Quali sono le figure professionali che al minimo servono in una compagnia teatrale?

Una compagnia teatrale è un organismo composto da tante parti. C’è un regista, ci sono gli attori…e poi? Poi c’è un mondo fatto di maestranze e professionalità che permettono alla baracca di andare avanti. Purtroppo le difficoltà economiche, unite forse a una punta di megalomania di registi convinti di essere supereroi multifunzionali, spesso ci portano a decidere di fare a meno di una o più di queste figure, ma quanto è più facile e bello il lavoro con loro? È fondamentale (come in un vero organismo) che tutte le maestranze siano sinergiche, in un continuo travaso di idee che renda omogeneo tutto lo spettacolo in un’opera completa. Questo articolo è dedicato a loro.

Lo scenografo

Lavorare senza uno scenografo è come fare una gara di corse senza un meccanico: ce la puoi fare, ma prega tu non ne abbia mai bisogno. Lo scenografo è quella figura incaricata di disegnare, progettare e realizzare tutto il setting in cui si svolge la rappresentazione: la cornice, certo, ma anche tutto quello con cui gli attori interagiranno (arredamento, oggetti di scena, ecc). Uno scenografo può trasformare radicalmente le sensazioni che una scena trasmette e lo stesso dialogo, ambientato in scene diverse, può portare a risultati sorprendenti. Vuoi mettere Romeo che fa la sua dichiarazione a Giulietta da sotto il bancone o sotto un montacarichi?

Un truccatore

A che serve un truccatore? Chi non è capace di mettere un po’ di matita per sottolineare gli occhi o il fondotinta per nascondere le imperfezioni della pelle? E invece no, un truccatore conosce tecniche quasi magiche sia per trasformare giovani in vecchi, brutti in belli e viceversa, o per creare creature nuove e mai viste. Ma un truccatore abile sa fare quello che nessun altro sa fare: con l’utilizzo di una specifica palette si può trasmettere un messaggio, trasmettendo informazioni sui personaggi che altrimenti rischierebbero di perdersi.

Il costumista

L’abito di scena è una condanna. Ho capito che per un attore spesso è più importante essere “piacevole” alla vista con i suoi vestiti che essere funzionale alla scena. Diciamoci la verità, quante volte gli attori si sono lamentati dei costumi, perché non li valorizzavano, perché erano brutti, e così via? E qui, interviene il costumista. La scelta dei colori, dei tagli dei vestiti, la quantità dei cambi d’abito sono tutti messaggi che un professionista sa trasmettere attraverso il sapiente uso di dettagli che rendono questa figura essenziale.

Il tecnico

La magia del teatro è anche nella luce, c’è poco da fare. Un bravo tecnico della luce e del suono non si limita a fare in modo che gli attori si vedano bene sul palco o che tutti gli spettatori possano godere di una buona acustica. Un taglio di luce, magari colorata, o un leggero riverbero del suono diffuso nelle casse tramite dei microfoni ambientali possono trasformare una scena normale in una scena memorabile.

L’organizzatore

“Allora ragazzi, domani prove” “No, io non ci sono” “Io arrivo mezz’ora dopo” “Io vado via mezz’ora prima” “Io parto per il Messico” “Io il giorno della prima ho programmato una missione umanitaria in Congo”. Per queste e altre mille questioni, tra cui fissare gli appuntamenti con le maestranze, con il teatro, con la Siae, con i musicisti, stabilire il calendario prove, e tutte quelle cose che permettono allo show di andare avanti, c’è bisogno di un organizzatore

Comunicazione, grafica e stampa

“Ciao ragazzi! Stiamo preparando il nostro prossimo spettacolo, venite a vederci!” Pare una stupidaggine, e invece. Tutti quelli che bazzicano nel mondo del teatro sanno quanto è difficile coinvolgere il pubblico fino a convincerlo a venire a teatro. Ebbene, al secolo della società dell’informazione e della comunicazione, avere in squadra un esperto di questo settore può davvero segnare la differenza tra la vita e la morte programmando le pubblicazioni sui social, prendendo contatti con i blogger e perché no, anche con la cara e vecchia stampa, magari supportato da un grafico che sappia creare contenuti accattivanti e in grado di “catturare l’occhio”.

Lisìstrata Offline o Castità | TEATRO ROMA

Ragazzi, ci prendiamo un po’ di spazio per farvi conoscere uno spettacolo esilarante messo in scena dagli amici della Compagnia Teatrale La Corda e la Tela: se siete a Roma dall’8 ottobre … non potete perdervelo!

L’OMS ha catalogato nel 2017 la dipendenza da gioco virtuale come una questione di salute mentale. In questo libero adattamento, la moderna Lisistrata vede la sua vita e quella delle sue amiche stravolta da questa apparentemente innocua malattia che ha colpito i loro mariti. Decide allora di risolvere la faccenda ripercorrendo i passi della sua diretta antenata.

Siamo a Roma e gli uomini si stanno facendo prendere la mano da un gioco di ruolo che li vede impegnati in una guerra senza fine apparente tra Roma Nord e Roma Sud. Le donne, oramai tentate tutte le alternative, decidono di dare un giro di vite alla vita sessuale delle coppie unendo tutte le loro voci in un grido: “Offline o Castità!”.

Le informazioni per lo spettacolo

Teatro Lo Spazio, Via Locri 42/44 RM Info e prenotazioni (anche SMS o whatsapp) 
3394719840-331 4184620 produzione La Corda e La Tela

LIVE Dal 8 ottobre al 13, orari spettacoli:
Da Lunedì a Sabato ore 20:30
Domenica 13 ore 17:00

INGRESSO: è richiesta la prenotazione
Singoli 10,00 € + tessera associativa del teatro 
Gruppi di minimo 5 persone 8,00 € + tessera associativa del teatro
Bambini fino a 10 anni 5,00 €

Evento Facebook: raggiungilo con un click

Cogliamo l’occasione per spedire tantissima merda ai nostri amici, in particolare a Michela, ad Andrea e a Severino Bof, nella piena certezza che anche questa volta, ad aspettarli, ci sarà un pubblico caldo ed entusiasta!

MERDA MERDA MERDA!

La Compagnia Teatrale I Gracchi – ANTIGONE

Per fare le cose fatte bene uno dovrebbe spiegare perché la compagnia teatrale di Fidanzato Claudio si chiama “I Gracchi” e successivamente si dovrebbero dare delle spiegazioni sul fatto che come primo progetto si presenta un lavoro dell’ antica Grecia e non dell’antica Roma. Riassumiamo rapidamente queste noie: I Gracchi sono fighi e l’Antigone è una tragedia strabella. 

Di cosa parla la tragedia di Antigone?

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Prima di tutto è una tragedia, spoiler: Antigone muore. Nelle tragedie, infatti, muoiono tantissime persone quindi sappiate che no, non fa assolutamente ridere nemmeno per cinque minuti. La storia, però, è appunto strabella. Antigone è una delle due figlie di Edipo, sorella di Ismene, Eteocle e Polinice. Proprio questi due decidono di farsi la guerra per il trono di Tebe, finisce male e si ammazzano a vicenda. Creonte diventa re in quanto zio dei due eredi di Edipo morti in battaglia e decide che Polinice, quello che gli stava meno simpatico dei due, non deve ricevere onoranze funebri. Se non ci avete capito niente potete trovare un bel riassunto qui. Antigone non ci sta e vuole seppellire il fratello, chiede aiuto alla sorella Ismene e non ottenendolo decide di fare tutto da sola. La sgamano e la portano davanti a Creonte il quale decide di mantenere fede al suo stesso decreto (che prevedeva l’uccisione di chiunque avesse cercato di onorare il defunto) condannando a morte Antigone, nonché promessa sposa di Emone, figlio di Creonte stesso. Non ci avete capito una mazza? Meglio, così sarete più impressionati quando ci verrete a vedere. 

Antigone a teatro con I Gracchi

Fatta e rifatta in mille salse diverse, abbiamo voluto provare una ricetta tutta nostra. Se nel complesso non abbiamo modificato la storia, sul testo invece abbiamo fatto diversi cambiamenti. Se pensate di venire a vedere la tradizionale tragedia greca con il coro, sappiate che l’abbiamo eliminato completamente, inserendo una nuova figura che potesse svolgere parte di quella funzione integrandola con alcuni aspetti per noi interessanti. Il narratore: sto parlando di quel tizio che nella locandina tiene gli occhi aperti. Se è diverso dagli altri ci sarà un perché.

Quando e dove

Mi secca scrivere tutto, quindi vi propino un becero copia e incollaLa Compagnia Teatrale I Gracchi debutta con il suo primo lavoro al Teatro Agorà, via della Penitenza 33 (Roma). Lo spettacolo andrà in scena dal 19 al 24 giugno nei seguenti orari: martedì-sabato ore 21, domenica ore 17.
Lo spettacolo è riservato ai soci dell’associazione culturale Teatro Agorà 80, sarà possibile effettuare l’iscrizione di 2€ al momento dell’ingresso. Il biglietto per lo spettacolo ha un costo di 13 euro. Vengono effettuate riduzioni per minori di 18 anni mentre a spettatori disabili verrà consegnato un ingresso omaggio.
Per info e prenotazioni: telefonate al numero 331/2696999 oppure WhatsApp 392/3874497. Indirizzo mail: compagniateatraleigracchi@gmail.com

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Chiaramente, per mettere in piedi uno spettacolo teatrale ci siamo attrezzati con le migliori maestranze possibili, quindi ai costumi abbiamo messo una sarta costumista, alla scenografia un laboratorio di scenografi e a fare Ismene hanno messo me perché costavo poco e il budget era finito. Seguite la fantastica Elena Gradara e le sue creazioni sartoriali etiche Vagamente Retrò. Ambramà invece è il laboratorio che si occupa della nostra scenografia… rotante (?) e se volete farvi un’idea di quello che combinano andate a vedere i loro video. Ovviamente non manca la fotografia di Claudia Frijio, la grafica di Giulia Cecconi e il trucco di Federica Fusco. Ultimi e non ultimi per niente, un plauso ai gioielli di Marco, artigiano di Revolù Art. Ah, poi se vi va potete seguire anche noi.

Venite a vederci? Noi vi aspettiamo!