Cerchi palloncini e allestimento feste a Centocelle? Peter Pan Party è la soluzione

Devi organizzare una festa a tema e non sai che pesci pigliare? Peter Pan Party mette a disposizione tutto ciò che serve per permetterti di festeggiare serenamente senza pensieri! Dal catering, passando per mille palloncini colorati, alla gestione dell’evento: mettiti comodo e gustati la tua festa!

Ci siamo trovati senza una location all’ultimo minuto, non sapevamo più che fare e stavamo per mandare a monte tutti i nostri progetti per il Baby Shower di Cotoletta … ma poi è arrivata Anna in aiuto e ci ha restituito ciò che ci sembrava perduto completamente. Anna è diventata così la nostra Party Planner ufficiale per il Waiting For Cotoletta tanto desiderato: in mezza giornata ha risolto il problema della location e nell’altra metà ha recuperato tutto ciò che serviva per allestire la festa in quattro e quattr’otto. Non abbiamo mai visto lavorare una persona sulla deadline con tanta passione, precisione ed entusiasmo: ne siamo rimasti completamente affascinati.

La location

Non solo Anna ha risolto il problema, ma ha avverato un nostro sogno: avere un parco gonfiabili tutto per noi per un pomeriggio. Il nostro desiderio era quello di tornare bambini insieme alla famiglia e gli amici, lei lo ha reso realtà. Il parco PlayLand è stato a nostro uso esclusivo dalle 16 alle 20, così da poter utilizzare tutti i giochi gonfiabili in sicurezza, sotto la guida di … un adulto più adulto di noi. Siamo stati anche sgridati un paio di volte, la situazione tendeva a scapparci di mano. Inutile dirlo, ci siamo divertiti come dei matti.

L’allestimento e il catering del party

Il tema, come già vi avevamo raccontato era centrato sulla vacanza hawaiana: che dire… Anna ha allestito tutto alla perfezione, rendendo un ambiente giocoso, leggero e divertente adatto persino ai più esigenti. C’erano i palloncini, c’erano le foglie di palma, ci stavano i fenicotteri rosa (e azzurri!!!) e c’erano fiori ovunque. Penso che dalle fotografie sia piuttosto chiaro come non le sia sfuggito assolutamente nulla e come noi ne abbiamo saputo approfittare alla grande. Essendo questo evento una festa pomeridiana, Anna ha organizzato un catering misto dolce e salato, perfetto persino per i miei ospiti con mille intolleranze e allergie (è stata molto attenta e precisa, affidabile al 100%). Pizzette, tramezzini, frutta, yogurt e salatini non sono mancati fino all’ultimo minuto, ma un plauso speciale va alle bottiglie personalizzate con il logo della nostra festa attaccato al posto dell’etichetta della bibita. Non dimentichiamoci la torta scenica, un vero capolavoro sfruttato per un quantitativo di fotografie pazzesco.

Foto di Francesco Loreti

I palloncini gonfiati con l’elio

Allora, tralasciamo pure che qualche palloncino è stato utilizzato da Fidanzato Claudio e soci per modificare la voce e ri-doppiare, con una certa ironia, intere scene de Il Gladiatore. Da Peter Pan sono specialisti dei palloncini, ne troverete di tutti i colori e di tutti i gusti. Anna ha organizzato un’attività molto divertente che abbiamo concretizzato liberando nel cielo una trentina di palloncini azzurri (di varie sfumature) con appesi dei bigliettini riportanti i nostri desideri. Oltre ad essere stato un momento molto divertente, dobbiamo ammettere che l’effetto scenografico era qualcosa di estremamente piacevole alla vista.

Contatti

Se volete organizzare un evento e non siete proprio il re delle feste esiste solo un negozio al quale affidare tutte le fatiche: Peter Pan Party. Una telefonata e non ci pensi più, non ti rimane altro che il diritto di divertirti e di stare con le persone che ami. Se vuoi vedere tutte foto del nostro Baby Shower Hawaiano scorri la gallery!

Un Baby Shower per il nostro bambino

Organizzare un Baby Shower è il mio sogno da quando ho visto il test di gravidanza positivo. Lo ammetto, questo folklore americano mi eccita tantissimo e non riesco proprio a resistere. Tutto molto bello, ma sappiate che organizzarlo in piena regola non è facilissimo e richiede molta pazienza e dedizione. Come un matrimonio? Quasi.

Oggi vi racconto come stiamo organizzando il Baby Shower del nostro bambino, magari le nostre idee e le nostre strategie ecologiche possono tornare utili a qualche lettore. A onor del vero faremo più di un Baby Shower per raggiungere tutte le persone a noi care, in questa sede vi racconteremo la versione romana per i parenti e gli amici di Roma. Potete anche seguire su Instagram tutta l’organizzazione sotto l’hashtag #waitingforcotoletta o direttamente seguendo il nostro profilo @quilagattacicova.

Il tema del nostro Baby Shower

Scegliere il tema è senz’altro la primissima cosa da fare perché in base a questo poi si organizzerà tutto il resto. La scelta del tema è importante perché per essere rispettata poi da tutti deve ricadere su qualcosa di semplice da realizzare. Per esempio se volete fare il tema Star Wars ad agosto in piscina … potrebbe essere difficile! Altrettanto complicato il tema Grease in alta montagna sugli sci. Considerate un po’ l’indole degli invitati e la loro predisposizione a giocare con questi input: non mettere a disagio le persone è fondamentale. Noi siamo andati sul semplice: tema Hawaii per una festa in piscina! Di seguito due immagini suggestive che ci hanno ispirato come punto di partenza: quindi fiori, frutti e colori.

Le decorazioni

Una volta scelto il tema, vanno scelte le decorazioni. Noi ci siamo brutalmente serviti di Google Immagini e di Pinterest per navigare in un mare di idee bellissime che poi abbiamo cercato di realizzare tramite Amazon. Non abbiamo un budget astronomico, quindi per le decorazioni non spenderemo moltissimo. Ci sono alcune cose che però non vogliamo tralasciare tra le quali il photo booth a tema, i palloncini e i festoni. Per i fiori veri sarà difficile reperire le varietà tipiche delle Hawaii, quindi anche in questo caso ripiegheremo sui fiori decorativi in materiale sintetico.

Il menu

Il menu non vi deve stressare, la tradizione vuole che il Baby Shower sia una merenda pomeridiana, quindi non preoccupatevi di primi, secondi, ventimila portate diverse come molte persone già faranno per il battesimo. No, niente di così complicato. Organizzate poche cose, ma carine e che possano accontentare tutti. Noi abbiamo scelto una cosa molto fresca (vista la data e visto il tema hawaiano), quindi serviremo grattachecca romana, spiedini di frutta fresca, sangria, birra, succhi di frutta, yogurt bianco, forse qualche biscotto e in fine (naturalmente) la torta!

Bomboniere sì o bomboniere no?

La risposta a questa domanda ancora non l’abbiamo trovata. Non mi piacciono le classiche bomboniere da nascita con il pupetto con il pannolino azzurro e tutte quelle cosine lì. In generale non mi piace proprio associare il colore azzurro al mio bambino anche se diverse volte mi sono trovata a cedere. Non c’è modo di raggirare questa tradizione cromatica. Tradizione che, giusto per fare un po’ di cultura, non è così antica come si possa pensare. Un tempo, infatti, le cose non stavano così. In un’edizione del 1918 di Earnshaw’s Infants’ Department (fonte qui) si legge:

La regola generalmente accettata è rosa per i maschi e blu per le femmine. La ragione sta nel fatto che il rosa, essendo un colore più deciso e forte, risulta più adatto al maschio, mentre il blu, che è più delicato e grazioso, risulta migliore per le femmine.

Quindi sì, tornando a noi … ancora non abbiamo scelto come gestire questo tema. La bomboniera in genere è un oggetto inutile, costoso e quasi sempre pacchiano perciò non sono molto propensa all’utilizzo. Una cosa carina potrebbe essere un biglietto con una foto Polaroid della giornata… vedremo!

Le attività e l’animazione

Le attività sono importanti, ma non devono scocciare nessuno. In generale ho sempre odiato le animazioni ai matrimoni e mi è sempre rimasto indigesto il deejay che cercava di far ballare/cantare/giocare chiunque gli capitasse a tiro. Preferisco qualche attività semplice che possa essere anche rifiutata da chi non ama questo tipo di divertimento. Nel nostro specifico caso ci sarà:

  1. L’elezione di Mr e Ms Baby Cotoletta Shower ovvero la nomina di colui e colei che hanno saputo interpretare meglio il tema della festa (costume-trucco-acconciatura).
  2. Durante la festa gli invitati saranno liberi di scrivere dei pensierini per il nostro bambino che potranno essere dolci oppure goliardici. Questi verranno prima messi in un grande contenitore e poi letti al termine della festa. Successivamente saranno archiviati nel grande libro dei ricordi per il bambino.
  3. Abbiamo creato una playlist collaborativa su Spotify in modo tale che gli ospiti possano aggiungere direttamente dal loro account le canzoni che vorrebbero sentire, facendo proprio effetto Juke Box.

E basta così, senza esagerare e senza obbligare nessuno. Preferisco dare spazio alle chiacchiere e al divertimento spontaneo, soprattutto perché in età adulta oramai non si ha più molto tempo da passare con gli amici e questi momenti sono molto preziosi.

Materiali Eco-Friendly

Sì, tutto il materiale compostabile costa un pochino di più ma l’idea di produrre rifiuti di plastica proprio non ci andava a genio. Bicchieri, piattini, forchette e cannucce saranno tutte fatte in materiale eco-sostenibile e verranno smaltite nel compost (quindi torneranno alla terra). Abbiamo trovato le varie soluzioni su Amazon e nonostante non ci sia una grande varietà di decorazioni, l’offerta è soddisfacente.

Ed è tutto? Dipende!

Il grosso più o meno è tutto qui, ovvero questo è tutto quello che va sicuramente organizzato. Noi siamo ancora alla ricerca di un fotografo perché la nostra di fiducia per quella data sarà fuori Roma (!!!) quindi dovremo cercare qualcuno del quale fidarci allo stesso modo. Per il resto penso che oramai ci siamo quasi completamente, abbiamo già preparato gli inviti e li abbiamo già spediti a tutti coloro che sono stati chiamati a partecipare alla versione romana. Tra qualche giorno inizieremo anche a spedire quelli per la versione veronese. Che fatica, sì … ma che divertimento!

La lista nascita

Mi stavo dimenticando: sì, lista nascita sì! Nessuno potrà impedire ai vostri amici e ai vostri familiari di acquistare carovane di oggetti per il vostro bambino e questa cosa è davvero bellissima. La partecipazione di tutti è meravigliosa, quindi non siate ipocriti e non mettetevi a scrivere “non regali ma opere di bene”, date la possibilità a tutti di donare qualcosa a questa nuova vita. L’altro lato della medaglia, ovviamente, è l’accumulo di oggetti doppi e inutili, per questa ragione (come ai matrimoni) viene consigliata una lista nascita oramai facilissima da realizzare anche su Amazon. Noi ci siamo divertiti un sacco a compilarla, quando lo fate tenete conto del fatto che la utilizzeranno i parenti e gli amici, quindi non create imbarazzi e mettete oggetti per tutte le tasche.

Bene, da noi è tutto per ora per questo argomento! Non vedo l’ora che arrivi il 25 agosto, devo ammetterlo. Adoro le feste, adoro il tempo passato con gli amici e soprattutto adoro fare cose e attività varie a tema “Cotoletta”. Questo bambino ha riempito già ogni angolo della mia vita e sta portando tantissima gioia e felicità nella nostra famiglia ancor prima di vedere la luce. Devo essere onesta, non avrei mai creduto a tutto questo se qualcuno me lo avesse raccontato 5 o 6 anni fa!

Giveaway – Buon compleanno Blog!

Il nostro blog compie 2 anni e anche quest’anno abbiamo deciso di festeggiare con quella manciata di amici virtuali che oramai ci segue con tanto affetto. Siete pochi sì, ma ci siete molto cari! So che dopo aver scritto “giveaway” è difficile mantenere la vostra attenzione, tuttavia ci prendiamo due righe – giuro solo due! – per ringraziarvi e per aver fatto in modo che questo piccolo blog (da qualcuno definito “cesso di casa”) sia per noi unicamente fonte di divertimento e di svago . A noi il nostro blog piccolo come una toilette piace tantissimo e fina a quando non ci saremo stufati continueremo ad alimentarlo con le nostre piccole avventure.

Detto questo …

Come si partecipa al giveaway?

Facilissimo, vi abbiamo preparato una scalettina da seguire per non sbagliare, una sorta di check list. Vi chiederemo di seguire tutti i nostri amici che in questi due anni ci hanno supportato, in caso già non li conosceste, così magari potrete incontrare idee nuove e tematiche fresche! Non siete obbligati a seguire tutti per sempre, ci basta che seguiate almeno fino al termine del concorso, giusto per dare loro una possibilità: siamo sicuri che vi cattureranno e che non li lascerete più!

To do and check list

[NON OBBLIGATORIO] COSA FARE SU INSTAGRAM:

  • Seguite @vagamenteretro
  • Seguite @nanabianca_blog
  • Seguite (ovviamente) @quilagattacicova
  • Lascia una story in cui avvisi di questo giveaway

[NON OBBLIGATORIO] COSA FARE SU FACEBOOK

[NECESSARIO PER L’ASSEGNAZIONE DEL NUMERO]… PER CONCLUDERE

  • Commenta questo post dicendo qual è stato il tuo articolo preferito e aspetta pazientemente che ti venga assegnato un numero

Cosa si vince?

Quest’anno il premio lo gestisco io, unicamente io, soltanto io quindi eventuali ritardi, dimenticanze oppure orecchie da mercante saranno esclusivamente una mia responsabilità. Il vincitore riceverà un buono Feltrinelli del valore di 20 euro, un buono digitale che arriverà direttamente nella casella di posta.

Scadenza concorso: 30 aprile ore 20:00 – in vincitore verrà estratto nei giorni successivi a seconda degli impegni e del tempo necessario per assegnazione numeri ed estrazione.

Buona fortuna a tutti!


Piccola nota: non farò il carabiniere e non vi verrò a controllare con la pistola, ma confido nella vostra correttezza e nella voglia di festeggiare più che in quella di portarvi via un buono di 20 euro da spendere in una libreria. Spero siate persone corrette e che non usiate 3000 account falsi per aggiudicarvi un pensierino di poco valore, non stiamo regalando un viaggio per due persone a Cuba. I giveaway si fanno per festeggiare, per farsi conoscere e per far “girare l’idea”, sicuramente non hanno lo scopo di arricchire nessuno. Se è il vostro primo giveaway o se volete sapere come secondo noi dovreste comportarvi per essere corretti andate a leggere il post in merito.

Eclissi totale di Luna, conosciamo meglio l’astrofila Selene Dall’Olio

L’incontro con Selene Dall’Olio è stato decisamente casuale, bazzicavamo entrambe in un gruppo di Facebook dove lei, ad un certo punto, aveva raccontato di questa sua passione e dell’attività che svolgeva con l’associazione Reating. Al tempo cercai di organizzarmi per presenziare a un suo evento, ma è stato un inverno davvero sfortunato (zampe che si rompono, imprevisti economici e via dicendo) così non abbiamo mai organizzato l’avventura che io e Fidanzato Claudio volevamo affrontare con questa astrofila. Ebbene, finalmente il momento è arrivato e non vediamo l’ora di tuffarci insieme a lei alla scoperta dell’eclissi totale di Luna di cui si parla tanto (e si straparla purtroppo) su tutti i social media possibili immaginabili (e non solo). Per informazioni sull’evento potete cliccare qui, ma è già tutto sold out quindi – nel caso  potete solo inserirvi nella lista d’attesa e sperare che qualcuno rinunci.

Per prepararci l’abbiamo intervistata, anche per conoscerla meglio. Mancano pochi giorni all’evento e non stiamo nella pelle! Abbiamo già lo zainetto delle avventure in spalla, belli pronti a essere sparati nel cielo tra le stelle. Inutile dire che per convincere Fidanzato Claudio è bastato dire che erano presenti ben due telescopi per osservare il movimento dei corpi celesti, ci vorrà un atto di forza per scollarlo da quegli affari e lasciare il posto anche agli altri partecipanti. Io non ho mai guardato dentro a un telescopio e oramai sono giorni che mi faccio dei film assurdi su come sarà quest’esperienza: che volete farci, mi emoziono.

Schermata 2018-07-24 alle 16.44.17.pngCosa ci farai vedere esattamente il 27 luglio? 

Un’eclissi di Luna totale. Totale, perché l’intera superficie del disco lunare sarà oscurata dal cono d’ombra proiettato dalla Terra che si troverà fra il Sole e il nostro satellite naturale.
Sarà un’eclissi speciale, molto lunga (103 minuti solo di totalità”) per due motivi: il primo è che la Luna si trova all’apogeo, ovvero nel punto dell’orbita più lontano dalla Terra; il secondo perché la Luna si troverà quasi perfettamente al centro del cono d’ombra, sfruttandolo per intero. Nello stesso momento osserveremo il pianeta Marte in Grande Opposizione. Molto semplicemente: prendendo come punti di riferimento la Terra, il pianeta Marte si troverà nella posizione opposta rispetto al Sole, rendendolo particolarmente brillante. Inoltre Marte si troverà al perielio, ovvero  nel punto della sua orbita più vicino al Sole, fattore che lo renderà ancora più luminoso.

Perché hai scelto come location il Parco degli Acquedotti? 

Perché ho voluto trovare uno spazio aperto ma allo stesso tempo suggestivo per far vivere ai partecipanti l’eclissi “del secolo” nella maniera più emozionale possibile.

Qual è la tua “missione personale”?

Mantenere i neuroni attivi e piantare semini di curiosità in chi ha voglia di ascoltarmi per aprire quanto più spazio mentale possibile al pensiero scientifico.

Quando è nata la passione per l’astronomia?

Da bambina, quando mio fratello mi fece dono di un piccolo libretto che conteneva informazioni sugli oggetti dello spazio e cartine astronomiche. Passavo le notti estive sul balcone, in attesa che sorgessero le stelle più luminose per riconoscerle sulle mappe del cielo. L’ho ripresa poi molto più avanti con gli anni, a seguito di un periodo di inattività lavorativa, per crearmi un hobby che poi è diventata, appunto, una missione oltre che una passione. Mi sono messa in gioco, ho sperimentato e mi sono buttata. Sembra funzionare.

Che studi hai fatto?

Sono un addetto agli uffici turistici, ma non ho mai sfruttato il diploma.
Allo scopo di perseguire la mia passione per l’astronomia ho frequentato la Scuola di Astronomia dell’Associazione Tuscolana di Astronomia, che mi ha poi consentito di diventare divulgatrice scientifica (o science speaker come va tanto di moda adesso)

Che lavoro fai adesso?

Sono disoccupata da qualche anno.

Ultima domanda, scema ma divertente, tu credi nell’astrologia? Perché? 

Ovviamente no, poiché l’unica influenza che esercitano gli astri sull’essere umano è la forza di gravità! Ma se vuoi, posso darti la spiegazione scientifica!

Che dire, le chiederemo la spiegazione scientifica quando la conosceremo di persona e chissà quali altre domande assurde ci verranno in mente … tipo: siamo soli nell’universo oppure ci ignorano volontariamente? 

Questo e molto alto rimanendo sintonizzati venerdì 27 luglio dalle ore 19 sui nostri canali social, in particolar modo – molto probabilmente – sulle nostre Instagram Stories.

Siete pronti? 

GIVEAWAY – Blogcompleanno!

Oggi è il nostro BLOGCOMPLEANNO

cake-smash-2485718_640… e vogliamo festeggiare con tutti voi che ci seguite da un sacco di tempo, da ben 365 giorni! Una grande festa ha bisogno di un grande regalo e visto che voi ce ne fate tantissimi ogni volta che passate da queste parti, adesso tocca a noi omaggiarvi come si deve! Per questa ragione abbiamo messo in palio due tee firmate Vagamente Retrò una tema Piccolo Principe l’altra a  tema Harry Potter. Il primo estratto potrà scegliere quale delle due, il secondo estratto prenderà l’altra! Scopri il tema Piccolo Principe cliccando qui. Scopri il tema Harry Potter cliccando qui.

Come partecipare

  1. Mettete un like alla pagina Facebook di Vagamente Retrò
  2. Mettete un like alla pagina Facebook della Gatta
  3. Condividete questo blog post sul vostro profilo Facebook taggando qualche amico che potrebbe essere interessato al premio (…e anche al blog, mi raccomando!)
  4. Commentate questo post a vostro piacimento, basta che scriviate qualcosa per far sì che io vi possa assegnare il numero
  5. Attendete, per l’appunto, che io vi assegni il numero

Estrazione

Il giveaway rimane aperto fino al 1 Maggio, quando scriverò arbitrariamente STOP sotto ai commenti. Da quel momento lì in poi non sarà più possibile partecipare. Verrà estratto un numero a sorte usando il sito random.org e il vincitore sarà contattato privatamente da Vagamente Retrò per l’invio del pacchetto.

cupcakes-690040_640.jpg

Raccomandazioni

Il Giveaway inizia solo quando ci saranno i primi 10 commenti, in assenza del numero minimo entro il 1 maggio non si potrà procedere con l’estrazione. Io ed Elena, per quanto “buontempone” non abbiamo materialmente il tempo di controllare tutti i partecipanti, ma faremo dei controlli a campione. Visto che comunque si tratta di un ambiente amichevole e familiare non saremo marescialli, ma voi non fate i briganti. Si tratta di un regalo che mette in luce le capacità di un’artigiana sorprendente, tenetene conto se sarete così fortunati da riceverlo. Potete ammirare le creazioni della mia amica andando a questo link: Vagamente Shooting Retrò.

PRONTI … ATTENTI … VIA!

BUONA FORTUNA A VOI E BUON COMPLEANNO A NOI!

 

 

Antea Onlus: il regalo solidale che rende felici tante persone

Calza-722x1024Natale è un momento frenetico per tutti, lo sappiamo. Corriamo come disperati a destra e a sinistra alla ricerca del regalo perfetto per ogni componente della nostra famiglia. Giustamente non vogliamo deludere nessuno, ma non vogliamo nemmeno spendere troppi soldi, tenendo sempre in considerazione la paura folle di toppare di brutto.

Non c’è una formula magica per il regalo perfetto, tuttavia posso aiutarti se devi arrangiare dei presenti per i tuoi colleghi oppure per il capo ufficio, ma – perché no – anche la vicina di casa e l’amica del cuore!

Antea Onlus è un’associazione romana che si occupa di garantire ai pazienti in fase avanzata di malattia una qualità della vita dignitosa, prendendosi cura di loro a domicilio. L’attività di questa associazione nata nel 1987 si basa sulle cure palliative, ovvero un  approccio multidisciplinare che prevede un supporto psicologico, riabilitativo, sociale, spirituale e legale oltre all’assistenza medico-infermieristica. I principi che muovono lo spirito dell’associazione sono tre e sono così articolati:

  1. L’accesso alle cure palliative è un diritto umano inviolabile che deve essere garantito ovunque si trovi la persona malata e a prescindere dalla sua condizione sociale ed economica
  2. La sofferenza e l’abbandono non devono cancellare la dignità della persona
  3. I pazienti in fase avanzata di malattia sono persone con qualcosa di unico da condividere

Trovandomi perfettamente in linea con questo approccio molto articolato e con i principi che hanno dato vita all’associazione,  ho deciso di supportare la campagna natalizia di Antea, attraverso la quale si raccoglieranno i fondi per mantenere le attività dell’associazione stessa. L’assistenza di Antea al paziente è garantita 24 ore su 24 da professionisti qualificati; stiamo parlando di 15 medici, 29 infermieri, 15 operatori socio sanitari, 2 ausiliari, 2 psicologi, 1 assistente sociale, 3 fisioterapisti, 1 assistente spirituale, 1 terapista occupazionale e più di 100 volontari.

Se anche tu, come me, senti particolarmente vicino questo tema, allora dovresti cominciare a pensare in modo diverso ai regali di Natale di cui parlavano in apertura. Ogni anno io cerco due associazioni alle quali destinare una parte dei miei guadagni mensili, generalmente sceglio un’associazione locale e una internazionale. Non è un gesto di cui parlo per vantarmi, ma semplicemente perché dicembre è il mese in cui guadagno mediamente un po’ di più e mi è più semplice contribuire alle cause in cui credo.

Perciò dai un’occhiata alle proposte creative di Antea Onlus per i regali di Natale, sicuramente troverai quello adatto per la tua collega alla quale piace mangiare casereccio, oppure alla creativa che ti abita di fronte che adora i biglietti alla “vecchia maniera” quelli ancora scritti a mano, ma anche per zio e zia ai quali piace tanto andare a teatro! Visita il sito. Ti ricordo che essendo un regalo solidale la spesa e deducibile/detraibile a norma di legge.

Oltre ai bigliettini bellissimi, troverete ingressi per il teatro e cestini con prodotti gastronomici. Di questi voglio farvi uno spoiler prima che andiate a vedere sul sito:

Confezione VERDE (€ 20,00)
Tagliatelle di Campofilone, ceci, noci, lenticchie, sugo al basilico.
Confezione ROSSA (€ 30,00)
Calamarata, quadrucci, ceci, bastoncini mandorlati, pomodori secchi e una bottiglia di vino rosso.
Confezione ARGENTO (€ 50,00)
Tagliatelle di Campofilone, lenticchie, calamarata, bastoncini mandorlati, quadrucci, pomodori secchi, ceci,noci, sugo al basilico, bottiglia di vino rosso e un ciondolo realizzato dai nostri pazienti.

Penso sia inutile dirvi che la Confezione Argento è già mia e la porterò dritta dritta alla mia mamma che adora i bastoncini mandorlati e il vino rosso. Quest’anno infatti ho deciso che farò solo regali solidali perché di regalare inutili cianfrusaglie sono proprio arcistufa!

E tu? Cos’hai deciso? 

Pacchetto-800x1134

Segui le attività di Antea Onlus anche su Facebook

Il buono nel bello, i migliori vini italiani

Luca Maroni, analista sensoriale di fama internazionale per il suo rivoluzionario approccio alla degustazione dei vini, porta a Frascati “I migliori vini italiani”: una kermesse di tre giorni che unisce poesia, letteratura, musica e vino per dare vita a un evento unico.

… e noi non potevamo certo mancare. Quindi per prima cosa ringraziamo Belinda Bortolan, responsabile ufficio stampa di Luca Maroni, e Stefania Zagari sua collaboratrice, per l’invito.

23032779_10156799745968957_5320153115148690929_n.jpg

Nella fantastica atmosfera dei Castelli Romani, nel cuore di Frascati c’è una location mozzafiato: Le mura del Valadier. Da lì, in quel posto magico, si può godere di un panorama unico fatto di luci e tantissima storia. Storia che si respira ad ogni passo all’interno delle mura del Valadier, grazie anche all’allestimento di questo prestigioso evento che vede come tema centrale il buon vino, l’arte e la poesia.

LUCA MARONI - I MIGLIORI VINI ITALIANI (2)

Io, gli Aristogracchi, La Capocciara e Roberta Zioni abbiamo ricevuto l’invito per presenziare alla premiazione dei migliori vini del Lazio, premio conferito da Luca Maroni in persona, autore della voce “degustazione del vino” dell’Enciclopedia Treccani (questa volta non è una battuta). Di questa persona, per dare una descrizione completa, toccherebbe scrivere almeno una ventina di articoli. La sua fama, come degustatore di vini, è nota a chiunque del settore, anche solo per aver dato vita a un metodo innovativo e oggettivo per comprendere il vino, i suoi profumi, la sua integrità e il suo equilibrio. Come egli stesso spiega, ha cercato di rivoluzionare il rapporto tra l’uomo e il vino esattamente come Martin Lutero rivoluzionò il rapporto tra l’uomo e Dio. Questo, signori miei, la dice lunga sulla considerazione che questa persona ha del vino come prodotto, o meglio dire, come opera d’arte.

LUCA MARONI - I MIGLIORI VINI ITALIANI PRESENTAZIONE

E noi, Quattro gatti al lardo, abbiamo avuto l’onore (perché di onore si parla) di sentir parlare quest’uomo dalla cultura infinita, dal ricco lessico, in grado di creare immagini e sapori utilizzando unicamente le parole. Non mi era mai capitato di avvertire l’utilizzo di tutti i miei cinque sensi a partire unicamente dall’udito. Sono tornata a casa con qualcosa di inaspettato, oltre che a moltissime informazioni sui vini della regione che oramai è la mia da un anno a questa parte. Dopotutto, diciamolo, per una veneta è davvero difficile mostrare un minimo di umiltà davanti al vino di Frascati, ma ho dovuto rivedere la mia posizione e ammettere che in questa regione le cose stanno cambiando davvero. Se prima “Frascati” era una provenienza quasi da nascondere, da scrivere in piccolo, ora invece torna finalmente ad essere un valore aggiunto.

2017-11-03 21.27.08Vi state chiedendo se ho assaggiato un vino migliore dell’Amarone di Farina? No, non l’ho trovato, ma posso dirvi che in un caso specifico ho assaggiato qualcosa di altrettanto dignitoso. Il Montiano della famiglia Cotarella. Si tratta del prodotto di punta dell’azienda Falesco, riconosciuto come uno dei più grandi vini rossi innovativi italiani. Cuorisi? Cliccate qui per saperne di più. Io vi dico soltanto che raramente m’accorgo dei dettagli quando si tratta di vino, ma in questo specifico caso ho avvertito immediatamente il sapore delle more e della vaniglia. Assaggiare questo vino è stata un’esperienza sensoriale meravigliosa, tra l’altro mi tocca anche ringraziare Vegan Magnete perché è stato lui a suggerirmi lo stand.

Ma suppongo che adesso vogliate sapere cosa abbiamo mangiato, d’altra parte se i Quattro gatti al lardo non ci lasciano lo zampino nelle cucine, che divertimento c’è? Ebbene, non vi deluderò, anche in questo caso abbiamo avuto pane per i nostri denti.

2017-11-03 21.41.12.jpg

Ci è stato servito un piatto di rigatoni con la coda alla vaccinara, da quello che ho capito da quando abito a Roma credo sia praticamente un piatto tradizionale quanto prestigioso. Io so soltanto che solo a sentirlo nominare Gli Aristogracchi e Vegan Magnete si sono illuminati a festa. Come i bambini a Natale, praticamente. Oltre al primo, ci è stato servito anche un insolito secondo, sempre a base di coda. Onestamente, il piatto era talmente tanto raffinato che non vorrei proprio dire scemenze sulla composizione. Però, fidatevi di me, non ho mai assaggiato degli abbinamenti così particolari e io non sono un’amante della coda, sia chiaro. Temo che vi lascerò con la curiosità, perché quella barchetta che vedete nella foto è praticamente una delle migliori esperienze gustative dell’intera manifestazione.

Spero di avervi incuriositi a sufficienza per farvi prendere la macchina e andare a fare un salto a questa manifestazione ben costruita e ben organizzata. Vi lascio quindi di seguito delle indicazioni precise sull’evento.

Nella magnifica cornice dei Castelli Romani, dal 3 al 5 novembre 2017, nella nobile Frascati, patrocinato dal Comune di Frascati, promosso dal Consorzio Tutela Denominazioni Vini Frascati e in collaborazione con il GAL – Gruppo di Azione Locale – Castelli Romani e Monti Prenestini, torna la più importante manifestazione dedicata al mondo del vino firmata da una delle più autorevoli firme dell’enologia italiana: IL BUONO NEL BELLO – I MIGLIORI VINI ITALIANI di Luca Maroni. Nelle sale de Le Mura del Valadier, sullo spettacolare belvedere di Frascati, saranno presenti le più importanti aziende vitivinicole del Lazio che presenteranno l’eccellenza della loro più recente produzione: 240 le etichette in degustazione, oltre 40 le Cantine aderenti, migliaia le bottiglie che verranno aperte e innumerevoli i calici che si serviranno. La manifestazione è aperta al pubblico, con tre giorni di degustazioni non stop e l’avvicendarsi di laboratori sensoriali dedicati al vino e ai prodotti del territorio: nel prezzo dell’ingresso sono compresi gli assaggi, il bicchiere e la partecipazione a tutte le iniziative collaterali. Saranno presenti all’apertura della manifestazione il Sindaco di Frascati Roberto Mastrosanti, l’assessore alla Cultura Emanuela Giusti, il Delegato all’Agricoltura Basilio Ventura, i Sindaci dei Comuni Dei Castelli Romani, il Presidente della Comunità Montana Damiano Pucci, il Presidente del Gal Giuseppe Righi, il Presidente del Consorzio per la Tutela delle Denominazioni Vini Frascati, Paolo Stramacci. Invitati, ma ancora non confermati, il Presidente della Regione Lazio Luca Zingaretti e Carlo Hausmann, Assessore all’Agricoltura della Regione Lazio.

Di nuovo, si ringrazia l’ufficio stampa di Luca Maroni per l’invito, Luca Maroni per l’accoglienza,  Stefania e Belinda per la fantastica introduzione all’evento.

 

 

Instagram photo contest Qui la gatta ci cova. And the winner is… Wafertubo!

Questo mese, il contest #quantosonohygge2017 non è andato benissimo come il precedente, ma devo ammettere che la colpa è soltanto mia. Purtroppo ho avuto pochissimo tempo e si sono raccolte pochissime immagini. Tuttavia ho deciso che, nonostante sia andata storta, lo spettacolo deve continuare e ho scelto quella che per me era la foto più bella. Vince così la fotografia di Wafertubo che secondo me rappresenta benissimo la tematica scelta da Ritarda.Daria. Per chi già non lo facesse io consiglio caldamente di seguirle entrambe su Instagram (se cliccate i nomi vi ho linkato le loro gallery).

Altre foto molto carine dello stesso tema sono state inviate da Wanderwall_ale  e da I pasticci di Terry. 

hygge.png

Attendiamo quindi che Wafer (oppure Gelsomina) ci comunichi quale sarà il tema di novembre e introduciamo una sorpresa in più. Ci saranno ben due premi, due copie di un libro che ho recensito (e che viene gentilmente messo in palio dall’autrice). Allora rimanete in campana perché le regole del contest e la tematica (comprensiva di hashtag) verranno comunicati direttamente sul mio profilo Instagram (nelle storie) e se ancora non mi seguite, mi trovate qui.

Il motivo di questi contest? Scovare nuove persone da seguire, conoscere nuovi profili e magari iniziare qualche nuova collaborazione. Instagram è un posto bellissimo, dove si possono trovare fotografie che lasciano senza parole, tuttavia spesso non abbiamo idee e la nostra home page finisce per essere un po’ noiosa. In questo modo magari troviamo qualcuno di nuovo e interessante da seguire, no? Provateci, magari qualcuno sta cercando proprio voi.

 

 

Daria Albini vince la prima edizione del Instagram photo contest “Qui la gatta ci cova”.

Abbiamo fatto un esperimento, abbiamo voluto lanciare un hashtag per Instagram e cercare di coinvolgere quante più persone possibile nella costruzione di una gallery autunnale. Questo hashtag era semplice #autunnochemipiace2017 e il tema ovviamente era la stagione corrente. Sono arrivate (giuro inaspettatamente) ben 90 fotografie, scatti che abbiamo condiviso per la maggior parte nelle Stories. C’erano fotografie bellissime, ma solo una è stata prescelta per la vittoria e il premio Hashcat del mese.

And the Hashcat award goes to …

Daria Albini

HashGatto settembre.jpg

Immagino sia banale dire che dell’autunno amo i colori, ma avete mai fatto una passeggiata in montagna a novembre? Sotto i piedi sentirete lo scricchiolio delle foglie. I colori attorno a voi saranno così intensi che li percepireste a occhi chiusi. Sarei altrettanto banale se dicessi che ne amo le atmosfere. Ma chi non è stato vittima della malinconia alla vista delle giornate che si accorciano e della natura che sfiorisce? Chi in questa malinconia non si è cullato? L’apice della banalità lo raggiungerei se dicessi che ne amo i sapori. Ma guardate queste mele, provate a farle bollire con zucchero, cannella e sciroppo d’acero. Quando la vostra casa avrà un profumo divino ne riplaleremo.

Daria


Il premio per Daria, se così possiamo definirlo, è stata la possibilità di scegliere il tema del photo contest del mese di ottobre. Ha scelto di intitolare il mese alla parola danese Hygge e l’hashtag creato per il nostro contest è #quantosonohygge2017. Partecipare a questi nostri photo contest è molto semplice, basta mettere l’hashtag comunicato in una delle fotografie che si vogliono candidare e che rispecchino quel tema. Si può partecipare con tutti i profili che si vogliono, si possono candidare un numero infinito di fotografie. Ogni giorno verranno pubblicate nelle nostre Stories quelle più belle e a fine mese nomineremo (dopo una breve votazione interna) il vincitore. Il vincitore, proprio come Daria, sceglierà il tema del mese di novembre. 

A cosa serve? A conoscere profili nuovi, per trovare qualcuno di interessante da seguire. Per dare visibilità a chi fa delle belle fotografie e che magari spesso rimane nell’ombra. Serve per fare esperienza del bello, per svagarsi e per conoscere gente nuova. Io credo che come motivazioni possano bastare. Partecipi anche tu? Ti aspettiamo!

Ah, non ti dimenticare di taggarmi nella foto, così potrò trovarti molto più facilmente!


Altre foto di #Autunnochemipiace2017

autunno1.png

Vi presento il programma del corso di scrittura creativa

IMG_3213Sono molto felice di annunciarvi che finalmente sono riuscita ad organizzare un corso base di scrittura creativa.  Ho pensato moltissimo al programma e per regolarmi sono andata a visionare quelli di alcune scuole rinomate, ma volevo darvi qualcosa di nuovo e di diverso. Più che altro ho deciso di dare all’intero corso una mia personalissima impronta, affinché non si trattasse di sei lezioni rigide e canoniche, ma che emergesse il mio bizzarro modo di vedere il mondo.

L’obiettivo di queste dodici ore che passeremo insieme non sarà quello di inculcarvi in testa una serie di regole che potete benissimo trovare sui libri, ma sarà quello di stimolare quanto più possibile la vostra fantasia, la vostra creatività, il vostro essere fuori dagli schemi. Ognuno di noi, infatti, ha un bambino dentro di sé che non ha affatto voglia di crescere; questo bambino, alle volte, lo si chiude un po’ in un cassetto e lo si ammutolisce in favore di una vita da adulti, piena di obblighi e doveri. Il mio desiderio è quello di aprire quel cassetto e liberare il vostro lato più dolce, più infantile, più delicato.

Faremo insieme tantissime cose: leggeremo brani divertenti e brani che ci faranno piangere, proveremo a inventare un mondo a partire da una parola, fingeremo d’essere giornalisti, astrologi, medici, avvocati… giocheremo un sacco scambiandoci di ruolo. Poi vedremo insieme anche delle cose un po’ più tecniche, alcuni capisaldi imprescindibili da conoscere per forza prima di iniziare un qualsivoglia esperimento letterario. Ma quello che conta di più è che ci divertiremo tantissimo: passeremo due ore alla settimana concedendoci il lusso di giocare.

Ti ho convinto? Vuoi venire a giocare con noi?

Il corso inizia a settembre e si svolgerà presso gli uffici Growell, in via Caio Mario 14 A, Roma (Metro A Ottaviano). Gli incontri si svolgeranno alla sera dalle 19 alle 22 oppure dalle 15 alle 17, una volta alla settimana per sei settimane. I posti sono limitati, le classi non supereranno le 8 persone. Il corso è aperto a tutti, dai 10 ai centomila milioni di anni.

Per iscriverti o per chiedere informazioni, manda un WhatsApp al numero 392/3874497.

Spero di vederti presto!

La polemica sul buonismo al concertone del primo maggio è obbligatoria.

“Senza polemica alcuna” un bel cazzo, il Primo Maggio è fatto per fare della polemica e visto che non hai voglia di farla te, cara Camilla, la faccio io. E non farò della polemica sul fatto che mi abbiano sempre stranita i sindacati uniti, oppure sul fatto che di anno in anno si veda sempre meno rosso e sempre più .. cose che con la festa internazionale dei lavoratori hanno poco a che fare, ma vorrei fare della polemica su un argomento che mi sta molto più a cuore, perché – per quanto io mi sia divertita – ad un certo punto mi avete non poco inquietata. Non parlerò di politica, lo giuro, non ne ho voglia, ma qualcuno mi dovrebbe spiegare perché la disabilità debba sempre essere trattata con questo fare da boy scout andando a ridicolizzare (perché secondo me li avete ridicolizzati) delle persone in nome di una tolleranza e di un buonismo che sono rivoltanti. A costo di sembrare stronza, davvero, non ho alcuna intenzione di sorridere e applaudire ad un gruppo di persone assolutamente non in grado di suonare e cantare che se ne stanno lì a fare il coretto della parrocchia esponendo quanto la vita sia bella anche senza gambe, senza vista o con qualche sindrome. Pensavo fossero passati i tempi in cui i disabili venivano trattati come bambini e di conseguenza messi in risalto con un fare patetico che un uomo adulto non si merita.

La disabilità sarà sempre una diversità fino a quando non smetteremo di trattarla come tale, andando a fare della retorica spicciola comportandoci come se dovessimo indurre il mondo ad una tolleranza. Tolleranza di cosa, di che? Io un disabile non lo tollero, non lo amo, non lo accolgo a prescindere, non lo strumentalizzo e soprattutto non mi sta simpatico in virtù della sua disabilità: un disabile è una persona come me, come tutti, quindi può starmi sul cazzo, può essere un coglione, un delinquente, incompetente in molti ambiti, incapace di fare cose, ignorante e stupido. La disabilità indica unicamente l’incapacità di fare qualcosa all’interno di un ambiente costruito per la tipologia predominante di esseri umani, non indica buon cuore e dolcezza. Basta con queste stupidaggini. Un disabile alto un metro non sarebbe un disabile in un mondo costruito a sua misura, no? Quindi in quel caso sarei autorizzata a dire che è uno stronzo, ma in un mondo pensato per persone alte almeno un metro e venti no, non lo posso dire perché sono una stronza.

Allora sì, sono una stronza. Una stronza infinita perché il mio atteggiamento verso un disabile è identico rispetto all’atteggiamento che riservo per un … normodotato (?) Che poi, “disabile” e “normodotato” che parole di merda.

Quindi no, non mi piace per niente quello che avete messo in scena sul palco del Concertone, mi dispiace. Loro si saranno anche divertiti, sicuramente s’ divertito come un matto il ragazzo con la sindrome di Down con il microfono in mano che urlava e incitava il pubblico, ma il messaggio che avete fatto passare è sempre lo stesso ed è sempre sbagliato. Ritengo esistano altri modi per parlare di disabilità, ne sono convinta e l’ho visto fare. Preferisco di gran lunga sentir parlare un ragazzo che senza gambe si è scalato una montagna con un amico, preferisco sentire il racconto di come un non vedente abbia imparato a muoversi in una casa non costruita per lui. Preferisco ascoltare testimonianze e vedere come persone – di qualsiasi tipologia – riescano a fare cose straordinarie. Ma basta, basta esaltare un disabile che riesce a fare (male) una cosa normale. Anche io canto di merda, ma mica mi ci fate suonare sul palco del 1 Maggio, però se in un incidente perdo le gambe e le braccia allora sì, allora posso e divento bravissima automaticamente perché passo per la “poverina”. 

Insomma: avete rotto il cazzo.

Comunque al Concertone tutto bene, e anche a casa grazie a Brunori Sas. Grazie anche a Lo Stato Sociale, a Le luci della centrale elettrica, agli Après la Classe e a Bennato che come sempre fa il miglior rock italiano da non so quanti anni. E grazie anche al mio ragazzo, che mi ha accompagnata al mio primo Primo Maggio dal vivo, sbuffando e brontolando, ma divertendosi con me anche se era tutto veramente troppo indie per lui. E grazie anche al cazzo, naturalmente.

Ho apprezzato particolarmente l’intervento de Lo Stato Sociale, l’unico gruppo (assieme a Bennato) che abbia detto qualcosa di importante in modo onesto e assolutamente poco retorico. Ma ci vuole coraggio a politicizzarsi lassù, mentre tutti ti guardano, anche se si tratta di una festa di colore e di partito.

Cara Camilla, abbiamo capito che stavamo in Rai e lì i culi da leccare sono sempre molteplici, ma la prossima volta che vuoi porre l’attenzione sui barconi di rifugiati che qualcuno chiama Taxi, falla della polemica. Falla, porca puttana. Il palco del Concertone del Primo Maggio è fatto per fare della polemica e tu, tesoro dolce, non sei stata assolutamente in grado di farlo. Non puoi iniziare il discorso come lo inizierebbe un democristiano, suvvia, non su quel palco.

Basta, la polemica l’ho fatta, anche troppa. Ho finito vostro onore! Ora mi rimetto sotto al piumone visto che mi sono portata a casa un bel febbrone da cavallo. Però mi sono divertita, tantissimo. 

Special Thanks to:

  • Al ragazzo sbronzo che ci provava con la ragazza di Nader e che si accasciava indisturbato sul corpicino esile di Yasma.
  • Alle distributrici di gomme Vigorsol, una benedizione.
  • Ai ragazzi del lancio delle cartine e carta da filtro, la salvezza per molti di noi.
  • Alle guardie che ci sequestrano il bottiglione di vino bianco da un litro e mezzo, privando così Yasmin e Claudio della loro bevanda fresca e corroborante agognata tutto il giorno.
  • Al ragazzo casertano che baratta la sua frittata di maccheroni con la nostra pasta fredda preparata al volo la mattina stessa.
  • Alla ragazza che indisturbata alza il nostro telo e cerca la sua borsa tra i nostri zaini, rendendosi conto solo dopo un minuto buono che quello non era il suo mucchio di roba, ma il nostro.
  • Ai ragazzi che hanno circondato – male – Federica e Yasma scroccando loro l’ombrello e impedendo a me di ripararmi con le mie amiche. Grazie eh, grazie.
  • A Nader. Perchè è Nader e basta.

18275097_500469813677667_3539992684489569606_n

Bruciare sempre spegnersi mai.

Delitto Ar Sugo: di copioni, morti in cucina e impermeabili sfiancati.

Il cuoco è morto ed è andato tutto bene. In realtà Sergio (il cuoco del ristorante dove lavoro) è morto due volte. Ora sta bene e il suo assassino è stato ampiamente assicurato alla giustizia (?) dove per giustizia si intende Claudio con un impermeabile sfiancato palesemente da donna.

Chiariamo tutto con una diapositiva:

foto copione.png

Si tratta di una cena con delitto fatta appunto al ristorante (fast food) 16 Cibi Tondi dove io faccio la cameriera per davvero. Per un paio di sere invece sono stata l’aiuto cuoco del cuoco morto e al posto di Carlotta e Chiara (che sono le mie colleghe reali) ho lavorato tra i tavoli con Elena e Giulia, le quali di mestiere invece fanno le attrici. Non c’era Dario a fare da supervisore, ma Lele il quale faceva la parte del manager. E niente, non volevo fare il temino delle elementari narrando simpaticamente le mie avventure, avevo piuttosto una gran voglia di far uscire una cosa. Ce l’ho lì da un paio di sere e non so come spiegarla.

Tu impari tutte le tue cose a memoria, no? Poi ti metti lì insieme con gli altri e cerchi di stare dietro a chi ne sa molto più di te. Fai quello che ti dicono di fare, ascolti i consigli e accetti le critiche e ogni sera ti metti lì a pensare come o cosa potresti fare per fare bene. E ti viene un po’ d’ansia, un filino, ma non sale tutta assieme. Una settima prima nemmeno ci pensi, tre giorni prima inizia a farti qualche domanda, il giorno prima non ci vuoi pensare e la notte non chiudi occhio. Il giorno stesso vorresti darti per morta e pochi secondi prima di iniziare cominci a chiederti i motivi per i quali non ti fai mai i cazzi tuoi. 

Come quando vai sulle montagne russe e pochi istanti prima della discesa di partenza inizi a sgranare il rosario perché oramai non puoi più tornare indietro. Non puoi fermare il treno, soprattutto se ci stanno sopra con te altre persone. E niente, chiudi gli occhi e vai, affrontando l’altezza, il vuoto nello stomaco, l’aria sulla faccia e le gambe che tremano. Il cuore ti sale in gola e la pelle s’increspa (ti si chiude anche un po’ il buco del culo, eh) e poi, dopo mezzo secondo, ti accorgi che è fatta, è partita, è andata. E ancor prima che tu ti accorga di qualcosa, è pure finita.

Ma non è finita per davvero, tu credi sia tutto lì, ma c’è ancora qualcosa. Un qualcosa che forse avevo già sentito, ma mai così forte. C’è stato un momento preciso in cui ho sentito in bocca un sapore meraviglioso, un profumo inebriante. Lo conoscevo, sapevo perfettamente di cosa si trattasse, ma era da tantissimo tempo che non avevo quella piacevole esperienza sensoriale. Si risolve tutto in una frazione di secondo, il brevissimo spazio che intercorre tra l’ultima parola dell’ultima battuta e l’attacco delle prime due mani che iniziano ad applaudire. Prima due, poi quattro, poi sei. E alla fine stai davanti ad una manciata di persone che sbattono le loro mani l’una contro l’altra, in un gesto che m’è sempre parso tanto insensato, ma che alla fine è tra i più gratificanti che io abbia mai conosciuto.  Quindi inchino, saluti, sipario.

Mi sono divertita, tanto. Mi sono divertita perché era da un sacco di tempo che non facevo qualcosa così, in maniera leggera e disinteressata, senza l’ansia di dover dimostrare qualcosa a qualcuno. Me ne sono bellamente fregata di non aver mai fatto nemmeno mezza lezione di recitazione, me ne sono fregata altrettanto di dover provare a farlo con persone addette ai lavori da diverso tempo, per non parlare di quanto poco mi sono preoccupata del fatto che il regista di tutta la menata fosse Claudio.  E sono stata bene, mi sono sentita a mio agio e ho avuto la sensazione di essere parte di qualcosa. Per un mesetto ho avuto un posto, un qualcosa da fare e da costruire con altre persone, un’attività che non fosse solo lavorare per portare a casa soldi e pagare l’affitto e le bollette (è da quanto sto a Roma è la prima volta che mi prendo il tempo per un’attività che non sia lavorare).

E poi dicono che le magie non si possono fare, poveri disillusi. Io di magie ne ho viste tantissime in un mesetto di prove. Ho visto che le cose quando si rompono poi si possono riaggiustare, magari vengono fuori un po’ diverse da com’erano prima, ma bene o male si rimettono in piedi. Ho scoperto che anche quando non controllo e non gestisco le cose vanno bene lo stesso, mettendomi in parte e concentrandomi solo su di me posso prendere fiato. Posso godermi una situazione perché non è sempre necessaria la mia supervisione. Ho imparato che una critica non è un’offesa, ma un punto di partenza. Che una cosa fatta bene, può migliorare sempre, ma che non dev’essere una gara snervante alla perfezione. Fare bene sì, fare meglio anche, scapicollarsi per la perfezione non serve. E finalmente, dopo tanti anni, non ho sentito più quella voce che mi diceva che non devo essere brava, ma la più brava. Che se arrivavo seconda non era il primo ad essere più veloce, ma era colpa mia perché non mi ero impegnata abbastanza. E non ho fatto “solo il mio lavoro”, l’ho fatto bene e l’ho fatto al meglio che potessi nonostante non fosse il mio lavoro. Ho fatto qualcosa di straordinario, ma per nessuno se non per me. E non è solo merito mio, ma dei colpevoli vi ho lasciato la diapositiva.