A spasso con Leading Roma

Elì, ma questa cosa si può considerare attività fisica vero?


Rassicurate Chantal, confermatele che dopo queste due orette di pedalata costante può stare tranquilla e passare il resto della giornata a fare il muschio nel suo amato piumone. Tra l’altro – piccolo aneddoto – Chantal usa il piumone anche ad agosto. Povero Degortes.


Elì, ma non dovevi parlare della Bike Tour Experience?

Sì, ma il blog è mio e faccio quello che mi pare.


IMG_1623.JPGDiapositiva dello sguardo preoccupatissimo dell’Aristogracchia

La verità è che potrei centrare tutta la copy di questo blog post sul fatto che Chantal non andava in bicicletta dall’età di nove anni e che non eravamo troppo sicuri che fosse una buona idea sguinzagliarla tra la folla di turisti notoriamente già distratti di loro, ma poi ci toccherebbe consolarla dicendole che no, non è vero che ce la prendiamo sempre con lei. E invece è vero, ma riusciamo sempre a sfangarla con un cornetto alla crema. E allora cominciamo! I quattro gatti al lardo questa volta erano tre!

IMG_1669

Questa mattina, grazie a Leading Roma abbiamo avuto modo di visitare alcuni luoghi centrali della nostra bellissima città: siamo stati nel quartiere ebraico, sull’isola tiberina, circo massimo, giardino degli aranci e … non mi ricordo, ma sono certa che mi stia sfuggendo qualcosa. Insomma, è stata una bella pedalata, non priva di attimi di panico e delirio. Fortunatamente abbiamo risolto tutto segnalando la bicicletta di Chantal con una foglia ingiallita (?) non ha alcun senso, lo so. Che abbia senso o meno, non ha importanza. Ho scoperto che alle volte è bene compiere atti a caso, ingiustificati, tanto per tenere in allenamento la capacità di farsi una risata fine a se stessa. E con gli Aristogracchi questa cosa mi viene sempre bene.

IMG_1664

Dicevo, in tutto questo, Leading Roma non vi fornisce unicamente la bicicletta (tra l’altro bellissima e comodissima), ma vi segue lungo tutto il tragitto assegnandovi una guida specializzata che vi spiegherà curiosità, aneddoti e passaggi storici di tutte le zone che vi fermerete a visitare. Praticamente è come avere una Wikipedia personale con riconoscimento vocale. Comodo, no? I percorsi sono tanti e diversi, per tutte le età e per tutte le tasche. I prezzi partono dai 38€ per il giro arancione che è ovviamente disponibile anche in lingua inglese. Per gli altri tour e i relativi prezzi clicca qui

IMG_1802

La mia meta preferita delle tante di questa mattina? Il giardino degli aranci. Mi piace tantissimo andare lassù e il perché credo sia ben scontato per tutti coloro che ci sono passati almeno una volta. Il panorama è una meraviglia, tant’è che è sempre pieno zeppo di turisti.  Poi oggi c’era anche un bravissimo cantante/chitarrista che suonava alcuni pezzi di Rino Gaetano e De Andrè e non ho potuto fare a meno di perdere 10/15 minuti per canticchiare assieme a lui le mie canzoni del cuore. Mi è mancato un sacco fidanzato Claudio che in questi giorni sta lavorando come Zombie a Cinecittà World. Sob.

IMG_1809

Comunque sia, dopo una pausa al Circo Massimo, abbiamo cominciato il rientro ben consapevoli che all’arrivo ci stavano aspettando dei fantastici cornetti caldi e il succo di frutta. Francesco e Giorgio infatti ci hanno coccolati per bene, pensando anche a farci trovare una colazione degna di essere chiamata tale. Sì, abbiamo delle diapositive, tranquilli. Eccole qui.

Conclusioni? Che volete che vi dica, per me è stata praticamente un’ora d’aria dopo una settimana allucinante (il Papa, le cose…) e devo ammettere che mi ci voleva proprio. Ultimamente non ho molto tempo per stare con gli amici e alcuni di loro non li vedo proprio da tantissime settimane, quindi una pedalata spensierata con un paio di loro è stata proprio una buona idea anche se il tempo non era assolutamente dei migliori. A un certo punto mi sembrava quasi piovesse, ma non ci ho fatto troppo caso. Leading Roma è un buon servizio per fare qualcosa di diverso, per fare un po’ di movimento e al contempo andare alla scoperta di alcuni angoli della città che non avremmo visto mai da soli. Queste cose, sebbene così si creda, non sono unicamente indirizzate ai turisti. C’è per esempio un tour pensato su Ostia Antica che a me piacerebbe molto fare, non escludo si possa realizzare già nelle prossime settimane.

IMG_1951.JPGDiapositiva della gioia immensa di Chantal nel ritrovarsi viva al temine del giro e di Degortes nel constatare di avere ancora una fidanzata tutta intera!

Va bene, direi che ho sproloquiato abbastanza di oggi e mi cala un pochino la palpebra. Io credo anche di avere un paio di linee di febbre, quindi con massima ironia e massimo rispetto (cit) mi avvio verso il materasso e il piumone, emulando le grandiose ed epiche gesta dell’Aristogracchia. Grazie, come sempre, di seguirmi e di leggere tutte le mie storie, mi fa sempre un sacco piacere avervi appresso! Se vi va potete conoscere meglio Leading Roma sia su Facebook che su Instagram.

Chi sono e quanti sono questi quattro gatti al lardo?

Che detta così sembra uno scioglilingua

E alla fine s’è reso necessario questo blog post. Non l’avevamo preventivato, dopotutto noi stavamo scherzando. Sto parlando davvero di una cosa nata per gioco, per divertimento e di sicuro nessuno di noi si aspettava che ad un certo punto dovessimo presentarci. Ebbene, sì. Siamo i Quattro gatti al lardo, che a volte sono due, a volte sono sei, ma sicuramente è raro che siano davvero quattro.

L’idea è nata dalla voglia di stare insieme e di condividere avventure: siamo sei personaggi in cerca d’autore (anche se di autori tra di noi ce ne stanno almeno tre) con tante storie da raccontare che vengono meglio se le scriviamo insieme. Questo è quanto e non ci sarebbe molto altro da aggiungere, ma visto che due tre cose le abbiamo combinate, ve le raccontiamo.

progetto quattro gatti al lardo

Andiamo a mangiare nei locali tutti insieme, alcuni ristoranti ci invitano perché vogliono una nostra recensione. Perché? Non lo sappiamo nemmeno noi. Non siamo critici gastronomici e nessuno di noi ha fatto studi di cucina specifici, ma abbiamo comunque delle competenze da mettere in gioco (abbiamo anche un attore, non si sa mai!). C’è chi di noi ha un locale, chi un bed and breakfast, chi lavora per un’agenzia per la comunicazione d’impresa e chi organizza eventi: abbiamo anche qualche laurea e qualche master, dovessero servire! Insomma, sappiamo creare dei testi scorrevoli, con dei contenuti di qualità e i risultati si vedono perché i nostri blog post che riguardano il settore food sono molto seguiti e condivisi. Qualche esempio? Amelia Bistrot, Mabe cucina creativa, Arnold Coffee, Pinsa e buoi e di tutti questi potete trovare le recensioni nei nostri blog, alla voce “Quattro gatti al lardo”.

Siamo un team? Siamo un progetto? Siamo un brand? No e non lo saremo mai. Siamo solo sei blogger (in realtà quattro) che fanno degli eventi insieme e questi eventi si chiamano “Quattro gatti al lardo”. Questi momenti di condivisione possono nascere da collaborazioni con ristoranti, locali serali, caffetterie, attività di intrattenimento in generale, oppure possono essere organizzati proprio da noi, come per esempio la “Quattro gatti al lardo ghost edition”. Non c’è una regola, se facciamo qualcosa insieme e l’evento è organizzato da noi, allora si chiamerà così. Si tratta di un circolo chiuso ed esclusivo? No e non lo sarà mai. Noi, quando possiamo, cerchiamo sempre di coinvolgere altri blogger con i quali ci troviamo in sintonia o che semplicemente vogliamo conoscere e cogliamo l’occasione per farlo, invitandolo. Tutti possono partecipare agli eventi dei Quattro gatti al lardo e tutti, in quel momento lì, possono essere gatti al lardo insieme a noi. Persino chi non ha un blog, persino chi non ha profili social: noi siamo un gruppo di persone, prima di essere un mazzetto di gente che scrive in rete. E in quanto persone, va da sé, amiamo il confronto e la vita sociale.

Cerchiamo di conoscere gente e di farci conoscere a nostra volta, portando fuori dagli schermi i nostri contatti, concretizzandoli e dando loro il giusto spazio che si meritano, quello reale e non virtuale. Questo è quello che facciamo, niente di più e niente di meno.

Chi siamo? Chiamiamoci per nome.

Chantal e Francesco, siciliana lei e sardo lui. Loro due formano insieme gli Aristogracchi e il sogno che stanno cercando di realizzare è aprire il loro b&B a Ottaviano, in via dei Gracchi. Mentre attendono vari sbrogli legali e impicci burocratici, si divertono in cucina e lavorano sodo come consulenti per le strategie di digital marketing. Sono una coppia? Sì, stanno insieme anche se capita spesso di vederli lanciarsi coltelli e parolacce. Poche parolacce e tanti coltelli: lei sostiene di tenere conto preciso, attraverso un sistema di tacche sul muro, di tutte le volte che hanno rischiato di morire per mano dell’altro. Si tratta della nostra coppia alla Tarantino maniera, presente Beatrix e Bill? Con meno fucili, ma un numero quasi corrispondente di pallottole. Chiudendola onestamente: copywriter lui, digital marketer lei.

whatsapp-image-2017-09-12-at-09-59-18.jpeg

Ludovica e Riccardo: Ciotolina e Bam Bam. Anche in questo caso, siciliana lei, ma romano lui. Vivono insieme a Prati, come i ricchi e mentre lui gestisce una birreria, lei perde il senno organizzando eventi di portata nazionale. Se ogni tanto si incrociano? Non lo sappiamo, abbiamo pochissime foto di loro due insieme e cominciamo a sospettare che siano la stessa persona. Riccardo il cavernicolo non utilizza social network: niente Instagram, niente Facebook, niente Twitter, niente Tinder… Ludovica invece è la Capocciara, smanetta su tutti i social possibili immaginabili ed è molto brava a prendere a calci in culo la vita. La filosofia della “colonna di cemento” per tutti i rompiscatole che cercano di ostacolarla pare funzionare alla grande. Mangiano tante verdure, sono spesso a dieta, lei ama indossare scarpe Superga senza calze, lui invece accende le lampadine con la forza del pensiero. Ecco a cosa serve una laurea magistrale in fisica. Insieme sono la Capocciara e Cavernicolo.

WhatsApp Image 2017-09-12 at 09.58.50

Io e fidanzato Claudio! Sì, su di noi non mi allungherei più di tanto visto che comunque abbiamo fiumi e fiumi di parole nella sezione “chi siamo”. Non mi sprecherei nemmeno a fare dell’ulteriore autoironia, voglio dire, basta anche solo una nostra foto per capire che siamo due persone che assolutamente non sanno prendersi sul serio nemmeno a pagamento. Attore lui e scoiattolo indomabile io, abbiamo sempre duecentomila cose da fare e (non contenti) abbiamo deciso farne delle altre. Claudio viene bonariamente chiamato Treccani vivente dagli altri gatti al lardo, ma in realtà questi non sanno che non si tratta di studio matto e disperatissimo, quanto più di un dito molto rapido a digitare parole chiave su google prima di rispondere ad una qualsiasi domanda di storia. Io? Io sono quella che ne sa meno di tutti e sono quella meno capace di fare le cose, tutto sommato però quello che faccio ha il coraggio di uscirmi bene perché il Karma è in debito con me da diversi anni: sta solo saldando il conto.

claudio occhiali.png

Ecco qua quindi, chi sono i Quattro gatti al lardo, quello che fanno e le zero pretese che hanno. Sei persone che vengono da tutte le parti d’Italia che si sono ritrovate a Roma, due perché ci sono nati, gli altri quattro perché inseguivano dei sogni. Qualcuno lo abbiamo realizzato, altri invece sono ancora in elaborazione, ma di sicuro non stanno più nel cassetto da un po’ di tempo.

Quindi se volete organizzare un evento Quattro gatti al lardo nel vostro locale, scriveteci e chiamateci, possiamo farlo! Volete farci testare un prodotto, un marchingegno futuristico ad alto rischio, un elicottero telecomandato che può trasportare passeggeri, lettiere per gatti, scarpe ortopediche, banane e lamponi? Chiamateci. Noi confezioniamo un qualcosa adatto a voi e se ci darete la possibilità coinvolgeremo altri blogger che hanno voglia di divertirsi con noi un pomeriggio, una sera oppure una giornata intera!

Sei un iger, un blogger o un influencer di qualsiasi tipo e vuoi goderti una serata insieme a noi per condividere le nostre esperienze e confrontarti sui temi più caldi per coloro che lavorano sui social? Chiamaci! Stare insieme è gratis ed è bellissimo, quindi non farti problemi e non avere vergogna: condividiamo insieme una serata!

Cogliamo anche l’occasione per ringraziare tutti i blogger e gli influencer che in questo periodo sono stati con noi e ci hanno conosciuti partecipando agli eventi targati Quattro gatti al lardo. Vi siamo riconoscenti e siamo onorati di aver condiviso il nostro tempo con tutti voi. Grazie!

Pinsa e buoi dei … quattro gatti al lardo!

«Pronto, buonasera. Abbiamo letto che “Cosa fare a Roma” vi elenca nelle 10 migliori pinserie della capitale e… niente. Possiamo verificare?»

[tu tu tu tu tu]

No, ovviamente non è andata così, si fa per giocare. L’ospitalità del personale di Pinsa e Buoi dei… è assolutamente indiscutibile e di certo non si sarebbero mai permessi di riagganciare in faccia nemmeno a sei disperati come noi: I quattro gatti al lardo in missione. Ma non eravate in sei? Sì, ma prima eravamo in quattro. 

progetto quattro gatti al lardo.jpg

Più che altro vi sembrerà strano che ci si possa limitare alla verifica della qualità della pinsa quando si ha la possibilità di cenare in un posto così rinomato e prestigioso… e infatti non è andata così. Abbiamo voluto assaggiare tutto, ma proprio tutto, partendo dall’antipasto per chiudere con il dessert. Una cena in piena regola, il menù adatto per celebrare ufficialmente la fondazione del nostro gruppo di blogger al massacro. Ve ne parleremo in un altro articolo, ora torniamo al vero protagonista di questo post: il cibo romano, presentato a regola d’arte nel pieno della tradizione capitolina. E anche oggi la dieta la facciamo un’altra volta, eh? 

Apriamo le danze con un accattivante tris di fritti: Fidanzato Claudio e Aristogracchia si assicurano con premura e amore che non mi avvicini nemmeno per sbaglio a quello con la Nduja. Per la serie “Gatta, ti vogliamo bene, ma la serata al San Giovanni per riacchiapparti dall’inferno… un’altra volta”. Già, non posso mangiare il peperoncino, mi fa male e succede un casino. Poco male, posso assaggiare gli altri. Il punto è che non abbiamo fatto in tempo a fotografarli, Vegan Magnete e Fidanzato Claudio non hanno saputo resistere e ci hanno rovinato la composizione. Bravi, davvero un atteggiamento molto maturo da parte vostra!

A questo punto arriva lui, Luciano il cameriere, dispostissimo ad illustrarci tutto il menù a nostra disposizione, compresi i piatti del giorno. Intanto, per incominciare, assaggiamo la famosa pinsa e scegliamo, manco a dirlo, quella del giorno: pinsa con farina semi integrale condita con prosciutto crudo, stracchino, pomodoro pachino e rucola. Abbiamo fatto in tempo a fare una fotografia, ma solo perchè la Capocciara ha minacciato di morte Vegan Magnete ed io ho ricordato a Fidanzato Claudio una tipologia di castigo piuttosto crudele da applicare all’interno di una coppia.

Pinsa del giorno con farina di farro prosciutto rucola stracchino e pachino.jpg

E adesso possiamo dirlo: sì, la pinsa è davvero buonissima. Leggera, croccante, gustosa e farcita con ingredienti di primissima scelta. Non so dire se sia la più buona di Roma, ancora non le ho assaggiate tutte, ma sicuramente per ora è tra le mie preferite. C’è da dire, tra le cose, che il piatto si presenta benissimo e già l’occhio viene sfamato e soddisfatto ampiamente.

Mentre i discorsi a tavola degenerano, scopriamo che alla Capocciara non piace Tarantino e che Aristosardo  non ha mai letto Harry Potter. Vegan Magnete preferisce il silenzio cautelativo, mentre Fidanzato Claudio parte con il pippone da laureato al DASS. Aristogracchia fiuta la catastrofe e propone di passare al primo rapidamente. Poco male, impieghiamo circa quaranta minuti per prendere una decisione e alla fine…

Saccottino con ripieno di caponatina siciliana .jpg

 … facciamo arrivare a tavola un saccottino ripieno di caponatina siciliana. Prendiamo ancora tempo, su. E intanto il vino era già finito. Vai con la seconda bottiglia! Finalmente, dopo un lunghissimo dibattito con il cameriere per evitare la strage per mano del cuoco, ci accordiamo per venire loro in contro: tutti piatti diversi. No, non è vero, ma nemmeno tanto falso. Vi ho preparato una gallery per darvi un’idea.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Io ho ordinato gli strozzapreti alla gricia, con guanciale di Amatrice, pere e ricotta. Fidanzato Claudio, invece, ha scelto i ravioli al tartufo con fonduta di formaggio. La Capocciara e l’Aristogracchia hanno scelto una meravigliosa carbonara di bombolotti con tartufo e uova biologiche, mentre Aristosardo e Vegan Magnete si sono venduti al tonnarello cacio e pepe con zucchine. Sì, come avete sicuramente notato, solo io e Fidanzato Claudio abbiamo voluto rompere le palle con due piatti differenti. Ne è valsa la pena, credeteci e andate a verificare con le vostre papille gustative.

WhatsApp Image 2017-09-01 at 13.27.33

Vorremmo fosse messo agli atti che dopo l’antipasto, la pinsa, il saccottino, i primi ed il pane, Vegan Megnete (altresì detto fidanzato cavernicolo della Capocciara) ha chiesto, senza troppa vergogna, un’altra pinsa da condividere. Naturalmente è stato accontentato e da lì in poi le bottiglie di vino rosso sono diventate improvvisamente tre. Misteri della moltiplicazione dell’alcol, nessuno di noi è in grado di spiegare cosa, effettivamente, sia successo. Nel frattempo rischiamo un nuovo incidente diplomatico: Aristosardo non è romantico e non vuole nemmeno provare ad esserlo, perciò Aristogracchia decide di punirlo con una manata sul braccio senza dargli alcuna spiegazione. Lui ci rimane male, ma non quanto Fidanzato Claudio che invece la manata se la prende in faccia, dritta sulla tempia. Bè, giuro, non volevo essere violenta a tal punto, tant’è che c’è un video che dimostra il mio sgomento nell’accorgermi della potenza delle nocche sull’osso del cranio del mio bellissimo fidanzato. Aia.

Semifreddo al pistacchi di Bronte.jpg

Chiudiamo, sfiorando la rissa e una guerra in Corea, con l’arrivo del dessert e dei caffè. Io penso di non aver parole a sufficienza, nel mio vocabolario, per descrivere la meraviglia di quel semifreddo ai pistacchi di Bronte. Ne ho assaggiato solo un cucchiaino, non ho fatto in tempo a scattare una foto che il dolce era già finito. D’accordo, ripiego sul sorbetto agli agrumi di Sicilia.

Ed è finita così, un po’ a risate e un po’ a manate in faccia, ma con la pancia piena e un programma davvero fittissimo di cose da fare marchiate Quattro gatti al lardo.  Mangiare abbiamo mangiato, bevuto abbiamo bevuto, ringraziamo il notturno dell’Atac per la puntualità insolita nel riportare a casa me e Fidanzato Claudio, ringraziamo il nipote del proprietario di Pinsa e Buoi che ci ha fatti servire in modo assolutamente impeccabile, ringraziamo un po’ a destra e un po’ a sinistra, compresi cameriere Luciano e cameriere quasi giornalista.

Ricordiamo che esistono due ristoranti Pinsa e buoi dei… uno si trova a San Lorenzo e uno a San Giovanni. Per maggiori informazioni, contatti e altre fotografie, cliccate qui.

Se sei proprietario di un locale o di una qualsiasi attività di intrattenimento e turismo e vuoi ospitare i Quattro gatti al lardo, facci un fischio! Noi siamo sempre pronti a buttarci in ogni tipo di avventura: tu proponi, noi non abbiamo limiti. Se poi uno di noi muore, non c’è problema, lo sostituiamo.


 

Quattro gatti al lardo® è un progetto in collaborazione con gli Aristogracchi e la Capocciara. Ogni diritto in merito al cioccolato fuso, alle pere caramellate, al guanciale croccante e alla pasta al pesto è riservatissimo. Vuoi venire con noi? Scrivici, se sei un blogger o un igers appassionato di gente poco seria, puoi venire con noi appena c’è occasione. 

Come organizzare un giveaway ed evitare la giveawayer professionista

Non sapete cosa sia un giveaway? Allora partiamo dall’ABC. Un giveaway è una specie di micro concorso dove il proprietario di un brand, di una pagina o di un canale YouTube mette in palio un regalo in cambio di condivisioni e like. Si tratta, sostanzialmente, di un modo come un altro per sponsorizzare i propri canali social senza passare necessariamente per l’acquisto di spazi pubblicitari. Quindi, in buona sostanza, le regole per un giveaway sono semplici: metti il like alla pagina, condividi il post, ti viene assegnato un numero e dopo tot giorni si estrae il vincitore del premio attraverso un sito come random.org.

Blogrope-Giveaway

Fino a qui immagino che sia tutto chiarissimo. Questa pratica esiste da parecchi anni, quando ero ragazzina e approcciavo a FB (ero al quinto liceo credo) partecipavo sempre e sì, non ho mai vinto una ceppa di minchia. Partecipavo perché molto spesso c’erano in palio cose bellissime come un set di dadi per Dungeons and Dragons, una magliettina di Lovecraft, un libro di Harry Potter e così via. Poi un giorno, un tristissimo giorno, sono arrivati loro: i giveawayer professionisti. Facebook non era un più un posticino per nerd che se la raccontavano, aveva aperto le porte a tutti quanti e di conseguenza anche a coloro che la domenica, al centro commerciale, si fiondano sulla torta tagliata per i clienti poiché è omaggio e allora deve essere mangiata per forza. Il giveawayer professionista non è altro che la versione elettronica di quel soggetto che si fionda su qualsiasi cosa purché sia in regalo. (Fidanzato Claudio ci tiene a farvi sapere che lui è uno di quelli che passa più volte davanti agli assaggi offerti del supermercato al banco frigo per fare incetta e rimediare la cena). Quindi, se prima eravamo in dieci a ballare l’Hully Gully, adesso siamo diventati trentamilioni a ballare l’Hully Gully.

Giveaway-time

Ho organizzato solo pochissimi giveaway sulla mia pagina Qui la gatta ci cova e ho scoperto un mondo bellissimo, con una fauna molto vasta e meravigliosa. Esistono infatti persone che dalla mattina alla sera partecipano solo ed esclusivamente a questo genere di concorsi. Non ci credete? Vi assicuro che non è difficile da verificare: questa gente ha dei profili Facebook creati, pensati e utilizzati unicamente per provare a vincere cose. Come riconoscerli? Talvolta è semplicissimo, al posto del cognome hanno la parola “Concorsi”, così che troviamo: Paola Concorsi, Giulia Giveaway, Claudia CampionciniOmaggio e così via. Alcuni di loro sono organizzatissimi, hanno 6/7 profili e partecipano con tutti allo stesso concorso, alcuni hanno nella loro bacheca una vera e propria agenda delle scadenze così che possano tener controllati tutti i giveaway e le relative vincite. Altri ancora partecipano con tutti i profili della famiglia: marito, figli, cane e gatto. Sì, ho visto anche il profilo di un gatto.

maxresdefault

Queste persone cercano di accumulare qualsiasi cosa: orecchini, magliette, borsette, accessori vari, buoni sconto, punti della Parmalat… senza il minimo criterio, andando sulla loro bacheca, infatti, troverete di tutto, ma soprattutto troverete solo quello. Accumulano, taggano, condividono, segnano le scadenze… sono super meticolosi e molto spesso vincono anche. Ma, onestamente, a chi serve tutto questo? Ha senso creare un giveaway per aumentare follower se poi il ritorno sono questo genere di attenzioni? Queste persone, infatti, non sono minimamente interessate alla vostra pagina, al vostro prodotto o al vostro brand. Molto probabilmente toglieranno il like dalla pagina una volta finito il concorso (e lo fanno nel 90% delle volte, credetemi). Ma quindi che vuol dire, che non dobbiamo fare giveaway? No, certo che no. I giveaway vanno benissimo anche se tecnicamente si dovrebbero seguire delle regole ben precise, dettate dalla legge e da Facebook. Di seguito vi inserisco un esempio di concorso fatto da una mia amica, così che possiate capire come va fatto per non violare nulla.


“CONTEST!!! In regalo una pochette Vagamente Retrò. Per ringraziarvi della partecipazione di questi giorni ho pensato di farvi un pensierino e regalarvi una pochette a tema Harry Potter, ma questa volta le condizioni saranno diverse dai soliti giveaway. Innanzi tutto potranno partecipare tutti (evviva!) vi chiederei comunque di evitare di partecipare con doppi profili/profili falsi. In questo caso l’onestà sta in mano a voi! La seconda parte del regolamento diversa è questa: non saranno obbligatori like, condivisioni, tag di amici al fine della vincita, ma se lo fate io ne sarò felicissima, perchè chiaramente più visualizzazioni e like avrò e più contest farò in futuro 😉 e se mettete “mi piace” alla pagina di sicuro non mi offendo! In questo caso vorrei fare in modo che voi possiate essere parte attiva di questo contest, quindi la richiesta per vincere la pochette è ben precisa: in un commento spiegatemi qual è il vostro libro preferito e perchè! (evitate commenti doppi, pena l’esclusione dal contest!) La scelta del vincitore in questo caso non avverrà tramite estrazione, ma sarò io a scegliere il commento che fra tutti voi mi ha più colpito (e non farò parzialità, quindi, a tutte le mie amiche: o mi fate una descrizione davvero convincente del perchè vi piace un libro, o mi spiace, sarà per la prossima volta!) Il vincitore potrà scegliere una delle due pochette in foto a tema Harry Potter, che dopo anni rimane una delle mie saghe preferite. Il premio verrà spedito ovunque voi siate a patto che il domicilio sia in Italia! Quindi fanciulli, apriamo le danze. Il contest chiuderà domenica 13 agosto alle ore 23.00

(ai sensi dell’art. 6 comma 1 lett a) del DPR 430/2001, si precisa che la presente iniziativa, rientra in un progetto-studio in ambito commerciale e industriale e di interesse della collettività. Sicchè, il conferimento agli autori prescelti dei campioni gratuiti, rappresenta il riconoscimento del loro merito personale e costituisce titolo d’incoraggiamento al fine di promuovere nel web la consapevolezza in ambito culturale)


Insomma, per fare un giveaway in modo corretto non si dovrebbe estrarre a sorte il vincitore e non si dovrebbe chiedere in cambio della partecipazione like e condivisioni dalla propria pagina. La legge, sostanzialmente, vieta di organizzare un concorso in piena regola senza la presenza di un notaio (attenzione, le multe per questo scherzo sono salatissime).

Come evitare i giveawayer professionisti?

Intanto rinunciando all’80% di inutile visibilità. Il primissimo concorso che ho organizzato mi aveva fatta schizzare da 100 follower a 700 in meno di due giorni, facendomi tornare a 300 il giorno della chiusura del giveaway. Non ha avuto il benché minimo senso e sono stata anche fortunata perché la vincitrice, tutto sommato, era una signora che non apparteneva alla categoria giveawayer professionisti, ma sicuramente non faceva parte del mio target di pubblico interessato. In buona sostanza ho fatto un errore enorme: mi sono riempita la pagina di persone non interessate a me. Vuoi sapere quanto siano dannose queste persone per il tuo brand? Leggi qui. Questa volta, dicevo, sono riuscita a non ripetere la stessa cazzata, mettendo questa regola nel testo:


1) Non potete partecipare se avete già partecipato ad un qualsiasi altro giveaway nel mese di Agosto. Non ci sono sconti, non ci sono deroghe. 

2) Non possono partecipare i profili fake, ovvero quei profili creati unicamente per partecipare ai giveaway. Per ovviare a questo problema non sarà possibile partecipare con profili creati meno di sei mesi fa e che non presentino un’attività ragionevole.


Onestamente non so se siano due clausole “a norma di legge” però rispecchiano il fatto che ogni contest può avere delle regole di partecipazione che non comprendano condivisioni e like. Per avere idee chiare converrebbe contattare un avvocato e chiedere consiglio nel dettaglio, però per il momento la faccenda sembra oscura anche a loro. A mio avviso, che rimane una mia opinione, potete organizzare tutti i contest che vi pare facendolo con un po’ di attenzione, almeno fino a quando non sarà tutto chiaro e cristallino. C’è infatti anche una questione sul fatto che i concorsi sono legali sui server non italiani, mentre su quelli italiani no. Non ci ho capito molto e non sono riuscita a farmelo spiegare per bene. Ripeto, cercate di prestare attenzione il più possibile e non mettete in palio oggetti preziosi come oro o gemme.

maxresdefault (1)

Comunque sia, ascoltatemi per bene: non vi servono i giveawayer professionisti, quindi lasciate che vi minaccino di togliere il like alla pagina, lasciate che vi mandino peste e corna via messaggio privato, lasciate che sfoghino tutta la loro rabbia per non poter partecipare all’ennesimo contest per vincere l’ennesima cosa alla quale non sono interessati. I giveawayer non saranno mai vostri clienti, mai. Non prenderanno l’oggetto in regalo come un campioncino da provare per un eventuale acquisto, non valuteranno nulla del vostro prodotto, si limiteranno a costatare una vittoria e fine. Voi di queste persone non avete bisogno per far crescere il vostro business, la vostra pagina e i vostri eventuali social collaterali ad essa. Non fate il mio stesso errore: ho passato tre giorni d’inferno con uno di questi soggetti e non intendo ripetere mai più l’esperienza. Anche perché, nella maggior parte dei casi, nemmeno parlano un italiano comprensibile e tocca utilizzare la Stele di Rosetta per comprenderli.

Ricapitolando: non chiedete in cambio nulla per partecipare al contest, non estraete a sorte il vincitore, ma sceglietelo voi in base ad un criterio di vostro gradimento, non mettere in palio oggetti che superino i 25 euro di valore commerciale, non fate partecipare tutti, ma specificate che saranno esclusi dal contest coloro che rispecchiano il profilo del giveawayer professionista. Per farlo vi basterà inserire la clausola che per partecipare non si deve essere in gara da nessun altra parte per tutto il mese corrente. Non perdeteci troppo tempo a discutere, i giveawayer professionisti spesso minacciano e sono anche aggressivi: lanciate loro un pezzo di carne e scappate veloci, oppure fingetevi morti. 

Un piccolo consiglio!

Quando organizzate un giveaway con un’azienda, una casa editrice, un’associazione che non vi lascia la gestione dell’invio del premio, state attenti a specificarlo nel testo. Perché? Perché mi è capitato di organizzare un giveaway con una casa editrice che, a nome estratto, ha deciso di darsi alla macchia facendomi fare anche brutta figura con i partecipanti del concorso. Quindi o vi fate mandare a casa il dono e successivamente lo consegnate voi al vincitore, oppure scrivete a caratteri cubitali che nel tema dell’invio del premio non siete coinvolti in alcuna maniera.

Per domande, insulti, cartoline e zucchero filato sapete dove trovarmi.

Baci al caffè!

Per ulteriori informazioni legali, vi consiglio di seguire questo blog. Mi sembra abbastanza chiaro ed esaustivo.


Pic’s credits: copertina – http://www.blogdicalliope.it/, prima – http://blogrope.com,  seconda – https://www.pixieandjack.co.uk, terza – https://www.youtube.com/watch?v=RCp4dkLz7To. quarta – https://www.youtube.com/watch?v=ixst3ZAvx0s 

Vagamente Shooting Retrò

Le amicizie non si scelgono per caso, ma secondo le passioni che ci dominano. (A. Moravia)

Mi piace un sacco cazzeggiare, oramai lo sapete tutti visto che mi seguite da un po’. Tutti siete al corrente del fatto che io non sia assolutamente in grado di prendermi sul serio e che tutto, per me, finisca per essere un gioco e un divertimento. Ho una mente leggera, per fortuna, e sono stanca di chiedermi cosa la gente possa pensare di me. Cercando di rispondere a questa domanda, infatti, ho rischiato l’alienazione totale da me stessa e alla fine ho dovuto chiudere con un passato che era diventato un pasticcio di aspettative altrui mai soddisfatte. 

IMG_2913

Sarà per questo che ho deciso di posare per questo progetto che da ora chiameremo #vagamenteshooting. Elena è mia amica e non ha solo una creatività esplosiva, ma nella sua testa vive e cresce un progetto per un mondo migliore. E come potevo, proprio io, non supportarla ed incoraggiarla? Pensate, sono stata una delle sue primissime clienti molti anni fa, le ordinai una borsa a scacchi bianca e nera, con la tracolla rossa. Borsa che, tra l’altro, vive e lotta ancora con noi tornando alla ribalta ogni inverno. L’artigianato mi ha sempre un sacco affascinata, soprattutto se a tenere in mano ago e filo è una persona splendida come lei.

IMG_2905

Vagamente Retrò è il nome che ha scelto per la sua attività: Elena confeziona abiti e accessori che hanno la grande qualità d’essere etici il più possibile. La linea di questa fantastica creatrice strizza l’occhio al passato, regalando al prodotto quel sapore vintage che però non stucca.

IMG_2896

Dopo essersi laureata con lode in Moda e Costume alla Sapienza di Roma, con una tesi sulla moda etica, decide che la sua missione sarebbe stata quella di trasmettere messaggi positivi e propositivi sulle tematiche socio-ambientali che tanto le stanno care, attraverso il costume, la moda e la condivisione. Quindi, da qui, nascono tutte le sue creazioni dal carattere fresco e solare, realizzate in similpelle prodotta in Italia e cotoni biologici certificati.

IMG_3024

Elena è mia amica da diversi anni, condividiamo opinioni e battaglie, ma soprattutto la data di nascita! Già, siamo nate lo stesso giorno, il 22 novembre. Lei è stata una delle primissime persone che ho contattato appena mi sono trasferita a Roma, non ci siamo mai potute incontrare a causa della distanza e dei diversi impegni, ma ieri (finalmente) è accaduto il miracolo grazie alle nostre passioni e alla nostra voglia di creare continuamente cose nuove.

IMG_3036

Abbiamo grandissimi progetti insieme e nessuno ci fermerà nel portarli avanti. Sfrutteremo al massimo la nostra visibilità per trattare tematiche importanti quali la depressione ed i disturbi mentali, le disabilità, la green economy e molto altro, quindi preparatevi perché invaderemo presto tutti i vostri profili social (che detto così pare quasi una minaccia).

Elena confeziona abiti su misura, borse, fasce per i capelli e molti altri accessori. Potete vedere tutti i suoi lavori cliccando qui. Se vuoi conoscerla e farle domande sui prodotti, puoi contattarla direttamente qui.

IMG_3049

Fotografie di Francesco Degortes.

Si ringrazia tutta la crew, tra i quali Chantal, Fidanzato Claudio e Vlad

Location: Panthen/Piazza Navona

 

 

Quattro gatti al lardo: la caccia ai fantasmi

Tutto inizia con “Fidanzato Claudio! Ho un’idea!” e tutto finisce a Piazza Navona, alle tre della mattina. Cosa impariamo da queste pochissime righe? Che spesso ho idee di merda.

Era da tempo che io e Fidanzato Claudio volevamo andare a caccia di fantasmi, abbiamo infatti scoperto che Roma ne è letteralmente infestata. Ce ne stanno un bel mazzetto a Castel Sant’Angelo, due o tre vagano tra i vicoli attorno a Piazza di Spagna, qualcuno si aggira sulle sponde del Tevere… e poi in via del Governo Vecchio, al civico 57, c’è una vera e propria festina. Si tratta infatti del locale di punta dell’Altro Mondo. Una specie di Billionaire dei morti, dove entri solo se sei amico di quello, che è amico di quell’altro e via dicendo.

La nostra avventura richiedeva del supporto, quindi abbiamo chiamato immediatamente l’altra metà della mela. Da qualche tempo infatti abbiamo istituito il gruppo geriatrico vacanze, così per non sentirci soli in queste gitarelle della domenica: quattro gatti al lardo è il nome scelto per il magico quartetto, il quale comprende me, Fidanzato Claudio, Aristogracchia e Aristogracchio. Ma nello specifico caso non siamo rimasti soli a lungo, visto che ai gatti al lardo si sono aggiunti poi una Capocciara e un Fidanzato Fisico Vegano Cavernicolo (se vi state facendo domande sulla sanità mentale di questo povero ragazzo, sappiate che la risposta sta unicamente nella laurea in fisica). Poi per sfiga – sua, porello – mio fratello si trova a Roma proprio in questi giorni e, reduce di una sbornia durata più di 24 ore, non ha potuto in alcuna maniera tirarsi indietro. Vi lasciamo una diapositiva della squadra ghostbusters.

2017-07-31-PHOTO-00012049

Quindi armati di: cintura gialla, umorismo sardo, teorie fisiche quantistiche, Superga senza calze, post sbronza interessante e Treccani vivente, ci siamo immersi nella notte calda e umida di una Roma in piena estate.

Attorno a Piazza di Spagna siamo andati alla ricerca di Lorenza Serafina Feliciani. Della storia di questa donna voglio prendermi il tempo di scrivere qualcosa di più articolato, esattamente come feci al tempo per Beatrice Cenci. La signorina Feliciani, infatti, vive in un momento storico interessante, è compagna del misterioso e biricchino Giuseppe Balsamo, conte di Cagliostro e ha un incontro interessante persino con Casanova. Perciò sappiate che non mi dilungherò eccessivamente in questa sede, ma ne ricaverò la prossima avventura.

(Aristogracchi, la cosa vi riguarda, quindi non fate i vaghi e preparate lo zainetto)

Bene, però cosa ci interessa in questa sede di Lorenza Serafina Feliciani? Ciò che per forza dobbiamo raccontare in relazione al suo fantasma è che dopo esser stata condannata a ritirarsi in un convento, pare che lì sia entrata e successivamente scomparsa nel nulla. No, adesso non ve lo racconto perché è stata condannata al convento, per ora vi dovete accontentare di questa informazione. Fatto sta che è sparita, evaporata, sublimata nel nulla. Il suo fantasma invece sembra infestare ancora i vicoli attorno al convento in questione, nei pressi di Piazza di Spagna. La si dovrebbe vedere bene nella notte del 27 dicembre, anniversario dell’inizio della sua tragedia personale, mentre in tutti gli altri giorni dell’anno si dovrebbe poter sentire un uomo che la cerca, disperato, chiamandola per nome. Loreeenza, Loreeeeenza! Noi siamo andati a cercarla fin sotto alla porta del convento nel quale Lorenza è sparita, ma niente. Nessuna traccia di lei, del suo fantasma, del marito che la cerca disperato e di qualsiasi altro essere vivente o no. Però ringraziamo fortissimo zia Virginia Raggi che per l’occasione ci ha spento le luci dei vicoli rendendo la caccia molto più paurosa e suggestiva.

Da Piazza di Spagna poi siamo andati verso Castel Sant’Angelo, con la calma e non con poca strizza visto che Fidanzato Cavernicolo della Capocciara, sembrava avere lo strano potere magnetico di accendere cose e spegnerle al suo passaggio. Non mi sono fatta troppe domande, faceva ambient e mi stava benissimo così. Sul ponte della famosa fortezza non potevano non trovare Beatrice Cenci, quella della storia che vi abbiamo raccontato in maniera molto dettagliata qui. Il fantasma della ragazzina pare comparire preferibilmente nelle notti di luna piena e nell’anniversario della sua morte (o nella notte precedente, quindi quella tra il 10 e l’11 settembre). A questo spiritello piace girare con la propria testa in mano, tenuta per i capelli. Non propriamente un bel vedere, ma sicuramente pertinente alla tematica “Morti per morte violenta”. No, non abbiamo trovato nemmeno Beatrice, ma da quelle parti c’è sempre qualche menestrello che per pochi spicci regala della buona musica ai passati.

Scendiamo poi sul Lungotevere e iniziamo la lunghissima passeggiata che ci conduce a Ponte Sisto dove troveremo ammassati un bel po’ di fantasmi di quelli ignoranti. Nelle notti più fredde, e per questo noi ci siamo andati a fine luglio, dovrebbero essere visibili le anime dei poverelli annegati nel Tevere e che lì, in quell’ansa, andavano ad incagliarsi. Venivano recuperati dalla confraternita dei Sacconi Rossi, confraternita che esiste ancora a scopo celebrativo. Questo gruppo di fedeli, riconoscibile per dei lunghi mantelli di colore rosso, andava a raccogliere i cadaveri di coloro che venivano trascinati dal Tevere privi di vita e davano a questi sfortunati degna sepoltura cristiana. La sepoltura dei corpi non riconosciuti avveniva attorno all’isola Tiberina, ma papa Gregorio XVI vietò successivamente le sepolture di questo genere per questioni sanitarie e quindi le spoglie vennero tumulate al Verano, in una fossa comune. Ancora oggi, il 2 novembre, viene celebrata una messa in ricordo di queste vittime annegate, ed il Fatebenefratelli ha richiesto il ripristino della confraternita, ottenendolo senza troppi problemi. Però, anche in questo caso, nessun avvistamento per noi.

Passiamo sotto a Ponte Sisto dove probabilmente siamo arrivati o troppo in ritardo o troppo in anticipo perché non siamo riusciti a vedere la carrozza di Olimpia Pamphilj che sfrecciava in fiamme lontano dal Vaticano. Un gran peccato, già. Ma se a Roma non hanno orari i mezzi dell’ATAC non vedo perché dovrebbe averli la carrozza fantasma della Pimpaccia. Anche in questo caso sono molto combattuta, so perfettamente che per completezza d’informazione dovrei raccontarvi tutta la storia della Pimpaccia, ma… me la vorrei riservare. Si tratta infatti di un intrigo molto molto interessante e potrebbe essere il tema di una nuova avventura, quindi vogliate perdonarmi, ma non aggiungerò altro alla storia di questa brutta e antipatica signora. Che poi, lo so bene che potreste andare a cercarvela in autonomia, ma mi piace pensare che siate affezionati a me e che aspetterete di leggere le mie storie. (Illusa! Illusa! Illusa!)

Mentre ci dirigiamo in via del Governo Vecchio, al civico 57, notiamo una cosa molto interessante. Un battello sul Tevere, un’imbarcazione che sembra abbandonata, ha due luci accese al suo interno. Armati quindi di tanto coraggio e di cintura gialla dell’Aristogracchia, decidiamo di avvicinarci scendendo le scalette. Ovviamente, per rendere tutto più tetro, non c’è anima viva e una volta avvicinati inizia l’esplorazione della bagnarola. Dentro davvero non c’era nessuno, all’apparenza, ma possiamo giurare di aver visto luci accendersi e spegnersi. Stiamo ancora indagando e per il momento l’ipotesi di un timer automatico è quella più accreditata. Timer o no, ci siamo presi una bella strizza collettiva. Ma neanche tanto. Insomma, il giusto.

L’appartamento inesistente è la nostra penultima tappa: si tratta dell’abitazione più infestata di Roma. L’11 maggio 1861 viene registrato un evento insolito, denunciato dall’allora padrone di casa tal Tromba. Pare che gli oggetti dell’abitazione vivano di vita propria, volando e andandosi a lanciare fuori dalle finestre. Materassi, candelabri, posate, sedie, set di piatti… tutto vola dalla finestra sebbene tutti i membri della famiglia Tromba siano scesi in strada spaventati dall’evento. Il signor Tromba ha chiesto aiuto anche ad un prete, cercando di esorcizzare la casa, ma niente. Il festino di spiritelli non intende cessare e di conseguenza la casa è stata abbandonata e le finestre sono state murate. Negli anni la casa non viene più registrata al catasto, quindi attualmente non esiste in nessuna carta e risulta completamente inesistente. Potendo chiunque andarci a vivere, nessuno s’azzarda. Aristogracchi e Capocciara ci hanno subito visto il business: un bel B&B e via che si fanno i petrodollari.

La nostra avventura finisce a Piazza Navona, a Palazzo De Cupis dove cerchiamo la mano della bella Costanza. E niente anche lì, Costanza probabilmente aveva di meglio da fare che rimanere appiccicata ad un vetro ad aspettarci. La sua storia però è molto bella e interessante, ma ve la racconto adesso senza farvi aspettare. Costanza aveva delle bellissime mani, talmente tanto belle che un artigiano decise persino di farne un calco. Tutti andavano ad adorare quelle dita lunghe e affusolate, fino a quando un forestiero travestito da frate non decise di profetizzare, alla povera Costanza, sciagura infinita. Le disse che avrebbe perso le sue bellissime mani e che sarebbe per questo caduta in rovina. La ragazza, spaventata, decise di chiudersi in casa per ridurre al minimo tutti gli incidenti che avrebbero potuto portarla alla perdita delle mani, ma evidentemente non aveva mai letto “La bella addormentata nel bosco”. Si punse infatti con un ago e a seguito di una bruttissima infezione i medici le amputarono la mano, purtroppo però il male le raggiunse il cuore e la ragazza morì. Si dice che, nelle notti di luna piena, sia possibile vedere Costanza appoggiare la mano alla finestra del suo palazzo. Ma l’altra sera non c’era la luna piena e niente fantasma per noi.

Si conclude così la nostra caccia ai fantasmi, senza alcun risultato ottenuto, ma con una manciata di nuovi amici nello zainetto. E che dire, vi diamo appuntamento alla prossima avventura che vedrà protagonista Lorenza Serafina Feliciani! Se volete venire con noi, nelle nostre passeggiate esplorative, tenete sotto controllo la pagina Qui la gatta ci cova perché in genere è proprio lì che mandiamo gli avvisi. Le squadre di esploratori e avventurieri sono per tutti, anche per i ragazzini, l’importante è portarsi dietro sempre un paio di litri d’acqua visto che si cammina per chilometri e chilometri!

Leggi anche il racconto esilarante degli Aristogracchi e della Capocciara!

Segui le loro pagine facebook:

https://www.facebook.com/aristogracchi/ 

https://www.facebook.com/capocciara/

(L’immagine in evidenza è di proprietà Aristogracchi)

La caccia ai fantasmi è il primo progetto in collaborazione con gli Aristogracchi e dà il via alla nostra nuova esperienza “Quattro gatti al lardo”. Rimanete sintonizzati, ne vedrete delle belle!