Il mondo delle mamme? Anche meno

Domani Milo compie 5 mesi e io sono nel mondo delle mamme da un anno. Il mondo delle mamme è un posto nel quale alle volte sono stata felice di stare, mentre altre avrei voluto non averlo mai conosciuto. Fare il solito discorso banale è molto semplice, ma vorrei cercare di metterci un punto anche per quanto riguarda un po’ la mia salute mentale. 


Se ci fosse la ricetta perfetta per crescere bambini perfetti sarebbe venduta a peso d’oro e probabilmente presenterebbe anche dei problemi morali di eugenetica non indifferenti. I bambini crescono da milioni di anni in ogni angolo del mondo, tra le braccia di madri e di padri totalmente differenti tra loro, molti crescono nella fame, nella povertà e nella violenza, pochi invece crescono in un nucleo familiare quasi decente. Perciò, alla luce di questo, tutte le follie delle mamme che devono giudicare quelle che fanno scelte diverse dalle loro (allattamento, pannolini, svezzamento tradizionale o autosvezzamento, baby sitter o maternità facoltativa, …) fanno davvero ridere.

 
E ne ho sentite di robe strane, davvero. Ma alcune anche molto cattive tipo “Io a quella il bambino glielo leverei” e perché? Perché è una mamma di quelle che non scatta appena il bimbo piange. Oppure ho letto denigrazioni insensate verso quelle mamme che usano il ciuccio o quelle che usano il passeggino/carrozzina. Per me è ingiusto e anche molto crudele questo pensiero, per altro non tiene minimamente conto del vissuto di ognuna di noi. Per esempio, qualche mese fa, ho chiacchierato con la ragazza che ha partorito il giorno dopo di me ed era la mia compagna di stanza. Lei mi raccontava che stava dando al suo piccoletto gli omogeneizzati alla frutta. Che dire, il bimbetto aveva tipo tre mesi e mezzo, forse quattro non lo so, e ho semplicemente chiesto il perché. Mi ha raccontato la sua storia e fine. Potevo non essere d’accordo? Potevo aggredirla perché l’OMS dice che blablabla fino a sei mesi solo latte di mamma? No, non era manco nei miei diritti pensare che stesse facendo del male al bambino, tanto che la sua storia giustificava perfettamente quelle scelte e comunque io non sono certo uno specialista per fare valutazioni ulteriori. 


Quindi una mamma magari usa la carrozzina perché con la fascia non si sente sicura e non sta lasciando il suo bambino in un freddo giaciglio abbandonato, lo sta amando come lo amerebbe qualsiasi altra mamma. Un’altra mamma magari è stanca e sfinita e alla centesima volta che il bimbo piange chiedendo interazione lei dice di no, che per cinque minuti può pure piangere perché a lei fanno male le braccia e si deve riposare. Può farlo senza che la si guardi come un’appestata. Così come un’altra può tenere il proprio bimbetto addosso h24 con fascia o senza fascia e ha tutte le ragioni di non avere accolli da parte di chi arriva con le teorie del vizio. 


Fare la mamma  non è una gara, è un’esperienza fatta di scelte e di situazioni uniche e irripetibili. Perciò basta malignare, guardatevi nel vostro piatto e se pensate che una vostra abitudine sia bella, imparate a divulgarla senza denigrare le pratiche diverse dalle vostre.  I pannolini lavabili sono fighi, hanno tanti vantaggi e io non farei mai a cambio con gli usa e getta: tu usi quelli della Pampers? Hanno i loro vantaggi anche questi, ma io ho fatto un’altra scelta con le mie ragioni. Mio figlio non ha compiuto 6 mesi eppure assaggia le cose che riesce ad arraffare sul tavolo, il tuo ancora prende il latte perché non te la senti di fargli assaggiare le cose? Benissimo, probabilmente per il tuo bambino è giusto così, sicuramente lo è per te e tanto mi basta. Io porto Milo in fascia sempre e non uso mai carrozzina/passeggino perché faccio esercizio fisico, lui è più tranquillo e perché mi trovo più comoda con le mani libere, il tuo sta ottimamente nella carrozzina Inglesina che ti ha regalato mamma? Oh che bello, beata te perché l’Inglesina è proprio bella. 


In conclusione, ho scritto questo post perché sono un po’ stanca in generale e perché sono stanca di dovermi sempre giustificare. Ho l’ansia e ogni volta che prendo una decisione interpello 2342345mila specialisti pur di assicurarmi di fare la cosa giusta. Basta, davvero. Non lo voglio più fare, voglio cambiare rotta e cominciare a prendere le decisioni con più leggerezza senza pensare a come poi dovrò giustificarmi con la mammina perfetta di turno. E ho commesso tanti errori anche io, sicuramente ho fatto lo sbaglio di pensare di condividere frammenti della mia vita senza essere messa sotto il microscopio delle miss mamme duemila20.

 
Perciò basta, io di questo mondo di mamme virtuale non ne voglio sapere più niente, mi sono tolta da tutti i gruppi e ho fatto il vento da tutte le chat whatsApp. E da oggi non mi fermerò più a leggere malignità e cattiverie, mi sono davvero stancata. 

Il fenomeno “Mamme Pancine”: la mia analisi semiseria

Ci hanno fatto ridere, indignare e anche riflettere: ma queste “Mamme Pancine” esistono veramente o è un divertente siparietto messo in scena dal Signor Distruggere per dare spazio a questo cinismo elitario dilagante? Mi assumo completamente la responsabilità di quanto sto per raccontare perché mi sembra doveroso almeno sollevare il dubbio.

Chi sono le “Mamme Pancine”?

Qualche anno fa dalla pagina del Signor Distruggere cominciano a comparire gli stamp di alcuni messaggi postati in gruppi segreti di Facebook. Sono gruppi di mamme e di donne in attesa che si confrontano circa il concepimento, la gravidanza, l’allattamento, il parto e via dicendo. Questi messaggi copiati, spesso, sono sgrammaticati e contengono domande imbarazzanti che denotano profonda ignoranza circa il sesso e la riproduzione umana, mentre portano alla luce convinzioni popolari al limite dell’assurdo e una gestione della famiglia assurda anche per un’Italia non alfabetizzata degli anni Venti. Queste donne chiedono e spiegano come bruciare assorbenti usati possa aiutare il concepimento, vengono smerciate ricette per produrre formaggio con il latte materno, alcune credono che ogni mestruazione mensile sia una sorta di aborto e di conseguenza piangono dando al “feto abortito” un nome e talvolta degna sepoltura in giardino, inorridiscono davanti alla formazione scolastica femminile additando come “faciline” le ragazze che studiano al classico o fanno l’università, altre vivono e raccontano il sesso con il compagno come una sorta di obbligo matrimoniale dal quale svincolarsi rapidamente con un coito rapido e possibilmente al buio. Insomma, sono tutte cose che fanno sorridere, ma quante di queste corbellerie scritte possono essere vere e quante invece possono essere fake montati per poi alimentare un giro di click e condivisioni super remunerativo messo in atto proprio dal Signor Distruggere e da altri siti analoghi? Io, come altri, il dubbio me lo sono fatto venire.

La mia indagine: esistono le “Mamme Pancine”?

Ho provato a immaginare chi potesse essere potenzialmente una “Mamma Pancina” e ho fatto una bozza di profilo, immaginando possibili scenari. Leggendo “le prove” dei vari siti in cui queste donne venivano prese in giro, ho notato che sembrerebbero tutte donne dai 30 ai 40 anni, che non hanno studiato oltre la terza media per la maggior parte dei casi, che i sono sposate presto (dai 18 ai 25) e che vivono nell’Italia Meridionale. Non sanno organizzare un discorso di senso compiuto in forma scritta, non riescono a scrivere correttamente, non comprendono il basilare collegamento tra una possibile causa e un possibile effetto, sono estremamente cattoliche e profondamente credenti e praticanti. La domanda è stata: conosco persone che rientrano in questo spettro anche se non rispettano tutte le caratteristiche? Sì, le conosco e alcune hanno la mia età. La figura della “Mamma Pancina” non è quindi totalmente inventata, la “Mamma Pancina” esiste e vive in mezzo a noi senza troppi problemi.

Alla scoperta dei gruppi segreti delle “Mamme Pancine”!

Qual migliore occasione di una gravidanza per addentrarsi nel marasma segreto delle Mamme Pancine? Per andare abbastanza a colpo sicuro, mi sono tuffata proprio nei siti utilizzati dal Signor Distruggere per la caccia grossa: Forum Al Femminile in primis e tutti i gruppi Facebook subito dopo: Mamme Pancine Bimbi e Tanto amore, Amore, Pancine e tanto altro, Pancine Mamme e Bimbi (OMS), Mamme in gravidanza e Il club delle Mamme. Attenzione: non vi passerò alcuno stamp di questi gruppi, non divulgherò le informazioni contenute all’interno e non parteciperò in alcun modo al bullismo messo in atto da altre piattaforme. Non sono qui per condannare nessuno, non ho intenzione di umiliare o sbeffeggiare, quindi se state cercando lo spazio per farvi una risata penso che possiate pure chiudere questa finestra. Poi vi spiego il motivo, un po’ di pazienza. In ogni caso vi ho lasciato tutti i link, così nel caso vogliate verificare le mie prossime parole potete farlo in autonomia, con i vostri occhi.

Cosa ho trovato nei gruppi delle “Mamme Pancine”?

RULLO DI TAMBURImi dispiace deludervi. Frequento questi gruppi da 7 mesi (sì siamo entrati nel settimo mese qui da queste parti!) e non ho mai trovato nessun messaggio allucinante di quelli che si trovano invece sui canali del Signor Distruggere. Non ho trovato ricette per fare le ricotte con il latte materno, non ho trovato istruzioni per dare fuoco agli assorbenti usati e non ho trovato gente convinta che i bambini non si dovessero specchiare prima del battesimo. Ho trovato, invece, donne spesso disinformate, spaventate e in cerca di conforto. Questi gruppi sono frequentati da persone di tutti i tipi e non sono solo cattoliche! Molte sono ortodosse, altre sono musulmane, molte come me sono atee e dichiarano apertamente di non battezzare i figli. Alcune sono sicuramente più conservatrici di altre, altre sono molto preparate (ci sono psicologhe, ostetriche, infermiere) mentre altre invece faticano a organizzare una frase scritta di senso compiuto. Esattamente così come in una piazza: c’è di tutto. Forse ci sono anche quelle che fanno l’emmental con il latte di poppa, ma non è consentito parlarne e non è consentito (pubblicamente) dare indicazioni che siano contrarie all’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità). Viene promosso l’allattamento al seno, viene promosso lo svezzamento dopo il sesto mese di vita, vengono veicolate informazioni corrette per lo svolgimento di pratiche amministrative relative alla maternità e alla genitorialità. Tutti i post prima di essere pubblicati vengono approvati e devono rispettare un regolamento molto preciso (per esempio non si può parlare dell’astensione ai vaccini, dell’utilizzo del girello, non si possono consigliare medicinali e via dicendo). Tutte le risposte, inoltre, sono controllate da un gruppo di moderatrici molto organizzato.

Il Signor Distruggere ci propina falsità?

Secondo me no, ma nemmeno dice sempre tutta la verità. Credo che che, per convenienza sua e della sua piattaforma (che vive sugli ingressi, ricordiamocelo), probabilmente tende a enfatizzare alcuni aspetti piuttosto che altri, dando tanta visibilità ad alcuni post che in questi gruppi invece passano un po’ in sordina o vengono cancellati dalle admin in poco tempo. C’è anche da dire che in questi gruppi ci sono moltissimi troll che spinti proprio da piattaforme come Il Signor Distruggere vanno a costruire risposte ad hoc per poi inoltrarle con il profilo reale a chi successivamente le pubblica per deridere. Insomma, in qualche caso è palese come se la siano fatta e se la siano detta da soli.

Ma è giusto deridere le “Mamme Pancine” e metterle alla pubblica gogna?

Tasto dolente. Ho fatto una riflessione seria su questo punto e ho dovuto mettere in discussione alcuni miei comportamenti. Ho preso in giro anche io le “Mamme Pancine”, le ho derise e in qualche caso le ho snobbate come se io fossi un essere superiore perché ho avuto la fortuna di accedere all’istruzione, perché ho avuto una famiglia tutt’altro che oscurantista e perché sono cresciuta in un ambiente aperto e stimolante. Mi sono pentita d’averlo fatto e ho smesso, così come ho smesso di fare la bulla su Facebook perché ho capito, in generale, quanto possa essere dannoso e quanto possa ferire le persone. Mi riservo solo la derisione dei fasci e dei salviniani, ma perché lì c’è dolo. Più che altro bisogna rendersi conto che alle porte del 2020 ci sono ancora persone che non hanno chiarissimo come avvenga il concepimento, quali siano i rischi di una contraccezione sbagliata e come si possano affrontare situazioni quali l’aborto in sicurezza. Più che ridere di queste persone bisognerebbe capire per quale ragione ancora non ci sia un’informazione nazionale capillare che possa in qualche modo combattere questa ignoranza di fondo data soprattutto da ambienti molto chiusi, scuole che non offrono informazione e buchi amministrativi che non coprono tutto il territorio. Non mi fa ridere quando leggo una donna che chiede se può essere rimasta incinta con il coito interrotto, mi fa spavento perché quella donna potrebbe essere una coetanea di mio figlio un giorno. Ho letto di donne che non sanno come funziona la pillola del giorno dopo, che non hanno idea di come si conteggi il ciclo mestruale, che credono che basti una doccia dopo l’eiaculazione per eliminare lo sperma dalla vagina. Queste donne non vanno derise, la loro disinformazione è anche colpa nostra. Queste donne sono figlie di genitori che probabilmente non hanno mai spiegato loro come funziona la sfera sessuale, genitori che probabilmente hanno delegato alla scuola o alla società il compito di erudirle o che peggio ancora hanno fatto in modo che non ne venissero mai a conoscenza per paura o per bigottismo. Questi gruppi su Facebook non fanno danno, direi più che vanno a colmare un vuoto lasciato dalla società. Non dovrebbe essere l’admin di “Pancine Mamme e Tanto Amore” a occuparsi di erudire queste ragazze, dovrebbe essere l’istruzione pubblica, ma visto che ogni volta che a scuola si prova a parlare di sesso succede il finimondo … qualcuno alla fine dovrà pure farlo.

In conclusione

I post del Signor Distruggere mi hanno fatto ridere, ma ora non succede più. Un po’ perché credo che per la maggior parte siano fake esagerati che esasperano una situazione reale ma non così grave e un po’ perché credo che nel caso fossero veri non ci sia proprio nulla da ridere, quanto invece da preoccuparsi. E senza vergogna vi confermo che frequento e partecipo alle conversazioni di questi gruppi su Facebook con la mia solita naturalezza, con la mia faccia e con un uso moderato di parolacce perché altrimenti mi bannano … e non mi è mai successo niente di niente, anzi!