Serie Tv: la mia lista degli imperdibili

Stare tanto sul divano per motivi di salute ha qualche vantaggio: libri, serie tv e tisane. Questo lungo momento ha fatto sì che riprendessi in mano le mie serie tv preferite (anche se molto vecchie) e mi organizzassi la giornata per fare degli immensi ripassoni. Così ecco che nasce la lista degli imperdibili, da condividere con voi. 

SUPERNATURAL 

In realtà non saprei nemmeno dire se questa serie sia mai arrivata a una conclusione, intorno alla decima stagione ho mollato perché cominciava a sembrarmi un po’ ripetitiva. Inoltre il punto s’era perso già da qualche stagione prima. Vabbè. Sam & Dean sono due cacciatori di mostri (inizialmente mannari, licantropi e roba varia), ma piano piano tutta la faccenda s’apre con il Paradiso e l’Inferno e i relativi personaggi angelici e diabolici. Penso che sia una serie abbastanza famosa per non mettermi a scrivere la sinossi generale, credo ci siano davvero poche persone che non ne hanno mai visto nemmeno una puntata! Personalmente io qualche episodio me lo sparo ancora, un po’ per affetto, un po’ per nostalgia e un po’ perché certe cose sono decisamente parte di me (la macchina di Dean, un’Impala del 67, rimarrà sempre il mio più grande sogno erotico).

ER – MEDICI IN PRIMA LINEA

Medici in prima linea è stato il mio primissimo approccio alle serie tv con la mia mamma. Eravamo innamorate perse di Clooney ovviamente, ma anche gli altri non ci facevano proprio schifo. Abbiamo pianto tantissimo alla morte del Dott. Greene, ci siamo emozionate con i viaggi missionari del Dott. Carter e abbiamo sofferto tantissimo con l’infermiera Carol per le sue vicende con il Dott. Ross. Anche questo sceneggiato va avanti per un mucchio di serie, ma al contrario di Supernatural, ricordo la fine e la puntata finale (dove ho pianto come una ragazzina; sì ma ero una ragazzina!) Cosa ci piaceva tanto di ER? Chi lo sa, forse la stessa cosa che abbiamo trovato in Gray’s Anatomy. 

GREY’S ANATOMY

Mettiamo in chiaro una cosa: per me Grey’s Anatomy è finito quando hanno fatto morire Derek. Quindi per tutto quello che succede dopo non solo non ho parole, ma nemmeno le voglio avere. Per me finisce così e basta, tra l’altro lì finisce anche il mio cuore completamente in frantumi. Shonda Rhimes ha giocato con i nostri sentimenti, li ha fatti a brandelli, ci ha sputato sopra e poi li ha gettati a mare come fossero carta da culo. Quella donna è davvero tremenda, ha fatto piangere anche il più algido di noi facendolo diventare innocente come un vitello da latte. Però va bene così, lo abbiamo guardato tanto proprio per questo motivo. 

DESPERATE HOUSEWIFE

Vabbè, ma che scrivo a fare? Io questa serie la guardo e la riguardo, non ho nemmeno più bisogno di vederla, mi basta sentirla. Non ci posso fare niente, anche se so perfettamente quello che sta per succedere non riesco a scollarmi e così mi bevo un episodio dietro l’altro in maniera ossessiva, come se fossi decisamente insaziabile. Sarà il cast tutto al femminile, sarà l’ingenua ipocrisia che si nasconde nella scrittura, sarà Bree che fa quei sorrisi taglienti … non lo so, ma per me è come una droga. Ammetto candidamente che spesso ho sognato di avere una casetta a Wisteria Lane. E di essere ricca, tanto ricca.

FRIENDS

Fatta eccezione per una stagione orribile (quella dove si tenta una patetica storia tra Rachel e Joey) per me rimane la miglior serie tv mai vista al mondo. Perdono loro tutto, anche gli scivoloni omofobi che capitano qui e là. Perdono anche l’eccessivo utilizzo di episodi di riempimento dove si utilizzano spezzoni vecchi (tipo quando i protagonisti ricordano cose). A Friends si perdona tutto, si perdona anche l’insopportabile, quanto inutile, Ross Geller

HOW I MET YOUR MOTHER

Penso che a questo punto non ci sia nulla da spiegare. Ma piuttosto, parliamo di cose serie, a voi l’episodio conclusivo vi è piaciuto oppure no? Io non riesco mai a decidermi, sapete? Alle volte penso che sia il miglior finale del mondo, alle volte penso che si sarebbe potuto fare meglio. Non lo so, ma in ogni caso a me va bene così e anche se l’ho vista tutta 4 o 5 volte, penso che la riguarderei tranquillamente anche una sesta e una settima. 


Per chiudere faccio un paio di menzioni speciali, giusto perché sono state serie tv che hanno segnato chiaramente un prima e un dopo, ma dopo qualche primo momento di chiusura pazzesca ho pensato fossero leggermente noiose: LOST e GAME OF THRONES. Alla seconda, per esempio, continuo a preferire i libri anche se – oramai sono certa – non vedranno mai il finale. La prima, invece, è un calderone no sense dopo la terza stagione. Ma ci piacciono un sacco lo stesso.


Adesso tocca a voi, voglio sapere la vostra lista degli imperdibili e le varie motivazioni. Chissà che non prenda spunto per vedere qualcosa che m’è sfuggito. 

The Good Place, perché morire non è la peggior cosa!

Il cast di the good place

The Good Place è la serie TV che ci ha tenuto svegli tre o quattro notti di fila per un immersione completa fino all’ultimo episodio. Capita sempre più raramente che qualcosa riesca ad accalappiarci a questi livelli, ma alle volte a riuscirci è un prodotto leggero e poco elaborato che vince però sul lato comico.

La trama di The Good Place

La trama è molto semplice: una ragazza giovane muore e si trova faccia a faccia con quella che sarà la sua “guida” in Paradiso (chiamato “La parte buona”). Già dai primi momenti capisce perfettamente che qualcosa non torna e comincia a sospettare d’esser stata assegnata erroneamente alla parte buona. Da lì in poi inizieranno una serie di situazioni pazzesche che andranno a delineare completamente l’architettura di un Aldilà esilarante. Quasi quasi fa venir voglia di schiattare per andare a metterci il naso, ma vi consigliamo di resistere alla tentazione.

Attori noti e meno noti

Il cast è un bel gruppetto di gente che sa fare bene il proprio lavoro, tutti gli attori ci permettono di innamorarci liberamente di tutti i personaggi che sono completi, belli e pieni in tutte le loro sfumature. Kristen Bell l’abbiamo conosciuta tutti come la tagliente quanto sagace Veronica Mars, anche qui la scena sarà principalmente sua, ma avrà per le mani un personaggio completamente diverso e con una morale decisamente tutta da rivedere se vorrà sopravvivere alla morte. La sua Eleanor, per quanto stronza e indecente, finirà per conquistare il nostro cuore completamente. Chi invece conquisterà i nostri ormoni sarà decisamente la sensualissima Jameela Jamil nei panni di Tahani Al-Jamil. Bellissima, una branda di donna (boh, sarà più di un metro e ottanta?) con dei capelli bellissimi. Il personaggio convince nella suo costante mood “mai ‘na gioia”, finirete per provare un’empatia pazzesca, a chi non è mai capitato di essere costantemente messo a paragone con un fratello maggiore o con un cugino che sembra più bravo a fare qualsiasi cosa? Ted Danson ci ha abituati al suo faccione con CSI, ma del suo personaggio non vorrei svelarvi troppo perché è gustosissimo scoprirne le sfaccettature mano a mano. In ogni caso sappiate che non vi deluderà mai, in nessun episodio. D’Arcy Carden spacca davvero; faccia completamente nuova per noi, ci regala un personaggio pazzesco che è una via di mezzo tra Siri di Apple e Alexa di Amazon. Janet è il motore di ricerca quasi vivente della parte buona, in qualche modo saprà regalarci un bel po’ di risate grazie alla sua ingenuità. Manny Jacinto non so da dove l’abbiano tirato fuori, ma è una bella trovata. Il personaggio incarna un po’ il ragazzino che non vuole crescere che è dentro ognuno di noi, per certi versi ci si identifica (anche se con un po’ di vergogna). E in fine, ma non meno importante, arriva il nerd della combriccola: il professore di filosofia etica. William Jackson Harper interpreta Chidi, un ragazzo che per quanto “studiato” …. oh no no, non posso dirvi niente altrimenti vi spoilero. Insomma, anche Chidi (come tutti gli altri) svelerà le sue carte piano piano.

Episodi

Ho scoperto che su JOI c’è già la terza stagione, su Netflix invece siamo fermi alla seconda. Gli episodi sono brevi e incalzanti, da mangiarseli uno dopo l’altro con pizza e birra sulle gambe. Le idee per portare avanti la storia non mancano, l’ambiente è così frizzante che risulta ovvia la quantità di cose che ancora si possono raccontare. D’altra parte quando inventi un mondo ci puoi buttare dentro di tutto, per anni e anni.

Conclusioni e voto

The Good Place ci è piaciuto, abbiamo riso tantissimo e non ci siamo mai annoiati. In realtà non abbiamo nessuna critica da muovere perché si tratta di un buon prodotto leggero che non sembra avere grandi pretese, ma che vince su moltissimi aspetti. Noi lo promuoviamo anche se non abbiamo ancora visto la terza stagione, dopotutto ve lo stiamo consigliando senza alcuna riserva. Ecco che stampiamo sulla pellicola un bell’8 per la montagna di elementi originali e qualche riferimento vago a Douglas Adams.

Errori di montaggio

Per gli occhi di falco: durante il montaggio della seconda stagione è stato fatto un errore molto grave. Ci vogliono occhi allenati e molto rapidi per individuarlo, ma noi l’abbiamo scoperto alla prima occhiata. (Per la verità sono stata io, Claudio ha dovuto ricorrere alla VAR) Trovatelo e svelatecelo!

PERFUME – 4 motivi per guardare questa serie TV

Dopo Dark, la Germania tenta un nuovo colpaccio con Perfume e ci riesce. Su Netflix, la nuova serie che punta al successo internazionale ha conquistato anche noi: ve ne parliamo brevemente? Sì, dai.

Quattro motivi per guardare Perfume

  • Perfume è una serie profondamente “mainagioia” questo va tenuto presente dal primo momento, ma comunque non ci sono troppe occasioni per dimenticarlo. Tutti i personaggi hanno delle storie d’infanzia tremenda, per non dire demmerda. Se volete vedere vedere una serie che parla di: violenza domestica, abusi sui minori, prostituzione, bullismo e rapporti perversi in generale allora siete capitati nella zona giusta. Anche qui, come in Dark, ci sono intrecci parentali assurdi e tantissimi flashback. Magari al primo colpo non ci capite un cazzo, ma sicuramente ve la guarderete lo stesso.
  • Perfume è un bel giallo che si prende i suoi tempi. La polizia non è fatta da uomini geniali che improvvisamente capiscono tutto, i cattivi non sono coglioni inetti che lasciano prove a pioggia perché a un certo punto qualcosa la si dovrà pur trovare. La serie (costruita con puntate di 1h l’una) offre l’arco narrativo necessario per rendere credibili sia gli omicidi che la loro risoluzione non proprio super ovvia e scontata.
  • Parfume è la serie adatta per chi ha un debole per gli psicanalisti austriaci con la barba e gli occhiali tondi. Freud viene abusato quasi sessualmente in ogni filone narrativo della serie: dai problemi con la madre, dalle fasi orali mai superate e via dicendo. Se siete appassionati di psicanalisi in questa serie tv potreste trovare milleduecentoventi motivi per farvi delle ricche pippe mentali a due mani.
  • Non è la traduzione de Il Profumo di Sűskind, ma una rielaborazione piuttosto rispettosa del romanzo in modo tale che questa si adatti senza troppe forzature al nostro secolo. Non ci saranno quindi grandi tradimenti per coloro che come me hanno amato profondamente il libro.

Noi l’abbiamo promossa con un dignitosissimo 7.5: ci sono alcuni passaggi esageratamente lenti, noiosi e aggravati da silenzi lunghissimi che un po’ triturano le palle. La risoluzione del caso, per quanto plausibile, forse risulta un pochino debole e poco convincente. Ma non vi diciamo nulla di più, un po’ perché non vogliamo rovinarvi la visione e un po’ perché è il 2 gennaio e non ne abbiamo voglia.

Cosa guardiamo stasera su Netflix? L’altra Grace

Ecco, abbiamo scritto il titolo super SEO friendly, adesso possiamo parlare di una miniserie bellissima assolutamente da guardare (sì, su Netflix): L’altra Grace.

La trama ce la sbrighiamo semplice

Una giovane donna viene arrestata dopo esser stata accusata dell’omicidio dei suoi padroni. La ragazza proclama innocente e porta avanti la sua tesi nonostante le prove siano completamente contro di lei.

La serie si basa sul romanzo di Margaret Atwood, ispirato a sua volta a una storia vera ed è questo il bello per quanto mi riguarda. Non ho letto il libro della Atwood, ma il titolo è identico ed è facilmente trovabile su amazon: vi lascio il link qui.

Immagino vogliate sapere perché mi è piaciuta e perché io ve la stia consigliando. E va bene.

Tre motivi per godersi L’altra Grace

  • L’altra Grace è una miniserie auto conclusiva. Gli episodi durano circa 50 minuti l’uno e una volta arrivati alla fine … è finita. Insomma, niente lunghe attese estenuanti e folli ricerche di indizi per una nuova stagione su google. La storia ha un inizio e una sacrosanta fine e questo è uno dei primi punti a favore.
  • I costumi sono bellissimi, così come sono una meraviglia i colori che accompagnano tutti gli episodi. C’è dell’antico persino nella luce che entra dalle finestre e questa illumina i corpi in un modo stupendo. Credo che tutta sta menata si chiami “fotografia“, ma di solito è Fidanzato Claudio che si occupa di recensire ed è lui che conosce i termini corretti. Amen, spero abbiate capito.
  • Adoro l’anima mistery di questa miniserie: fino alla fine si viaggia tra la razionalità degli eventi e lo sguardo ammaliante di Grace. Uno sguardo carico d’erotismo e passione, costretto da una cuffietta per i capelli in un corpicino casto e innocente. Il contrasto tra ciò che Grace racconta e la violenza dei fatti è qualcosa di sublime.
  • Mi piace la linea cronologica scelta per la narrazione dei fatti. Grace racconta tutta la storia che l’ha portata a essere arrestata con l’accusa di omicidio, lei infatti si trova a far da serva in casa di filantropi che credono nella sua innocenza. Un uomo di formazione psichiatrica si occupa di lei, dovendo far attenzione a non cedere all’attrazione. Che non ce lo metti un po’ di transfert? Eddai, ci sta bene!

Un’altra bella trovata firmata Netflix, comunque.

Pollice su. Fatemi sapere cosa ne pensate! Qualcuno ha letto il libro?

IZombie VS Santa Clarita Diet: come vi piace il non-morto?

Casualmente, in questo periodo, mi sono chiusa con due serie tv a tema zombie: IZombie e Santa Clarita Diet e mi sono piaciute molto entrambe. Ne parliamo? Parliamone!

IZombie è una serie tv abbastanza datata, la prima stagione l’ho vista nel 2015 – in streaming – quando una mia amica (Ciao Luisa!) mi ha consigliato di guardarla perché la protagonista era Trilly di Once upon a time. Santa Clarita diet invece è più recente (e ha meno stagioni, solo due) esce in Italia nel 2017 su Netflix.

Vediamo subito le differenze!

Gli zombie di IZombie:

izombie Liv

  • Ce ne sono di due tipi, quelli senzienti e quelli completamente rincoglioniti. I primi hanno sentimenti normalissimi.
  • Vengono contagiati inizialmente attraverso della droga tagliata con un ingrediente segreto, successivamente possono contrarre l’infezione attraverso il sangue. La malattia si comporta esattamente come qualsiasi malattia venerea e il virus sembra essere così piccolo da potersi infilare persino nelle trame di un preservativo. Perciò niente sesso interraziale altrimenti si rischia l’infezione.
  • Mangiano di tutto, non hanno problemi con il cibo comune, ma sentono il bisogno di mangiare il cervello umano. Se ciò non dovesse succedere per molte ore, lo zombie senziente si trasformerebbe subito in uno zombie rincoglionito senza reversibilità.
  • Poteri speciali: mangiando un cervello, gli zombie acquisiscono le caratteristiche caratteriali e le conoscenze della persona a cui apparteneva il cervello. Questo permette loro di avere delle visioni che provengono dal defunto e ciò aiuta la protagonista a risolvere casi di omicidio. Non muoiono se non gli si spara alla testa, possono essere congelati e scongelati e in caso di dolore o malessere forte mutano leggermente con tanto di occhi rossi e super forza disumana.
  • Probabilmente possono guarire, ma la cura è sperimentale e al momento non sembra funzionare senza effetti collaterali troppo rischiosi.

Gli zombie di Santa Clarita diet:

Santa Clarita Diet

  • Se ne conosce solo un tipo e sono senzienti, provano sentimenti umani.
  • Vengono contagiati attraverso una varietà di vongole servite in un ristorante. Il virus viene trasmesso in caso di graffio, ma gli zombie possono avere una vita sessuale normalissima.
  • Non mangiano niente che non sia il corpo umano. Quindi possono mangiare tutto ciò che riguardi un cadavere di un uomo, ma non possono assolutamente mangiare altro. Se non mangiano vanno fuori di testa e aggrediscono cadendo in una sorta di follia omicida inconscia. Di questi momenti non hanno memoria.
  • Poteri speciali: sono velocissimi e fortissimi e muoiono solo se colpiti alla testa.
  • Il loro corpo decade, continua a marcire fino alla decomposizione (ma non si sa che succede dopo!). Questo processo può essere fermato attraverso una cura tremenda che prevede della bile umana di nazionalità serba, difficile da ottenere ma non impossibile.

Come ci piacciono gli zombie?

Sinceramente non sono una fanatica, la categoria zombie non è tra le mie preferite. Tuttavia queste due serie TV mi hanno presa un sacco perché sono molto divertenti e fanno un sacco ridere. In Santa Clarita diet, specialmente, viene sottolineato l’aspetto grottesco e demenziale della malattia. I siperietti messi in scena dai personaggi sono spesso molto esilaranti. IZombie riesce a far ridere quanto a commuovere, ma non c’è nulla di tragicamente drammatico, se non qualche scena particolarmente toccante. Cosa vi consiglio? Mah, guardatele entrambe perché ne vale proprio la pena e poi le trovate comodamente su Netflix il che è sempre una bella comodità!

E a voi come piacciono gli zombie?

Senza respiro: GLITCH.

SPOILER FREE

●  Glitch è una serie tv australiana distribuita da NETFLIX ●

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Sono inciampata per caso in questa serie tv e sinceramente mi sono chiesta come mai non mi sia passata sotto agli occhi sui vari social. Niente zombie, niente droga, pochi drammi anche se ci sono uomini che tornano dall’oltretomba, una casa farmaceutica dal comportamento sospetto e una moglie morta che torna viva creando non poco scompiglio. Insomma, gli ingredienti sono sempre gli stessi, ma nessuno di questi è sviluppato in maniera preponderante (o asfissiante) rispetto agli altri. Così incrociamo un po’ di personaggi bizzarri: una mamma vintage con un enorme senso di colpa, un soldato della prima guerra mondiale con un segreto, una ragazzina spigliata e frizzante in un’epoca sbagliata, un uomo del quale non si sa nulla e un sindaco d’altri tempi. La vita di tutte queste persone è in qualche modo intrecciata a quella degli altri, se non nel passato, almeno nel presente. 

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Siamo in una cittadina immaginaria chiamata Yoolana, da qualche parte in Australia e una notte viene chiamata la polizia perché al cimitero pare ci siano schiamazzi fastidiosi per i residenti del circondario. Il poliziotto, che diventerà un nostro simpatico protagonista, fa la terribile scoperta: alcune tombe sono state profanate da chi le abitava, i morti sono tornati in superficie e non ricordano assolutamente di essere … morti.  L’allegra combriccola di redivivi viene quindi accompagnata in una clinica dove facciamo la conoscenza di un’altra simpaticissima figura femminile, la taciturna dottoressa con lo sguardo impenetrabile. Freddina, molto freddina.  DR1419V003S0055933c88d9dae4.29606245_1280Da qui iniziano le carambole per capire che cosa sia successo e come sia potuto succedere, arrivano le gatte da pelare e i colpi di scena. Praticamente una volta fatta partire la prima puntata risulta impossibile fermarsi fino alla sesta (sono sei puntate da circa un’ora l’una, organizzatevi una notte insonne) Non si ride moltissimo, anzi non si ride per niente, ma ogni puntata si chiude obbligandoti a far partire la successiva (sono sicurissima che esista un termine tecnico per nominare sta cosa del fiato sospeso tra una puntata e l’altra, ma l’esperto in materia è al lavoro e adesso non ho voglia di mettermi a cercare)

Cosa mi è piaciuto:

  • Ci sono tanti personaggi e ognuno di loro viene scoperto piano piano, senza però lunghe attese estenuanti. C’è la giusta dose di attesa e la giusta dose di soddisfazione delle curiosità. Non mi è mai venuto da smadonnare, insomma.
  • Le storie dei morti non sono banali e scontate, sono piccole e semplici ma in qualche modo avvincenti. Non deludono e nessuna di loro risulta essere più debole delle altre.
  • Lo schieramento buoni/cattivi non è immediato e comunque non è chiarissimo mai, al termine della prima stagione ancora non si sa bene da che parte stare.
  • La prima stagione termina con un enorme sospeso, anche se qualcuno può intuire qualcosa. Sempre ammesso che io abbia intuito giusto, ovviamente.

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Per la seconda stagione si dovrà aspettare un pochino, ma è co-prodotta da Netflix e si sono già firmati contratti e accordi, quindi sono abbastanza sicura che non ci verrà tirato il pacco. Spero, altrimenti sono smadonnamenti carpiati.

Insomma, per me è sì, poi vedete voi.