fa bene ai bambini

Recenti studi hanno dimostrato come il gioco con l’altalena riesca a stimolare la collaborazione, la coordinazione, l’armonia e la sincronia. Tutte qualità che torneranno molto utili nella crescita, tanto che questo gioco è stato paragonato dai ricercatori a una vera e propria scuola di vita. Questo vale soprattutto se il gioco può essere condiviso con i fratellini, i cugini e i compagni di giochi. Inoltre, per i più piccolini, il dondolio è un richiamo diretto al ventre materno. Le altalene sono utilizzabili durante l’allattamento, regalando alla mamma una posizione molto comoda e aiutandola a tenere il bambino quieto.

Come acquistare un’altalena da interni

Se vi piacciono le foto del modelli che vi ho messo in galleria e vi è venuta voglia di comprarne una, l’unica cosa che dovete fare è contattare Olena attraverso la sua pagina Instagram della quale ovviamente vi lascio il link e il nome @altalena_e_non_solo.

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Come avere i capelli morbidi e lucidi a casa: Tecna Hydracore

La mia ricerca del prodotto perfetto per i capelli è finalmente conclusa. I miei parrucchieri mi hanno fatto provare una linea stupenda di Tecna che ti permette di avere una chioma morbida e lucida anche a casa. Sei pronto a risolvere il tuo problema con i capelli crespi?

Ho rovinato i miei capelli

Ho rovinato i miei capelli ad agosto, quando per gioco ho deciso di decolorarli e farli azzurri per il babyshower del mio bambino. Non avrei mai pensato che la decolorazione potesse rovinarmi così tanto i capelli, a tal punto da dover tagliare molto e organizzare diversi trattamenti (non sempre economici) per non rimanere pelata. Ho già raccontato tutta la storia qualche settimana fa, la trovate qui se vi fa piacere leggerla.

Ho i capelli molto crespi

Nonostante il guaio sia stato risolto, nonostante il colore ora sia decisamente migliorato, purtroppo mi sono rimasti i capelli crespi. Non ho mai avuto questi problemi, devo essere sincera, tra le mille cose che ho sempre detestato del mio corpo i capelli sono sempre stata una grandissima consolazione. Purtroppo, dopo agosto, l’unico modo per non sembrare una scopa era farmi fare la piega in salone. Non molto economico e comunque non esattamente pratico con un neonato da accudire, giusto?

La soluzione per avere capelli bellissimi

Le ho provate tutte, anche Shampora marca della quale vi ho già parlato. Non mi sono trovata male, tanto che per un po’ ho usato quel prodotto accontentandomi di un risultato migliore rispetto a tante altre marche. Bocciato invece Pantene e tutte le sue varianti che promettono miracoli. Una cosa è certa: tutti i prodotti da supermercato non funzionano mai. Ho sperimentato un nuovo prodotto e ora sono qui a consigliarvelo perché effettivamente garantisce un passo ulteriore verso la guarigione definitiva dei miei poveri capelli rovinati e disidratati.

TECNA HYDRACORE

Due flaconi di Tecna Hydracore

Parliamo di Hydracore allora! Intanto se volete specifiche tecniche vi consiglio di visitare il sito ufficiale, dove vi spiegano per filo e per segno tutte le caratteristiche di questo prodotto. Io mi limito a segnalarvi ciò che per me è importante ed è stato motivo di scelta.

  • Basta pochissimo prodotto per ottenere il risultato ottimale; non servono grandi quantità, anzi. Una piccola noce di shampoo e una piccola noce di balsamo sono sufficienti per capelli medio-lunghi come i miei. Niente sprechi!
  • La profumazione è qualcosa di paradisiaco e persiste per due giorni buoni sulla chioma e sulla cute. A me piace moltissimo avere la testa e i capelli profumati, visto e considerato che come vizio continuo ad annusarmi le punte portandomele sotto al naso quando mi concentro.
  • I componenti sono naturali e sostenibili, le plastiche utilizzate per la confezione sono rinnovabili, rigenerabili e sono prive di etichette. Non è testato sugli animali, non contiene siliconi e parabeni, il prodotto è completamente organico ed è made in Italy (Roma).
  • Non mi dà problemi con la psoriasi, per me questo è fondamentale.
  • Si vedono i risultati dal primo lavaggio

In conclusione per me il prodotto è promosso tanto che sono qui a consigliarvelo liberamente (NO MARCHETTE!). Anche se costa un pochino di più rispetto a Shampora ne vale la pena perché si tratta di una selezione decisamente migliore sotto molti punti di vista. Lo shop lo trovate facilmente sul sito ufficiale, in questo momento ci sono anche diversi sconti in atto e vi consiglio di approfittarne un pochino. Altrimenti, se abitate a Centocelle, sappiate che il prodotto è in vendita da Gruppo Max Parrucchieri dove troverete anche professionisti altamente specializzati che sapranno indirizzarvi verso la combinazione migliore. In salone, tra l’altro, potrete anche fare il trattamento completo (costa quanto una normale piega fatta bene) così prima di portarvi i prodotti a casa avete l’opportunità di verificare quanto vi ho raccontato in questo blog post.

Eccoci al termine, spero di avervi dato abbastanza informazioni per convincervi a guardare lo shop di Tecna. Spero anche, ovviamente, di riuscire a risolvere i problemi di tutte quelle persone che con i capelli oramai ci hanno rinunciato! Può sembrare una stupidaggine, ma so benissimo cosa significhi non trovarsi bene con i propri capelli ed esserne in guerra continua. Se ho confortato e dato speranza… fatemi sapere! Baci!

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Shampora: la mia recensione, finalmente!

Finalmente ho provato il mio cofanetto Shampora personalizzato e visto che mi sono trovata abbastanza bene ho deciso di parlarvene. Arriviamo subito al cuore delle vostre curiosità: 

  1. Shampora non fa miracoli, non conosco prodotti che li facciano davvero, ma nel ventaglio dei personalizzati è nel complesso una buona soluzione.
  2. Shampora, rispetto ai prodotti da supermercato, ha un costo da considerare: Shampoo 14€, Conditioner 15€, Prime Mask 18,40€, Leave-In 19€, Active Water 13€. Si può però avere uno sconto del 20% se si sceglie la spedizione ricorrente.
  3. Ottima opzione per le persone che cercano prodotti ecosostenibili e naturali. Tutti gli ingredienti e tutti i prodotti sono certificati Vegan da PETA e Il 98% degli ingredienti è di origine naturale. I flaconi da 250mL sono in plastica già 100% riciclata e nuovamente riciclabile. La iconica box bianca viene stampata ad acqua, processo che la rende completamente riciclabile nella raccolta della carta. L’imballo di pluriball per proteggere i prodotti durante il trasporto è realizzato al 100% in materiali riciclati ed è nuovamente riciclabile. I prodotti sono realizzati solo su richiesta: questo metodo di lavoro si chiama Just In Time (JUT) e consente di avere zero sprechi.

Shampora è personalizzato?

Per creare il prodotto in base alle proprie esigenze è sufficiente compilare il form pensato come un simpatico questionario a risposta multipla. Cliccate qui per provare: https://www.shampora.com/consulenza/start. Il procedimento è molto divertente è il dettaglio delle domande lascia immaginare quanto il prodotto possa essere effettivamente creato “su misura”. Per quanto mi riguarda, questo primo passaggio, è giocoso e super accattivante: mi sono convinta facilmente una volta arrivata al carrello.

Shampora shampoo

Shampora è senza parabeni? 

Confermo: Shampora è senza parabeni, senza solfati e non viene testato sugli animali. Tutti gli ingredienti utilizzati per la creazione del prodotto sono componenti di origine vegetale. In ogni caso, al termine del form di cui vi parlavo sopra, vi sarà restituito un dettaglio di tutti i componenti utilizzati con una descrizione abbastanza precisa degli stessi. 

Shampora funziona?

Sì, Shampora funziona. Dopo due settimane di utilizzo posso dirvi che i miei capelli stanno migliorando (soprattutto le punte che erano letteralmente martoriate) e che invece di lavarli ogni giorno ora posso tranquillamente lavarli ogni 2 giorni.

I risultati non si vedono al primo lavaggio, ovviamente, ma dopo un paio di settimane sì. Non scoraggiatevi e lasciate che i vostri capelli si “abituino” e traggano man mano beneficio. Come vi dicevo prima, per i miei capelli ci vorrebbe la Madonna di Lourdes perché li ho davvero trattati malissimo, forse per qualcuno di più disciplinato i miglioramenti dovuti a Shampora si vedranno in tempi più rapidi.  Per ora ho notato una maggiore morbidezza e un maggior volume.

Shampora ha un buon profumo?

Sì e lo puoi scegliere. Il ho selezionato la fragranza dolce e devo dire che ho ottenuto un fantastico profumo di mandorle. Io lo adoro, sono innamorata persa dell’odore delle mandorle. Comunque si può scegliere anche una profumazione agrumata oppure neutro.

Nel complesso, come già vi avevo detto in principio, il prodotto mi è piaciuto e sicuramente continuerò a utilizzarlo. Ho notato che non peggiora la mia psoriasi come altri prodotti, questo si deve sicuramente alla quasi completa assenza di agenti schiumogeni e quindi aggressivi.  Ho deciso di parlarvene proprio perché per me è una svolta.

Mannaggia a me e al giorno che m’è venuto in mente di decolorare dopo una permanente. 

[Questo post non è un ADV: i contenuti non sono mai stati concordati con Shampora e non ho ricevuto nessun compenso in denaro per quanto scritto]

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Gravidanza e insonnia, come sopravvivere con un semplice click

L’insonnia in gravidanza arriva per diversi motivi; all’inizio sono i bomboni ormonali che ti mandano in botta manco ti fossi tirata mezza Rimini degli anni Novanta, successivamente arriva la scomodità.

Se per le piste ormonali non vi possiamo aiutare (tocca subirle e magari se ne può approfittare per della ginnastica pelvica di coppia), per la scomodità abbiamo trovato un grandissimo rimedio: il cuscino per gravidanza e allattamento.

Ecco a voi la diapositiva sobria e composta di una balena spiaggiata che trova benessere immediato con il suo cuscino a U.

Ma come funziona il cuscino per gravidanza e allattamento? Come può tornare utile?

Il fatto è che quando la pancia comincia a crescere e quando le tette cominciano veramente a diventare dei palloni da calcio con tanto di omologazione UEFA e FIGC, diventa praticamente impossibile trovare una posizione comoda per dormire in pace. Dormire a pancia in giù è certamente off limits, dormire a pancia in su è sempre scomodo e lo diventa ancor di più quando una tetta va Roma e l’altra a Milano, dormire di fianco sembra l’unica soluzione. Ah sì? E la pancia che tira dove la mettiamo? Basta, serve un sostegno. Come vedete dalla diapositiva, il cuscino a U permette di abbarbicarsi completamente, tipo scimmia, in modo tale che ogni parte del corpo in progressiva espansione abbia un certo contegno e non sprofondi nel caos entropico. In poche parole è un cuscino contenitivo per non ritrovare il proprio compagno collassato sotto 76 chili chi massa gravida.

Quanto costa il cuscino per gravidanza e allattamento?

Ce ne sono di diversi modelli, si va dal super economico (più che onesto e dignitoso) a quello super figo mega memory, Quello super economico comunque è quello che hanno regalato a me, quindi vi posso garantire che va benissimo. Sono due notti che dormo come non ho mai dormito prima da tre mesi a questa parte, a momenti pensavo di fare il vento a lavoro per continuare a pisolare in santissima pace.

E cosa c’entra l’allattamento?

Mi sono documentata. Praticamente essendo contenitivo, quando di notte dovrò svegliarmi per allattare Coso, potrò mettermelo a fianco, riparato dal cuscino stesso, in modo tale che Fidanzato Claudio non ci rotoli addosso facendoci sprofondare nel materasso. Non ho trovato immagini esplicative, volevo farvi una diapositiva usando una gatta ma sto andando al pronto soccorso per mettermi 45 punti di sutura in faccia.

Altri usi

Un cuscino a U è utile per tutti i momenti della giornata. Io in questo periodo sto lavorando da casa perché necessito di assoluto riposo per alcune banalissime problematiche che si stanno già risolvendo; per questo spesso avverto mal di schiena e crampi dovuti al mio stare sempre seduta al pc. Il cuscino a U mi aiuta perché essendo provvisto di “braccia” ed essendo molto “direzionabile”, si può modellare secondo necessità trovando sollievo in qualsiasi posizione si cerchi di metterlo.

Benissimo, credo di avervi detto tutto quello che può tornarvi utile per trovare un modo comodo per affrontare la notte. Purtroppo per risolvere l’insonnia quella vera non ho ancora trovato grandi rimedi. Quando gli ormoni pompano nelle casse non c’è molto da fare se non provare con la meditazione, le tisane calde, Netflix, le parole crociate, le pecorelle smarrite e una gran dose di sesso soddisfacente (quando, ahimè è possibile farlo). Il cuscino a U, comunque, a me ha risolto il problema della scomodità e del continuo rigirarmi nel letto alla ricerca di una posizione un po’ meno scomoda delle altre.

Se avete domande, qui sotto è il posto giusto! Condividete le informazioni con le vostre amiche insonni! Probabilmente questo cuscino va bene anche per chi non ha alcuna intenzione di riprodursi ma che non riesce a dormire decentemente la notte.

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Come partecipare a un GIVEAWAY online

In questo blog post voglio darti dei consigli per partecipare in modo corretto a un giveaway, rispettando le regole del buon senso e della buona educazione.

Come si fa a partecipare correttamente a un giveaway?

Molti artigiani si fanno pubblicità sui social e ogni tanto decidono di organizzare dei giveaway per aumentare un po’ la loro fan base, ma anche per ringraziare i vari follower di tanta fedeltà. La mia amica Elena di Vagamente Retrò ne organizza parecchi e qualche volta sono dei successi enormi. Capita però di inciampare in persone davvero maleducate che non comprendono lo spirito dell’iniziativa, rovinando un po’ il clima in generale. Quello che voglio evitarti e di diventare una di queste persone. Ecco a te i 5 consigli per partecipare correttamente a un giveaway!

Regali Giveaway

Cinque consigli per giocare online

  1. Ricordatevi sempre che si tratta di un GIOCO e che il premio in palio non supera 25 euro di valore. In caso li superasse ci sarebbero dei problemi legali, come ho già spiegato ampiamente nel mio articolo Come organizzare un giveaway. Arrabbiarsi, fomentarsi, diventare aggressivi e arroganti rovina lo spirito dell’iniziativa che non è pensata per essere una competizione, ma semplicemente uno strumento di marketing per ampliare un po’ il bacino d’utenza. Non si tratta del gioco della vita, quindi datevela una calmata.
  2. Non siate accumulatrici di roba seriale regalata. Avete presente la gente che nei centri commerciali si mette in coda per arraffare una fetta di torta (di solito super scadente) solo perché è gratis? Ecco, cerchiamo di evitare il tipo, siate decenti. Non mettetevi in fila per partecipare a ogni singolo giveaway pur di vincere qualcosa di gratuito da accumulare in casa. Scegliete i concorsi in base ai vostri interessi e non infilatevi proprio in tutti – tutti – tutti. Date un’immagine di voi davvero indecorosa, soprattutto se utilizzate profili palesemente falsi che utilizzate solo per queste iniziative.
  3. Rispettate le regole per partecipare. Le regole di solito non sono proprio tantissime, chiedono un commento e una condivisione (sono azioni che stanno alla base della diffusione social di un post) quindi tanto vale rispettarle. Se vi vergognate a condividere il post di un giveaway non inventatevi carambole ridicole (“L’ho condiviso ma è sparito!) piuttosto non partecipate che è meglio. Tra l’altro non v’è nulla di male a partecipare a un giveaway ogni tanto, non vergognatevi come ladri (a meno che non facciate parte delle persone descritte nel punto 2)
  4. Abbiate pazienza. Sì, abbiate pazienza. Non abbiate fretta di ricevere il numero per l’estrazione, non abbiate fretta di ricevere a casa il regalo, non abbiate fretta di niente che riguardi il giveaway. Nulla vi è dovuto, si tratta di un regalo e quindi può avere anche tempi biblici perché non vi è nessuno scambio economico alla base. Inoltre non penso che moriate per un ritardo o per una lunga attesa. Riceverete il vostro dono, tranquilli. Siate pazienti, buon dio!
  5. Siate educati. Pare banale, ma pare che no sia ben chiaro a tutti che l’educazione dovrebbe stare alla base di una qualsiasi relazione sociale (analogica o digitale). Non vi è stato dato il numerino? Non vi torna un meccanismo e dovete chiedere informazioni? Non avete modo di controllare qualche dettaglio? Volete informazioni? Ebbene, fate tutte le domande che vi servono ma oltre a osservare il consiglio snocciolato al punto quattro, ricordatevi anche di essere gentili. Le persone non sono qui per esaudire i vostri desideri e se voi avete poche cose di cui occuparvi non è detto che sia così anche per gli altri. Siate educati, ma soprattutto rispettosi.

Se qualcosa va storto …

Leggete i punti 4, 1 e 5 e successivamente provate a parlare con l’organizzatrice. A volte i giveaway si organizzano in collaborazione con qualcuno e non sempre tutti i passaggi vanno a buon fine. Può essere che qualcuno si impegni a rispettare degli accordi e che successivamente scelga di non farlo. Lo so, è molto brutto, ma può succedere soprattutto in questi casi in cui non si prevedono contratti precisi che vincolano le persone (e da un lato direi “per fortuna”). Si può trovare una soluzione, oppure alle volte tutto cade nel nulla. Succede raramente, ma succede.

Prendetela con filosofia.

Spero di essere stata utile soprattutto per aiutare un po’ tutte quelle anime pie che per giorni e giorni si impegnano a organizzare giveaway che puntualmente fanno saltare i nervi anche ai santi a causa della maleducazione altrui.

Condividete, sentitevi liberi!

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Battezzare una stella: si può?

Da quando gli umani hanno capito che per accoppiarsi tocca mettere in atto un piano complicatissimo per conquistare la controparte, c’è chi ha pensato di dare il nome dell’amato a una stella. Non è una cosa originale, lo fanno dai tempi delle tigri con i denti a sciabola, ma sicuramente è un gesto di grande impatto: ma si può battezzare una stella? Sì, ma no. Insomma quasi, ma se il vostro obiettivo è conquistare il cuore del vostro grande amore sicuramente non sarà necessario entrare in cavilli burocratici che fanno solo un gran blablabla.

Si può battezzare una stella?

Attenzione: il cielo non è in vendita. L’unico modo per dare ufficialmente il nome a un corpo celeste è scoprirlo. Perciò non esiste nessuna organizzazione (terrestre o extraterrestre) che possa ufficialmente assegnare il nome a una stella e dichiararla di vostra proprietà. Io ve l’ho detto, che sia molto chiaro. Ciò nonostante vi ho detto che è possibile farlo sebbene si tratti di un modo un po’ astratto. Noi l’abbiamo fatto! Volete sapere come e perché?

Una stella è un desiderio

Quando ero bambina passavo l’estate in una località del Lago di Garda con i miei nonni, da giugno a settembre godevo delle notti stellate lontane dallo smog cittadino. La sera io e il nonno stavamo seduti in veranda e lui provava a essere un uomo gentile e affettuoso, ma non gli riusciva benissimo, non sempre. Durante uno di questi tentativi lui mi disse che se guardavo una stella mentre esprimevo un desiderio, questa se ne faceva in qualche modo carico aiutandomi a esaudirlo. I momenti sentimentali che ho vissuto con lui sono davvero pochi (anche perché è morto giovanissimo, un cancro se l’è portato via che non aveva ancora 70 anni), ma me li ricordo bene perché erano davvero insoliti da parte sua. Quindi, facendola breve, sono cresciuta con l’idea romantica che ogni stella potesse custodire uno o più desideri di qualche essere umano sulla Terra. Grazie nonno.

Ecco perché ho “comprato” una stella: ho dato un nome alla custode di un desiderio.

La nostra stella si chiama Flaminia

Pur sapendo che si tratti esclusivamente di un gesto simbolico e di un gioco privo di qualsivoglia validità legale, abbiamo battezzato una stella per regalare un nome alla custode di un desiderio. Abbiamo un certificato! Un certificato che non ha valore in nessun tribunale dell’universo, ma semplicemente un promemoria in cui ci stanno le coordinate della stella per poterla vedere con la strumentazione adeguata. Per il mondo sarà pure la stella numero 1016-801-036, ma per noi è Flaminia.

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Perché battezzare una stella?

Ma se è tutto finto, perché spendere soldi? Perché noi umani siamo fatti così, molto spesso finiamo per destinare parte dei nostri risparmi a cose completamente inutili. Dare il nome a una stella costa quanto regalare un bel mazzo di rose rosse a gambo lungo, le rose si sciupano in un paio di settimane e il battesimo di una stella è una cosa esclusivamente simbolica che non ha scadenza. Perciò la risposta esatta alla domanda “Perché battezzare una stella” è: “perché è carino”.

Come battezzare una stella?

Ci sono moltissime aziende che organizzano pacchetti regalo più o meno costosi, a seconda di quanto si vuole essere scenografici. Si possono spendere cifre astronomiche (ahahaha!) ma anche poche decine di euro. Ma se ciò che vi interessa è una cosa discreta, poco costosa e sufficientemente personalizzabile, allora vi consiglio Etoilez-moi.com

Parlando in soldoni, con Etoilez-moi e con una quarantina d’Euro, in 72 ore vi arriva a casa un certificato, la mappa stellare della costellazione alla quale appartiene la stellina da voi battezzata. Si può anche aggiungere un gioiellino a forma di stella, un testo personalizzato, una confezione regalo e altre opzioni carine. Ma, soprattutto, ce n’è per tutte le tasche. Si tratta del pensiero perfetto per giovani coppie, ammettiamolo.

Ma volete vedere dov’è Flaminia? Eccola!

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[Post in collaborazione con Etoilez-moi]

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Cosa scrivere su Facebook? Sette cose da tenere in considerazione

Nel corso del mio tempo speso su Facebook ho imparato tante lezioni (molte a spese mie) e per questa ragione ho deciso di condividere con voi le sette cose che secondo me si devono tenere in considerazione quando si utilizza Facebook con un profilo personale (non aziendale).

  1. Non postare foto di bambini nudi, seminudi o in situazioni imbarazzanti (cambio pannolino, lacrime inconsolabili, capricci…). Il motivo non è difficile da intuire, ma nel caso in cui ci fosse qualcosa da chiarire sappiate che sono stata molto esaustiva qui. Inutile, comunque, postare foto con i volti coperti da imbarazzanti emoticon. Lasciate perdere, evitate e basta. Capiamoci, non sono contro le fotografie dei bambini in rete, sono contro la pubblicazione scellerata senza senso.
  2. Prima di scrivere, pensa. Un’altra banalità? Non direi proprio. Sappi che sei responsabile di quello che scrivi, anche penalmente. Dici una bugia che infama qualcuno? Ne sei legalmente responsabile. Appelli una persona con parole offensive con l’intento di denigrarla pubblicamente? Ne sei legalmente responsabile. Dichiari di aver commesso un reato? Sei anche un coglione. Se ti sembra una cosa assurda, leggi quest’incredibile storia.
  3. Non essere forzatamente cinico e stronzo, è passato di moda. I post rabbiosi in cui si prendono per il culo le persone (celebrando indirettamente la propria superiorità intellettuale) sono out. Ne siamo stati tutti autori almeno una volta, ma la figuretta dell’intellettualoide che guarda tutti dal piano superiore ha rotto un po’ le palle (oltre a essere oramai palesemente molto finta). Se vengono in mente solo cose brutte e acide da scrivere, allora è meglio non scrivere niente.
  4. Non condividere stronzate. Facebook è un posto in cui si può parlare di tutto, fortunatamente, ma c’è modo e modo. Parlare di politica è bello, così come esprimere opinioni in campo musicale, cinematografico e letterario, ma cerca sempre di farlo con cognizione di causa. Se vedi una notiziona incredibile… probabilmente è una fake news e se la condividi contribuisci alla disinformazione. Numeri e dati scritti a caso su immagini rubate da Google, con grande probabilità sono bufale e le puoi verificare subito su un qualsiasi motore di ricerca. Ma anche su alcuni siti molto aggiornati che se ne occupano quasi in tempo reale.
  5. Se devi dire qualcosa a qualcuno usa un messaggio privato o chiamalo. I messaggi apparentemente casuali con riferimenti precisi sono oramai trapassato remoto. Oltre a essere un modo un po’ adolescenziale di usare una bacheca pubblica, in realtà è anche un po’ patetico quando a farlo è un adulto. E sempre in realtà rimangono solo loro a farlo, visto che gli adolescenti Facebook non se lo cagano manco per sbaglio.
  6. Pubblica le cose che ti piacciono (e sbattitene le palle di chi ti prende per il culo). Pubblica ciò che ti interessa e ti caratterizza: che sia una canzone, un articolo dell’Internazionale, un’immagine figa, un locale dove hai cenato… Parla di cose belle e lascia le tue questioni personali fuori. Perché? Perché se sei una persona sensibile è meglio non appendere certi sentimenti in piazza. Valuta tu cosa sia delicato e cosa invece no, ma ricordati che una volta che l’avrai pubblicato sarà di dominio pubblico. Io, per esempio, non comunico mai di essere triste per qualcosa. La tristezza per me è diventata nel tempo una questione molto personale e ho deciso non lasciarla trapelare più attraverso i social network.
  7. La regola aurea: non scrivere post dove ti lamenti di ciò che gli altri scrivono nei loro post solo perché tu ritieni l’argomento in qualche modo inadatto a Facebook. Non ci sono argomenti di cui non si possa parlare, grazie alla libertà di parola, e se qualcuno ti infastidisce con dei contenuti che non ti piacciono … nascondi l’utente dalla tua bacheca e non rompere le palle.

Ma prima di tutto ricorda: proteggi i tuoi bambini e tienili fuori da questa giungla pericolosa.

 

 

 

Consigli utili

Come si mette un link su Instagram?

Vuoi condividere un link su Instagram, ma hai meno di 10.000 follower e quindi non puoi far swippare la gente nelle stories? Dai, te la risolvo facile.

10.000 followers si raggiungono solo con la pazienza e il tempo (oppure con i bot e i pod, ma te lo sconsiglio), nel frattempo puoi usare uno stratagemma per condividere i tuoi link.

Il segreto è – rullo di tamburi – LINKTREE! Aprilo qui.

Comodissimo e facile da usare, la schermata è talmente tanto intuitiva che se mi mettessi a spiegarvi l’utilizzo passo passo probabilmente mi sentirei un’idiota. Vado quindi per sommi capi, alle brutte mi scrivete per delucidazioni.

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Ecco la schermata: basta cliccare sign up with instagram e ci si registra, successivamente viene creato un link da inserire nella propria bio, in modo tale che diventi cliccabile. Io l’ho messo così:

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Quel link, dentro il riquadro rosso, riporta alla schermata in cui compaiono tutti i link che volete inserire. Come si inseriscono? Sempre dal pc, sempre dalla schermata che vi compare dopo l’iscrizione. Ecco qui.

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Linktree è uno strumento semplicissimo, veloce e funzionale

Potete scegliere il titolo, il colore dello sfondo della schermata e se attivare, eliminare o modificare il link. Insomma, da qui avete il controllo della landing page del link che avete inserito nella bio. Tutto chiaro? Il programmino, nella sua versione free, vi dice anche quanti click sono stati fatti da Instagram sul vostro link. Così potete monitorare quanto sia effettivamente performante, no? A me questa cosa piace moltissimo.

Come risulterà la schermata finale?

Esattamente come la vedete nello stamp precedente, nella preview alla vostra destra.

Schermata 2018-08-09 alle 14.11.35Sarà molto semplice per i vostri follower, davvero! Certo, swippare nelle storie è una cosa molto figa, ma è un privilegio di chi raggiunge certi numeri.

Nel frattempo potete fare come me! Che ve ne pare? Ho risolto almeno un pochino il vostro problema? Fatemi sapere come vi trovate, io personalmente lo adoro! 

 

Consigli utili

Acea con te: emozioni da prima fila

Dopo tanti mesi dall’ingresso in questa casa, io e Fidanzato Claudio abbiamo finalmente deciso di controllare un po’ le tariffe di Acea Energia, sperando in un po’ di risparmio sull’utilizzo della corrente elettrica.

Abbiamo così scoperto il programma Acea con te cioè una vera e propria raccolta punti che mira a fidelizzare il cliente. Io adoro le raccolte punti, così mi sono messa a studiare il sistema e ho scoperto che con Acea Energia si possono accumulare punti per ottenere premi che vanno dagli oggetti per la casa a buoni e voucher per ristoranti ed eventi. Partecipare, dopotutto, sembra semplice: basta iscriversi sul sito aceaconte.it

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Ma perché sto pensando di iscrivermi al programma? Non vi ho ancora parlato dei contest Emozioni da prima filaMi sarà possibile partecipare a contest che mettono in palio occasioni uniche, come per esempio la partecipazione a un concerto con visita nel backstage, oppure un incontro con il proprio calciatore preferito e molto altro ancora. Queste esperienze non si possono comprare!

Iscrivendomi ad Acea con te entro l’8 gennaio mi verranno attribuiti immediatamente 2000 punti sul mio conto personale e successivamente potrò accumularne degli altri con alcuni comportamenti virtuosi. Una volta raggiunto un numero di punti soddisfacente potrò ritirare il premio e … date un’occhiata al catalogo!

Di motivi per affidarmi ad Acea Energia mi sembra di averne a sufficienza, quindi l’unica cosa che mi rimane da fare è iniziare le rapide pratiche di voltura intestandoci, finalmente, anche le bollette della luce della nostra nuova casa.


Clà, ci pensi tu?

Chittesefila, Elì. 


 

Consigli utili

Cinque cose da sapere sui call center

Oggi è il primo giorno in cui non faccio più l’operatore di un call center.

Sì, perché nonostante io continui a millantare una zoppicante carriera d’attore, la verità è che mese dopo mese sto collezionando una serie di lavori che, oltre a permettermi di pagare l’affitto – non è vero, con quello che mi hanno dato forse posso permettermi una bruschetta con olio e il sale – mi stanno facendo conoscere mondi finora inesplorati. Così, mentre studio una parte, preparo un provino e mi appresto a iniziare una nuova fantastica avventura come negoziante della 3, volevo raccontare perché d’ora in avanti quando mi chiameranno per propormi una vantaggiosissima offerta Tim, Vodafone, Fastweb o un aspira polvere, metterò da parte ogni astio e perlomeno starò ad ascoltare quanto hanno da dirmi. E dovreste farlo anche voi, davvero.

call-center-2505953_960_720[non è vero, nessuno che lavora in un call center è così felice di farlo]

  1. Nessuno vi chiama perché proprio voi siete particolarmente presi di mira. Gli operatori telefonano da postazioni computer in cui un programma compone automaticamente dei numeri di telefono, fissi o cellulari, con profilazioni molto vaghe. Al limite può distinguere il numero di un privato da un’azienda, ma non fa molto più di così.
  2. I vostri numeri di telefono non vi vengono rubati di notte da malvagi agenti segreti. Una delle cose più comuni che ho sentito è stata “io voglio sapere dove avete preso il mio numero”. La verità, signore e signori, è che siete voi a dare ai call center il vostro numero. Sorpresi? Non dovreste, basterebbe leggere le condizioni di utilizzo e i termini per scoprire che ogni volta che usate il vostro numero di telefono per registrarvi su un sito, su una mailing list, e così via, voi date il diritto di comprare e vendere quel numero a fini commerciali. Il secondo segreto è che non siete obbligati ad autorizzare il trattamento dei vostri dati per questi scopi, infatti di solito avete due caselle da spuntare sui siti di registrazione.
  3. Nessun operatore call center potrà mai “cancellare il vostro numero”. Come spiegato sopra, quel numero è un bene che è stato regolarmente venduto e comprato, e certo non potrà essere un disgraziato davanti a uno schermo a interrompere questa transazione. L’unica cosa che si può fare, in questo caso è iscriversi al Registro delle Opposizioni sul loro sito internet. Non funziona al cento per cento, ma sicuramente è in grado di ridurre il volume delle chiamate.
  4. Il call center non è un hobby. So che questo può sembrare banale, ma vi garantisco che molte volte sembra questa la sensazione diffusa nelle persone che vengono chiamate. Le polemiche più comuni sono “le sembra questa l’ora di chiamare, sono a pranzo!” oppure “ma anche quando sono in vacanza al mare mi dovete disturbare?”. Ora. Mentre voi siete al mare, sdraiati sotto l’ombrellone a gustarvi il rumore delle onde che si infrangono sulla battigia, oppure mentre vi state per mettere a tavola pronti ad assaporare il delizioso pranzetto che vi è stato preparato dopo una lunga giornata di lavoro, sappiate che dall’altra parte del telefono c’è qualcuno che a mezzogiorno e mezza del 21 di agosto è in un ufficio a prendersi vaffanculi in attesa della fine del turno, dopo aver passato le vacanze in un raggio di venti chilometri da casa perché non può permettersi di partire.
  5. I call center non sono associazioni a delinquere, e non passano le giornate a progettare astuti piani su come rubarvi i soldi. Semplicemente, le agenzie di comunicazione prendono accordi con le aziende (telefoniche, di elettrodomestici, creme per il corpo…) con i quali si offrono di vendere i loro prodotti in cambio di una provvigione. Un tempo lo si faceva porta a porta (lo si fa ancora), ora si fa anche con il telefono. Sono gli stessi che hanno gli stand al centro commerciale. Questa è la cruda verità. Non pagate a stare al telefono, e il compito di tutti questi venditori non è ingannarvi, ma riuscire a prendere un bruscolino in più per ogni contratto che riescono a chiudere. E per contratto chiuso intendo che sono riusciti non solo a fare la registrazione, ma che alla fine voi avete ricevuto il prodotto, funzionante, a casa. Altrimenti niente bruscolino.

Queste sono le cinque cose che dovreste sapere sui call center e che spero vi aiuteranno ad affrontare con un sorriso il disturbo che vi può arrecare una telefonata che non durerà più di cinque minuti. Magari non avete alcuna intenzione di cambiare gestore telefonico o comprare un’aspirapolvere, ma almeno avrete dato a chi sta dall’altra parte della linea l’idea di non essere la peggior feccia dell’universo perché ha osato telefonarvi.

Ah, e “buon lavoro” è quanto di più ben accetto si possa dire per concludere la telefonata.

 

Consigli utili

Come organizzare un giveaway ed evitare la giveawayer professionista

Non sapete cosa sia un giveaway? Allora partiamo dall’ABC. Un giveaway è una specie di micro concorso dove il proprietario di un brand, di una pagina o di un canale YouTube mette in palio un regalo in cambio di condivisioni e like. Si tratta, sostanzialmente, di un modo come un altro per sponsorizzare i propri canali social senza passare necessariamente per l’acquisto di spazi pubblicitari. Quindi, in buona sostanza, le regole per un giveaway sono semplici: metti il like alla pagina, condividi il post, ti viene assegnato un numero e dopo tot giorni si estrae il vincitore del premio attraverso un sito come random.org.

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Fino a qui immagino che sia tutto chiarissimo. Questa pratica esiste da parecchi anni, quando ero ragazzina e approcciavo a FB (ero al quinto liceo credo) partecipavo sempre e sì, non ho mai vinto una ceppa di minchia. Partecipavo perché molto spesso c’erano in palio cose bellissime come un set di dadi per Dungeons and Dragons, una magliettina di Lovecraft, un libro di Harry Potter e così via. Poi un giorno, un tristissimo giorno, sono arrivati loro: i giveawayer professionisti. Facebook non era un più un posticino per nerd che se la raccontavano, aveva aperto le porte a tutti quanti e di conseguenza anche a coloro che la domenica, al centro commerciale, si fiondano sulla torta tagliata per i clienti poiché è omaggio e allora deve essere mangiata per forza. Il giveawayer professionista non è altro che la versione elettronica di quel soggetto che si fionda su qualsiasi cosa purché sia in regalo. (Fidanzato Claudio ci tiene a farvi sapere che lui è uno di quelli che passa più volte davanti agli assaggi offerti del supermercato al banco frigo per fare incetta e rimediare la cena). Quindi, se prima eravamo in dieci a ballare l’Hully Gully, adesso siamo diventati trentamilioni a ballare l’Hully Gully.

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Ho organizzato solo pochissimi giveaway sulla mia pagina Qui la gatta ci cova e ho scoperto un mondo bellissimo, con una fauna molto vasta e meravigliosa. Esistono infatti persone che dalla mattina alla sera partecipano solo ed esclusivamente a questo genere di concorsi. Non ci credete? Vi assicuro che non è difficile da verificare: questa gente ha dei profili Facebook creati, pensati e utilizzati unicamente per provare a vincere cose. Come riconoscerli? Talvolta è semplicissimo, al posto del cognome hanno la parola “Concorsi”, così che troviamo: Paola Concorsi, Giulia Giveaway, Claudia CampionciniOmaggio e così via. Alcuni di loro sono organizzatissimi, hanno 6/7 profili e partecipano con tutti allo stesso concorso, alcuni hanno nella loro bacheca una vera e propria agenda delle scadenze così che possano tener controllati tutti i giveaway e le relative vincite. Altri ancora partecipano con tutti i profili della famiglia: marito, figli, cane e gatto. Sì, ho visto anche il profilo di un gatto.

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Queste persone cercano di accumulare qualsiasi cosa: orecchini, magliette, borsette, accessori vari, buoni sconto, punti della Parmalat… senza il minimo criterio, andando sulla loro bacheca, infatti, troverete di tutto, ma soprattutto troverete solo quello. Accumulano, taggano, condividono, segnano le scadenze… sono super meticolosi e molto spesso vincono anche. Ma, onestamente, a chi serve tutto questo? Ha senso creare un giveaway per aumentare follower se poi il ritorno sono questo genere di attenzioni? Queste persone, infatti, non sono minimamente interessate alla vostra pagina, al vostro prodotto o al vostro brand. Molto probabilmente toglieranno il like dalla pagina una volta finito il concorso (e lo fanno nel 90% delle volte, credetemi). Ma quindi che vuol dire, che non dobbiamo fare giveaway? No, certo che no. I giveaway vanno benissimo anche se tecnicamente si dovrebbero seguire delle regole ben precise, dettate dalla legge e da Facebook. Di seguito vi inserisco un esempio di concorso fatto da una mia amica, così che possiate capire come va fatto per non violare nulla.


“CONTEST!!! In regalo una pochette Vagamente Retrò. Per ringraziarvi della partecipazione di questi giorni ho pensato di farvi un pensierino e regalarvi una pochette a tema Harry Potter, ma questa volta le condizioni saranno diverse dai soliti giveaway. Innanzi tutto potranno partecipare tutti (evviva!) vi chiederei comunque di evitare di partecipare con doppi profili/profili falsi. In questo caso l’onestà sta in mano a voi! La seconda parte del regolamento diversa è questa: non saranno obbligatori like, condivisioni, tag di amici al fine della vincita, ma se lo fate io ne sarò felicissima, perchè chiaramente più visualizzazioni e like avrò e più contest farò in futuro 😉 e se mettete “mi piace” alla pagina di sicuro non mi offendo! In questo caso vorrei fare in modo che voi possiate essere parte attiva di questo contest, quindi la richiesta per vincere la pochette è ben precisa: in un commento spiegatemi qual è il vostro libro preferito e perchè! (evitate commenti doppi, pena l’esclusione dal contest!) La scelta del vincitore in questo caso non avverrà tramite estrazione, ma sarò io a scegliere il commento che fra tutti voi mi ha più colpito (e non farò parzialità, quindi, a tutte le mie amiche: o mi fate una descrizione davvero convincente del perchè vi piace un libro, o mi spiace, sarà per la prossima volta!) Il vincitore potrà scegliere una delle due pochette in foto a tema Harry Potter, che dopo anni rimane una delle mie saghe preferite. Il premio verrà spedito ovunque voi siate a patto che il domicilio sia in Italia! Quindi fanciulli, apriamo le danze. Il contest chiuderà domenica 13 agosto alle ore 23.00

(ai sensi dell’art. 6 comma 1 lett a) del DPR 430/2001, si precisa che la presente iniziativa, rientra in un progetto-studio in ambito commerciale e industriale e di interesse della collettività. Sicchè, il conferimento agli autori prescelti dei campioni gratuiti, rappresenta il riconoscimento del loro merito personale e costituisce titolo d’incoraggiamento al fine di promuovere nel web la consapevolezza in ambito culturale)


Insomma, per fare un giveaway in modo corretto non si dovrebbe estrarre a sorte il vincitore e non si dovrebbe chiedere in cambio della partecipazione like e condivisioni dalla propria pagina. La legge, sostanzialmente, vieta di organizzare un concorso in piena regola senza la presenza di un notaio (attenzione, le multe per questo scherzo sono salatissime).

Come evitare i giveawayer professionisti?

Intanto rinunciando all’80% di inutile visibilità. Il primissimo concorso che ho organizzato mi aveva fatta schizzare da 100 follower a 700 in meno di due giorni, facendomi tornare a 300 il giorno della chiusura del giveaway. Non ha avuto il benché minimo senso e sono stata anche fortunata perché la vincitrice, tutto sommato, era una signora che non apparteneva alla categoria giveawayer professionisti, ma sicuramente non faceva parte del mio target di pubblico interessato. In buona sostanza ho fatto un errore enorme: mi sono riempita la pagina di persone non interessate a me. Vuoi sapere quanto siano dannose queste persone per il tuo brand? Leggi qui. Questa volta, dicevo, sono riuscita a non ripetere la stessa cazzata, mettendo questa regola nel testo:


1) Non potete partecipare se avete già partecipato ad un qualsiasi altro giveaway nel mese di Agosto. Non ci sono sconti, non ci sono deroghe. 

2) Non possono partecipare i profili fake, ovvero quei profili creati unicamente per partecipare ai giveaway. Per ovviare a questo problema non sarà possibile partecipare con profili creati meno di sei mesi fa e che non presentino un’attività ragionevole.


Onestamente non so se siano due clausole “a norma di legge” però rispecchiano il fatto che ogni contest può avere delle regole di partecipazione che non comprendano condivisioni e like. Per avere idee chiare converrebbe contattare un avvocato e chiedere consiglio nel dettaglio, però per il momento la faccenda sembra oscura anche a loro. A mio avviso, che rimane una mia opinione, potete organizzare tutti i contest che vi pare facendolo con un po’ di attenzione, almeno fino a quando non sarà tutto chiaro e cristallino. C’è infatti anche una questione sul fatto che i concorsi sono legali sui server non italiani, mentre su quelli italiani no. Non ci ho capito molto e non sono riuscita a farmelo spiegare per bene. Ripeto, cercate di prestare attenzione il più possibile e non mettete in palio oggetti preziosi come oro o gemme.

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Comunque sia, ascoltatemi per bene: non vi servono i giveawayer professionisti, quindi lasciate che vi minaccino di togliere il like alla pagina, lasciate che vi mandino peste e corna via messaggio privato, lasciate che sfoghino tutta la loro rabbia per non poter partecipare all’ennesimo contest per vincere l’ennesima cosa alla quale non sono interessati. I giveawayer non saranno mai vostri clienti, mai. Non prenderanno l’oggetto in regalo come un campioncino da provare per un eventuale acquisto, non valuteranno nulla del vostro prodotto, si limiteranno a costatare una vittoria e fine. Voi di queste persone non avete bisogno per far crescere il vostro business, la vostra pagina e i vostri eventuali social collaterali ad essa. Non fate il mio stesso errore: ho passato tre giorni d’inferno con uno di questi soggetti e non intendo ripetere mai più l’esperienza. Anche perché, nella maggior parte dei casi, nemmeno parlano un italiano comprensibile e tocca utilizzare la Stele di Rosetta per comprenderli.

Ricapitolando: non chiedete in cambio nulla per partecipare al contest, non estraete a sorte il vincitore, ma sceglietelo voi in base ad un criterio di vostro gradimento, non mettere in palio oggetti che superino i 25 euro di valore commerciale, non fate partecipare tutti, ma specificate che saranno esclusi dal contest coloro che rispecchiano il profilo del giveawayer professionista. Per farlo vi basterà inserire la clausola che per partecipare non si deve essere in gara da nessun altra parte per tutto il mese corrente. Non perdeteci troppo tempo a discutere, i giveawayer professionisti spesso minacciano e sono anche aggressivi: lanciate loro un pezzo di carne e scappate veloci, oppure fingetevi morti. 

Un piccolo consiglio!

Quando organizzate un giveaway con un’azienda, una casa editrice, un’associazione che non vi lascia la gestione dell’invio del premio, state attenti a specificarlo nel testo. Perché? Perché mi è capitato di organizzare un giveaway con una casa editrice che, a nome estratto, ha deciso di darsi alla macchia facendomi fare anche brutta figura con i partecipanti del concorso. Quindi o vi fate mandare a casa il dono e successivamente lo consegnate voi al vincitore, oppure scrivete a caratteri cubitali che nel tema dell’invio del premio non siete coinvolti in alcuna maniera.

Per domande, insulti, cartoline e zucchero filato sapete dove trovarmi.

Baci al caffè!

Per ulteriori informazioni legali, vi consiglio di seguire questo blog. Mi sembra abbastanza chiaro ed esaustivo.


Pic’s credits: copertina – http://www.blogdicalliope.it/, prima – http://blogrope.com,  seconda – https://www.pixieandjack.co.uk, terza – https://www.youtube.com/watch?v=RCp4dkLz7To. quarta – https://www.youtube.com/watch?v=ixst3ZAvx0s