Un’idea regalo perfetta a sostegno del quartiere: CENTOREGALI per CENTOCELLE

Il mio impegno per sostenere le attività imprenditoriali di Centocelle si concretizza ulteriormente con l’adesione a un progetto davvero efficace. CENTOREGALI è un’iniziativa di Deacomunicazione Eventi e Ciak si cucina, con la collaborazione di Cento News, Guida Verace di Centocelle e Associazione Culturale CentRocelle e Centocelle regna.

In cosa consiste CENTOREGALI?

Potrete regalare ai vostri amici e parenti due diversi tagli di Gift card prepagate acquistabili in tutti i locali che partecipano all’iniziativa ( €30 ed €50  ) e fruibili in ogni locale della lista che segue:

1 – Panificio e supermercato Rossetti

2 – Maulbeere Birreria

3 – Beer Style – Birreria con cucina

4 – Leggero Centocelle- Pizzeria con forno a legna ed osteria contemporanea

5 – Afrodite di Claudia Costantini – Hair stylist donna e uomo

6 – L’ora di libertà – Libreria per bambini

7 – Bar Pasticceria L’Orchidea

8 – L’Ingrediente Segreto – Pasta fresca e dolci

9 – Woods Lounge Bar – Ristorante/Cocktail bar

11 – Cento Gourmet – Ristorante gourmet

11 – Centorti – Osteria biodinamica

12 – Giusto – Piadina e cucina

Dove trovo risposte alle mie domande?

Per info ed aderire al progetto : Deacomunicazione Eventi 3425232523 Link evento sempre aggiornato :    http://tiny.cc/jfrahz

Io ho visitato per voi il Bar Pasticceria L’Orchidea, la piadina di Giusto e Leggero (osteria contemporanea). Ovviamente ho messo il bollino dell’approvazione, ma per i dettagli sui locali potrete divertirvi a cercare tra le foto di Instagram!

SOSTIENI IL TUO QUARTIERE!

A Natale basta davvero poco!

Teatro per bambini a Centocelle

A Centocelle inizia un nuovo corso di teatro per bambini, organizzato e condotto da Giuditta Pagano.

Fare teatro significa imparare cose nuove, divertirsi, emozionarsi e conoscere nuovi amici. E se lo dicono i bambini, c’è da crederci!

❗CORSI IN PARTENZA A SETTEMBRE 2019❗

LUNEDÌ: 11/13 anni. Dalle 15.30 alle 17.00 + 6/10 anni. Dalle 17.00 alle 18.30 presso il TEATRO FRANCESCA ROMANI COLUZZI, zona Monte Mario

MARTEDÌ: 10/13 anni dalle 16.30 alle 17.30 + 6/10 anni dalle 17.30 alle 18.30 presso il TEATRO SAN GIULIANO, zona Cassia

MERCOLEDÌ: 11/13 anni dalle 16 alle 17 +
6/10 anni dalle 17 alle 18 presso il TEATRO UGO BETTI, zona Prati

VENERDÌ: 11/13 anni dalle 16 alle 17 + 6/10 anni dalle 17 alle 18 presso il CENTRO CULTURALE LEPETIT, zona Centocelle-Tor tre teste

Per informazioni: invia un messaggio e scopriremo insieme il mondo del teatro attraverso giochi di movimento, improvvisazioni, esercizi sulla gestione delle emozioni e letture.

Cosa serve per fare teatro?

Per fare teatro bastano due cose: una persona che abbia qualcosa da raccontare e un’altra che abbia voglia di ascoltare. Non esiste teatro senza ascolto, rispetto, fiducia e attenzione nei confronti dell’altro. Nei laboratori di Giuditta si impara ad ascoltare gli altri: con esercizi silenziosi, ma pieni di dialoghi, con le battute dello spettacolo e con le improvvisazioni. Tutto, in un grande scambio tra ascoltare ed essere ascoltati.

Manda un WhatsApp 3331276602

Cerchi palloncini e allestimento feste a Centocelle? Peter Pan Party è la soluzione

Devi organizzare una festa a tema e non sai che pesci pigliare? Peter Pan Party mette a disposizione tutto ciò che serve per permetterti di festeggiare serenamente senza pensieri! Dal catering, passando per mille palloncini colorati, alla gestione dell’evento: mettiti comodo e gustati la tua festa!

Ci siamo trovati senza una location all’ultimo minuto, non sapevamo più che fare e stavamo per mandare a monte tutti i nostri progetti per il Baby Shower di Cotoletta … ma poi è arrivata Anna in aiuto e ci ha restituito ciò che ci sembrava perduto completamente. Anna è diventata così la nostra Party Planner ufficiale per il Waiting For Cotoletta tanto desiderato: in mezza giornata ha risolto il problema della location e nell’altra metà ha recuperato tutto ciò che serviva per allestire la festa in quattro e quattr’otto. Non abbiamo mai visto lavorare una persona sulla deadline con tanta passione, precisione ed entusiasmo: ne siamo rimasti completamente affascinati.

La location

Non solo Anna ha risolto il problema, ma ha avverato un nostro sogno: avere un parco gonfiabili tutto per noi per un pomeriggio. Il nostro desiderio era quello di tornare bambini insieme alla famiglia e gli amici, lei lo ha reso realtà. Il parco PlayLand è stato a nostro uso esclusivo dalle 16 alle 20, così da poter utilizzare tutti i giochi gonfiabili in sicurezza, sotto la guida di … un adulto più adulto di noi. Siamo stati anche sgridati un paio di volte, la situazione tendeva a scapparci di mano. Inutile dirlo, ci siamo divertiti come dei matti.

L’allestimento e il catering del party

Il tema, come già vi avevamo raccontato era centrato sulla vacanza hawaiana: che dire… Anna ha allestito tutto alla perfezione, rendendo un ambiente giocoso, leggero e divertente adatto persino ai più esigenti. C’erano i palloncini, c’erano le foglie di palma, ci stavano i fenicotteri rosa (e azzurri!!!) e c’erano fiori ovunque. Penso che dalle fotografie sia piuttosto chiaro come non le sia sfuggito assolutamente nulla e come noi ne abbiamo saputo approfittare alla grande. Essendo questo evento una festa pomeridiana, Anna ha organizzato un catering misto dolce e salato, perfetto persino per i miei ospiti con mille intolleranze e allergie (è stata molto attenta e precisa, affidabile al 100%). Pizzette, tramezzini, frutta, yogurt e salatini non sono mancati fino all’ultimo minuto, ma un plauso speciale va alle bottiglie personalizzate con il logo della nostra festa attaccato al posto dell’etichetta della bibita. Non dimentichiamoci la torta scenica, un vero capolavoro sfruttato per un quantitativo di fotografie pazzesco.

Foto di Francesco Loreti

I palloncini gonfiati con l’elio

Allora, tralasciamo pure che qualche palloncino è stato utilizzato da Fidanzato Claudio e soci per modificare la voce e ri-doppiare, con una certa ironia, intere scene de Il Gladiatore. Da Peter Pan sono specialisti dei palloncini, ne troverete di tutti i colori e di tutti i gusti. Anna ha organizzato un’attività molto divertente che abbiamo concretizzato liberando nel cielo una trentina di palloncini azzurri (di varie sfumature) con appesi dei bigliettini riportanti i nostri desideri. Oltre ad essere stato un momento molto divertente, dobbiamo ammettere che l’effetto scenografico era qualcosa di estremamente piacevole alla vista.

Contatti

Se volete organizzare un evento e non siete proprio il re delle feste esiste solo un negozio al quale affidare tutte le fatiche: Peter Pan Party. Una telefonata e non ci pensi più, non ti rimane altro che il diritto di divertirti e di stare con le persone che ami. Se vuoi vedere tutte foto del nostro Baby Shower Hawaiano scorri la gallery!

Il miglior gelato artigianale di Centocelle è Buono Così!

Buono così gelateria naturale centocelle roma

Spazio storytelling noiosissimo che racconta parti non richieste della mia vita. C’è stato un momento della mia vita in cui ho fatto il gelato, sì. Finita l’università con l’estate alle porte, nel lontano 2013 mi sono ritrovata gelataia a Castel Vecchio a Verona. Non è stata un’esperienza lunghissima, finita l’estate sono stata spostata negli uffici dell’azienda che gestiva questo locale e ho iniziato a occuparmi di marketing. In ogni caso, quei 3/4 mesi davanti alla gelatiera mi hanno permesso di conoscere un mondo super divertente, fatto di sperimentazione e creatività. Sotto la guida di una bravissima chef sono riuscita a creare molti nuovi gusti: ogni giorno, in quel laboratorio, era un’avventura ricca di soddisfazioni. Quest’esperienza ha fatto di me una cagacazzi tremenda e da quell’estate non ho più visto il gelato allo stesso modo. Per questa ragione ci ho messo circa tre anni prima di decidere in via definitiva quale fosse il gelato migliore di Centocelle. Fine spazio storytelling.

Quindi, senza indugio ulteriore, per la categoria miglior gelateria artigianale del quartiere, viene consegnata la coppa a Cinzia e Pietro di Buono Così! Non che valga moltissimo la coppa del blog, ma sappiate che per convincermi in questo modo bisogna aver superato sofisticatissimi standard inarrivabili. No, okay sto esagerando, in realtà basta fare il gelato in modo naturale, con passione, con materie prime vere senza usare preparati nei barattoli. Per fare il gelato non serve molto, basta avere il latte fresco, la panna e tutti gli ingredienti che si vogliono utilizzare per ottenere il gusto desiderato. Se tutti questi componenti sono di ottima qualità allora il gelato verrà buonissimo, senza tante altre necessità.

Non voglio dilungarmi molto, non c’è bisogno di descrivere gusto per gusto. Cinzia e Pietro fanno il gelato in modo spontaneo, creativo e naturale ed è da questa loro semplicità che riescono a ottenere un risultato che arriva tranquillamente (e senza affanno) alla perfezione. Non vi resta che andare a provare di persona, nel caso non vi fosse mai capitato di passarci davanti. La posizione è facile da raggiungere a piedi, un po’ meno in macchina per via della scarsità di parcheggio: da piazza dei Mirti prendete Via dei Narcisi e fermatevi poco prima del cinema, al civico 20A: se siete super digital ecco a voi google maps

Nel corso del tempo con Cinzia, Pietro e la loro apprendista simpaticissima si è instaurato un bellissimo rapporto. Qualche volta adoro passare nella loro bottega anche solo per un saluto (senza mai andarmene senza una cremolata dimensione gigante fatta solo per me e per il mio pancione). Vi consiglio di assaggiare tutto, proprio tutto, ma se volete apprezzare la genuinità della base di questo gelato partite dal gusto latte. Sembra una sciocchezza, ma è proprio dal gusto fior di latte che si capisce quanto possano essere buoni gli altri gusti.

Continuo a portarci gente perché sono sempre sicura che questi tre ragazzi mi faranno fare bella figura e nessuno rimarrà mai deluso dal loro prodotto naturale e genuino. Sono felice di appoggiare queste attività nel quartiere, soprattutto quando sono gestite da persone buone, intelligenti e oneste che portano “in tavola” il sorriso e la gentilezza prima di qualsiasi altra cosa. Tante volte, infatti, si va a mangiare – per esempio – la pizza in un posto dove il proprietario ci sta sulle palle, ma ci andiamo perché la pizza è buona e accettiamo il compromesso: in questo caso non ci sono mediazioni, in quella bottega si respira aria buona, aria di casa e soprattutto la vera fragranza dell’arte del gelato.

Pescheria Centocelle: Blue Marlin

Salmone della Pescheria Blue Marlin Centocelle

Hai voglia di ostriche e vino bianco? Oramai è circa mezzogiorno ed è praticamente l’ora dell’aperitivo. In questi casi esiste solo un posto dove approdare con sicurezza: La Pescheria Blue Marlin in via dei Castani a Centocelle.

Aggiornamento del 19/08/2019

Purtroppo ci giunge notizia che la pescheria Blue Marlin ha chiuso i battenti ufficialmente. Ci dispiace moltissimo darne notizia, soprattutto quando a rimetterci sono commercianti giovani, preparati e attenti alle materie prime. Auguriamo ai ragazzi del Blue Marlin tanta fortuna ovunque loro tentino di trovarla!

Se siete capitati qui perché cercavate una buona pescheria a Centocelle sappiate che potete dirottarvi da questa parte: Mama Fish

Aperitivo a 10 Euro a Centocelle

Francesca Moscardo di Nanabianca blog fa aperitivo da Woods a Centocelle

Da due anni a questa parte, Centocelle si sta rinnovando moltissimo dal punto di vista della movida giovanile. Hanno aperto molti locali e nuove attività, alcuni dei quali visitiamo per voi inserendoli nella nostra rubrica Instagram #Centocellefirst.

Dove fare aperitivo a 10 Euro a Centocelle

Abbiamo approfittato dell’arrivo di Francesca di Nanabianca Blog per andare a testare un nuovo locale fighissimo che ci ha aperto praticamente sotto casa: WOODS.

Woods Centocelle Aperitivo 10 euro

Woods ci ha conquistato immediatamente per alcuni punti fondamentali:

  • L’aperitivo a 10 Euro (drink and food). Ho ordinato un bicchiere di vino Valpolicella classico, Claudio ha preso un Negroni sbagliato e Francesca si è data al Margarita e al Moscow Mule. Ci hanno portato due taglieri a testa, uno di carne e uno di pesce crudo.
  • Personale super simpatico! Parliamoci chiaro: non è esattamente una cosa scontata. Purtroppo a causa della continua improvvisazione delle persone che si svegliano e decidono di fare i ristoratori, finisce che il servizio ne soffra tantissimo. Spesso trovi gente impacciata, nervosa, imabrazzata… incapace persino di fare mezza battuta con il cliente. Ecco, in questo caso nulla di tutto questo avviene. I ragazzi che lavorano nel locale sono spigliati, con la battuta pronta e molto accoglienti senza scadere in una pesante invadenza come talvolta capita.
  • Arredamento bellissimo. Il locale è praticamente una foresta nel vero senso della parola. Entrando si viene accolti dal verde freddo, ma avvolgente che decora le pareti e gli elementi d’arredo. La luce soffusa e la musica a volume decente rende l’ambiente perfetto sia per una serata tra amici (come la nostra) che per una serata romantica. Credo infatti che torneremo per San Valentino.
Woods Aperitivo 10 euro Centocelle

Il locale è accessibile per i disabili con carrozzella e il personale è prontissimo ad aiutare in caso di bisogno per spostamenti e manovre necessarie. Fidanzato Claudio ha esaminato a fondo il bagno e ha stabilito che è OK anche dal punto di vista dell’accessibilità. Girando con Francesca da molti anni oramai ci abbiamo fatto l’occhio!

Woods aperitivo Centocelle

Ci sentiamo di inserire il locale tra i consigliati a Centocelle per l’aperitivo, presto però lo metteremo alla prova anche per la cena e per il pranzo (abbiamo sentito voci di corridoio che aprirà anche a mezzogiorno).

In attesa di aggiornamenti … fate un salto da Woods! Siamo super contenti che abbia aperto proprio così vicino a casa nostra. Benvenuti nel quartiere!

Woods si trova in via dei Platani 117 tel: 06 4549 6154

Carne alla brace a Centocelle: Grano e brace in via dei Platani 18

State bazzicando a Centocelle e vi è venuta voglia di carne alla brace? Allora lasciate che vi si consigli un locale che è una certezza. Grano e Brace: il luogo in cui placo a colpo sicuro la mia irrefrenabile voglia di carne.

Siamo in via dei Platani, verso il centro commerciale La Primavera. Il locale si trova poco prima dello stop quindi è impossibile non vederlo. In ogni caso è al civico 18, se vi perdete usate Google maps cliccando qui. Se non sapete usare manco Google maps mettetevi lì fuori e cercate nelle vetrine un grosso toro con in mano una pizza. Eh, sì da Grano e Brace si può ordinare anche una margherita.

Grigliata mista alla brace
Grigliata mista di carne da Grano e Brace (Roma)

Ma non è certo per la pizza che io e Fidanzato Claudio ci infiliamo in questo locale almeno una volta al mese da quando l’abbiamo conosciuto, quanto più per le porzioni da brontosauro di carne buona che vengono servite a prezzi onesti. Non che la pizza non sia buona, solo non abbiamo ancora avuto modo di assaggiarla, forse si dovrebbe rimediare. Il problema principale è che il profumo di carne alla brace che si respira in quell’ambiente familiare e rustico sovrasta completamente la presenza della pizza, il mio cibo preferito in assoluto. Io quando entro da Grano e Brace ho l’impressione di fermarmi a pranzo da un amico che, sapendo del tuo arrivo, s’è procurato quei due o tre pezzi buoni da mettere sul carbone ardente. Insomma, sticazzi, la pizza la mangio un’altra volta.

Noi abbiamo il nostro menù a colpo secco, ci dividiamo un antipasto in due (un tagliere di salumi misti con formaggi e verdure) e poi ci sbraniamo il vassoio della grigliata mista con le patate, un litro di vino rosso e un dolcetto in chiusura. Spendiamo più o meno mezza piotta in tutto e siamo felicissimi così.

Punti forza

  • Locale che accetta di buon grado i bambini, hanno anche i seggioloni. Ultimamente non è certo da sottovalutare questo aspetto, mentre spuntano come funghi i locali child free abbiamo ancora qualche posto in cui i pargoli sono benaccetti.
  • Prezzi popolari, non serve un rene per sedersi a tavola. Non c’è niente di più bello che potersi permettere serenamente un buon pranzo fuori casa e per fortuna esistono ancora posti in cui la qualità e il prezzo vanno a braccetto. Da Grano e Brace si mangia bene, la qualità è buona e si paga il giusto. La cucina di concetto la lasciamo ai pariolini che a Roma Est ci piace essere veraci.
  • Servizio ottimo, i ragazzi che lo gestiscono ci piacciono un sacco: sono simpaticissimi, per nulla invadenti e riescono a essere molto attenti alla tavola. Se finisci l’acqua te la portano subito, i piatti vengono rimossi non appena le posate sono nella posizione che indica la chiusura del pasto. Sorrisi, memoria delle facce e simpatia: quello che ci vuole in un ristorantino intimo in cui passare il pranzo della domenica. Ci si sente ben voluti e, in qualche modo, anche in famiglia.
  • I dolci sono fatti in casa! Vi consiglio di farvi consigliare dal proprietario, io mi sono divorata delle pesche immerse in una crema di limone. Ero assolutamente sazia ancor prima di affrontare il dessert, ma non ho potuto avanzare nemmeno un cucchiaio di quella delizia. Son golosa, si sa!

In definitiva siamo certi che Grano e Brace potrebbe rientrare a pieno titolo nella classifica dei cinque ristoranti che più amiamo a Centocelle. Stiamo facendo un’agguerrita selezione per stendere un articolo definitivo. In gara ce ne stanno almeno una decina e alcuni dobbiamo ancora provarli!


 

Cena di pesce a Centocelle? Prova Mabe!

 

 

Una veronese a Roma, pt. II

Lo so, sono in ritardissimo con la seconda parte di questa storia e so anche che ci stanno delle persone, in fondo alla stanza, che mi fanno il segno sull’orologio: scusate. Quindi, dicevamo che volevate sapere come procedono le disavventure di una veronese a Roma. Bene perché siamo capitati nel momento giusto: AGOSTO.

Non so se nel resto della penisola italica ne siate al corrente, ma a Roma non piove da diversi mesi. Mai una minaccia, mai una nuvoletta, mai nemmeno un lampo o un tuono; niente di niente, solo clima africano e arsura. Ma state tranquilli, non disperate, perché l’amministrazione Raggi sta sistemando tutto: chiudiamo infatti le fontanelle pubbliche, tutte tranne quelle del centro storico altrimenti facciamo brutta figura con i turisti, così risparmiamo l’1% di acqua sprecata e il lago di Bracciano tornerà ad essere un lago e non un campo da tennis. E se non funziona poco male, morirà di sete un po’ di gente inutile e si ridurrà la popolazione e quindi l’impiego d’acqua. Geniale. Non ne vedete il senso? Tranquilli, nemmeno noi che viviamo qui e con i nasoni (così chiamiamo le fontanelle) praticamente ci campiamo felicemente perché l’acqua di Roma è buona.

Poi è agosto dai, non vorrai mica lamentarti con questo caldo. E comunque non è grave, puoi sempre mettere in borsa una borraccia d’acqua  e te la cavi. Dopotutto, sul 19, ovvero il tram che collega il Vaticano con Centocelle, c’è molto caldo e l’aria condizionata non è mai stata montata, non puoi andare senza acqua. Come dite? Perché non prendo la metro? Aspettate, voi intendete la Metro C, quella che collega Monte Compatri a San Giovanni, passando per Centocelle! Ah sì. Bè, si potrebbe prendere, se solo non fosse ancora scollegata dalla Metro A mesi dopo l’inaugurazione. Perché? Non lo so, ma non sono quei 700 metri a piedi il problema. Eh, la Metro A è mezza chiusa, ci stanno le navette sostitutive: una ogni morte di Papa, che detto qui a Roma pare pure brutto. Tranquillo Francesco, vai sereno, l’ATAC non ci deluderà!

Disagio? No, nemmeno tanto. Qui a Roma abbiamo il mare vicino: Ostia beach, solo per i veri poveri certificati.

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Lo stabilimento balneare di Jesolo vs. la spiaggia libera di Ostia

La spiaggia libera è per noi che abbiamo sempre le tasche vuote e la testa piena di fantasia, c’è poco da fare, questo vale al nord quanto al sud. Spendere più di 10€ al giorno per un lettino e un ombrellone non è cosa per noi. A noi piace essere rustici, alla fine, quindi come tutte le famigliole per bene acquistiamo il nostro ombrellone dai cinesi, prepariamo la nostra borsa con dentro un paio di teli da mare e ce ne andiamo, come le paperelle, alla spiaggia.

  • L’ARRIVO ALLA SPIAGGIA. La famiglia del nord, a Jesolo, è composta. Intanto se va al mare da quelle parti, probabilmente, ha pure i soldi e non si accamperebbe mai in una spiaggia libera, ma in secondo luogo il buon veronese che si rispetti vuole stare comodo. Arriva allo stabilimento e paga per la famiglia: lettino per la moglie, ombrellone per i pupi e basta così. Perché i soldi ce li hanno, ma meno ne spendono meglio è. “Fattura? Scontrino?” “No, scusa, ho da fare, non ti ho sentito.” E niente, finisce così, un po’ evasione, un po’ freestyle. La mamma, nel frattempo, prende per un braccio i ragazzini, li avvicina molto educatamente con un bel sorrisetto ipocrita, poi – a bassissima voce – li minaccia di peste e carestia preventivamente. Detto ciò, la famigliola silenziosa, si appropria dell’ombrellone assegnato e inizia la giornata al mare. Qui a Roma non funziona così. Intanto, per prima cosa, la famiglia media a Ostia Beach è composta da minimo 6 persone: mamma, papà, due ragazzini, nonno e nonna. Tutti e sei con un solo ombrellone comprato dai cinesi, forse un lettino per la nonna e nove borse termiche per il pranzo. Arrivano solcando la spiaggia alle sette della mattina, per prendersi il posto migliore, piantano l’ombrellone e la cucina portatile: alle nove stanno già preparando il guanciale per la pasta. I ragazzini hanno una voce che raggiunge decibel mai sentiti, secondi solo a quelli della madre quando decide di richiamarli dall’acqua perché devono mangiare qualcosa. Gente in Corsica giura di sentire quotidianamente una mamma romanda minacciare di morte il proprio figlio se non esce dal mare in tempo zero. I bambini veronesi invece sono addestrati militarmente e chiedono il permesso in duplice copia con bolla ministeriale anche solo per iniziare a pensare di farsi un bagno; mentre attendono il nulla osta della commissione “vacanze per bene” presentano un modulo per la costruzione edilizia di un castello di sabbia sul bagnasciuga. I ragazzini di Roma, invece, si divertono.

 

  • IL PRANZO. La famiglia veronese, sebbene sia arrivata in macchina e l’abbia parcheggiata appena fuori dallo stabilimento, non ha con sé borse termiche con il pranzo. La famiglia veronese preferisce sempre la comodità di un tavolo, delle sedie e qualcuno che serva loro del cibo. Quindi, verso mezzogiorno e mezza, il marito prende il portafoglio, obbliga i ragazzini ad indossare una maglietta, richiama la moglie che ci mette sei anni ad indossare un pareo e si accomodano al pulitissimo ristorante dello stabilimento. Sul tavolo: prosciutto, melone, un po’ di lattuga con dei pomodorini e vino bianco. I ragazzini hanno la Coca-Cola, se sono fortunati e non hanno una mamma pediatra o dentista. Comunque sia, di qualsiasi estrazione sociale si stia parlando, tutto può variare tranne il vino bianco e questa cosa è sacrosanta. Sì, perché chi non abita a Roma deve sapere che questi tizi italici terroni non sempre bevono a tavola. Un’eresia bella e buona per me che senza vino non riesco nemmeno a deglutire un tozzo di pane. Che poi qualcuno me lo dovrebbe spiegare come fanno a vivere così: niente Tocai del Veneto di Checchini. Ma siete tutti impazziti? Matti o non matti, i Romani non bevono il vino a tavola e non ne percepiscono l’assenza come noi percepiremmo quella dell’acqua. Voglio dire, se la Raggi togliesse l’acqua dalle fontanelle di Verona chi se ne accorgerebbe? E sticazzi, noi abbiamo il vino! Comunque sia questa storia sembra averla compresa chi mi sta vicino, il mio suocero bis (sì, ho due suoceri: la madre di fidanzato Claudio si è risposata ed io ho fatto la combo) mi chiede regolarmente scusa per l’assenza di vino sulla tavola. Regolarmente lo assolvo con sufficienza. Ma insomma, la famiglia veronese consuma il suo pasto in orario discutibile e lo fa in silenzio e discrezione. La famiglia romana a mezzogiorno e mezzo sta – forse – facendo uno spuntino, ma passeranno altre due ore prima che decidano di fare qualcosa che somigli ad un pranzo. Qui a Roma non ho mai pranzato prima delle due, forse qualche volta intorno all’una, ma perché avevo fame e magari non avevo fatto una gran colazione. Fatto sta che la mamma di Roma ha nelle vaschette di plastica tutto il pranzo prontissimo: mezze maniche al sugo, pane a volontà, insalata mista, due costine, un prete, sette cervi reali, un rabbino e pure una banana. Mangiano, tutti insieme, sotto all’ombrellone, facendo una gran caciara. I bambini corrono con la pasta in mano, rispondono con urla alle urla della madre e in una mezz’oretta si risolve tutto con il papà e il nonno che russano rumorosamente all’ombra.

 

  • IL RITORNO A CASA. La famiglia romana s’alza tutta insieme e verso le cinque stabilisce che sia il caso di iniziare il ritorno. La famiglia romana, infatti, abita a Centocelle e per andare a Ostia con i mezzi deve fare un po’ di casino. Trenino fino a Piramide, poi metro B fino a Monti Tiburtini e per concludere autobus fino a piazza dei Mirti. Alle cinque comincia a smontare il campo nella spiaggia libera, alle nove di sera è a casa. La famiglia di Verona invece ha l’Audi parcheggiata lì, parte da Jesolo alle sette e alle otto e mezza sta già a letto, come le galline. A casa, la madre veronese spalma la cremina sulle spalle morbide e dolcemente abbronzate dei due ragazzini, raccontando loro le mirabolanti avventure dell’eroe Salvini, mentre la madre romana sta cercando di impomatare le ustioni delle sue due bestie di Satana che non hanno voluto mettersi la crema manco per il cazzo, facendo però silenzio perché c’è la prima di campionato e gioca la Roma. Anche a Verona gioca l’Hellas, ma il papà è in garage che aspira la sabbia dagli interni dell’Audi e ascolta la partita dalla radio.

 

Ora, immaginate la cosa: io vengo dalla tipica famiglia veronese e (con qualche eccezione dovuta ad un padre romagnolo) non ho avuto un’estate tanto diversa da quella che – ironicamente – ho raccontato. Crescere in un posto dove le grane familiari si risolvono a bassa voce e si cerca di lasciarle trapelare il meno possibile (a meno che non si parli di mia nonna Anna che, sminchiando il luogo comune, ha sempre pensato fosse di interesse collettivo ogni suo litigio con mio nonno Pietro) e poi andare a vivere in una città dove potrei tranquillamente esporre a tutti voi il motivo del litigio tra la signora e il signor Bordini del terzo piano, mi ha decisamente destabilizzata. Alle volte ho un po’ l’impressione di vivere dentro un programma della De Filippi, con delle incursioni del giudice Santi Licheri e Maria Teresa Ruta, ma va benissimo così. La genuinità confusionaria dei romani la preferisco al silenzio composto dei veronesi, anche se – porca miseria – sarebbe carino non svegliarsi la domenica mattina con l’elenco dei capi d’accusa attribuiti al Sig. Bordini direttamente dalla moglie in veste di pubblico ministero improvvisato. Col megafono incorporato.

 

Ho scritto troppo: larga è la foglia, stretta è la via, dite la vostra basta che lo facciate a bassa voce che di gente che urla ne ho intorno abbastanza! (Disse la ragazza accusata  per anni di avere una voce fastidiosamente alta per i parametri veronesi. Be’, cari amici che tanto mi avete derisa per il mio vocione, sappiate che qui a Roma rientro perfettamente nella media cittadina e voi, dolcissimi amici, potete pure andarvene maledettamente a fanculo!)